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Giuseppe D'Avanzo 20 giugno 2009 00:00
Il battibecco in diretta tv tra il capo del governo e l'avvocato Mavalà ("Come puoi pensare, Niccolò, che ti ho dato del "pazzo", ora sono io che mi offendo...") chiude una lunga stagione e ne annuncia una nuova, più incerta, dove nella sorridente e amabile stregoneria mediatica di Berlusconi affiorano disgregazioni e svuotamenti di cui nessuno, per il momento, può immaginare gli esiti.

La politica di Arcore finora è stata soprattutto arma psicologica, sapientissimo governo di una macchina del consenso capace di distribuire gesti, parole, discorsi.

Inoculare passioni e fobie attraverso format semplificati: "l'uomo del fare", "i comunisti".

Ispirare finte idee: "Saremo tutti felici". Fabbricare una scena di cartone: "I successi del governo che non lascia nessuno indietro".

Indurre decisioni e, naturalmente, una propensione al voto.

Berlusconi aveva (e ha) il controllo pieno di un efficiente arsenale per affatturarsi il mondo e la realtà.

Televisioni pubbliche e private; influenza diretta o indiretta su quotidiani e settimanali; dominio pieno dell'industria dell'intrattenimento che crea miti, stili di vita, desiderio, incantesimi.

Indifferente a ogni self-restraint, Berlusconi ha usato quel ferro semiotico senza parsimonia e con calcoli freddi. Là dove c'era il "pieno" del potere (e la sua responsabilità, i suoi doveri, anche la sua sofferenza) è nato un "vuoto" dove tutto - ogni magia, ogni promessa, ogni favola - poteva felicemente trovar posto per durare un solo giorno perché il "pubblico" è "educato" a dar fede soltanto a "credenze" che possono essere cancellate o sostituite il giorno successivo ("Tutti gli aquilani avranno le loro case in autunno").

Le tecniche di questa nuova "civilizzazione", che ha reso indifferente sulla scena politica e nel discorso pubblico la domanda "che cosa accade davvero?", è stata manifesta nel corso del tempo.

Il signore tecnocratico-populista scriveva l'agenda dell'attenzione pubblica.

I media ubbidienti o gregari (la maggior parte) ne riproducevano l'eco.

Discorsi precostituiti pronti all'uso ne assicuravano una "coda lunga". Infine, maschere salmodianti (in assetto variabile, Gasparri, Quagliariello, Bocchino, Cicchitto, Bonaiuti) li recitavano come filastrocche all'ora del tiggì.

Bene, la diavoleria non funziona più.

Da due mesi Berlusconi è inchiodato su un'agenda che non ha scritto lui, che lo ha sorpreso e ancora lo stupisce.

È costretto a inseguire una "realtà" (le feste di compleanno in periferia, le vacanze con le minorenni, l'ossessione per il sesso, le notti a pagamento) che non riesce a cancellare dalla pubblica attenzione.

Più il premier si rifiuta di rispondere a legittime domande e all'opinione pubblica per liberarsi delle ombre e delle contraddizioni che oscurano i suoi comportamenti privati, tanto più è chiaro - ora, anche a chi l'ha a lungo negato - che la questione è politica, e il capo di un governo non se ne può sottrarre. I caudatari, nella corvée televisiva della sera, sono come intrappolati in un'alternativa del diavolo, in un gioco a perdere.

La litania preconfezionata prevede di distruggere con parole arroventate la "realtà", di ridurla a questione privata e dunque protetta allo sguardo di chicchessia.

Ma quanto più i corifei demoliscono tanto più le loro parole provocano imbarazzo anche nella loro area di consenso e spargono la convinzione che, se il presidente del consiglio tace, la ragione è nell'impossibilità di essere trasparente, di dire qualcosa senza correre il rischio di danneggiare se stesso.

