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pinetree 15 febbraio 2009 00:00
E un modo di dire al venditore:
“Avete lucrato tenendo i prezzi alti grazie al conto energia, adesso se volete che il vostro settore rimanga in piedi, riducete di almeno il 50% il vostro prezzo, con un piccolo aiuto del governo, il mercato rimarrà ancora in piedi”

Certo costruire oggi un impianto in queste condizioni, quando il vicino si becca 4 volte il prezzo per 20 anni grazie al conto energia 2008, non è da salti di gioia.

E poi per 20 anni, dobbiamo vedere i due affiancati, uno con un gran culo, e l'altro un po' pollo.
carlo 15 febbraio 2009 00:00
Indubbiamente i pannelli fotovoltaici sono un affarone ......per chi li costruisce.
Per chi li usa un po' meno.

Quanto agli incentivi del governo: se davvero fosse una tecnologia valida NON CI SAREBBE BISOGNO di incentivi per spingere la gente all'installazione.

Quando si è passato dalla candela per l'illuminazione alla lampadina elettrica: mica c'è stato bisogno di dare incentivi. Era una tecnologia migliore e i consumatori l'hanno adottata senza bisogno per i governi dell'epoca di pomparla con incentivi vari a spese del contribuente.
Paolo 1 17 febbraio 2009 00:00
Ha ragione Carlo, il FV non conviene , come non convengono le lampadine a basso consumo (sono lentissime ad accendersi, e durata di 10000 ore e risparmio dell'80% sarebbero veri, forse, solo se le si tenesse sempre accese, perche' e' l'accendere e spegnere che riduce di moltissimo risparmio e durata) e tutto il resto. Ed e' proprio per questo che cercano di imporre tutto questo per legge.
Qui si' che ci vorrebbe un referendum.
FABRIZIO 18 febbraio 2009 00:00
Non sono assolutamente d'accordo su quanto afferma Paolo 1 sulle lampadine a basso consumo.

Il risparmio c'é ed é effettivamente pari al 75% rispetto a quelle a incandescenza (e un 25-30% rispetto a quelle a neon).

Oggi poi le lampadine a B.C. non costano più cifre astronomiche ma sono scese a valori pari a 2-3 volte quelle ad incandescenza.

La durata in termini di tempo é circa 4-5 volte e anche di più se se ne fa uso continuato.

Io ho delle lampade a b.c. notturne che cambio ogni 2-3 anni.
Una volta mi é capitato di esserne momentaneamente sprovvisto e avevo montato una ad incandescenza che poi mi sono scordato di sostituire.
Ebbene, dopo un mese, funzionando mediamente 12 ore al giorno (anche di più in inverno) era già bruciata.

Sono d'accordo che impiegano qualche minuto a ragiungere la massima luminosità ma non sono lentissime come egli afferma in quanto già dopo 1-2 minuti raggiungono l'80% della luminosità nominale e dopo 5 minuti il 100%.

Ovviamente non sono adatte per locali tipo ripostigli dove si entra un attimo e poi si esce ma lì si possono metetre anche dei neon takistart ad accensione immediata.

Che poi l'obiettivo sia di arrivare a sistemi tipo multi-led a elevata luminosità, sono il primo ad essere d'accordo ma non disprezziamo le lampadine a b.c. che in fondo ci fanno risparmiare il 75% di energia.
scocciato 18 febbraio 2009 00:00
In una trasmissione di pochi giorni fa.."Radioanch'io"" si parlava proprio di questo ed anche delle famigerate lampade a b.c.molto scetticamente. Io ne ho messe una decina (non vanno dappertutto (lampadari inadatti all'alloggiamento e attacchi mignon, luce che se ti capita di passare con gli occhi ti lascia il segno per mezz'ora, orribili all'estetica, costi decisamente superiori, ecc. (ma di queste, dopo un anno o due se ne sono bruciate ben cinque!) il rendimento in lumen diminuisce se si impolverano, sono delicate, ecc.) poi, come hanno detto dei caporioni anche degli enti energetici con conti alla mano, sono trovatine demagogiche in quanto l'illuminazione vera e propria è un'infinitesima parte dei consumi. Quei consumi che spostano, sono quelli industriali, delle grandi città mercato(ora ovunque) delle illuminazioni pubbliche e dei monumenti, dei grandi manufatti, dei parcheggi, di strade che si sono fatte illuminare apposta per evitare malavita (che poi si sposta un po più in là, ma le lampade restano) inoltre degli sprechi quando vengono lasciate accese intere città anche ore dopo il sorgere del sole o accese ore prima! Come hanno reso noto che ministeri lasciano accese nei palazzi anche di notte luci a tutto spiano(forse perchè...ma tanto hanno le lampade a basso consumo...) Come a Bologna, che, per la ""giornata del risparmio energetico"" di qualche giorno addietro, il Municipio e altre strutture non sono riusciti a spegnere con figura di cacca mestamente dichiarando che nessuno sapeva dove trovare gli interruttori!
Altro che lampadine a basso consumo ! Poi se consumiamo meno luce come vanno le imposte allo stato? Se la benzina cala, le imposte diminuiscono... Gente è un cane che si morde la coda e alla fin fine, per la collettività, solo pura teoria demagogica. Gli unici a guadagnare sono solo i produttori...magari cinesi.
FABRIZIO 19 febbraio 2009 00:00
In casa mia avevo molti punti luce ad incandescenza e ad un certo punto ho deciso di sostituirli con lampade a B.C. oppure con tubi a neon (dove ho frequenti accensioni come bagni, ripostigli ecc.).

