FABRIZIO
18 febbraio 2009 00:00
Scusa la mia ignoranza: cos'é la TIA e come sostituisce la TARSU ?
Mi sono perso qualcosa ?
Grazie
mah
18 febbraio 2009 00:00
ik rifiuti vengono prodotti anche in proporzione alla grandezza della casa. ovviamente non solo.
in ogni caso, chi si può permettere di abitare da solo in una casa da 200 mq che paghi di più di chi se ne sta in un monolocale da 30 mq!
"perché non si copia da chi da anni fa pagare in base alla quantità prodotta e ritirata? "
già adesso abbiamo i rifiuti abbandonati in campagna e lungo le strade.. figurati con un provvedimento del genere (unito al fatto che in Italia chi sbaglia non paga, e se proprio paga comunque mai abbastanza)
comunque non si è capito... cos'è la Tia? di quale provvedimento parli?
Paolo 1
19 febbraio 2009 00:00
Si', Fabrizio, ti sei perso che la TARSU ora si chiama TIA.
Ennio, la legge parla di raccolta differenziata (con sconti per chi la fa) e raccolta porta a porta, e si dovrebbe tendere a far pagare in proporzione ai rifiuti prodotti, ma varie parti della legge vengono violate, ad esempio a Parma ENIA afferma di non volere fare gli sconti previsti dalla legge, questo lo dicono agli stand nelle giornate ecologiche, al che io sono per boicottare la differenziata. Inoltre la legge e' contradditoria, perche' parla di far pagare per quanto si produce, ma poi sconti e altro sono in una qualche misura forfettari perche' riguardano non il singolo utente, ma una zona (questo toglie l'incentivo individuale, perche' lo sconto in teoria mi spetta se abito in una zona che fa bene la differenziata, anche se io non la faccio, e se i vicini non la fanno non prenderei nessuno sconto nemmeno io, quindi non avrei motivo di farla, nemmeno se ENIA rispettasse la legge e applicasse gli sconti).
La raccolta porta a porta non e' poi porta a porta, ma da marciapiede, con bidoncini non chiusi dove chiunque altro potrebbe buttare la sua immondizia, quindi anche per questo non si paga secondo il consumo individuale.
Bisogna pero' riconoscere che per far pagare in base alla immondizia prodotta bisognerebbe fare una verae propria raccolta porta a porta, presentandosi ad ogni appartamento con una stadera (=bilancia portatile) e il libretto delle ricevute, pesare le schifezze, rilasciare ricevuta, ma questo e' pressoche' impossibile da realizzare, bisognerebbe fissare un appuntamento con ogni utente, e rispettare l'orario al secondo, altrimenti si farebbe perdere un sacco di tempo alla gente, che potrebbe anche chiedere di essere pagata un tanto per ogni ora persa (una meta' delle famiglie di Parma e' di single, una sola persona, e spesso sono fuori per lavoro, acquisti o altro, e non si puo' pretendere che ogni settimana passino ore e ore in casa ad aspettare i tizi di ENIA, gia' cosi' gli orari di raccolta creano difficolta', l'operaio che abita da solo e va al lavoro alle 5 per tornare alle 15 dovrebbe lasciare in strada i bidoncini chesso' non prima delle 7 e ritirarli non dopo le 8 o cose del genere, per riuscirci dovrebbe smettere di lavorare), insomma una cosa pazzesca, tutto sommato e' piu' pratico il pagamento a forfeit.
Paolo
ennio bertona
23 giugno 2009 00:00
mesi dopo...ripasso da qui, deduco che
se uno ha 200 m di casa è giusto che paghi...sì, ma con i rifiuti? queste sono battute ideologiche, vogliamo pensare al problema tecnico? POI SFIDO TUTTI GLI AVVOCATI DEL MONDO A DIMOSTRARE CHE SE HO 200 MQ PRODUCO PIU' RIFIUTI DI UNO CHE VIVE IN 70.
Paolo invece ha ragione, MA GRAZIE AL FATTO che in Italia esistono poi gli sconti a zone e non il merito o demerito individuale, si disincentiva sul nascere sia la differenziata sia anche la voglia di trovare un metodo.
