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FABRIZIO 19 febbraio 2009 00:00
Concordo al 100% !

Questa farsa-globalizzazione spesso auspicata da una certa parte politica buonista e psudo-altruista, ha creato e continuerà a creare guasti ormai difficilmente riparabili.

Il Titanic ha già incontrato l'iceberg e restano solo le ore da contare prima del totale affondamento.

E come accadde sul Titanic, i passeggeri di 3^ classe periranno tutti mentre sulle "semivuote" scialuppe saliranno solo i "soliti noti" amici degli amici.....
mah 19 febbraio 2009 00:00
teniamo presente che fino alla riforma il tfr era totalmente trattenuto dall'azienda, mentre ora le aziende più grandi lo devono versare all'inps (manovra con cui il precedente governo ha diminuito il deficit!!!)

ritengo comunque che queste manovre siano del tutto inutili, anche perchè appesantirebbero il bilancio Inps
Steven 19 febbraio 2009 00:00
Caro mah, il problema alla base della presente crisi è l'enorme calo dei consumi, su questo sono tutti concordi almeno mi pare. La gente qui da noi non consuma non perchè non ha bisogno ma perchè non ha soldi e non li ha perchè stà perdendo il lavoro. Lo scrivo dall'Emiliaromagna non dalla Basilicata intendiamoci.
L'unico aiuto razionale rispetto al problema che si può dare anche alle aziende è rimettere la gente in condizione di lavorare, questo voglio dire, altrimenti non ci sono aiuti che tengano, perchè alla gente non manca l'incentivo per consumare, manca l'intero ammontare della cifra. 1.400 persone licenziate solo negli ultimi 5 mesi in una cittadina di 50.000 abitanti più non so quanti cassaintegrati di che incentivo hanno bisogno per ritornare a consumare normalmente? E' questo che marcegalia ed altri mostrano di non capire quando continuano comunque a proposito od a sproposito a tirare l'acqua al loro mulino e basta.
mah 19 febbraio 2009 00:00
è tutto il nostro sistema economico che non regge.. sostenendola per un anno con incentivi è "una tantum" si rinvia il problema di un anno. e poi?
FABRIZIO 20 febbraio 2009 00:00
La gente non consuma più come una volta per una somma complessa di motivazioni.
Somma che purtroppo ha portato all'attuale situazione e che era prevedibilissima, bastava un minimo di lungimiranza:

1^ ragione:
Il passaggio dall'euro alla lira (siamo stanchi di ripeterlo) é stato micidiale in quanto, da una parte, ha lasciato inalterati gli stipendi dei dipendenti, e dall'altra é stato sfruttato in maniera vergognosa da chi ha potuto liberamente manovrare prezzi e tariffe sino a portarle al raddoppio nel giro di un paio d'anni
Morale: i soldi sono sempre meno !


2^ ragione:
l'invasione dei mercati dell'hitech a buon mercato ha saturato in breve tempo le nostre case riempiendole di TV, DVD,Plasma,frigor e macchine del pane !!!
Sta succedendo ciò che successe negli anni 60 quando tutti comprarono il frogor e la lavatrice: la Zanussi prima fece affari a palate ma poi...... finì miseramente perchè scoprì che la gente mica cambiava lavatrice ogni 3 anni !!!!!!
Morale: Non c'é più nulla da comprare a meno che non si inventi qualche nuova diavoleria.

3^ ragione:
La gente é spaventata, molti risparmiatori alla fine degli anni 90 e all'inizio del millenio hanno preso batoste sonore perdendo soldi in borsa e in titoli tipo Parmalat, Bond argentini ecc.
Per questo motivo ora ci si richiude a riccio e ci si prepara al peggio.
Morale: Ci troviamo ad essere più pessimisti di quanto abbia senso esserlo.

