|
di Francesco Mangascià
7 settembre 2008 0:00
Anche se non ne sei un grosso esperto ma ami la musica,
quando ascolti Uto Ughi, non rimani sorpreso dalle sue note,
erano già dentro di te, se sei in cerca di Dio, non ti
importa degli altri vuoi solo Lui e nella tua follia non lo
trovi, anche se è ovunque, se poi sei un ateo devoto solo
alla pace, non ti curi dei morti ma ignobilmente solo dei
vivi, se sei invece un militare indiano prigioniero di
guerra in cella dal 1971! sei una persona entrata un attimo
in un istante per non venirne più fuori.
Furono 54 i militari indiani fatti prigionieri di guerra,
nel 1971, in una delle tre guerre perse contro l'India dal
Pakistan, escludendo l'ultima batosta pakistana in Kargil,
sono 37 anni che sono in cella, altro che Guantanamo!Alcuni
di questi sono ancora vivi, sono 41 quegli esseri umani che
marciscono in prigione per aver servito il proprio paese,
tra loro il tenente pilota V. V. Tambay, abbattutosui cieli
del Pakistan e poi catturato il 4 Dicembre 1971, un
ufficiale navale del Bangladesh e un criminale comune, hanno
dichiarato di averlo incontrato durante la loro prigionia in
Pakistan.
Ad un padre sono arrivate lettere scritte dal figlio, Ashok
Suri, dato come morto, che le aveva affidate a qualcuno che
sarebbe uscito di prigione; nessuno ha fatto nulla per quei
poveracci.L'ex Primo Ministro Benazir Bhutto, quando era in
carica cioè prima dell'esilio, durante un incontro di
natura regionale ammise di essere a conoscenza della
disgraziatissima sorte di questi sventurati, di questi eroi
scomodi, eroi che non interessano ad Amnesty International,
eroi dimenticati da tutti, meno che dai famigliari .
Asif Ali Zardari, vedovo di Benazir, che ammise quelle
prigionie, come nuovo presidente del Pakistan, porrà fine a
questa ingiustizia, mettendo così fine, miliarmente,
all'odio del Pakistan nei confronti dell'India? o seguiterà
a proteggere l'odio? Asif Ali Zardari, se volesse, liberando
chi tra quei poveracci è ancora in vita, potrebbe sferrare
un colpo mortale alla moralità di certi patriottismi
indiani, che son solo di facciata.
|