Ma non sarei comunque d'accordo sul fatto poi di reagire contro. Non dire che questo ti porta ad essere contro. Hai idea di che cosa è una differenziata fatta bene? leggi mal fatte e politici a parte, il caos dipende prima di tutto da chi produce i rifiuti. Essere contro per leggi mal fatte significa non volerla fare.
La differenziata non è un'idea-ideale politica- filosofica, è un fatto concreto, come dire il motore parte se c'è benzina. Stiamo in questi ambiti molto fisici e concreti, e proviamo a immaginare che dalle case, uffici e aziende escano camion di carta separata da plastica, da metalli, e che escano separati bidoncini di pile, materiale elettrico, medicinali ecc. dove succede si risparmiano miliardi e non si rischia la strada piena alla Napoli con la discarica come soluzione.
La discarica è il segno di un fallimento già avvenuto.
io tutto questo lo faccio comunque anche se non incentivato dalla legge, sono incentivato dal pensiero di come lascerò questo mondo.
che non è un'eredità nostra ma un prestito dei nostri figli fatto a noi. glielo roviniamo noi? perché tanto gli altri non fanno e così anch'io...?
separiamo i problemi.
che abbiamo politici e amministrazioni da poco, va bene, ma rimaniamo fedeli alle idee positive, se no cosa resta in cui sperare se nemmeno in noi stessi perché abbiamo abdicato al "tanto, cosa importa"?
non mi dilungo, ma tornando ai metodi, in Belgio ce ne sono e funzionano, funziona benissimo, senza stadere e micro-contabilità porta a porta anche per un maggior livello di disciplina di base, della gente. provato per qualche mese in quel di Gent.
a costo zero per il comune e proporzionato alla produzione per il cittadino.
poi hanno qualche esagerazione, se nella plastica vedono un bicchiere dello yogurth non lavato ti lasciano lì il sacco perché il bicchiere sporco di cibo è misto e non plastica. Basta imparare poco poco...
Ma - semplificando - paghi i rifiuti tramite i sacchi speciali, così più compatti le cose voluminose, e meno ne produci in generale, meno paghi.
e non provare a usare sacchetti neri o del supermercato...si arriva alla multa.
il punto debole per noi? funziona in Belgio ma in Italia sorgerebbero ditte che produrrebbero sacchetti contraffatti e li venderebbero sottobanco a metà prezzo senza che il comune intaschi nulla.
In Belgio nessuno si sogna di farlo per ora, ma son sicuro che se sorgesse il problema da me ipotizzato, si darebbero da fare per superarlo, questo è quello che manca al nostro settore pubblico.
Il messaggio è più generale: le soluzioni si trovano, ma non cediamo alla tentazione di stabilire che, se non ci viene in mente nulla, per forza non c'è la soluzione.
ennio bertona
23 giugno 2009 00:00
dimenticavo...
i rifiuti abbandonati in giro. obiezione di "mah"
è vero, purtroppo.
io mi confesso ignorante, non è il mio mestiere e per una delle tante possibilità (quella del belgio) ho solo testimoniato qualcosa di visto.
quindi per gli abbandoni in giro non so... ma qualcuno spieghi perché se ci provi in Austria o in belgio, olanda e parte di UK ti beccano subito.
parliamo di controllo?
quanta gente paghiamo perché giri e invece sta in ufficio?
non la finiamo più, ma vi supplico, non accontentiamoci di dire qui non funziona, cominciamo noi a rispettare un'idea positiva, ad attuarla, poi pretendiamo le soluzioni che altri hanno realizzato. Ci sono arrivati, mica son nati migliori.
ma non è che in Italia semplicemente non vogliamo?
...faccio il disfattista perché hanno liberato uno che ha travolto e ucciso un pedone guidando ubriaco? vado a correre anch'io?
non esiste.
poi tornando a una legge mal fatta, qui ripeto è plateale il totale scollegamento tra causa ed effetto. sfido tutti gli avvocati dicevo... ma a produrre una prova logica, non a citarmi un balzello fatto male. lo so che la legge è così. posso dire che è mal fatta? che stabilisce la legittimità assurda un "non nesso" tra imposizione e parametro di misura?