Ma come si fa a festeggiare la morte o la miseria il 1 Maggio?
Io, seppur con il massimo rispetto per il lavoro, credo che il prossimo 1 Maggio non debba essere festeggiato. Non si può festeggiare la morte, le malattie, la miseria. Il lavoro non c’è, e dunque porta chiusa all’ipocrisia, e alle fave col pecorino. Il 1 Maggio di quest’anno bisognerebbe dedicarlo ai disoccupati ma, standosene a casa, e non partecipando assolutamente alle feste o ai concerti di piazza che tanto servono solo a chi li organizza. Farlo, oltre che un segnale a chi di dovere, sarebbe anche un gran bel gesto di rispetto per i disoccupati, per gli esodati e per tutti quelli che si son suicidati perché senza lavoro e naturalmente sarebbe di gran rispetto pure per tutti quelli che ancora si suicideranno. Perché altri si suicideranno. Se poi irriducibilmente si sente proprio questo desiderio di festeggiare qualcosa assieme a quei partiti e quei sindacati che hanno rovinato il paese del tutto, allora si festeggi in silenzio ma come giorno di tutti i morti sul lavoro, anche di quelli al nero, e dei morituri che moriranno di qualche cancro perché la legge consente che il loro diritto alla salute venga violato per favorire gli interessi di qualche industria. Vado avanti? c’è ancora tanto… Ma come si fa a festeggiare la morte o la miseria il 1 Maggio?
Francesco Mangascià
Francesco Mangascià