In buona sostanza oggi l'italiano:

-E' stufo di tutte queste rottamazioni perché non si può pretendere che ogni 3 anni si cambi auto

-Non compra più nulla perchè ha la casa piena di cose anche inutili.

- Se anche avanza 2 soldi se ne guarda bene di spenderli perché non sa come sarà il domani.

Tutte queste (ed altre) motivazioni, sommate assieme hanno portato alla situazione attuale.

La situazione potrà leggermente migliorare solo quando:

1) L'italiano riprenderà un pò di fiducia sui mercati

2) si deciderà a cambiare macchina perché la sua cade a pezzi e non perché lo ordina lo stato !!!

3) vedrà un pò di luce all'orizzonte e non ci sarà il timore di restare senza lavoro.

Tutte cose che, a mio avviso, avverranno certamente ma non prima di 2-3 anni (anche 4 o 5, vogliamo scommettere ?)
mah 20 febbraio 2009 00:00
ma non è che la gente non consuma più come prima. il fatto è che non si può pensare di reggere un'economia con il continuo aumento dei consumi.. ormai non sappiamo più cosa comprare!!
un calo dei consumi dell'1% non è mica un tracollo, eppure sembra che sia un disastro per l'economia. ed i motivi sono quelli riportati da fabrizio.
e poi tutti gli interventi di incentivi che drogano il mercato (es settore auto) non hanno fatto altro che aumentare aritificiosamente il mercato per poi.. rinviare il problema. ora ne paghiamo lo scotto: altri incentivi? e poi?
Paolo 1 20 febbraio 2009 00:00
Bravo Steven.
Non sono corvi, ma avvoltoi.
E' ai disoccupati ed ai poveri che bisogna dare i soldi, non alle aziende e tantomeno alle banche, saranno poi costoro in quanto consumatori che faranno avere buona parte di quei soldi alle aziende (a quelle che offrono il meflio ai prezzi piu' bassi, o semplicemente che hanno i prezzi piu' bassi), e una parte del denaro tornera' allo Stato sotto forma di Irpef, IVA etc.
E non e' vero che bisogna dare soldi alle banche per salvarle, no, non e' vero che LE banche (cioe' tutte le banche) siano indispensabili, basta ne rimanga una, e se fallissero tutte lo Stato in quattro e quattr'otto potrebbe aprine una sua che subentri a quelle preesistenti, i locali si trovano in 5 minuti (magari si requisiscono provvisoriamente quelli di una banca diffusa su scala nazionale), il personale idem (se falliscono tutte le banche di personale qualificato e disoccupato ce ne sarebbe fin troppo), ci sarebbero gia' attrezzature, computer e profgrammi per computer. Certo una banca occorre, ma non e' detto che si debba tenerle in vita artificialmente tutte quante. Basta pensare a cosa servono le banche: (1) raccogliere il denaro risparmiato dalla popolazione (gia' ora lo Stato garantisce i depositi, fino a piu' di 100000 euro pro capite, quindi qui nessun problema) (2) per conto dei risparmiatori acquistare titoli di Stato, obbligazioni private e azioni, e in questa beste le banche sono solo degli intermediari, se Tizio ha acquistato tramite una banca X 50.000 euro di BOT, anche se quella banca fallisce Tizio rimane proprietario di quei BOT, e anche qui nessun problema (3) le banche usano parte dei soldi affidati loro dai risparmiatori per dare prestiti alle imprese (e a privati per il credito al consumo), non e' scritto sulla Bibbia che possano farlo solo le banche attualmente esistenti, si puo' lasciarle fallire tutte, cosi' gli servira' da lezione, e a erogare crediti ci puo' pensare un'unica banca di Stato costruita ex novo alla svelta (e se invece di metterci 5 minuti occorresse una settimana, non sara' una tragedia, capita non di rado che le banche siano chiuse per due o tre giorni o piu' se ci sono dei ponti, il mondo puo' tirare avanti per una settimana anche senza banche.
Paolo
IVAN 20 febbraio 2009 00:00

Ciao, Steven.

