In piedi, Signori, davanti ad Amina, è una Primavera che non vuol morire oppressa.
Amina, non è solo Amina la femen, una donna che si denuda in pubblico, è infame e riduttivo descriverla solo così, Amina è una grandissima dissidente; una dissidente che coraggiosamente non esprime la propria protesta comodamente dall’estero o, per seguire una moda ma, lo fa in casa propria, rischiando la propria vita, per opporsi ai fondamentalisti islamici che con la forza vogliono imporre la sharia, anche a chi non intende seguirne i canoni. Amina, li combatte senza armi, senza i droni di Obama e senza anche le pietre con cui si lapidano le donne, senza le fruste con cui si frustano e senza le corde con cui si impicca nel nome di Allah, pretendendo di esaltare Dio attraverso la barbarie. Amina li affronta solo con al nudità del proprio corpo, ed è per questo motivo che è stata nuovamente arrestata in Tunisia, mentre si apprestava a contrastare i salafiti armata solo del proprio corpo, parafrasando Shakspeare Per tutte le violenze consumate su di Lei, per tutte le umiliazioni che ha subìto, per il suo corpo che avete sfruttato, per la sua intelligenza che avete calpestato, per l’ignoranza in cui l’avete lasciata, per la libertà che le avete negato, per la bocca che le avete tappato, per le ali che le avete tagliato, per tutto questo: in piedi signori, davanti ad una donna. In piedi, Signori, davanti ad Amina, è una Primavera che non vuol morire oppressa.
Francesco Mangascià
Francesco Mangascià