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di Zio er metico
20 settembre 2006 0:00
(Per telefono)
Ciao Bambino,
vorrei raccontarti una "parabola", la cui origine non è
italiana e nemmeno europea.
"Un padre picchiava il proprio figlio, rimproverandolo a
dovere per non aver fatto né essersi comportato come gli
era stato comandato mentre il figlio, opponendosi come
poteva, sosteneva calorosamente le sue motivazioni.
Passava di li un uomo che, mossosi a compassione nei
confronti di quel figlio si intromise col proposito di
difenderlo dalla foga del padre.
I due parenti furono alquanto disturbati da codesta
intrusione ma l'uomo, non mortificandosi, fu costretto alla
fuga, avendo sia il padre che il figlio, preso due nodosi
tortori onde aver ragioni più convincenti per costringere
l'intruso alla ritirata."
Tu mi chiederai:"Zio, mi spieghi la parabola?"
Bene.
In parole povere, il figlio siamo noi, il popolo, mentre il
padre è la nostra cultura, tradizione ed etica. Il terzo
incomodo è qualcuno che dal di fuori, per una qualsiasi
ragione - non ultimo, profittando della deriva del figlio -
si frappone dettando le proprie regole.
Questo è quello che sta accadendo in questi giorni di
questa nostra bellissima epoca di resoconti storici!
Ciao, Bembino, presto ti vengo a trovare.
Ps.: con piena vostra libertà e scusandomi per l'apertura
di un nuovo tema profittando del server dell'ADUC, proporrei
di dire la vostra a riguardo, nella sezione - che ritengo
sia di gran valore - della Festa della Mamma. Ancora saluti
cari a tutti.
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