Il Governo ascolti chi protesta e criminalizzi i privilegi
Dopo provvedimenti da lettera morta, nei confronti della casta: il governo ancora non mostra di aver capito che la situazione in Italia non è più esplosiva, è già esplosa. La gente, a ragion veduta, non si fida più né dei politici né dei sindacati, pertanto chiaramente ogni accordo intrapreso con quest’ultimi poi è inaccettabile per gli iscritti e non. Le categorie dei lavoratori, seguono nuovi indirizzi. E al di là delle ideologie. Il blocco dei Tir, e gli scioperi che seguiranno oltre a togliere introiti alle casse dello stato e punti al pil - poiché se si blocca il commercio lo stato non incassa- ne sono l’evidenza oggettiva. Il Governo, se si vuol far ascoltare, lasci perdere l’art 18, e prenda provvedimenti di applicazione immediata contro i soliti noti, che mai rinunciano a qualcosa, e infine non limiti il dialogo con il cittadino che invece sempre deve rinunciare, a meri contatti epistolari, via media. Il Governo deve comprendere che ormai il privilegio, ogni privilegio, deve essere eliminato e criminalizzato pure se si vuol veramente salvare un Paese, del cui per capire le proteste basta solo guardarsi intorno. Se si ha voglia di guardare.
Francesco Mangascià
Francesco Mangascià