Peggio accade quando la controffensiva si fa gaglioffa. Come d'abitudine l'informazione al servizio del premier calpesta tutti coloro che sono in grado di dire una parola di verità. Così la signora, ospite a pagamento del premier nel "letto grande" di Palazzo Grazioli, diventa nei resoconti una pazza, una squilibrata, per di più puttana. Disegnata così la scena, crescono e non diminuiscono dubbi, domande, sconcerto.

Ci si chiede quanto irresponsabile sia chi permette a un personaggio così avventuroso di entrare nella sua camera da letto, armato di videocamera e registratore.

Per liberare il Cavaliere dall'accusa di pagare prostitute, c'è poi chi (Feltri su Libero) si spinge a giurare sulla sua impotenza: che bisogno ha di pagare una donna se il sesso gli è impedito?

Il polemista non si accorge che, per salvare il suo Cavaliere, gli infligge un'umiliazione.

Come capita anche all'avvocato-consigliere che definisce il suo "principe" innocente e, se non innocente, soltanto "utilizzatore finale" di quel corpo-merce.

Il vivamaria ci racconta come la stregoneria politica e mediatica si è infranta.

Chiunque ha potuto vedere, nelle immagini di Sky dal Consiglio europeo di Bruxelles, il nuovo Berlusconi.

Cupo, livoroso, spogliato del suo dinamismo estroverso.

Il capo del governo freneticamente si inumidisce, sulle labbra, l'indice e il medio della mano destra.

Sfoglia rapido la rassegna stampa.

Con la sinistra regge il telefono e alza voce.

E' compulsivo.

Nemmeno si accorge della telecamera.

E' a un consesso internazionale e deve occuparsi degli affari di bottega, da solo e direttamente, improvvisando, privo di una exit strategy.

Non ha accanto consiglieri, spin doctor, staff.

Il ministro che gli siede vicino, Frattini, finge di leggere e sembra imbarazzato da quel che sente.

Sente che il premier deve rabbonire finanche l'avvocato finora bravo ad ingrassare soltanto le sue difficoltà, convinto com'è che l'affare sia penale e non politico.

Sono immagini che indicano l'isolamento del presidente del consiglio, la paralisi di chi - ripetendo come un mantra salvifico "spazzatura, spazzatura" - crede di poter esorcizzare le difficoltà che lo affliggono e lo occupano in modo esclusivo a dispetto delle sue responsabilità di governo.

I fotogrammi di Bruxelles possono essere la fine della magia cesaristica, possono essere la conclusione di un sogno bonapartista, evocato da Gianfranco Fini come "impotente e inefficace", come nemico e minaccia di una democrazia "più forte, più rappresentativa, più partecipata".

L'Italia berlusconiana sembra abbandonare le tentazioni - da Secondo Impero - del plebiscito.

Nessuno sentirà l'assenza di Louis-Napoléon.
ma la Carfagna? 20 giugno 2009 00:00

ma la Carfagna che dice?
Salvatore 20 giugno 2009 00:00
@PERET GOMEZ
condivido la tua analisi.
Mi chiedo cosà succederà all'esplosione del bubbone, stiamo vivendo giorni importanti e questo paese assomiglia sempre di più al set de -Il Prigioniero- quel geniale serial degli anni settanta dove si pagava in -crediti- e tutti giravano con l'ombrellino.
Si parla per la prima volta di un dopo- Berlusconi perchè si ha la tangibilità che presto, molto presto, ci sarà un dopo.
Giuseppe Giulietti 20 giugno 2009 00:00

Anche il Corriere della Sera inserito nell’elenco dei promotori del “complotto internazionale contro Berlusconi” ...

Sky 20 giugno 2009 00:00


Una telecamera di Sky ha catturato ieri il premier a Bruxelles con il primo ministro bulgaro Stanishev A margine del Consiglio europeo i due parlano di Dorina Pavlova, la donna misteriosa (una delle più ricche dell'Est Europa), che la stampa bulgara ha descritto come molto intima del Cavaliere.

