alfonso scala lombardo
16 febbraio 2009 00:00
Pietro, io c'ero! All'epoca delle istituende Regioni, fu solo il minuscolo Partito Liberale a votare contro. Non è da dire che quei 4 liberali fossero contro la Costituzione, tuttt'altro. Onore al merito, sotenevano che le Regioni così come rappresentate, sarebbero costate enormemente alle casse dello Stato e proponevano, prima di impegnare così sconsideratamente le finanze del Paese di eliminare le provincie e di ridistribuire e preventivamente trasferire il personale amministrativo centrale, in periferia. Furono zittiti, si affermò che le Regioni non sarebbero costate più du 2 milardi di lire. Oggi, dopo tanta onerosa esperienza, tutto tace. Le Camere sono e restano sovrabbondanti; si tenta di mantenere surrettiziamente un Senato,mentre noi paghiamo e continueremo a pagare. Non si disciplinano le prebende dei rappresentanti comunali, men che mai di quelli che siedono bellamente alle Camere, di là da venire una revisione degli emolumenti ai parlamenta ri italiani in Europa, allineandoli almeno alla media europea stessa. I consigli comunali, medi, piccoli e grandi ci costano un occhio della testa, quelli regionali ci dissanguano; le Camere assorbono da sole qualche punto di pil e spesso sono vuote,in Europa si va un giorno si e cento no (vedasi Brunetta quale esempio non unico)Pare che non ci sia possibilità alcuna di modificare in positivo niente o quai niente.
2000snlp
18 febbraio 2009 00:00
Anch'io c'ero.
Eravamo nel 1967 o 1968.
Apparvero a Genova manifesti murali anonimi: "noi la vogliamo calda e subito".
Lo slogan fu poi usato dall'AMGA per la campagna dei boiler a gas.
I manifesti furono in effetti voluti dal PLI.
Il PLI allora aveva il 2 o 3% dei suffragi.
Oggi con la nuova legge elettorale, non entrerebbe in Parlamento; allora condizionava la DC, che si lasciava condizionare, per costituire Governi di 5 partiti, come oggi del resto.
"Niente di nuovo sotto il sole"
Se i politici sono onesti le Regioni hanno una loro validita', se i politici sono disonesti, le Regioni permettono maggiori intrallazzi, ma sono gli elettori che premiano i politici onesti.
2000snlp