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da figlio di papa' 13 maggio 2009 00:00
Lo stato fissi a livello nazionale il prezzo dei farmaci, lo comunichi alle farmacie, ed il problema prezzo e' risolto. Non voglio essere accusato di rubare o altro.Se l'aspirina deve costare la meta' di quanto costa ora non c'e' problema.Prezzo fisso e concorrenza sulla qualita' del servizio e sulla consulenza professionale.Non le risulta ci sia quest' ultima?Cambi farmacia.Cosi' si potra' distinguere il figlio ''d'arte''ignorante, dal vincitore di concorso ''competente'' perche' di umili origini.Selezioni Lei paziente-cliente la farmacia piu' aderente al modello professionale che dovrebbe avere.
matteo 13 maggio 2009 00:00
Invece di delegare allo stato compiti che non gli competono, perchè non consentire ai supermercati di vendere a scaffale i farmaci più comuni (tanto per vendere l'aspirina mica serve la laurea in farmacia) ed ai laureati non paraculati di aprire la loro farmacia dove cavolo gli pare, magari in cooperativa con i loro compagni di studio????
Francesco 13 maggio 2009 00:00
Quelle di matteo sono una montagna di banalità e luoghi comuni completamente errati e senza alcun fondamento. Spesso ingenerati in malafede da chi ha precisi interessi economici.

Pittosto vogliamo parlare dei danni che ha arrecato il decreto Bersani all'italia cercando di annientare tutte le libere professioni e tutte le piccole e medie imprese a favore dei grandi gruppi imprenditoriali ed in particolare in favore delle coop?
Annientare i professionisti ed i piccoli imprenditori significa impedire ai meritevoli appartenenti alle classi economico disagiate di poter emergere. Significa voler dire tutti sempre impiegati o operai. Nessuna prospettiva di crescita. I profitti solo alle grandi imprese.

Che poi tale linea politica sia stata portata avanti dalla sinistra è veramente scandaloso. La sinistra che (per far fare soldi alle coop) impedisce il riscatto delle classi meno agiate. Pazzesco.
Lo sapevate che le coop, in altri termini, la lega delle cooperative (spudoratamente favorita dalle lenzuolate finto liberalizzatrici di Bersani) è il terzo gruppo imprenditoriale d'Italia per fatturato dopo ENI e FIAT?
Berlusconi in quanto a conflitto di interessi è un dilettante rispetto a Bersani company e coop.

Lo sapete che il programma di Bersani prevedeva che i farmacisti ma in seguito avvocati e tutti i professionisti sarebbero dovuti diventare dipendenti dei grandi gruppi imprenditoriali in primis le cooperative di Bersani? Con i farmacisti in parte ci è anche riuscito con la scusa di far risparmiare qualche centesimo ai consumatori sull'aspirina si è appropiato di una fetta di profitti da capogiro trasformando in un istante migliaia di liberi professionisti in dipendenti delle coop.(come se alle coop non basatasse essere il terzo gruppo imprenditoriale d'Italia, vogliono essere il primo gruppo imprenditoriale!!!).

Fino a quando cose del genere le fa Berlusconi lo posso ancora capire, quello che è pazzesco quando un partito di sinistra si mette a fare le stesse cose che fa la destra vale a dire tutelare i profitti di gruppi imprenditoriali è veramente stomachevole.
Ecco spiegato come mai Berlusconi oggi ha il 75% di gradimento in italia grazie a Bersani e a quelli come matteo che continuano ad esaltarlo.
Consiglio a Matteo e a tutti quelli che la pensano come a lui di leggere il libro "Falce e carrello" il libro denuncia dell'imprenditore Bernardo Caprotti, per capire a pieno i danni che ha fatto la sinistra e Bersani in particolare.
Parlo da uomo di sinistra profondamente deluso. Se volete veramente capire i danni che hanno fatto i Bersani e quelli che la pensano come matteo leggete quel libro.

