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Times
23 agosto 2009 0:00

Il Times: "A Berlusconi consigliano
una clinica per dipendenze sessuali"

Il quotidiano Gb pubblica un articolo sull'uscita della nuova
edizione del libro "Tendenza Veronica" di Maria Latella
la d'addario querela
24 luglio 2009 0:00
Frattini attacca:

La controffensiva mediatica del Pdl è guidata da Franco Frattini che, forse per rispondere all’attenzione data alla vicenda sui giornali stranieri, parla ai microfoni della Bbc e accusa alcuni giornalisti di aver "pagato questa escort, questa prostituta, per fare queste pubbliche dichiarazioni contro il primo ministro". Comportamento che il ministro degli Esteri giudica "immorale" anche in considerazione dell’insussistenza delle accuse mosse al premier come dimostra il fatto che "nessun giudice ha messo sotto inchiesta il primo ministro".

Immediata la replica della D'Addario: "E' falso, lo querelo".


24 luglio 2009 0:00

il caso Berlusconi ritorna con forza sui media di tutto il mondo, che riportano fedelmente le trascrizioni delle ultime registrazioni diffuse dal sito dell'Espresso e traggono in alcuni casi le loro conclusioni.

Come sempre molto completo il coverage del britannico Times che reagisce con un commento ai "particolari scioccanti" che emergono dagli ultimi nastri. "Berlusconi sente la pressione nello scandalo sessuale" è il titolo dell'articolo di cronaca del quotidiano, con gli ultimi dettagli e i consigli del premier alla escort. Ma l'opinione del giornale conservatore britannico è affidata a un durissimo commento, "Un governo serio", che analizza la vicenda da un punto di vista di interesse generale per l'Italia e la sua reputazione nel mondo. Anche nel commento si parla degli ultimi dettagli "scioccanti" della vicenda, affermando che ormai lo scandalo sta devastando non solo la singola figura di Berlusconi ma l'incarico pubblico del primo ministro italiano. L'editoriale chiude sostenendo che "l'Italia è un paese serio, un paese membro del G8, della Nato e dell'eurozona. Non ha un governo serio perché non ha un primo ministro serio".

Nelle scorse ore inoltre sono ripresi i commenti sul web alle vicende italiane. Sul Timesonline le notizie su Berlusconi in questo momento sono la prima news internazionale, e questo trascina ormai quasi un centinaio di "post" dei lettori. Un vero botta e risposta a distanza tra inglesi e italiani, alcuni dei quali indignati rispondono difendendo il premier, altri confermando il proprio imbarazzo.

Sul Guardian il corrispondente John Hooper fa una notazione che per i britannici sembra rivelatrice: Berlusconi "ha detto di non essere un santo, ma non ha negato nulla" della storia con la D'Addario, anche se i suoi avvocati e i suoi ministri negano tutto.

"Berlusconi, il re della giungla delle bambolone", è il commento dell'Independent: il fatto che gli italiani non si scandalizzino più di tanto di quelli che vengono definiti "sguardi lascivi, linguaggio sporcaccione e instancabile promiscuità" del premier dimostra "in parte che l'Italia è politicamente primitiva". Ma anche qualcosa di più: "E' il maschio più maschilista d'Europa, ma è anche totalmente devoto all'idea che le donne che frequenta vogliono e meritano una carriera propria. Desiderio che lui, come un vero padrone, gratifica mettendole in Parlamento, nel suo governo, in televisione, eccetera. In un certo senso è un modernista e un femminista". E per milioni di italiani "è il leader ideale".

Spagna. Nell'articolo del Pais dedicato alle registrazioni di Patrizia D'Addario, il corrispondente Miguel Mora dà conto anche dell'appello pubblicato su Repubblica - e ora aperto alle firme online dei cittadini sul sito di Repubblica.it - e nota la "curiosa svolta archeologica dello scandalo", con le ripercussioni che stanno avendo in ambienti scientifici e politici le dichiarazioni registrate di Berlusconi sulla presenza nel parco di Villa Certosa di "trenta tombe etrusche".
Il Riformista
23 luglio 2009 0:00
tratto dal riformista


http://www.ilriformista.it/stories/Prima%20pagina/77211/


Dalle cronache dell'epoca emergono altri dettagli. Come l'amicizia tra Guerra e Aida Yespica. Per questo è tutto un mondo che ritorna nel sexgate berlusconiano. Yespica fu una delle concause, l'altra fu Mara Carfagna, della prima lettera di Veronica Lario a Repubblica sulla passione del marito per le donne, poi diventata «malattia».