"La verità - dice Berlusconi, presente un imbarazzato ministro degli Esteri Frattini - è che Pavlova ha una figlia fantastica.

E tu conosci il mio interesse per le minorenni"
Paura 20 giugno 2009 00:00
Io temo, che essendo così alle corde, indifendibile politicamente (perchè penalmente non perseguibile, stante Lodo Alfano), si affaccino tentazioni golpiste.
Non so, da nessuna parte è trattato il rapporto Governo-Esercito, su quali appoggi possa contare in quell'ambito, ma già solo il bavaglio all'informazione, bavaglio ufficiale stavolta per Decreto Legge, mi provoca un sottile malessere che aumenta proporzionalmente agli scandali.
E il fatto che non possa permettersi di scendere dal suo scranno, pena processi e sentenze, mi inquieta assai.
E l'assegnazione di ministeri a persone, diciamo, poco competenti alle relative incombenze, è poco rassicurante, visto che tutti i provvedimenti e pseudo-riforme adottati sembrano stilati sotto dettatura.
Spero davvero di essere una visonaria pessimista e catastrofista
Spero..
Pavlova 20 giugno 2009 00:00
Non c'è pace per Silvio Berlusconi e la sua vita privata.

Il quotidiano bulgaro del pomeriggio Noshten Trud, ripreso dall'agenzia Sofia News, ha pubblicato un gossip secondo il quale "La vedova del miliardario bulgaro Iliya Pavlov è in intimità con Berlusconi".

Iliya Pavlov è stata una controversa figura dell'economia bulgara, sposato in prime nozze con la figlia del capo dei servizi segreti bulgari e in seconde nozze con Darina Pavlova, che ha lasciato quando è stato ucciso in circostanze mai chiarite nel 2003.

L'agenzia bulgara riporta che "Darina Pavlova, la moglie del fondatore di MG Corporation Iliya Pavlov potrebbe avere una storia con Silvio Berlusconi".

Secondo Noshten Trud, "La Pavlova, che è considerata tra i cinque personaggi bulgari più ricchi, viaggia spesso a Milano dove è stata vista in alcune occasioni in compagnia dell'ex presidente del consiglio italiano".
un anno fa 20 giugno 2009 00:00
31 maggio 2008) - Corriere della Sera


http://archiviostorico.corriere.it/2008/maggio/31/Silvio_alla_festa_Darina_Pavlova_co_9_080531009.shtml
Antonio Di Pietro 20 giugno 2009 00:00
Non è accettabile lasciar governare un uomo che consolida quotidianamente, nell’opinione pubblica del Paese, il dubbio che scelte e decisioni abbiano costantemente un retroscena vojeuristico e privatistico.

Non ho commentato la vicenda Noemi, nè le foto dei festini a Villa Certosa di Zapaddu e non commenterò la vicenda di Patrizia D’Addario che reputo private.
Tantomeno commenterò le parole dell’avvocato e parlamentare Ghedini quando afferma che se mai fosse “vero” quanto filmato e registrato dalla D’Addario, il suo cliente Silvio Berlusconi sarebbe “l’utilizzatore finale e quindi mai penalmente punibile...”.

Ritengo che le vicende sopra riportate riguardino fatti privati, ma ritengo che le vicende private di persone pubbliche e delle istituzioni abbiano un impatto etico e morale sui cittadini.
Le vicende personali di Silvio Berlusconi, che lo coinvolgono un giorno si e l’altro pure, in scandali e gossip, nascondono un comun denominatore: la ricattabilità di una figura chiave delle istituzioni.

