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Vincenzo 04 gennaio 2005 00:00
Tempo fa una badante Ucraina,mi disse queste testuali parole,NON CI VORRA'MOLTO TEMPO ed anche il vostro paese farà la stessa fine del nostro.
Dichiarazione che mi lascio sconcertato,ma dopo aver visto la trasmissione w il mercato devo dire che una badante ucraina ha ed aveva in maniera più chiara dei nostri politici del c....o buoni solo a spartirsi le poltrone ed avidi solo di denaro è potere la reale situazione del paese ITALIA.
VIVA RAI TRE è le sue trasmissioni come W IL MERCATO,REPORT.
Gianni 04 gennaio 2005 00:00
Come l'Ucraina?
Guarda che mi sa che hanno una crescita del P.I.L. molto migliore della nostra...magari diventassimo come l'Ucraina....

Ad ogni modo ti sei chiesto perché continuano a fare gli agricoltori se non conviene invece di unirsi in cooperative per coltivare colture più redditizie del grano e dei pomodori?
Germana 11 gennaio 2005 00:00
Proprio poche ore prima della trasmissione "W il mercato ", che mostrava una Milano deserta e sconfortata, divisa tra ricchi egoisti e cattivi che fanno shopping solo da Peck ed in via Montenapoleone, e poveri operai costretti a risparmiare sulla spesa , ho mangiato una pizza in un locale sui Navigli, un posto carino ma comunque normale (studenti, giovani coppie , famiglie etc.): bè, era pieno, e non era sabato sera!
Le coltivazioni in sicilia? Il servizio ha tralasciato un paio di particolari, primo di indicare quale fosse l'estensione di terreno dedicata alle coltivazioni da ciascuno degli intervistati(ci vuole un'estensione minima in ettari perchè le coltivazioni, possano garantire un reddito ragionevole); secondo , di dare un quadro generale della storia recente del mercato dell'agricoltura nelle zone esaminate, cosa che avrebbe chiarito molti aspetti del problema.
Saluti a tutti,
Germana
Silvano 12 gennaio 2005 00:00
Se i grandi importatori comprano in Marocco a 30 o in Cina a 10, un prodotto agricolo che costa 100 ai nostri produttori nazionali e lo immettono sul ns. mercato a 90, il gioco è fatto:
> a loro il forte guadagno;
> ai nostri produttori il fallimento.
E non c'è cooperazione o altra soluzione, che non sia far lavorare schiavi extracomunitari in nero, che possa rimediare.
Francesco 12 gennaio 2005 00:00
Per Gianni e Germana,a me è sembrato che la trasmissione "w il mercato" tendesse a mettere in evidenza la sproporzione dei prezzi dal produttore al consumatore cioè, le abberrazioni di una filiera che non consente agli agricoltori di campare con il loro lavoro ed impone al consumatore prezzi gonfiati che spingono per la prima volta nella storia d'Italia, i cittadini a diminuire gli acquisti per i generi di prima necessità. Questa contrazione dei consumi nei beni primari, dovrebbe spingerci non a fare dilettantesche indagini storico-sociologiche, ma a porci una domanda semplice quanto risolutiva:- chi ci guadagna ?
Il problema come è evidente è nella "filiera" , ma cosa aspetta chi ci governa ad intervenire?
Silvano 12 gennaio 2005 00:00
Mi pare di poter dire che la sintesi di Francesco è l'esatto sviluppo dei fatti, dalla produzione (o import che sia) al consumatore finale. Il tutto non fa una piega e ben si sposa con la mia considerazione, immediatamente precedente alla sua, su come certi potentati sfruttano il mercato globale a discapito dei ns. produttori locali, magari anche non organizzati al meglio ma non per questo meritevoli di essere messi alla fame.
sal 12 gennaio 2005 00:00
La trasmissione sul mercato in Italia mi ha solamente e ulteriormente confermato che siamo da sempre dei condomini della repubblica delle banane,con la facciata di civilta'
In una condizione del genere non ci resta che procurarci direttamente i prodotti alla fonte ,facendo spesa equa e solidale con i ns agricoltori se non vogliamo far ingrassare banche e coop e fare la fine dell' argentina.
I ns politici cosa sperano di intrattenere con paesi come la Cina ,dove la manodopera e cosi' bassa che qualsiasi confronto e' perso in partenza?
Spero che i politicanti si ravvedano per tempo e pongano giusto rimedio altrimenti non rimane che buttarli tutti a mare e ricominciare...
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