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di Annapaola Laldi
18 novembre 2009 20:38
dal sito www.amnesty.it riporto questo appello. Mi sembra
degno di attenzione.
COMUNICATO STAMPA
CS142-2009
AMNESTY INTERNATIONAL CHIEDE AD HAITI DI SRADICARE LA
SCHIAVITU’ INFANTILE
Le autorita’ di Haiti devono introdurre una legislazione
per proteggere i
bambini e le bambine che lavorano come aiutanti domestici in
condizioni
che equivalgono alla schiavitu’, ha affermato oggi
(mercoledi’ 18 novembre
2009) Amnesty International, lanciando una campagna per
chiedere al
governo haitiano di agire per proteggere questi bambini e
queste bambine
da abusi, maltrattamenti e sfruttamento.
Molte famiglie haitiane, a causa della poverta’, sono
obbligate a mandare
i figli e le figlie a lavorare presso altre abitazioni, dove
finiscono col
pulire, cucinare, fare lunghi tragitti per andare a prendere
l’acqua e
badare agli altri bambini della famiglia.
‘In molti casi, si tratta di una condizione di effettiva
schiavitu’’- ha
affermato Gerardo Ducos, ricercatore di Amnesty
International su Haiti. ‘I
bambini e le bambine lavorano in condizioni disumane,
subiscono violenze e
abusi da chi li ospita, solo per un piatto di cibo’.
La condizione delle bambine e delle ragazze impiegate come
collaboratrici
domestiche e’ drammatica: secondo l’Unicef, nel 2007
erano almeno 100.000.
Intrappolate in una situazione di totale dipendenza, molte
ragazze sono
costrette a sopportare violenze e abusi sessuali. Alcune
abbandonano il
lavoro o la famiglia che le ospita e vanno a vivere in
strada dove non
hanno altra opzione, per sopravvivere, che vendere il
proprio corpo.
Re’gina, una ragazza di 15 anni, ha raccontato ad Amnesty
International
che, all’eta’ di 10 anni, e’ stata mandata a lavorare
come domestica, ma
e’ scappata via perche’ le bastonate erano diventate
insopportabili. Ha
passato i successivi quattro anni a Foyer Maurice Sixto, un
rifugio per ex
collaboratori domestici. In questo periodo ha potuto andare
a scuola.
All’eta’ di 14 anni e’ tornata a casa, dove ha subito
ulteriori abusi.
‘Le ragazze di Haiti sono intrappolate in una spirale di
poverta’ e
violenza’- ha dichiarato Gerardo Ducos. ‘Sradicare
questa moderna forma di
schiavitu’ e’ il solo modo per proteggere i diritti di
migliaia di bambini
e bambine’.
Le leggi haitiane non contemplano un quadro giuridico per la
protezione
dei bambini.
La Legge per la proibizione e l’eliminazione di ogni tipo
di abuso,
violenza e trattamento inumano dei bambini, entrata in
vigore nel 2003, ha
abrogato un capitolo del Codice del lavoro che regolava il
lavoro dei
bambini nei servizi domestici, senza mettere al bando la
pratica.
Il Codice proibiva ‘l’impiego’ di bambini al di sotto
dei 12 anni di eta’
come lavoratori domestici e garantiva che chi aveva piu’
di 15 anni
ricevesse un salario. Stabiliva inoltre che le famiglie di
adozione che
intendevano impiegare un bambino come lavoratore domestico
avrebbero
dovuto, tra gli altri adempimenti, chiedere
l’autorizzazione all’Istituto
per l’assistenza e la ricerca sociale.
‘In vista della Giornata universale dell’infanzia, il
governo di Haiti
deve aumentare il suo impegno per proteggere le ragazze
lavoratici
domestiche e compiere dei passi concreti per migliorare la
loro
situazione’ – ha concluso Gerardo Ducos.
FINE DEL COMUNICATO
Roma, 18 novembre 2009
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