Ho subito notato un risparmio in bolletta tra il 20 e il 25% e per me é già un buon risultato.

Io non guardo quanto sprecano gli altri, ma guardo quanto posso risparmiare io !!!
mah 19 febbraio 2009 00:00
scocciato, ma il fatto che ci siano altri sprechi (e sono tanti) non significa che anche io in casa mia debba sprecare e spendere di più.
con i faretti alogeni ci vogliono 200 watt per illuminare un sogggiorno. se stanno accese un po' di ore, ecco che il consumo si nota eccome. se usate correttamente le lampade a basso consumo fanno risparmiare e durano molto di più.
ma siccome vedo che non tutti sono per il risparmio... saremo io fabrizio e pochi altri a pagare di meno, così lo stato non perde nulla e non aumenta la tassazione :-))
mah 19 febbraio 2009 00:00
ops, scusate se ci siamo scostati dall'argomento iniziale.
FLORENZIO 25 maggio 2009 00:00
Mi chiamo Florenzio Ammirata ed abito a Bari Sardo (nella nuova Provincia di Ogliastra in Sardegna). Sto valutando l’idea di “investire” alcuni miei risparmi sopra il “tetto” della mia casa per un fotovoltaico + solare termico. Purtroppo NON ho alcuna competenza (sono solo un “insegnante di musica”) in merito e mi sento alquanto “frustrato e demoralizzato”, poiché quelle persone che ne “capiscono qualcosa” qui sono soltanto quei “pochissimi” installatori che però spesso danno risposte poche attendibili per un ovvio “conflitto di interessi” …
Allora ecco i miei dati e le informazioni che ho “raccolto” un po’ dovunque:
1. il nostro consumo annuo di kw si aggira a malapena per un totale di circa 2300: le nostre spese con ENEL sono state per il 2006 euro 252, per il 2007 di euro 218, per arrivare al 2008 con 422 euro totali di spesa.. Dall’inizio di quest’anno però abbiamo cambiato “fornitore”, e cioè AgsmEnergia, una azienda di Verona la quale “garantisce” che tutta la corrente elettrica prodotta e immessa in rete proviene da SOLO fonti rinnovabili e NON fossili. Per quanto riguarda “l’acqua calda “ e il riscaldamento invernale, le spese si aggirano intorno al mille euro.
2. Se dovessi basarmi su questi dati, basterebbe un impianto di soli 2kWp, ma chiedendo agli impiantisti che venivano a fare il sopraluogo, TUTTI mi dicevano che NON conveniva e di puntare comunque su un impianto di “quasi 3 kWp” poiché i pannelli con il tempo “perdono” e alla luce di un “aumento” dei consumi elettrici per l’intenzione di installare ANCHE uno “split pompa inverter” nel soggiorno della mia piccola casa che non supera gli 80 metri quadrati. Io ed un mio amico poi abbiamo convenuto una “soluzione di mezzo” e cioè eventualmente orientarsi su un impianto che NON superi i 2,50-60 kWp (mentre gli impiantisti me lo sconsigliavano nel modo più assoluto) ! !
3. Quali pannelli ? ? ? ?… ecco qui la “nota dolente” ! ! Qui non vi dico quanta “Acqua del mulino di Sanyo, Sunpower, ecc. portavano ogni “singolo” impiantista … cmq dalla discussione con uno di loro (e dalle successive “ricerche notturne” in rete) è emerso che su uno dei tanti “TESTS” apparsi sulla rivista (veramente indipendente ?) PHOTON, riguardo al pannello con la “minor perdita” in assoluto, c’erano i “Photowatt” francesi (che però è pressocchè impossibile acquistarli in Italia), e poi al secondo posto i SOLARWORLD SW 210 POLY … io adesso mi sto orientando su questo tipo di pannelli: faccio bene secondo Voi ?