A una festa per i telegatti, Yespica si sedette sulle ginocchia del Cavaliere e lui le espresse il desiderio di scappare insieme su un'isola segreta. Agli atti di Vallettopoli Barbara e Aida furono sentite per droga. Cocaina.

Torniamo alle trasferte umbre del Sultano di Arcore. Papi racconta con certezza di due puntate nella beauty farm di Marc Mességué.

La prima è del 24 settembre 2008, cinque giorni prima del suo settantaduesimo compleanno, che cade il giorno di San Michele, il 29. Roma è scossa dalla crisi Alitalia e all'ultimo momento il premier rinuncia a un viaggio a New York, per l'assemblea generale dell'Onu.

Al suo posto il titolare della Farnesina, Franco Frattini, che già in estate aveva dovuto interrompere le sue vacanze alle Maldive con una donna misteriosa (che poi si scoprirà essere Chantal Sciuto) per sostituire Berlusconi a una riunione sulla crisi georgiana. Il presidente del Consiglio parte per il centro di Melezzole, vicino a Todi, nel pomeriggio del 24. La sera prima, come risulta dalle intercettazioni a carico di Tarantini, c'è stata l'ennesima festa a Palazzo Grazioli. Nella beauty farm, blindatissima, rimane fino a sabato 27.


Giampaolo Tarantini foto da Oggi
Il nome di Barbara Guerra spunta nella seconda trasferta, quella che va da venerdì 28 novembre, ventitré giorni dopo la notte con Patrizia D'Addario. Il premier è al telefono con Tarantini. L'amico Giampi è in auto con tre donne: Guerra; un'attrice italiana dal nome esotico, Licia Nunez al secolo Licia Del Curatolo; infine una ragazza dominicana.

Berlusconi spiega all'imprenditore il percorso per arrivare alla Spa di Mességué. In quell'occasione, l'intero centro è stato requisito. Ventisei stanze per lo staff del Cavaliere, per le amiche di Tarantini e per altre ragazze di provenienza Mediaset. La domenica successiva, il presidente del Consiglio diserta un'assemblea della Nuova Dc, il partito dell'attuale ministro Gianfranco Rotondi.

Dal dispaccio dell'Ansa di quel giorno: «Il premier, contrariamente alle attese degli organizzatori, non ha partecipato di persona ma ha scelto di intervenire telefonicamente. Una modalità che ha portato qualche sostegno alle voci diffusesi in questi giorni che lo davano fuori dal capoluogo lombardo, forse per curare il mal di schiena che lo affligge». Già.
giuseppe
23 luglio 2009 0:00

questa storia è nata perché Berlusconi ha voluto farla nascere.

Come ha osservato anche chi guarda senza inimicizia all'avventura del premier, "le armi affilate" che hanno messo Berlusconi nei guai "provengono tutte da Berlusconi in persona".

E' Berlusconi che umilia la moglie fino a superare ogni limite di tollerabilità. E' Berlusconi che frequenta e poi decide di festeggiare una minorenne costringendo Veronica Lario al divorzio. È Berlusconi che decide di lavare i panni di famiglia a Porta a porta, France2, in interviste ai giornali producendosi in un'autodifesa che, vagliata, si è dimostrata presto contraddittoria, incoerente, largamente bugiarda. E' Berlusconi che, per nascondere l'abituale licenziosità dei suoi comportamenti privati, ha organizzato una guerra mediatica e una scena di cartapesta con l'obiettivo di autorappresentarsi come un buon padre di famiglia, un figlio devoto nel ricordo dei genitori, un padre affettuoso, un nonno amorevole e commosso, un buon italiano che tira diritto e, come tutti i buoni italiani, crede in Dio e nella famiglia. Non un "santo", ma qualcosa che gli può stare vicino.