Capirete che quando si spara a zero su determinate categorie è solo per spostare i profitti da un'altra parte.
Le liberalizzazioni di Bersani sono servite solo a far fare più profitti alle coop. Vi ricordate? Liberalizzazioni dei benzinai significava benzina venduta ai supermercati dunque alle coop, liberalizzazioni dei farmaci è significato che le coop potevano vendere i farmaci che prima non potevano vendere, liberalizzazione della telefonia è significato che le coop potessero avere la propria rete di gestione telefonica, liberalizzazione delle edicole è significato che le coop potessero vendere i giornali ecc. ecc. Grandi profitti con la scusa di tutelare il consumatore. In realtà si è mandato sul lastrico tutta una serie di piccoli imprenditori che non potevano competere con le coop. Si fa finta di parlare di concorrenza per distruggere i piccoli e favorire i grandi gruppi imprenditoriali monopolistici in primis le coop tanto care a Bersani.
Vincenzo 14 maggio 2009 00:00
Scusami Francesco, ma a me pare che le banalità le scriva tu e non Matteo. La tua capacità di giudizio sembra ottenebrata da una sfilza di preconcetti legati al presunto strapotere delle coop (come se invece l'ordine dei notai o dei farmacisti non avesse alcun potere e non avesse una dimostratissima capacità di lobbying)
L'intervento di Matteo è basato su fatti e numeri ben precisi che dimostrano quanto determinate "congreghe" lavorino nell'ombra per evitare la benchè minima concorrenza, concorrenza che porterebbe indubbi benefici ai consumatori. Io non ci vedo nulla di male a consentire alle Coop (ma anche alla Bennet, alla Esselunga, alla Auchan ed alla Cona se è per questo) di vendere i farmaci per i quali non ci vuole la ricetta, così come non capisco che male provocherebbe la liberalizzazione del numero delle licenze dei tassisti.
DA Titolare 14 maggio 2009 00:00
per MATTEO.Vuole equiparare la f. a un qualsiasi negozio, OTTIMO.1)Abolire obligo di laurea(terza media OK.)2)Nessuna regola sulla dispensazione di farmaci in cui sarebbe obligatoria la prescriz. medica.3)Possibilita'di fare campagne publicitarie-sconti anche su psico farmaci, antibiotici,anabolizzanti ecc ecc...(come in qualsiasi altro esercizio)D' altronde o la botte piena, o la moglie ubriaca.
Stefanuccio 14 maggio 2009 00:00
Hai detto una serie di scemenze che non meriterebbero nemmeno un commento.
Ma quando hai dato dei "parassiti" ai componenti di queste categorie, beh!, lì ti sei veramente superato.
STA PARLANDO DI LAVORATORI AUTONOMI CHE SE NON LAVORANO NON VIVONO, SVEGLA!
Posso capire la nostalgia per i tempi andati in cui i VERI PARASSITI potevano fare ciò che volevano, ma almeno usa dei termini più appropriati.
POVERACCIO!
X il Sig Matteo 14 maggio 2009 00:00
Sarebbe opportuno innanzitutto conoscere Lei che lavoro fa ,per avere almeno un contraddittorio.Sparare a zero su categorie di lavoratori , nell'epoca della speculazione,dove chi si è arricchito è semplicemente appartenente al mondo bancario e immobiliare,spalleggiato da chi come lei riporta notizie false per indurre le persone a puntare il dito gli uni contro gli altri, è assolutamente meschino e vomitevole.Questa è una nazione dove gli sprechi dei Palazzi e dei Potenti sono sotto gli occhi di tutti e con crisi incombenti mondiali alle porte creati dalle sue false politiche liberistiche,abbiamo avuto personaggi che si dichiaravano figli di artigiani che hanno colpito artigiani quali:i barbieri ,i panettieri,i tassisti i benzinai ,tutte persone che ogni giorno devono alzarsi e uscire alle 5/6 della mattina per produrre il loro stipendio,cosa che Lei caro sig.Matteo probabilmente non ha mai fatto in vita sua,altrimenti non avrebbe mai potuto scrivere baggianate del genere.Le rinnovo l'invito, ci faccia sapere che lavoro fa,oppure è uno di quei radical che ha nel suo motto COMPAGNO LAVORA TE CHE IO MAGNO,come il suo amico Bersani e le sue COOP.
Matteo 14 maggio 2009 00:00
per DA Titolare

Da Titolare, non hai capito nulla. Non si tratta consentire la gestione della farmacia a chi ha la terza media, nè di lasciare non controllata la vendita degli psicofarmaci. Non c'è alcuna ragione comprensibile per cui ad un laureato in farmacia debba essere impedito di aprire il suo negozio a fianco del tuo, così come non si capisce perchè quei farmaci che non richiedono ricetta non debbano poter essere venduti nei supermercati così come avviene nel resto del mondo. O, meglio, una ragione c'è, ed è la avidità dei farmacisti....


