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Quello che scrivi sara' pubblicato integralmente sul portale Internet dell'Aduc. Questo perche' riteniamo che le esperienze, le riflessioni o anche solo le opinioni di ogni singolo cittadino siano utili a tutti i lettori-consumatori, proprio se e proprio perche' senza filtro e senza censura. L'Aduc si riserva il diritto di intervenire solo nei seguenti casi:
  • Quando uno stesso intervento e' inviato piu' volte. In questo caso, pubblichiamo l'intervento una sola volta.
  • I messaggi di spam, palesemente fuori tema, non sono pubblicati (ad esempio, i messaggi pubblicitari).
  • Non pubblichiamo i post che costituiscono un tentativo concreto e attuale di organizzare atti di violenza alle cose o alle persone.
  • Quando si accusa una societa' o una persona di un reato (ad esempio, "truffa", "furto", etc.) senza fornirne adeguata documentazione. In questo caso, quando possibile, eliminiamo solo i riferimenti alla persona o alla societa' in questione.
  • Quando vi e' violazione della privacy di qualsiasi persona (ad esempio, quando si offrono generalita', numeri telefonici, indirizzi email, etc. di privati cittadini).
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Inoltre, si consente espressamente che i propri dati personali forniti e l'indirizzo IP siano oggetto di trattamento ai sensi degli artt. 11, 13 e 23 del D.Lgs. n.196 del 2003. Si è a conoscenza del fatto che i dati verranno trattati per le finalità proprie delle iniziative dell'Associazione. Si è altresì informato del proprio diritto, in forza dell'art. 7 D.Lgs. n.196 del 2003 di ottenere la conferma dell'esistenza di tali dati, la cancellazione, la anonimizzazione o il blocco dei medesimi qualora siano trattati in violazione della legge; l'aggiornamento, la rettifica o l'integrazione dei medesimi; nonché la facoltà di opporsi gratuitamente al trattamento dei dati, anche a fini di informazione commerciale, marketing e vendita diretta. Si è altresì informati che il titolare è ADUC, Associazione per i diritti degli utenti e consumatori, con sede a Firenze, via Cavour 68.

E' importante tener presente:
  • quello che scrivi potrebbe costituire reato di diffamazione se:
    - racconti fatti non veri;
    - usi toni eccessivi e sproporzionati, non contenuti, anche nel caso di fatti realmente accaduti;
    - i fatti, anche se veri ed espressi in modo contenuto, non hanno interesse per la collettivita' e ledono la riservatezza, l'onore o la reputazione di uno o piu' singoli individui (vedi Esempio 3)
  • l'Aduc non puo' controllare la veridicita' di quanto scritto da centinaia di migliaia di utenti-consumatori. E' responsabilita' di chi scrive appurare la correttezza dei fatti narrati, ed eventualmente fornirne le prove;
  • l'autorita' giudiziaria e' in grado di risalire all'autore della lettera o dell'intervento in caso di denuncia per diffamazione da parte del cittadino o del professionista (venditore, gestore, societa') oggetto della richiesta di consiglio o del commento. E cio' tramite l'indirizzo IP (il numero in rosso che appare sulla form di inserimento del testo) di provenienza del messaggio inviatoci.
Pertanto ti invitiamo a:
  • conservare tutta la documentazione comprovante la versione dei fatti narrata nella richiesta di consigli, nel caso si fosse chiamati a risponderne in sede legale;
  • limitarti a raccontare i fatti e le opinioni, evitando offese, minacce o accuse di "truffa", "estorsione", etc. Esse non servono ad informare sulla realta' dei fatti e rischiano di farti passare dalla parte del torto.
  • non violare la privacy dei singoli individui. Se parli di un tuo vicino di casa o di un ex marito, evita di farne il nome o comunque di permetterne l'identificazione. Non esiste invece alcun diritto alla privacy per i professionisti, amministratori, venditori, gestori, etc., sempre che ci si limiti a descriverne i comportamenti nell'esercizio delle loro funzioni, e non fatti irrilevanti che violano la riservatezza della loro vita privata.
Qualche esempio:
  • Esempio 1
    NO:
    Sono vittima di una truffa da parte del negozio online Caio; ho ordinato e pagato una tv e a distanza di mesi non me l'ha ancora mandata.
    SI': Sono vittima di un disservizio da parte del negozio online Caio; ho ordinato e pagato in anticipo una tv e a distanza di mesi non me l'ha ancora mandata.
    Perche': il codice penale (art. 640) definisce truffatore "Chiunque, con artifizi o raggiri, inducendo taluno in errore, procura a se' o ad altri un ingiusto profitto con altrui danno". A meno che non si sia in grado di dimostrare la cattiva fede del venditore, si tratta probabilmente di semplice inadempienza contrattuale, ovvero non un reato ma semplicemente un illecito civile. Accusare il venditore di truffa ti espone ad una denuncia per diffamazione, anche se in sede civile si ha diritto ad un risarcimento del danno.
  • Esempio 2
    NO:
    La lavanderia Sempronio mi ha rovinato il vestito del matrimonio; a quei farabutti gli spacco la testa!
    SI': La lavanderia Sempronio mi ha rovinato il vestito del matrimonio.
    Perche': va da se' che offendere o minacciare costituisce reato, oltre ad essere totalmente inutile ai fini di un nostro consiglio.
  • Esempio 3
    NO:
    Ho litigato con il mio amministratore, Paolo Rossi, perche' non mi aiuta a risolvere un problema. Fra l'altro, so che esce con una mia vicina di casa.
    SI': Ho litigato con il mio amministratore, Paolo Rossi, perche' non mi aiuta a risolvere un problema.
    Perche': i comportamenti individuali estranei al rapporto consumatore-professionista costituiscono una violazione della privacy. Se e' lecito fare nome e cognome, e spiegare nel dettaglio cio' che fa un professionista mentre lavora, la sua vita privata e' protetta dalla legge come quella di qualsiasi altro cittadino.

LA DIFFAMAZIONE (art. 595 c.p.):
"Chiunque ... comunicando con più persone offende l'altrui reputazione, è punito con la reclusione fino a un anno o con la multa fino a 1.032 euro. Se l'offesa consiste nell'attribuzione di un fatto determinato, la pena è della reclusione fino a due anni, ovvero della multa fino a 2.065 euro. Se l'offesa è recata col mezzo della stampa o con qualsiasi altro mezzo di pubblicità, ovvero in atto pubblico, la pena è della reclusione da sei mesi a tre anni o della multa non inferiore a 516 euro. Se l'offesa è recata a un Corpo politico, amministrativo o giudiziario, o ad una sua rappresentanza, o ad una Autorità costituita in collegio, le pene sono aumentate."
 
 
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