Chi lo sa, forse davvero all'alba di questa storia sarebbe stato sufficiente e liberatorio presentarsi in pubblico, come gli era stato consigliato, e dire: "Non sarei sincero se non aggiungessi le mie scuse per eccessi e disinvolture che hanno contribuito a rendere incresciosa questa situazione. Non me la caverò con la celebre battuta del presidente americano Grover Cleveland: 'Gli americani sanno di non aver eletto un eunuco'. Sono davvero rammaricato" (Giuliano Ferrara, il Foglio, 22 giugno).

Oggi è troppo tardi per fare il verso a Cleveland perché sono fiorite, dalla "licenziosità" della vita privata del capo del governo e dal rosario di inganni costruiti per oscurarla, due questioni politiche. Altro che gossip come si ripete nella corvée d'ossequio e anche in una smarrita opposizione senza bussola. Possono essere radicalmente separate in una liberaldemocrazia la politica e la morale? Il comportamento di un leader può essere sistematicamente immorale a petto di azioni di governo che pretendono di essere altamente morali e decidere della privacy di tutti: della vita, della morte, dell'aborto, del dolore, della cura, dell'embrione, dei comportamenti sessuali, fino a prevedere il carcere per chi sceglie una prostituta?

Nessuno ha obbligato Berlusconi a diventare un uomo di Stato. Lo ha fatto liberamente. Liberamente ha scelto di rendere conto all'opinione pubblica - come chiunque eserciti funzioni pubbliche - della coerenza tra valori proclamati e comportamenti tenuti. Si è rifiutato ostinatamente di farlo per mesi e tuttavia il lavoro giornalistico ha dimostrato, nel servile silenzio del servizio pubblico radiotelevisivo, che valori proclamati e condotte private girano per Berlusconi come ruote divaricate. Per eclissare questa realtà, il Cavaliere ha sollecitato una seconda, esplicita questione politica: qual è il grado di menzogna che è legittimo adoperare in politica? Una volta smascherata quella menzogna, e proprio per proteggere la fiducia che si è legittimamente conquistata nell'elettorato, il premier non deve rendere disponibile la verità in un pubblico dibattito?
no alla censura
20 luglio 2009 0:00
Vi presentiamo questo dibattito fatto su TVE 24H
(televisione informativa nazionale spagnola)
nel quale si parla dello scandalo di Berlusconi
ed i suoi rapporti con delle minorenni e delle "veline",
tra cui ricordiamo c'é il primo ministro delle pari opportunitá Mara Carfagna.
Dopo qualche settimana, sono state pubblicate su "El País" le foto dei "festini"
che si svolgevano a Villa Certosa, la residenza estiva del cavaliere,
che abbiamo aggiunto alla fine con colonna sonora adeguata.
Inoltre si pone l'accento sul fatto che lui volesse candidare molte veline al parlamento europeo.
All'estero, dove c'è pluralitá dell'informazione e non si é sotto dittatura mediatica come in Italia, le notizie sull'Italia riescono ad affiorare."

Download Video:
http://buzzintercultura.blogspot.com/

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e pubblicarlo sul tuo Sito Web, YouTube, Daily Motion e tanti altri!

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SE CI SARANNO 100, 1000 COPIE IN GIRO,
NON POTRANNO CENSURARLE TUTTE.
REAGISCI !!
?
20 luglio 2009 0:00

epperò ... negava tutto nello studio della vespa!!!!

a incastrarlo l’audio bomba delle serate di Papi-Silvio e Patty D’Addario.

Confermano tutto:
“Faccio una doccia, aspettami nel letto di Putin” –
“Ha detto che vuole farmi leccare da una sua amica” –

Berlusconi sapeva che la D'Addario si stava prostituendo? Dai nastri è impossibile stabilirlo, ma c'è un particolare che induce a riflettere, e riguarda la telefonata tra la D'Addario e Giampaolo Tarantini all'indomani della nottata trascorsa con il premier: "Non mi ha dato nessuna busta", dice Patrizia a "Giampi". E Tarantini risponde: "Veramente?". Il suo tono lascia intendere una profonda sorpresa.