Vincenzo 14 maggio 2009 00:00
Non voglio fare l'avvocato difensore di Matteo (non credo che ne abbia bisogno), ma qui di scemenze vedo solo quelle scritte da Stefanuccio e Da titolare. Primo, non si capisce perchè le loicenze delle farmacie debbano essere contingentate. Secondo, non si capisce perchè per comprare una aspirina od un Vicks Sinex debba per forza andare in farmacia. Matteo ha ragione da vendere....
DA TITOLARE. 14 maggio 2009 00:00
SCUSI mi faccia capire: Per avere la stessa concorrenza di un qualsiasi esercizio commerciale da ''TERZA MEDIA''il sig. Bianchi di turno dovrebbe:Sciropparsi almeno 10 anni di studi fra liceo e universita',essere sottoposto a numerosi vincoli di dispensazione con eventuali relative sanzioni. PERCHE sarebbe giusto questo? O moglie ubriaca o botte piena.Ogniuno faccia il frocio con il suo culo.VUOI GARANZIE dal sistema farmacia OK, ma questo ha un costo.IO non mi fiderei del parere di un farmacista che per non fallire e' costretto a vendere per ''FORZA''.SE FOSSI STATO 35 ANNI DIETRO AL BANCO LO SAPRESTI.
Alberto g. 14 maggio 2009 00:00
Condivido al 100% quanto scritto da Matteo. Sono dipendente di una ditta privata, non capisco perchè le regole del mercato e della concorrenza debbano valere solo per noi e non per tassisti, farmacisti, notai e compagnia cantante
matteo 14 maggio 2009 00:00
Titolare, lei con il suo didietro può fare quel che vuole. Allo stesso modo, un laureato in farmacia avrebbe diritto ad aprire la sua farmacia dove meglio gli aggrada. Peccato che non lo possa fare perchè le licenze per aprire farmacie sono contingentate. E' un sistema a numero chiuso, volto palesemente a tutelare e proteggere coloro che una farmacia già ce l'hanno, evitando qualunque forma di concorrenza che porterebbe vantaggi ai consumatori ma che intaccherebbe le rendite di posizione degli attuali esercenti. In fondo, parliamo della stessa cosa, della libertà economica. Lei parla del suo didietro, io parlo del commercio al dettaglio dei farmaci. Ognuno parla di ciò che conosce meglio....
Arianna 15 maggio 2009 00:00
Sono una studentesa di farmacia (media del 29) e mi trovo completamente d'accordo con Matteo. Io sono la studentessa più brillante del mio corso ma so che non potrò mai avere una farmacia tutta mia. Perchè? Perchè sono figlia di un semplice impiegato. Un mio compagno di "studi" (si fa per dire) invece il posto ce l'ha già assicurato, anche se è svogliatissimo e fa non più di due esami all'anno. A 34-35 anni, quando si sarà, con calma, laureato, prenderà il posto del padre. E' meritocrazia questa? Perchè io non posso essere libera di esecitare la professione per cui ho studiato? Perchè non posso aprire una mia farmacia? Perchè in Italia le farmacie hanno il numero chiuso?
