Supervik
13 maggio 2009 00:00
Se ricordo male la perversa regola del TFR in Italia dice che il datore di lavoro puo' usarlo come vuole ma all'occorrenza del dipendente deve cacciarlo fuori e alla svelta! Unica regola quella che il lavoratore non potrebbe (se non in casi di effettiva necessita: medica, matrimoniale etc.etc) richiederlo prima degli OTTO anni di lavoro effettivo. Ora, se l'ultimo "cambio" di ragione sociale e' avvenuta 4 mesi fa...non so' se i furbilli si dimentichino di contare gli anni lavorati con "l'altra" societa'......
mah
13 maggio 2009 00:00
accantonato è un conto, sempre disponibile è un altro.
diciamo che i soldi sono disponibili come "voce di bilancio" ma praticamente sono investiti, cioè non necessariamente "liquidi". il tfr insomma è una fonte di finanziamento per l'azienda.
gli anticipi li può chiedere solo per i casi previsti dalla legge (acquisto/ristrutturazione prima casa o spese sanitarie documentabili).