Anche se il dialogo riprende più serenamente, quando Patrizia dice d'aver ricevuto dal premier la promessa di un aiuto "sul cantiere": "Ci devo credere?" chiede Patrizia. "Se lo dice lui...", risponde "Giampi". Poco dopo il cellulare squilla ancora: è Berlusconi a chiamare Patrizia, spiegandole che ha dovuto tenere un discorso, peraltro riuscito benissimo, e che sta partendo per Mosca.

GLI AUDIO SONO A QUESTO LINK:

http://espresso.repubblica.it/dettaglio/silvio-e-patrizia-ec co-gli-audio/2104806&ref=hpsp



il SITO ESpresso in tilt, quanti tg lo manderanno in onda?
?
20 luglio 2009 0:00

scusate ... chi è che sosteneva che dopo le elezioni non se ne sarebbe più parlato?

Forse l'unica persona a scomparire nell'immediato dopo elezioni è il tronista finto fidanzato della verginella minorenne fotografata con le dita tra le cosce per il book mandato a papi
Veronica
20 luglio 2009 0:00

epperò ... quanto gli costeranno in udienza per divorzio queste telefonate con escort candidate all'europarlamento?

http://espresso.repubblica.it/dettaglio/silvio-e-patrizia-ec co-gli-audio/2104806&ref=hpsp
16 mesi prima
20 luglio 2009 0:00

Esce in anteprima oggi sul Sunday Times un paragrafo del nuovo libro "Papi. Uno scandalo politico"
(di Peter Gomez, Marco Lillo e Marco Travaglio)

«MANCÒ POCO CHE GLI SPEZZASSI IL POLSO...»


Una delle ragazze presenti ai party di Papi ce li ha raccontati, visti
dall'interno. La chiameremo Sandra, perché ci ha chiesto l'anonimato.
Sandra lo ricorda bene il Capodanno del 2008 a Villa Certosa.

A ventiquattro anni, questa bella ragazza campana
ansiosa di sfondare nel mondo dello spettacolo restava ancora a
metà del guado. La solita palude di concorsi di bellezza e piccoli lavoretti
come hostess.

Quando le propongono di trascorrere il capodanno del
2008 in Sardegna, Sandra accetta subito entusiasta, annullando un
precedente impegno. L'offerta è allettante: «Una serata al Billionaire,
una festa privata per 1500 euro, viaggio aereo incluso. Non ti
capiterà più un'occasione simile». Parole sante. Vorrebbe saperne di
più, ma in questi casi è meglio non fare troppe domande. E poi
non c'è molto tempo per fare la schizzinosa. Prendere o lasciare.

Tutto è stato organizzato in fretta e furia. Le hanno pure chiesto di
portare un paio di «colleghe» per fare numero: «Perché lì più ragazze
porti e meglio è». E così fa. Nessuna selezione, un po' come un
appuntamento al buio. Ma se la sente di coinvolgere le amiche, perché
l'offerta viene da una del giro alto: sempre lei l'Ape Regina, la
Began.

Quando ha chiesto a Sandra di seguirla in Sardegna, Sabina non
le ha rivelato il nome del padrone di casa. Ma le modalità della trasferta
fanno pensare a qualcuno di molto, ma davvero molto importante:
a occhio e croce, un sultano o almeno un oligarca russo.

Sandra comincia a intuire qualcosa quando arriva a Ciampino.

All'aeroporto la indirizzano verso un aereo con impresse le insegne
del Biscione.

A bordo ci sono decine di ragazze, molte arruolate come
lei con un compenso giornaliero. Altre, invece, sembrano habituées
e si muovono a proprio agio: «L'unica che mi rivolse la parola
fu la vincitrice del reality Uno, due, tre... stalla! Imma Di Ninni: "È
la prima volta che vieni?". Le risposi di sì, ma pensavo ancora al
Billionaire...».

All'arrivo a Olbia, la mattina del 31 dicembre 2007, le auto del
servizio di sicurezza prelevano le decine di ragazze per accompagnarle
direttamente nei loro alloggi. Intorno alla Villa Certosa, il
Cavaliere dispone di una serie di villette. Qui vengono dislocate le
ragazze, in gruppi di cinque o sei. Le più coccolate finiscono nella
residenza di Paolo Berlusconi, che trascorre altrove il Capodanno.