Stefanuccio 15 maggio 2009 00:00
Cercherò di spiegarmi meglio, affrontando il problema che mi riguarda, cioè il settore taxi.
Non rispondo sulla questione costo della corsa rispetto ad altre città, perchè è stato ampiamente dimostrato che le tariffe di ROMA sono tra le più basse d'Europa, come spesso pubblicato da quotidiani nazionali ed anche da studi effettuati da bankitalia. (Almeno si informi prima di scrivere delle scemenze!)
Poi se una corsa a parità di chilometraggio costa di più che altrove, forse è perchè a Roma ci si impiega il dippio del tempo ad effettuarla...NON CI AVEVA PENSATO?
A PROPOSITO OGGI A ROMA C'E' LO SCIOPERO DEI MEZZI E DUE MANIFESTAZIONI...
Io faccio il tassista a Roma dove, negli ultimi 12 mesi, sono state rilasciate 2000 licenze che, rapportate alle precedenti, 5800, fanno circa il 33% in più. Non mi sembra poco.
Oggi considerando anche la crisi attuale del mercato, CHE SI RIPERCUOTE DIRETTAMENTE SUI LAVORATORI AUTONOMI A GIORNATA, si è creato il paradosso che i tassisti "bloccano" la città sostando in sovrannumero ai posteggi in attesa di clienti. QUESTO SECONDO VOI E' UN PRIVILEGIO?
Dall'inizio dell'anno gli incassi si sono ridotti dal 30% al 40%, QUESTO SECONDO VOI E' UN PRIVILEGIO?
Penso anche io sarebbe opportuno conoscere il lavoro del sig. Matteo, magari lui di privilegi, che da me distano anni ed anni luce, ne gode in abbondanza...
Mi sembra di leggere le frasi del Sig. Bersani e del Sig. Veltroni quando volevano farci credere che per risanare l'Italia, la cura dovesse partire dai fermacisti, tassisti e benzinai. A proposito, sig. Matteo, nelle sue SCEMENZE ha dimenticato di inserire quest'altra categoria ASSE PORTANTE della nostra economia, I BENZINAI!
E poi non dimenticate che un servizio pubblico OBBLIGATO A COPRIRE 24 ORE SU 24, come il taxi appunto, deve per forza essere regolamentato, altrimenti si rischia di squilibrare l'offerta penalizzando inconsapevolmente alcune fasce orarie; IN ALTERNATIVA si dovrebbe LIBERALIZZARE TUTTO COMPRESO ORARI, TARIFFE, TIPOLOGIA DI AUTOVETTURE ECC.ECC.
Certo uscendo da questa squallida retorica ideologica, basterebbe vedere quali disastri hanno causato le liberalizzazioni specialmente nel settore trasporti, per capire...
Per cui ribadisco che a mio avviso il sig. Matteo, almeno per quanto riguarda il settore taxi, ha scritto un mucchio di scemenze e che mi piacerebbe molto sapere lui che lavoro fa.
Saluti.
G.B. 15 maggio 2009 00:00
Assolutamente contrario a gettare nel libero mercato le farmacie eliminando il numero contingentato.
Mi aspetterei che a fronte di una irrisoria riduzione dei prezzi vi sarebbe la corsa dei più a rifilare ogni tipo di farmaco anche se non necessario.

