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STEFANIA 04 marzo 2009 00:00
Scrissi qualche cosa al riguardo, nonostante sia cresciuta in un periodo in cui i partigiani erano considerati, da chi non si era preoccupato di andare ad indagare seriamente, degli eroi. Nessuno si chiedeva perche' i comunisti nell'immediato dopoguerra non abbiano vinto le elezioni.... purtroppo ho constatato che le piu' forti "ideologie" poggiano sull'ignoranza.... povero Marx!!!
leonardo 06 marzo 2009 00:00
Ringrazio anzitutto la signora Stefania per il post. Speravo in una reazione, anche se un pò violenta, da parte di chi la pensa diversamente. Ritengo però che i fatti sono di tale chiarezza che difficilmente una persona assennata mi può dare torto. Anche se la storia è scritta dai vincitori i fatti rimangono sempre anche se a volte si cerca di raccontarli a metà.
Supervik 07 marzo 2009 00:00
Se consideriamo poi che i 33 militi tedeschi uccisi dal vile attentato partigiano erano 33 ragazzi della banda musicale delle SS di Bolzano abbiamo capito che forse i tedeschi non si sono incazzati per niente.... Se consideriamo poi che i partigiani assassini sapevano dell'esistenza dell' 1 a 10 (un tedesco morto 10 italiani al muro) ad ammazzare 368 persone (335 italiani e 33 musicanti) sono stati i partigiani sanguinari.... C'era anche il buon Sandro Pertini che mentre i tedeschi facevano i rastrellamenti per reperire 335 italiani (....che poi il regime fascista li fece reperire in ospedali fra i malati terminali, nelle galere fra i criminali e pochissimi purtroppo fra la gente comune...) loro, gli eroi partigiani, giocavano a carte nascosti in una soffitta di Roma nelle vicinanze di Via Rasella..... Kapler infatti (che era il capo delle SS di Roma) non fu incriminato per 335 morti ma solo per i 5 in piu' che nella foga hanno ammassato nelle grotte delle Ardeatine.... I 330 uccisi facevano parte del conteggio 1 a 10 e quindi per il tribunale che ha condannato Kapler era un conteggio giusto.... L'eccidio lo hanno compiuto i partigiani: se quel giorno si facevano una sega o andavano a rubare qualche gallina come facevano sempre non ci sarebbero stati 368 morti innocenti....
leonardo 07 marzo 2009 00:00
Per Supervik,
credo che conosci molto bene il fatto peò come me hai dimenticato di dire che l'eroe della funesta giornata fu decorato. Anche, se a posteriori come prevedibile, la Corte di Cassazione ha considerato il "nobile" attentato un atto di guerra (i vincitori scrivono sempre la storia)resta il fatto che persone in abiti civili, contrariamente alla Convenzione di Ginevra che definisce compiutamente la figura del combattente, massacrarono dei soldati e si nascosero incuranti della repressione che sapevano benissimo che ci sarebbe stata.
Nerofumo 07 marzo 2009 00:00
Via Rasella vista... dall'altra parte!...

http://www.italia-rsi.org/chivolleguerracivile/rasella.htm
mureddu giani 07 marzo 2009 00:00
Gent. Leonardo,
la tua è una lettera accorata, piena di buoni sentimenti, pacata, rispettosa del pensiero altrui, molto democratica e ligia ai principi della costituzione.
Ha un unico difetto: hai sbagliato indirizzo.
Supervik 07 marzo 2009 00:00
Grazie Leonardo e grazie Nerofumo. Ho letto il link che hai scritto tutto d'un fiato.... I brividi mi sono venuti nella schiena.... Io pero' la sapevo diversa: i tedeschi uccisi per prima cosa non erano tedeschi ma italiani di Bolzano e poi non erano di ritorno da nessuna esercitazione ma da una rappresentazione musicale ed erano tutti ragazzi musicisti armati di gran casse, trombe e pifferi... Comunque non cambia niente.... Partigiani assassini e rubagalline... E soprattutto vigliacchi.... E Sandro Pertini e' pure stato il nostro Presidente della Repubblica...
alfonso scala lombardo 08 marzo 2009 00:00
Leonardo, se non sbaglio trattavasi di una colonna di soldati Altoatesini, di cui i nazisti, non ancora in fuga,mi pare(?) neppure si fidavano completamente. E' pur vero che, stranamente, i comandi nazisti non emisero alcun bando e, ancora più strano,che agirono, per la prima volta, in sordina nel dare libero sfogo alla violentissima vendetta.