Ma tutto questo Sandra ancora non lo sa. Le uniche presenze maschili,
oltre agli uomini dello staff del presidente, sono Mariano Apicella e

Guido De Angelis, l'ex cantante degli Oliver Onions (famosi
per la sigla del Sandokan televisivo) divenuto produttore cinematografico.

La dépendance di Sandra è davvero elegante: la ragazza ammira
i soffitti in legno, l'argenteria disseminata per tutta la casa, l'arredamento
fresco e raffinato, la piscina riscaldata, il parco tutt'intorno,
e pensa di essere finita nella villa di un uomo davvero molto
ricco.

La notte precedente ha fatto le ore piccole in discoteca e
si butta sul letto per un pisolino. Ma, quando sta per addormentarsi,
viene ridestata da una voce molto nota. Dalla porta si affaccia:
è Silvio Berlusconi. Lei non crede ai suoi occhi, sulle prime
pensa a un bravo imitatore. L'uomo ha i lineamenti, i modi e la
voce del leader di Forza Italia, ma tutto più marcato rispetto al
personaggio che ha conosciuto e talvolta apprezzato guardandolo
in televisione:

"Aveva il volto colorato da una crema che sembrava autoabbronzante e
gli tingeva anche le mani, facendole sembrare unte. I tacchi erano alti
davvero come dicono quelli che lo prendono in giro. E aveva in mano
una busta piena di gioielli".

Sorridente come una befana generosa con le bambine all'Epifania,
Papi Silvio dona subito a ciascuna ragazza un anello d'argento forato
con incastonata una grossa pietra di onice, e due bracciali con la
tartarughina:

"«È il simbolo di Villa Certosa», ci disse allargando il suo sorriso e togliendosi
gli occhiali da sole: aveva gli occhi molto piccoli rispetto a
quello che avevo visto in tv, ma era proprio lui".

Le cronache di quei giorni, in effetti, raccontano di una fastidiosa
congiuntivite che ha colpito il Cavaliere. Più tardi, ancora regali:
un anello e un bracciale d'oro sottile e una collana con una farfalla
di pietre come pendaglio. A quelle che si dimostrano «più carine
» con lui, il futuro premier dona altri gioielli più consistenti.


A tutte le ospiti, subito dopo i convenevoli di rito, dice: «Preparatevi
presto: si va a mangiare e ballare in pizzeria». In un'ala del parco di
Villa Certosa è già tutto pronto. Il cuoco Michele sforna prelibatezze
à gogo e Silvio canta accompagnato dal fido Apicella. A un
tratto, come morse da una tarantola collettiva, tutte le ragazze si
alzano e cominciano a ballare intorno al Cavaliere. Lui, al settimo
cielo, canta, balla e familiarizza.

Sandra, dapprincipio, deve stargli proprio simpatica, tant'è che lui la fa accomodare accanto a sé sulla sua macchinetta elettrica, tipica dei golfisti. Dietro al corteo surreale delle minicar, il grande capo Papi mostra alle ragazze i segreti del parco: l'anfiteatro, la collezione di cactus, le migliaia di hibiscus, il lago delle palme, le 85 diverse erbe officinali dell'«orto della salute».

Le ragazze tra di loro non parlano. Non c'era molto tempo e poi «gli uomini della sicurezza, che giravano sempre con le armi in mano,
ti si avvicinavano appena facevi capannello». Ma Sandra ricorda
bene alcuni volti:


Oltre a Imma Di Ninni, c'erano molte delle partecipanti al reality che
lei ha vinto, come le gemelline Ferrera. C'era anche Siria del Grande
Fratello, allora non era famosa, e mi ricordo che si alzò a tavola per fare
un ringraziamento a Silvio Berlusconi per la sua generosità.

C'era pure Camilla Ferranti, quella che lui raccomandava a Saccà per farla
lavorare in Rai"
.
Sono trascorse poche settimane dallo scandalo sollevato dall'inchiesta
di Napoli sulle telefonate Berlusconi-Saccà: «A Villa Certosa si
rideva di questa cosa. Lui ci disse: "Visto che mi tocca fare per farvi
lavorare?". E giù tutte a ridere». Qualcuna addirittura applaude.

