Boffo: pederasta o solo infondate accuse di Feltri?
Dopo le devastanti rivelazioni dello zerbinotto Vittorio Feltri sul suo Giornale, a danno del suo collega, il direttore dell'Avvenire Dino Boffo, accusato fa Feltri di essere un omosessuale 'patentato', oggi abbiamo la replica, sorprendentemente pacata, a fronte di un attacco così violento, dello stesso Boffo, seguita poi dalla controreplica di Feltri.
Penso che a pochi sia sfuggito un aspetto assolutamente inquietante riguardante le istituzioni pubbliche, devastate da quasi un decennio di berlusconismo selvaggio. Si tratta proprio di un passaggio dell'intervento di Boffo in sua difesa e di un altro nella controreplica di Feltri. Vediamo di cosa si tratta.
Boffo:
La telefonata di Maroni: nessuna schedatura
«Le cose assurde erano talmente tante, che onestamente questa non mi aveva colpito più di altre. Fino a quando non mi ci ha fatto tornare Roberto Maroni allorché, con una telefonata per me assolutamente inattesa, ha voluto manifestarmi la sua solidarietà e il senso di schifo che gli nasceva dalle cose lette. Ma il ministro dell'Interno teneva anche ad assicurarmi di aver ordinato un'immediata verifica nell'apparato di pubblica sicurezza che da lui dipende, e che nulla, assolutamente nulla di nulla era emerso.»
Feltri:
«Feltri, dopo la reazione del direttore dell'Avvenire, così replica: "nessun killeraggio ma solo la trascrizione di un documento del casellario giudiziario, cioè pubblico. Abbiamo semplicemente ricordato - dice Feltri - che Boffo ha dovuto rispondere in tribunale di una vicenda, che si è conclusa con patteggiamento e ammenda, e che risulta in modo chiaro dal casellario giudiziario di Terni. Ebbene, questa vicenda attiene alla sfera dei comportamenti sessuali".»
Ora la sconcertante incongruenza è sotto gli occhi di tutti. Se Maroni, attuale MINISTRO DELL'INTERNO, afferma che NULLA è emerso a carico di Boffo, le eventualità possono essere solo due: o Maroni, contravvenendo platealmente al suo ruolo istituzionale per indebito favoreggiamento (cosa gravissima per un alto funzionario pubblico) ha mentito, oppure egli dice la verità, mettendo in serissimi guai giudiziari Feltri ed i suoi 'eventuali' mandanti, i quali sarebbero costretti a licenziarlo più rapidamente di quanto non abbiano fatto nell'assumerlo!... Chi vivrà vedrà..
Cronista