le MIE NUOVE
Tutto iniziò intorno al 1987 sul mare di Cirella di Diamante, quando per salutare in modo originale una cara amica, mi sforzai di offrirle ogni giorno una briciola di sapienza (a mio vedere).
Chiamai quella miniserie “Ottimismo per un giorno di scuola”, misurando nella vita una costante, faticosa via di apprendimento, una dura scuola perenne.
Come omaggio a quell’inizio, comincerò appunto di lì, ma nel prosieguo non potrò essere ordinato, ché l’ordine me lo sono perso tanto tempo fa…
Ma ancora prima di questo, propongo quello che credo sia il fondamento, lo scopo, e la chiave di tutta la passeggiata terrena che tutti ci affligge.
Si chiama “Reciprocità”, ed è l’aforisma per oggi.
……………………………………….
Reciprocità
«Ma perché, quando vai per la strada
sorridi alle persone che incontri?»
«Perché sono contento che siano vive»
«Ma, scusa, per te non è importante
d’essere vivo tu?»
«Anche. Ma se loro non fossero vivi,
a chi potrei sorridere? e senza sorriso,
che vivrei a fare?»
Lucio Musto Monsano, 28/02/01 12.36
.........................
Queste battute sono parte di un dialogo col mio amico Alberto C. che sempre ringrazio.
Chiamai quella miniserie “Ottimismo per un giorno di scuola”, misurando nella vita una costante, faticosa via di apprendimento, una dura scuola perenne.
Come omaggio a quell’inizio, comincerò appunto di lì, ma nel prosieguo non potrò essere ordinato, ché l’ordine me lo sono perso tanto tempo fa…
Ma ancora prima di questo, propongo quello che credo sia il fondamento, lo scopo, e la chiave di tutta la passeggiata terrena che tutti ci affligge.
Si chiama “Reciprocità”, ed è l’aforisma per oggi.
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Reciprocità
«Ma perché, quando vai per la strada
sorridi alle persone che incontri?»
«Perché sono contento che siano vive»
«Ma, scusa, per te non è importante
d’essere vivo tu?»
«Anche. Ma se loro non fossero vivi,
a chi potrei sorridere? e senza sorriso,
che vivrei a fare?»
Lucio Musto Monsano, 28/02/01 12.36
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Queste battute sono parte di un dialogo col mio amico Alberto C. che sempre ringrazio.