Gli interrogativi inquietanti dietro questi scandali sono molteplici: quante persone possono ricattare il Presidente del Consiglio tra ragazze, amministratori, amici e parenti?
Quante lo hanno già ricattato?
Cosa hanno ricevuto in cambio? A spese di chi?
Quali conseguenze pubbliche ha questa sua debolezza?
Quanti uomini ha dovuto mettere nelle istituzioni, ed in quali posizioni per sdebitarsi o contraccambiare?
Cosa è costretto a lasciare sul tappeto per riacquistare credibilità internazionale? Portare militari in Afganistan? Ospitare assassini fuoriusciti da Guantanamo?
Quale conto stanno pagando e pagheranno gli italiani per queste scelte, per questa ricattabilità?

In un momento in cui la disoccupazione oscilla tra il 10% ed un valore ignoto ed il pil è in caduta libera, lasciando intravedere una speranza di ripresa “ripida e faticosa” non prima del 2010, avremmo avuto bisogno di un Presidente del Consiglio forte e presente in Parlamento.

In una crisi come questa, un Premier come questo non ci voleva. E non ci vuole.
Mandiamolo a casa al più presto.

Eu Topa 20 giugno 2009 00:00
Quando vedo niccolò io mi gratto a gò-gò!!
Pensierino di 1 qualunque: l'europa è 1 multinazionale con 27 azienducce, finanzia
te a fondi perduti. Che fa 1 multinazio nale quando l'ad o au di 1 delle 27 azien ducce sperpera x caxxi sua i solducci ke mamma jedà? Lo licenzia laxla. Strano che l'UE non ha ancora comunicato ufficialmen te il licenziamento... ma se napocojone non lascia il palcOscenico con le sue gambe corte, mamma provvederà con altri metodi!
Sole 24 ORE 22 giugno 2009 00:00


Non ha mai fatto segreto del suo amore per le donne, ma lo scandalo sessuale che coinvolge Silvio Berlusconi ora minaccia di rovesciarlo, dal momento che escono sempre più dettagli sul sistematico reclutamente di giovani donne pagate per partecipare a feste private nelle sue case a Roma e in Sardegna». Il Times sta seguendo passo per passo le vicende baresi del presidente del Consiglio. Oggi scrive dell'inchiesta Lucy Bannerman, da Bari, titolando l'articolo «Silvio Berlusconi: le feste, la bigiotteria, i soldi». Il quotidiano inglese parla di Barbara Montereale e Patrizia D'Addario, dei party nelle ville di Berlusconi con tanto di comprensi alle ragazze immagine. Sempre oggi va all'attacco anche il Daily Mail, che - non senza scivolare in facili stereoreotipi - parla di «una storia che potrebbe venire dall'antica Roma». «Un potente leader italiano invita belle ragazze ad un sontuoso banchetto a tarda notte presso la sua villa. Nelle sale affrescate, il cibo è squisito e vengono serviti regali costosi». Il banchetto si trasforma in un «quasi-orgia». Berlusconi è un «piccolo Cesare» che dedica ogni attenzione alle ragazze». Solo che siamo nel 2009.

Già ieri il quotidiano inglese aveva pubblicato un paio di articoli sul tema. «La showgirl Patrizia D'Addario sostiene di aver girato un video segreto nella camera da letto di Berlusconi» titolava la corrispondenza di Richard Owen. A fianco, un commento dello stesso autore intitolato «le peggiori rivelazioni su Berlusconi devono ancora arrivare».

«Quanto può durare» Berlusconi? si chiede il Times. «Il problema è che il presunto complotto contro di lui diventa ogni giorno più diabolico - scrive Owen - perché vedrebbe già associati la Sinistra, i quotidiani Repubblica e Corriere della Sera, i magistrati, El Pais, il quotidiano spagnolo che ha pubblicato le foto delle feste di Berlusconi; il settimanale Oggi, che pubblicherà gli scatti della signorina D'Addario, l'ultima showgirl a essere entrata nella mischia; e Rupert Murdoch, presidente di News Corp., società capogruppo del Times».