Tra le ospiti, ovviamente, c'è l'Ape Regina. Ma Villa Certosa non è
soltanto luogo di bagordi e baldorie, donne in topless e premier
nudi immortalati dal fotografo Zappadu. C'è il momento del piacere,
ma anche quello del dovere. Così, quel 31 dicembre 2007,
dalle ore 15 alle 17, ecco la lezione di politica, tenuta dal Cavalier
Papi in persona.

Le ragazze vengono accompagnate con le auto elettriche dalle loro casette fino al salone centrale della villa. Due ore scarse zeppe di battutine e barzellette: «Tutte ridevamo per farlo contento», ricorda Sandra.

Di veramente politico, la ragazza rammenta soltanto le immancabili critiche del Cavaliere al Pd, le parole sulle «prossime elezioni» perché «ora faremo cadere Prodi» e il disprezzo per l'alleato Gianfranco Fini, «un fascistone incapace di mediare».

E poi lunghi intermezzi con Berlusconi che si trastulla con uno strano temperamatite parlante e gemente:

"Era un omino di gomma colorata con i pantaloni abbassati sul di dietro.
La matita si infilava proprio lì: quando lui ruotava il lapis, il pupazzetto
si lamentava e lui rideva come un pazzo. Sembrava di essere in
una puntata di Csi con il classico schizofrenico...".

Subito dopo la «politica secondo Berlusconi», per le ragazze arriva
il momento tanto atteso dello shopping, in vista del cenone e dei
fuochi d'artificio. Gli uomini della sicurezza le accompagnano tut-
te a Olbia in un centro commerciale, dove le aspiranti Pretty Woman
si scatenano: una corsa all'acquisto del capo esclusivo fino a
2000 euro, succhiando direttamente dalla carta di credito di Papi
Silvio.

Lo chiamano quasi tutte così, come racconterà Barbara
Montereale, la «ragazza immagine» barese che sbarcherà in Sardegna
nel gennaio del 2009 e se ne tornerà a Bari tutta soddisfatta,
con la sua busta imbottita di banconote: 10mila euro in contanti,
gentile omaggio di Papi.

Invece Sandra, un anno prima, ci rimane proprio male. Le avevano
promesso 1500 euro al giorno, ma gliene danno solo 1000,
perché ha chiesto di andarsene via subito:

"La Began mi disse che lui si era lamentato perché ero stata «scortese,
poco carina nei suoi confronti». Penso si riferisse al fatto che, appena
ha tentato di allungare le mani, come aveva appena fatto con le altre,
io l'ho respinto bruscamente. Stavo quasi per fratturargli il polso...".


Perché lui è fatto così, affettuoso con le sue ospiti che ballano intorno
a lui, felice di respirare, sfiorare e talvolta anche toccare la
loro giovinezza.

Come durante la cena di fine anno, quando tutti
gli ospiti, cinquanta donne più Apicella e il cantante-produttore
De Angelis, siedono tutti attorno allo stesso tavolo.

A turno
le ragazze in abiti mozzafiato si esibiscono - direbbe Veronica -
per il «divertimento dell'Imperatore». Prima prendono il microfono
per una dedica a Papi, poi ciascuna si scatena con la propria
performance:

"Mi sono rimaste impresse tutte quante: c'erano quelle che ballavano e
si strusciavano, quelle che lo baciavano, quelle che si spogliavano, quelle
che si buttavano in piscina quasi nude".

Difficile dimenticare quelle scene. Non che durante le ospitate in
discoteca e le serate nei privé quegli atteggiamenti fossero una rarità,
anzi:

Ma quello che è successo a Villa Certosa non mi era mai capitato prima:
ne ho viste di tutti i colori. Ogni tanto lui ne prendeva per mano
una e si allontanava.

A me è venuta l'ansia, perché nessuno sapeva che
stavo là. Al cellulare non ti facevano parlare. La sicurezza era dappertutto
con quei bazooka puntati sempre addosso mentre passeggiavi, mentre
ballavi, mentre cenavi. È un ricordo bruttissimo. Il più brutto della
mia vita".