Premetto che anch'io non scrivo dalla Basilicata...

Quello dei non-consumi dovuto alla cosiddetta "crisi" è un discorso complesso, le cui responsabilità sono da suddividere equamente tra:
a) La malafede dell'Inchiappettatore
b) La remissività dell'Inchiappettato, che si mette da solo a 90 gradi.

Faccio un esempio:
Circa 10 anni fa c&#39;è stato un <i>boom</i> delle offerte di Assicurazioni sulla vita;
sono stati promessi interessi da capogiro dopo 15 anni <u>SE</u> versavi quote annuali alle loro Agenzie.
Una fregatura colossale, perchè ovviamente gli Assicuratori avevano previsto benissimo l&#39;avvento della Crisi PRIMA dei 15 anni.
In breve, chi aveva versato le quote è andato automaticamente IN PERDITA, e senza possibilità di rivalsa.

Allora: malafede degli Assicuratori nel rifilare INTENZIONALMENTE un prodotto a perdere...o boccaloneria dell&#39;ingenuo compratore?

Idem per il discorso &quot;Pensioni&quot; (che potremmo considerare anch&#39;esse come &quot;Assicurazioni a lungo termine&quot;).

Marcegaglia & C. queste cose le sanno BENISSIMO (sono avvoltoi, mica imbecilli), il che la dice lunga sulle possibilità di uscire dalla &quot;crisi&quot;, finché affidiamo le nostre aspettative agli stessi sciacalli che l&#39;hanno provocata.

IVAN 20 febbraio 2009 00:00

Fabrizio, sottoscrivo la tua analisi, facendo però un appunto alla tua 1^ragione:

Il passaggio LIRA/EURO non è stato - in sè - una CAUSA della crisi;
lo è diventato perché è stato gestito IN UN CERTO MODO.

Infatti possiamo osservare gli altri Paesi che hanno adottato l&#39;Euro: hanno forse avuto i nostri stessi casini?
NO. Quindi la colpa non è dell&#39;Euro in sè, bensì della sconsiderata gestione del cambio PROPRIO QUI, in Italia.

Niente controlli, niente supervisioni, niente tutela dei consumatori...se non A PAROLE.
E non si può certo dire che questo sia avvenuto in buonafede, data la PREVEDIBILITA&#39; dei rischi di abuso che il cambio comportava.

Morale: l&#39;Euro è stato solo la <i>vaselina</i>, ma gli inchiappettatori (e non stiamo a dividerli per colore) avrebbero puntato COMUNQUE alle nostre chiappe, cambio o non cambio.

Per il resto, molto azzeccata anche l&#39;analogia del &quot;Titanic&quot; (e devo dirlo mio malgrado, dato il mio biglietto di 3° classe...)

FABRIZIO 24 febbraio 2009 00:00
IVAN chiede:
&quot;...possiamo osservare gli altri Paesi che hanno adottato l&#39;Euro: hanno forse avuto i nostri stessi casini?...&quot;

Mi spiace ma devo deluderti: la risposta é SI !!!!!!!!

Per lavoro, ho a che fare coi tedeschi molto spesso e ho avuto modo di scambiare qualche commento sull&#39;EURO:

Ti assicuro che sono INC.....ZATI neri perché il loro marco (che era circa 1000 lire) ha fatto la fine delle nostre MILLE lire ed é stato parificato all&#39;EURO esattamente come é avvenuto da noi !!

Certo, forse in maniera meno virulenta e meno evidente anche perché i tedeschi sono più intelligenti di noi e hanno denunciato speculazioni che da noi invece sono state accettate supinamente, ma sopratutto da loro il cattivo esempio NON é venuto dallo stato come da noi dove proprio le amministrazioni comunali, provinciali e quelle centrali hanno raddoppiato prezzi dei bigliettgi di autobus, treni, marche da bollo ecc.