Difficile invece concordare sulle modalità con cui le farmacie vengono assegnate.
Dovrebbe essere instaurato un sistema più democratico che eliminerebbe il nepotismo e che consentirebbe ai meritevoli di acquisirle e gestirle.
Una sorta di concorso/esame insomma che equipara tutti, figli e non.

Succede per tutte le altre libere professioni. Dovrebbe esserlo anche per i farmacisti i quali invece godono sia del numero chiuso che del maggiore vantaggio di una imprese: ereditarietà ed avviamento.

Situazione quantomeno anomala.

Si dovrebbe dunque stabilire un tot numero di farmacie, bandire un concorso serio, assegnare la sede ai vincitori del concroso i quali a spese proprie aprono e gestiscono la farmacia.
Morti o pensionati, la sede, anzichè passare al figlio, si libera e viene nuovamente messa a concorso.
Insomma fare ciò che accade per i Notai i cui figli, nonostante siano tali, devono superare lo stesso l'esame come tutti gli altri e possono aprire lo studio nella sede che viene loro asseganta e non subentrare automaticamente al padre.
Matteo 15 maggio 2009 00:00
Che lavoro faccio io è assolutamente ininfluente ai fini di questa discussione. E' invece fondamentale capire quale è la ragione di fondo che giustifica l'esistenza del numero chiuso per tassisti, farmacisti, notai, e via dicendo. Dagli interventi di Stefanuccio e GB (cui riconosco una certa civilità nel confrontarsi nonostante la totale ed assoluta mancanza di argomentazioni valide) emerge cristallina e lampante una sola verità: il numero chiuso serve ad evitare la concorrenza. Al che viene da dire: o tutti o nessuno. NOn si capisce perchè il libero mercato debba esistere per operai, avvocati, impegati dell'industria privata, ingegneri, manager ed altre 1000 categorie e non debba esistere per alcune limitate, sparute e privilegiate categorie. I Taxi a Roma costano pochissimo (so che non è vero, ma faccio finta di crederci), ed allora chiedo: ma che male ci sarebbe ad avere 1000 Taxi in più e 1000 farmacie in più? Che male ci sarebbe a consentire a chi è qualificato per farlo di entrare nel business delle farmacie o dei taxi? Idem per i notai che, ripeto, sono 4723 ocntro 6152 previsti dalla pianta organica. Dove sono finiti i 1429 notai che mancano? Perchè non li fanno entrare nel "sistema"? CHe male ci sarebbe ad avere i 1429 notai in più che mancano?
Arianna 15 maggio 2009 00:00
"Assolutamente contrario a gettare nel libero mercato le farmacie eliminando il numero contingentato.
Mi aspetterei che a fronte di una irrisoria riduzione dei prezzi vi sarebbe la corsa dei più a rifilare ogni tipo di farmaco anche se non necessario". Ma dove? Ma perchè? Su quali basi lo dici? COme fai a dimostrarlo? Che differenza C'è rispetto ad adesso? E' una tesi assurda...
blaster 15 maggio 2009 00:00
x Matteo:
il lavoro che fai tu non è così ininfluente ai fini della discussione perchè se non vivi la situazione in prima persona non puoi capire a fondo tutte le problematiche connesse. Detto questo la liberalizzazione non porterebbe nulla di buono, mentre una buona prospettiva è l'apertura di nuove sedi in situazioni dove gli abitanti pro capite sono superiori alla media; ecco una revisione della pianta organica potrebbe essere una soluzione, senza grossi stravolgimenti ma che consentirebbe di eliminare quelle incongruenze che in alcuni luoghi ci sono, di dare la possibilità di diventare titolari ai volenterosi.
Un altro problema non da poco è la meritocrazia: in base a cosa si assegna una sede farmaceutica per concorso? Intanto diciamo che i concorsi ci sono per cui non è vero che l'unica strada è quella dell'acquisto o di essere figlio di titolare.
I concorsi odierni vengono fatti con dei quiz che definire patetici è dire poco; un buon farmacista non si riconosce dai voti universitari che prende e nemmeno dal numero di quiz che studia a memoria.
Infine per quanto riguarda la concorrenza, non credo proprio che la GDO mollerà i farmaci da banco e nemmeno le parafarmacie, per cui non vedo qual'è questo monopolio; visto poi che sei liberissimo di scegliere una farmacia piuttosto che un'altra.
da titolare 16 maggio 2009 00:00