4. Proseguiamo con le “note dolenti”: PARZIALMENTE o TOTALMENTE integrato ? ? … e qui la “fantasia” degli impiantisti comincia a prendere il volo … il “primo” di loro mi assicurava che le tegole NON le avrebbe toccate facendo risultare poi un “totalmente integrato … il “secondo” mi diceva che, per avere un “integrato vero”, ci volevano altri 1500 euro circa in “aggiunta”, perché si dovevano “tagliare” tutte le tegole nello spazio dove venivano collocati i pannelli e poi, dopo avere impermeabilizzato il tutto, si sistemavano i pannelli come “dentro una vasca”, ma questo sistema il nostro ”muratore di fiducia” ce lo ha subito sconsigliato perché NON si riesce a capire come possa “defluire” l’acqua. Per il “parzialmente” integrato NON sono riuscito a capire quali “agganci” e/o tasselli chimici vengono usati … anche il muratore era un po’ “scettico” perché non si sa quanto in profondità vadano questi tasselli che forerebbero prima le tegole per andarsi ad inserire nella soletta in cemento del tetto … per quanti cm ? ? Ci sono marche di “agganci particolari” e/ o delle “tecniche” da consigliare e da “richiedere” espressamente agli “installatori” ? ?
5. Dove far installare il “secondo” contatore ENEL ? Anche qui alcuni mi dicevano “anche accanto all’INVERTER” (nel sottoscala del cortile interno di casa) , un altro invece mi diceva che quelli dell’ENEL devono poter LEGGERE “senza” entrare in casa o comunque sia NON dentro un cortile “chiuso” dal cancello (questa conclusione mi sembra più “ovvia”) … mi sembra allora che sia “meglio” collocare/ricavare UN ALTRO “spazio-scatola”” proprio accanto al “primo” contatore (che verrà anch’esso sostituito ?) ! !
6. ASSICURAZIONE (ennesima “nota stonata”): da quello che ho letto, NON viene considerato “conveniente” farla (almeno per impianti “così piccoli”), anche perché l’idea è di investire “direttamente” TUTTI i soldi senza il “tramite” della banca …
7. Contratto di MANUTENZIONE: cosa conviene ? Chiamare solo in caso di “necessità” ?
8. Per il “solare termico” mi hanno consigliato di installare un sottovuoto, e pìù precisamente un “sistema a circolazione forzata PARADIGMA modello kit aquasun 200 litri”: questo tipo di “sottovuoto” dovrebbe essere “SENZA guarnizioni” ( ? ? ) e garantire soprattutto in inverno una “minore dispersione” della temperatura dell’acqua, visto che il serbatoio verrebbe collocato nel sottotetto (a parte il discorso “estetico” sicuramente “migliore” rispetto alle “impalcature orrende” con il serbatoio “in cima” ai pannelli …) ! !
9. Secondo Voi mi conviene il “fotovoltaico” ADESSO con questi “consumi” (irrisori) che ho indicato ? Conviene fare SOLO il “solare termico” ?

SCUSATE se sono stato veramente “troppo lungo” … ma dovevo cmq darvi TUTTE le info “utili” per farVi valutare e rispondere nel modo più “scientifico” e più oggettivo possibile …. GRAZIE per i CONSIGLI e le risposte che invierete: RIPETO: … conosco “qualcosa” di … MOZART e MORRICONE, ma “niente” nel campo fotovoltaico e simili ! ! !
Florenzio
Pinetree 25 maggio 2009 00:00
Quando ho risposto a Gianpiero, mi era fidato su quello che diceva a proposito delle nuove condizioni, invece tutto quello che dice Gianpiero è falso.

Consultate il primo sito italiano in materia www.energeticambiente.it, é frequentato da ingegneri, progettisti, venditori, fornitori e clienti felice ed incazzati.

C'è un riduzione di solo 2% rispetto alla tariffa dell'anno 2008 (la riduzione era comunque prevista), per il resto non è cambiato quasi niente, anzi è aumentato il tempo a disposizione per consumare l'eccesso di produzione (prima limitato a 3 anni).