E' ancora vero che nessuno degli attentatori (non mi viene altro più appropirato termine) tra i quali mi pare ci fosse Amendola (?) si presentò a denunciarsi; quanto meno avrebbe sottratto alla atroce morte, qualcuna di quelle innocenti Vittime. Io piango le 335+1 (non dimentichiamola la vecchetta sorda fucilata) vittime della rappresaglia, tra le quali pure una settantina di comunisti (non dimentichiamo pure questi). Ritengo anch'io che lo stupido (e in buona misura vile) attentato di via Rasella sia all'origine della sspaventosa rappresaglia, ma non dimentichiamo i numerosi eroici partigiani (c'erano anche quelli comunisti, del Partito d'azione, dei Cattolici,dei Liberali, e via dicendo)cui dobbiamo ancora molto.La dittatura, qualsiasi dittatura, è nefandezza, è "stupro" di civiltà; la guerra di aggresssione è la più sporca che ci sia, la guerra civile è la più orrenda che ci sia, noi la lezione l'abbiamo ricevuta, altrove dovranno ancora sperimentarne gli orrori. Cerchiamo di superare odi e rancori, non ci chiamiamo più nemici sulla base ormai a-storiche appartenenze, per fortuna ormai relegate nelle pagine della più buia pagina della nostra storia. Soffermiamoci sul presente, pensiamo al futuro e avvertiamoci finalmente come conservatori o democratici, ma non come nemici, sapendo bene che cosa intendiamo dire dell'una o dell'altra connotazione politica.ma soprattuto guardiamo al nostro esser europei, identifichiamoci per quel che ciò sta a significare nel bene, nella parte buona di una storia plurimillenaria.Un abbraccio.
leonardo 09 marzo 2009 00:00
Alfonso, condivido alcune tue ossorvazioni ma su altre devo fare dei distinguo.Premetto che il distinguo non deve servire per dividere ma, in questo caso, per chiarire e stendere un velo pietoso su quella che fu una vera guerra civile, alimentate da tante cose, regime , ra., invidie e rancori e chi più ne ha più ne metta. Purtroppo , come detto, i regimi totalitari spesso portano a ciò ma non per questo quello che è accaduto deve essere dekl tutto giustificato. le convenzioni di Ginevra , almeno allora, parlavano in un certo senso e chi era fuori da tali norme non poteva che essere trattato in un acerta maniera e , sotto un certo profilo, non si possono condannare le rappresaglie per altro annunciate e, come a Roam , anche pubblicizzare con manifesti. Chiuso il caso. Torno a chiedermi perchè a distanza di oltre 60 anni ci debabno essere morti di seria A;B;C... mi sembra assurdo e da voltastomaco. L'8 settembre fu una data funesta per l'Italia ed allora nessuno sbagliò, la maggior parte agì secondo coscienza e si schierò da una o dall'altra parte altri invece lo fecero in base alle probabilità di vittoria che avevano gli alleati. Questa Alfonso è la vera storia e sarebbe opportuno chiudere in modo civile quanto ci fu di buio nel nostro paese e non continuare con le mezze realtà, ci abbiamo impiegato 60 anni per sapere qualcosa sulle Foibe e forse altri 60 ci vorranno per convincere i vincitori (che poi furono gli alleati che nessuno ricorda, 50 mila morti solo sulla linea Gotica) che la storia deve essere raccontata serenamente. Un salutone.
leonardo 09 marzo 2009 00:00
Per Mureddu Gianni, ringrazio per quanto detto della mia lettera che ormai, da quando c'era Ciampi, è un aperiodica che mando ogni anno al Quirinale e a vari giornali. forse avrei dovuto madarla al "non ci stò" ma, purtroppo, il mio stomaco non tollera neanche sentir pronunciare il nome.
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