Ma per il resto anche da loro é successa la stessa cosa e il marco é stato pian pinao parificato all&#39;EURO.

Se non ci credi chiedilo a un tedesco e senti cosa ti risponde.....
IVAN 24 febbraio 2009 00:00

i>Sehr gut</i>, Fabrizio, mi fido sulla parola...
Avrai capito che la frase &quot;<i>In altri Paesi l&#39;Euro non ha fatto i nostri stessi danni</i>&quot; era riduttiva;
i danni nel cambio ci sono stati anche altrove, solo NON con la stessa &quot;disinvoltura&quot; con cui si sono verificati qui.

C&#39;erano sicuramente i MEZZI per prevenire gli abusi...</u>se ci fosse stata l&#39;INTENZIONE di usarli</u>.
In verità credo che la cosiddetta &quot;crisi&quot; non sia un fulmine caduto dal cielo, bensì che sia stata pianificata intenzionalmente.
Il motivo è lo stesso di sempre: sciacallare sui disagi nazionali per interesse di pochi privati.

L&#39;Euro quindi è stato solo un MEZZO, non la CAUSA.
La &quot;crisi&quot; ci sarebbe stata COMUNQUE, anche con la Lira; perciò dobbiamo spostare l&#39;attenzione dai MEZZI (Euro, privatizzazioni, titoli-farsa, ecc) alle PERSONE che hanno <u>volutamente</u> fomentato l&#39;attuale stato dell&#39;Economia Italiana od Europea.
Credo che su questo possiamo essere tutti concordi.

FABRIZIO 25 febbraio 2009 00:00
Sono d&#39;accordo sul fatto che il nostro disgraziato paese sia ormai in una profonda crisi da &quot;buro-rigetto&quot; e che il malato sia a mio avviso ormai inguaribile.

Concordo che la colpa non sia tutta da ascrivere all&#39;euro, ma credo che l&#39;euro abbia anticipato parecchio la cosa.

Non sono d&#39;accordo sul fatto che la cosa sia stata pianificata e neppure che un qualunque &quot;maggiore controllo&quot; avrebbe fatto miracoli.

Non siamo in Unione Sovietica e neppure in Cina e chi, secondo i benpensanti &quot;doveva vigilare&quot; non avrebbe potuto far nulla,a nche perché il cattivo esempio é venuto per primo proprio dalle amministrazioni, dai comuni, dalle province, dalle regioni e dallo stato, con aumenti ingisutificati di tariffe, tasse sulle immondizie, tasse sui passi carrai, biglietti dei bus, marche da bollo, mense scolastiche, rette asili, e via discorrendo.....

E di fronte a questi vergognosi aumenti perpetrati dalle giunte e dalle amministrazioni pubbliche (senza distinzione di colore politico) chi ha potuto si é difeso (atigiani e professionisti) e chi invece non ha potuto difendersi l&#39;ha presa nel c.......o (lavoratori dipendenti) !!!

Cosa doveva fare Berlusconi nel 2002, mettersi per traverso a 8000 comuni, 22 regioni e 120 province in gran parte di centro sinistra che piangevano miseria chiedendo di aumentare a dismisura tasse, oneri e tariffe da loro amministrati ?

Nai supermercati abbiamo visto tutti che per oltre 2 anni sono stati esposti i prezzi in lire accanto all&#39;euro (e in molti é ancora così oggi), i listini delle auto e dei prodotti dell&#39;industria sono stati adeguati al cambio 1936,27 e ve lo dico da lavoratore del comparto dell&#39;industria metalmeccanica laddove abbiamo adeguato i listini al centesimo.

Se il pane, la pasta, il dentista, il meccanico, il muratore ecc, hanno &quot;calcato la mano&quot; prendetevela con loro.

Cosa doveva fare il governo, stabilire le tariffe dell&#39;imbianchino o del venditore di caldarroste per legge ?
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