Una cosa va detto subito, una volta installato c'è una attesa che arriva fino ad un anno prima di vedere gli arretrati ed i soldi in modo costante, in questo periodo non cambia niente, non si vede risparmi, e sale il nervosismo, metterla in preventivo subito (anche economicamente) fa vivere meglio la situazione.

Il Fotovoltaico è una dei migliori investimenti oggi possibile, solo un fallimento dello stato (stile Argentina) potrebbe farci perdere il nostro investimento, il CIP6 per esempio c'è da 17 anni, e la manteniamo noi tutti con una quota del circa 6% sulla nostra bolletta elettrica. (quindi noi tutti siamo soci della Saras di Moratti).

Se una famiglia spende €1000/anno di energia elettrica, con un impianto fotovoltaico riesce ad annullare totalmente questa spesa oltre ad avere un ulteriore ritorno economico.

Praticamente non paga al ENEL il €0,20/kWh e riceve dal GSE €0,40/kWh (la tariffa cambia di poco a seconda del tipo di installazione).
Quindi non paghi €0,20/kWh e ricevi €0,40/kWh, un incasso di ben €0,60/kWh per 20 anni rispetto alla situazione di prima.
Visto che i calcoli cambiano a seconda della zona dell'Italia (molto favorevole il Sud), facciamo un calcolo molto grossolana:
un impianto da 3kW del costo di circa €20.000, risparmiamo €1000/anno di bolletta e riceviamo altre €2000/anno dal GSE, in 7 anni abbiamo ripagato l'impianto e per i successivi 13 anni incassiamo un bel gruzzoletto, tenendo conto di qualche guasto e la sostituzione di almeno 2 volte dell'inverter, possiamo sempre dire che un buona precisione che almeno 10 anni sono guadagni sicuri.
Un investimento sicuro, con un rendimento di oltre il 10% annui.
Le banche sono disponibili a finanziare questi progetti, ma se uno vuole fare un impianto più piccolo del proprio fabbisogno, la scelta non è sbagliato, ricordiamoci che se abbiamo un alto consumo di energia elettrica, e facile che siamo già nello scaglione 0,32kWh, ogni kWh risparmiato, vuol dire risparmiare 0,32kWh.
Quindi se abbiamo un consumo di 4000kWh/anno, e non vogliamo o non possiamo fare un impianto grande, uno piccolo potrebbe dare un contributo ad eliminare i consumi di fascia alta.
Esperto 25 maggio 2009 00:00
FABRIZIO,

leggo solo l'inizio del tuo messaggio perché purtroppo non ho il tempo di leggerlo tutto.

Ma ciò che leggo basta: 2300kWh / anno di consumo.

Nella tua zona un impianto da 3kWp ben installato (angolo di tilt 30° e angolo di azimut 180°) produce circa 4600kWh/anno (beati voi!).

Installare un impianto che produce più di quello di cui hai bisogno, per i piccoli- medi impianti, NON CONVIENE ASSOLUTAMENTE

quindi tu dovresti installare un impianto da 1,2-1,5kWp. Questa taglia non è compatibile con le taglie di inverter in commercio e, se anche tu trovassi un inverter di quella taglia, sarebbe comunque un impianto un pò troppo piccolo per avere un prezzo conveniente (tanto che gli installatori non te lo propongono neanche).

Il consiglio di uno che professionalmente sta puntando, ma onestamente, sul fotovoltaico: lascia perdere e, se vuoi investire sul sole, installa un solare termico per produrre acqua calda, che è anche incentivabile al 55%.
Se poi hai un bel pò di soldi da anticipare puoi installare una pompa di calore per riscaldare /raffrescare la casa (anch'essa incentivabile al 55%), eliminare la caldaia (o lasciarla solo per l'acqua calda) e, a quel punto, installare un impianto fotovoltaico per coprire i consumi di energia elettrica, che saranno sicuramente aumentati. La situazione va studiata a tavolino, bollette alla mano e magari va fatta anche un'analisi energetica della casa.