Da matteo 14-5:''io parlo del commercio al dettaglio dei farmaci''Ha capito futura collega Arianna?Con la sua(e mia)chimica farmaceutica e company,ci si puo' pulire il c....Ma allora se pensate che il contributo ''tecnico'' alla dispensazione dei farmaci da parte del farmacista sia nullo,Perche' non la finiamo di fare gli ipocriti e chiediamo la'ABOLIZIONE del titolo di laurea ??Ho pensato male? No...Invece il punto cruciale e' proprio QUESTO.Il paragone con il libero professionista non c'entra niente, in quanto l'avvocato in pratica non ha merci da pagare al fornitore, non puo' fallire, non ha la necessita' di vendere cio' che ha acquistato.Il farm. se e' corretto deve anche sconsigliare un farmaco al paziente pur avendone gli scaffali pieni.Non so' se Matteo arrivera' a comprendere la differenza.
Matteo 16 maggio 2009 00:00
Ho già risposto con il post del forum, è inutile che mi ripeta. C'è scritto tutto lì a dimostrare che la concorrenza per certi settori non c'è, e che certe lobby lavorano nell'ombra per ripristinare o conservare i propri privilegi. Altrimenti non si capisce perchè l'emendamento per eliminare la concorrenza delle parafarmacie e della GDO è stato inserito nel DDL per i lavori usuranti che non c'entra un fico secco. Evidentemente chi l'ha proposto si vergognava anche lui
Matteo 16 maggio 2009 00:00
Come ice un detto popolare, Titolare" continua a pisciare fuori dal vaso. Dice cose che non c'entrano nulla con il tema in questione. Non si tratta di abolire il valore della laurea, si tratta di fare esattamente il contrario, e cioè fare in modo che una laurea in farmacia consenta di diventare titolari di farmacia liberamente senza dover essere necessariamente figli di farmacisti. E' la libertà economica, bellezza....
Stefanuccio 16 maggio 2009 00:00
MATTEO, NON CI SIAMO PROPRIO!
Visto che non vuoi dirci che lavoro fai (perchè nasconderlo? mah...)spero almeno che tu dica certe cose per puro interesse personale, altrimenti, se veramente ci credi, stai messo veramente male.
Che male c'è ad avere 1000 taxi in più?
(Si vede che non vivi a Roma, altrimenti con il caos che creiamo ingombrando le piazze con i nostri taxi, l'ultima cosa che chiederesti sono proprio i taxi in più; pensa che hanno pubblicato delle lettere su alcuni quotidiani in cui i cittadini protestano per i taxi fermi ai posteggi che ingombrano le strade...).
Che male c'è a pagare il 50% delle tasse che attualmente paghiamo?
Che male c'è ad aprire altre 1000 sportelli delle poste così non facciamo più la fila?
Che male c'è ad aprire altre 1000 ospedali così una prestazione, diciamo un ecocardio, ce lo fanno dopo una settimana anzichè dopo trenta settimane?
Vado avanti?
No, perchè di luoghi comuni ne siamo veramente stanchi.
E poi fai una bella cosa, leggiti la direttiva Bolkestein la quale, tra i servizi esclusi dalle liberalizzazioni, indica "i servizi di trasporto urbani, taxi, portuali ed ambulanze".
Se anche a livello Europeo, chi ha gettato determinate basi sulle liberalizzazioni ha pensato determinate cose, vuol dire che ci sono delle ragioni oggettive.
Se non credi a me, almeno documentati!
Non credi che la tariffe di Roma sono tra le più basse d'Europa?
Documentati!; però la prossima volta, per evitare figuracce, fallo prima di scrivere delle SCEMENZE.
Saluti.
Matteo 18 maggio 2009 00:00
Stefanuccio, le scemenze le dici tu. IL paragone con poste ed ospedali non regge. Incrementare il n° di ospedali od il n° di sportelli postali costa, incrementare il n° di taxi e di farmacie no. Ma se uno con tutte le carte in regola vuole aprire una farmacia o mettersi a fare il tassista, perchè non lo può fare? Ma che male ti fa? La vuoi o non la vuoi la libertà economica? O la vuoi solo quando fa comodo a te ed ai tuoi compagni di merende?
Matteo 18 maggio 2009 00:00
Stefanuccio, le scemenze le dici tu. IL paragone con poste ed ospedali non regge. Incrementare il n° di ospedali od il n° di sportelli postali costa, incrementare il n° di taxi e di farmacie no. Ma se uno con tutte le carte in regola vuole aprire una farmacia o mettersi a fare il tassista, perchè non lo può fare? Ma che male ti fa? La vuoi o non la vuoi la libertà economica? O la vuoi solo quando fa comodo a te ed ai tuoi compagni di merende?
da titolare 18 maggio 2009 00:00
Se qualcuno volesse per cortesia spiegare (anche non essendo d'accordo con me)quale poteva essere il senso dei miei post? Io non ci riesco.
Matteo 18 maggio 2009 00:00
Riporto testualmente:

"Da matteo 14-5:''io parlo del commercio al dettaglio dei farmaci''Ha capito futura collega Arianna?Con la sua(e mia)chimica farmaceutica e company,ci si puo' pulire il c....Ma allora se pensate che il contributo ''tecnico'' alla dispensazione dei farmaci da parte del farmacista sia nullo,Perche' non la finiamo di fare gli ipocriti e chiediamo la'ABOLIZIONE del titolo di laurea ??Ho pensato male? No...Invece il punto cruciale e' proprio QUESTO.Il paragone con il libero professionista non c'entra niente, in quanto l'avvocato in pratica non ha merci da pagare al fornitore, non puo' fallire, non ha la necessita' di vendere cio' che ha acquistato.Il farm. se e' corretto deve anche sconsigliare un farmaco al paziente pur avendone gli scaffali pieni.Non so' se Matteo arrivera' a comprendere la differenza."

Ammetterà, titolare, che non è proprio un fulgido esempio di chiarezza espositiva....Sembra di sentir parlare l'assessore Cangini di Zelig....

E ribadisco: ma se un laureato in farmnacia con tutti i titoli (ribadisco: non uno qualsiasi, ma uno con tutte le carte in regola) vuole aprirsi la sua farmacia, perchè glielo volete impedire? Se uno l'aspirina (l'aspirina, non un antidepressivo) se la vuole comprare alla Esselunga, ma che male vi fa? E se uno vuole mettersi a fare il tassista, perchè non lo può fare? Boh, misteri dei monopoli....
Stefanuccio 18 maggio 2009 00:00
Caro Matteo, alle scemenze ci sei prorpio abbonato.
Innanzitutto io parlo di taxi e non di farmacie, per cui, se riesci a trovare argomenti sensati, rispondimi SOLO SUI TAXI senza collegare le due cose.
Chiedi cosa costa avere più taxi?
Dipende dalla prospettiva da cui si guarda.
Con un poco di impegno potresti capirlo anche tu.
Il salario degli operatori che fine farebbe?
Pensi ci sia qualcuno che ci paga lo stipendio come probabilmente avviene nel tuo caso?
Immagina che il tuo datore di lavoro decidesse di aumentare il numero dei propri dipendenti del 10%, pagando, però, gli stipendi di quest'ultimi prelevando risorse dal 10% degli stipendi dei vecchi dipendenti, tra cui ci sei tu.
Cosa diresti?
E comunque sappi che un servizio per essere funzionale per l'utenza, deve essere ben dimensionato: pochi taxi, servizio lento; troppi taxi ,calano gli introiti con conseguente diminuzione della qualità.
Mi sembra abbastanza semplice da capire.
Comunque a parte queste ultime tue insulse considerazioni, TI SEI LETTO LA DIRETTIVA BOLKESTEIN?
TI SEI DOCUMENTATO SULLE TARIFFE?
Fallo, vedrai che probabilmente ti ricrederai su molte cose riguardo ai taxi, A MENO CHE TU NON SIA PARTICOLARMENTE INTERESSATO A QUESTA PRETESTUOSA POLEMICUCCIA...
Saluti
Matteo 18 maggio 2009 00:00
Stefanuccio,
prova a leggerti il forum, spremi un po' le meningi (se ti riesce), e cerca di capire perchè taxi e farmacie si possono mettere sullo stesso piano.
Quanto al tuo intervento, ti dico con molta franchezza che a me del tuo stipendio non me ne può fregare di meno. A me frega di poter avere più taxi a minor prezzo. E mi frega, per una questione di principio, che ci siano regole uguali per tutti. Se la libertà di impresa si deve fondare sul libero mercato, questo deve valere per tutti, farmacie e tassisti compresi. Se poi il tuo stipendio dovesse scendere a livelli inaccettabili, potrai sempre cambiare mestiere, come capita a tutti gli altri.
DA TITOLARE aMATTEO 19 maggio 2009 00:00
Glielo si deve impedire perche' per quanto sia preparato e persona perbene, nel momento in cui (a causa della liberalizzazione)non puo' piu' far quadrare i conti, sara' costretto a violare 1)regole della dispansazione che ripeto il f. ha e un altro commerciante no 2)deontologia professionale che obbligano moralmente il f. a sconsigliare un determinato prodotto se questo non e' adatto a quel paziente.O a non continuarne l'assunzione se gia' acquistato.3)Informare dell'equivalenza di altri prodotti meno cari (quindi rimettendoci )nell'interesse del paziente.4)Selezionare in una prescriz. medica il farmaco vero dalla cazzata di comparaggio(quindi sconsigliandone l'acquisto)Succede raramente questo gia' oggi? Selezioni il consumatore se e' d'accordo con questa visione la farmacia dove servirsi.La liberta' di commercio la si applichi ai commercianti ''Puri''.PS: ORA QUALCUNO GLI SPIEGHI CIO' CHE INTENDEVO DIRE.
Stefanuccio 19 maggio 2009 00:00
Povero Matteo, stai veramente alla frutta.
Che a te non freghi nulla del salario degli altri, non avevo dubbi.
E' come dire che per pagare meno tasse, bastasse dimezzare lo stipendio dei dipendenti pubblici; SECONDO TE E' UN RAGIONAMENTO LOGICO?
E' molto semplice da capire (anche per te dovrebbe...) che se c'è uno squilibrio rispetto al salario degli operatori (questo vale per tutti i settori) i primi a rimetterci sono prorpio gli utenti in quanto la qualità del servizio decade. In sostanza la remuneratività del lavoro non può scendere sotto certi livelli minimi.
Non pensavo di dover ribadire un concetto talmente elementare, ma il tuo intervento ha reso necessario il chiarimento.
Detto questo ti dico che continui con le scemenze: NON PUOI ACCOMUNARE FARMACIE E TAXI, sono due settori completamente diversi.
NON E' PREVISTO NEMMENO NELLA DIRETTIVA BOLKESTEIN, L'HAI LETTA?
Stai facedno solo parole al vento.
Qui non si tratta di spremersi le meningi, ma semplicemente di documentarsi.
Leggila, vedrai ti si chiariranno le idee; continuando così fai solo delle pessime figure.
Saluti.
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