Dopo cena, dunque, tutte a ballare in attesa dei venticinque minuti
di fuochi pirotecnici che illuminano a giorno il golfo di Portorotondo
nelle primissime ore del 2008. Tutte col naso all'insù a scattare
foto con macchinette e telefonini. Nessuno le ha requisite. Ma
poi le immagini, come per incanto, sono sparite dalla memoria digitale
il giorno dopo. Qualcuno dev'essersi intrufolato nottetempo
nelle stanze delle ragazze per cancellare ogni prova della notte con
l'Imperatore, o, più probabilmente, a garantire la privacy del premier
ci pensa qualche contromisura elettronica.


L'eccezione però
c'è sempre. Così, sul telefono di una delle ospiti, è rimasta impressa
la foto di un trenino al ritmo di samba: al centro il presidente
del Consiglio, con cappellino e trombetta, stretto in mezzo a due
eccitanti modelle in abiti succinti.

Ma sono le scene lesbo a disgustare Sandra: ragazze che si baciano,
si toccano, si spogliano.

Sedici mesi prima di Veronica, è lei a
indignarsi per tutte quelle «vergini che si offrono al drago»:

"Più che scandalizzata, mi son sentita proprio male: prima di andare a
letto ho anche vomitato. Sapevo che il giorno dopo sarebbe partito un
volo per riportare a Roma Guido De Angelis, me lo aveva confidato
uno della sicurezza, un ragazzo genovese, durante gli spostamenti nel
parco. Così ho detto: «O mi riportate a casa o faccio un macello»...".

E così Sandra riesce a salire su quell'aereo con le amiche che aveva
portato con sé e con De Angelis, che le dà anche il suo numero di telefono.

Ma quella sua fuga da Villa Certosa non passerà inosservata:
segnerà la fine delle sue ambizioni nel mondo dello spettacolo. «Ho
capito - dice oggi con un velo di tristezza - che la televisione è roba
Sua. Da quel giorno, per me, mi sono rassegnata. Per me sarebbe stato
inutile fare qualsiasi casting, perché avevo osato dirgli di no».
Poco importa che sia alta e bella, che sappia ballare e parli correttamente
tre lingue. Non ha esaudito i desideri del Sultano, ha
gettato al vento la grande occasione, peggio per lei.

Le altre ragazze invece rimangono in villa un altro giorno ancora:
stesso programma, stesso cachet. Le più care a Papi, come Sabina
Began, si vantano di avere il raro privilegio di seguirlo ad Antigua,
dove lui ha un'altra villa, lontano da occhi e teleobiettivi indiscreti.


Due mesi dopo, il cellulare di Sandra suona ancora. È la prova
d'appello, l'ultima. Stavolta la invitano a una festa a Cortina, proprio
dove uno degli altri fornitori di ragazze, Giampaolo Tarantini
(lo conosceremo tra breve), è di casa. Ma lei di quel mondo non
vuole più saperne. E risponde «no grazie». Addio sogni di gloria.



epperò!
19 luglio 2009 0:00
Esce in anteprima oggi sul Sunday Times un paragrafo del nuovo libro "Papi. Uno scandalo politico" (di Peter Gomez, Marco Lillo e Marco Travaglio, )

http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/articolo-7933.htm

«MANCÒ POCO CHE GLI SPEZZASSI IL POLSO...»

xl
8 maggio 2009 0:00
era riferito al fatto che non hai capito che ti prendono per il culo
mah
8 maggio 2009 0:00
da: x mah
data: 7 Maggio 2009
Ecco,confermasi che non hai capito niente
---
c'è poco da capire.
diciamo che a te fa più comodo dire che "non ha capito" chi non la pensa come te.
limitato.
x mah
7 maggio 2009 0:00
Ecco,confermasi che non hai capito niente
mah
7 maggio 2009 0:00
ovviamente "suo" non si riferiva a silvio ma a zorro!
mah
7 maggio 2009 0:00
c'è anche bisogno di spiegarlo?

da: per mah
data: 7 Maggio 2009
Cosa vuoi dirci questa volta caro Leonardo?
--
dovresti averlo già capito, vincenzo.
per mah
7 maggio 2009 0:00
Cosa vuoi dirci questa volta caro Leonardo?
per mah?
7 maggio 2009 0:00
ummmm ... e come mai verme?

ti spiegheresti un po' meglio?
mah
7 maggio 2009 0:00
c'è anche il "lodo verme" applicabile nel suo caso.
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