P.S.: leggo qualche altro commento dei tuoi "impiantisti" e aggiungo ATTENTO, dalle terribili baggianate che leggo il loro interesse è venderti l'impianto a tutti i costi. "L'impiantista" che seguo io, si presenta con me (ingegnere) e, in base alle esigenze del cliente, io redigo uno studio di fattibilità nel quale calcolo i tempi di rientro dell'investimento.
Quando mai potrà rientrare l'investimento di un impianto da 3kWp che serve una casa situata a Bari, che consuma 2300kWh/anno??? Questo dovresti chiedere agli "impiantisti"
mark 19 agosto 2009 00:00
ragazzi cerchero' di essere breve e chiaro anche se l'argomento e tosto siamo in famiglia 5 in tutto, paghiamo una bolletta enel da suicidio per le nostre possibilita' 240.00 euro a bimestre consumando circa 17 kwh al giorno conviene farci installare un impianto fotovoltaico e se si di che taglia? e vero che col mutuo 100 si ammortizza da solo in 10 o piu' anni? dove sta la fregatura se c'e'? non ci sono troppi mediatori per questa occasione non e' un affare solo per i soliti e noi come al solito ci attacchiamo al tram?
scocciato 19 agosto 2009 00:00
Caro Mark, siamo 5 in famiglia compreso una bimba di 3 anni e una spessissimo fuori. Proprio oggi è arrivata la bimestrale Enel: 526,47 euro.Un condizionatore portatile è stato acceso in totale di 30-40 ore, ma tira 6-700 watt solo.Non ho boiler eletrici accesi.
Il resto sono computer, server, vari apparati spesso accesi notte e giorno. Il resto 2 lavatrici, ferri da stiro,2frigo e freezer, vari TV e monitor ecc.
Questa bolletta è la più piccola degli ultimi tre bimestri; una è stata di 700 E.
Che faccio, mi figlio ci lavora con i computer, io spengo luci dietro la gente e cerco di compensare in vari modi, ma senza evidente successo.
Ultimi 61 gg, 1670 kWh , 27,37 kw media di ogni 24h.
Se metto i pannelli, considerato l'inverno, la notte, ecc. risparmierei al massimo una 15na di kw mediamente 24h. E gli altri? Sono anni che facciamo i conti, ma senza evidente vantaggio di convcenienza, considerata la spesa, manutenzione, anni di ammortamento e tutto il resto.
Saluti solidali.
sugar magnolia 03 marzo 2011 18:09
CALANO ANCHE I SOLDI PER GLI INCENTIVI PER IL FOTOVOLTAICO ??
CHE DIETRO NON CI SIA UNA MANOVRA CORPORATIVA PER AGEVOLARE IL MONOPILISTA NAZIONALE DELL'ENERGIA ????
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ROMA - Gli incentivi per l'energia fotovoltaica previsti meno di un anno fa con il terzo conto energia varato dal governo saranno rivisti (al ribasso) dal prossimo giugno. E' questo il punto centrale del decreto sulle energie rinnovabili licenziato questa mattina da Palazzo Chigi. Un testo che eliminando l'introduzione di un tetto di 8 mila MW per l'incentivazione dell'energia del sole, il punto più contestato dalla vastissima mobiltazione di associazioni e categorie dei giorni scorsi, salva quindi le apparenze di un ripensamento da parte del ministro dello Sviluppo economico Paolo Romani, ma di fatto rappresenta una pesantissima minaccia al futuro delle rinnovabili.
Il provvedimento uscito oggi dal consiglio dei ministri, che in teoria dovrebbe indicare al Paese come perseguire l'obiettivo obbligatorio del 17% di energia prodotta da fonti verdi entro il 2020 fissato dall'Ue, prevede il varo a giugno di un nuovo decreto con l'adeguamento delle tariffe incentivanti da parte del ministero dello Sviluppo di concerto con quello dell'Ambiente, fissando (e questo è uno dei punti più critici) tetti annuali alla potenza incentivabile. Chi in queste ore si è battutto per un cambio di rotta è convinto tra l'altro che i rapporti di forza tra i due dicasteri continueranno ad essere squilibrati. "Di fatto se ne occuperà Romani - denuncia il senatore del Pd Francesco Ferrante - e delegare a lui la riforma del fotovoltaico è come affidare a Dracula la riforma dell'associazione donatori di sangue". Il giudizio
di Ferrante sul decreto odierno è pesantissima. "Dando per scontato che quella del tetto a 8 mila MW era una provocazione per alzare la posta, quella proposta paradossalmente era quasi meglio visto che a giugno saremo ancora lontani da quell'obiettivo e nel frattempo, non avendo certezze sul futuro, si fermeranno tutti gli investimenti". Una valutazione a caldo condivisa, qualche ora dopo, anche dal segretario Pierluigi Bersani. "La decisione del Cdm di questa mattina sulle rinnovabili, per chi conosce la materia, è un disastro".
Non a caso Francesca Marchini, di Assosolare, definisce il decreto "un risultato persino peggiore di quello ventilato negli ultimi giorni" e annuncia battaglia anche contro i possibili profili di incostituzionalità del provvedimento per eccesso di delega. Durissimo anche il parere di Legambiente. "La versione definitiva - dice Edoardo Zanchini - è praticamente il peggio possibile, tutta la mobilitazione e la trattativa di queste ore alla fine non ha portato a nulla. L'introduzione di tetti annuali alla potenza incentivabile rende il quadro per chi deve tirare fuori i soldi di massima incertezza, scoraggiando gli investimenti. Si rischia un gravissimo stop del settore già nel 2011, mentre gli aspetti positivi contenuti nel decreto non sono certo frutto dell'iniziativa del governo ma il semplice recepimento degli obblighi imposti da Bruxelles".
Un po' meno drastico il giudizio di Ermete Realacci. "La situazione non è ancora chiara, ma siamo di fronte ad un importante passo indietro rispetto al colpo mortale che il governo stava per sferrare alle fonti rinnovabili. Ora è prioritario dare subito regole certe per far proseguire positivamente l'Italia nelle rinnovabili, un settore strategico per il futuro del nostro paese e che va migliorato per essere più trasparente, eliminando abusi e sprechi, con procedure semplificate e con contributi decrescenti in modo da favorire le tecnologie più innovative e sostenere il pieno ingresso nel mercato. E per questo chiediamo che il governo venga a riferire al più presto in parlamento, perchè nei particolari si nasconde il diavolo". Valutazione non molto diversa quella del Verde Angelo Bonelli: "Sono provvedimenti che stanno creando una grande incertezza a un settore che ha prodotto in un solo anno 20mila posti di lavoro, il che è pari in termini occupazionali a quattro Mirafiori".

