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di Francesco Mangascià
6 settembre 2008 0:00
Stampa Clandestina, è un qualcosa che si dovrebbe lèggere,
solo in riferimento al fascismo o ai re spergiuri, i
Borboni. Purtroppo, la formula giuridica, di stampa
clandestina, è stata rivivificata tempo da un esponente
della magistratura siciliana, Patricia di Marco del
tribunale di Modica, che invece di occuparsi dell'onorata
società, ha condannato, giuridicamente, il lavoro di uno
storico come Carlo Ruta, per violazione dell'art 16 della
legge 47 del 1948, su espressa richiesta del querelante,
giudice Agostino Fera. Non ci interessa assolutamente se
Carlo Ruta sia di destra o di sinistra, l'unica cosa che ci
interessa, che ci preoccupa, è che attraverso lui si
condanna la libertà di stampa, in maniera feudale. E ci
preoccupa assai che ancora oggi nel 2008, dopo che la Corte
Europea per i diritti dell'Uomo di Strasburgo ha condannato
l'Italia per violazione dell'art 10, riguardante il diritto
di critica e di espressione, la legge ancora consenta questo
tipo di assurde censure, giudiziarie, al lavoro di uno
storico.
Riflessioni dell'autore:
ma se questa legge è del 1948, la vollero i Padri della
Patria..
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