Oggi altre novità sono state introdotte anche per quanto riguarda la realizzazione di impianti su terreni agricoli. Sarà possibile infatti produrre al massimo 1 MW di energia fotovoltaica e utilizzare per gli impianti di produzione non più del 10% del terreno coltivabile. Una soluzione, quest'ultima, caldeggiata dal ministro delle politiche agricole, Giancarlo Galan, e accolta con soddisfazione dalla Confederazione italiana degli agricoltori. Norme nate per proteggere i campi dall'invasione di pannelli, ma che in questa formulazione secondo Ferrante rischia di provocare uno stop generalizzato dei grandi impianti.
Per quanto riguarda l'eolico, il taglio retroattivo degli incentivi (attraverso il meccanismo dei certificati verdi) viene fissato in un 22% anziché al 30% previsto nella versione originale.
Il decreto è poi condito con una serie di misure apparentemente a sostegno della diffusione delle rinnovabili, ma che visti i comportamenti tenuti sin qui dal governo appaiono decisamente velletari e "cosmetici". E' il caso dell'articolo in cui si stabilsce che "i progetti di edifici di nuova costruzione ed i progetti di ristrutturazioni rilevanti degli edifici esistenti prevedono l'utilizzo di fonti rinnovabili per la copertura dei consumi di calore, di elettricità e per il raffrescamento". In realtà Berlusconi e Tremonti bloccano e rinviano da tempo tanto l'entrata in vigore dei nuovi regolamenti edilizi quanto il varo della certificazione energetica degli edifici ai fini della compravendita.
"E' un decreto pessimo - conclude Ferranti - che disattende tutto il lavoro positivo fatto nei mesi scorsi nelle commissioni parlamentari ed è frutto del pressapochismo del ministro Romani, della sua avversità alle rinnovabili e dell'azione delle lobby come l'Enel che portano a casa una valanga di fondi per il rifacimento dei vecchi impianti idroelettrici".
sugar magnolia 03 marzo 2011 18:11
e noto che l'ultimo post era dello SCOCCIATO !!!
e diceva cose saggie, come sempre i post dello Scocciato......lui era un uomo SAGGIO, peccato sia scomparso ....hahahaha
che spettacolo ......
Sibacted 06 settembre 2013 22:36
Appositamente dobbiamo compensare la bolletta della nostra elettricità. così che dobbiamo amnage nostro dispositivo elettrico e basso tasso. allora possiamo ripristinare il nostro marchio per questo.
savpg8801 08 settembre 2013 22:03
Ma chi lo capisce? Scocciato è scomparso.
Bearaince 16 gennaio 2014 10:19
Ho una casa di produzione che è solare compatibile. quindi cerco sempre di acquistare un buon prodotto dopo alcuni pensano. quindi per questo motivo ho qualche buon prodotto che è veramente importante fortezza mia attività.
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