Il quotidiano britannico osserva poi come ci sia «sgomento fra i sostenitori di Berlusconi, soprattutto dopo che il suo avvocato Niccolò Ghedini ha tentato di sviare le indicazioni della D'Addario argomentando che ancorché fossero vere, il premier è stato solo «l'utilizzatore finale» dei suoi servizi, e quindi non ha commesso alcuni crimine». «E' difficile - osserva Owen - che un messaggio simile vada giù alla cattolica Italia».

Diversi quotidiani internazionali si preoccupano delle conseguenze di eventuali nuove rivelazioni in vista del G8. Il Telegraph intervista James Walston, un professore di scienze politiche all'American University of Rome, che predice uno «stillicidio di rivelazioni» e afferma che «questo non gli darà (a Berlusconi, ndr) un'aria molto da statista quando tratterà con Obama e Merkel».
FUFFA 22 giugno 2009 00:00
da FUFFA (Fronte Utilizzatore Finale e Famiglia Allargata)


Il Giornale di Zio Paolino ha finalmente trovato il Grande Vecchio che complotta contro Papi Silvio: ha la barba e i capelli bianchi, due occhiali sottili e un profilo vagamente ieratico.

Sì, è Lui: Eugenio Scalfari, l'uomo che dialogava con Dio. Lo scoop è firmato nientepopodimenochè da un ministro in persona: Sandro Bondi.

Ora, va bene che Bondi è sempre Bondi, ma in quale democrazia del mondo potrebbe succedere che un ministro lanci un'accusa tanto grave senza che scattino gli arresti?
art. 21 22 giugno 2009 00:00

dietro a puttanopoli si nasconde un grave problema di informazione


http://www.ustream.tv/recorded/1696297
perchè? 22 giugno 2009 00:00

perchè Formigoni si è incazzato tanto?

http://www.ilmessaggero.it/articolo_app.php?id=19080&sez=HOME_INITALIA&npl=&desc_sez=

Franco 23 giugno 2009 00:00
da art.21
http://www.ustream.tv/recorded/1696297

Illuminante, grazie.
modelli omologati 23 giugno 2009 00:00
allora guarda anche questo:

http://www.enzodifrennablog.it/dblog/articolo.asp?articolo=414

In questo nuovo videopost ho cercato di spiegare che dietro la televisione omologata e stupida - che è fortemente voluta dalla lobby di potere berlusconiana - c'è un piano psicologico ben preciso.

Per intenderci: non è solo un problema di nascondere le notizie, come accade in questi giorni con l'indegno oscuramento dei principali tg Rai e Mediaset a proposito dell'inchiesta dalla procura di Bari su escort di lusso e capo del gverno, ma soprattutto bisogna rendersi conto che esperti di psicologia hanno pianificato programmi orientati a introiettare - come spiega la psicologa Renata Taddei nel video - un modello di comportamento che favorisce l'esaltazione del Super Ego.

Per quale motivo?

Per creare italiani - giovani soprattutto - più facilmente manipolabili e condizionabili. Avakal Costantino, scrittore, antropologo e trainer di gruppi che lavorano sulla consapevolezza del meccanismo "super ego", chiamato anche "giudice interiore", ci spiega nel video come influenza la storia di una persona. Vi faccio un esempio: la valanga di programmi televisivi in cui bisogna "nominare", "giudicare" (vedi Amici della De Filippi, Il Grande Fratello, L'Isola dei Famosi, ecc) propone una visione della vita in cui per essere accettati bisogna superare il giudizio degli altri. Quindi bisogna essere e pensare in un certo modo.

Ed è proprio la logica del Super Ego!
Per fortuna Internet può smascherare questi piani occulti e raccontare.

Sono piccole luci che si diffondono col passaparola e prima o poi riusciranno ad illuminare gli animi per restituire un pò di dignità a questo Paese.
ADUC news 23 giugno 2009 00:00
Mentre proseguono le paginate dei giornali dedicate alla prostituzione di alto livello, le cosiddette escort o accompagnatrici, il Senato decide di mantenere nelle due commissioni piu' prestigiose (Affari Costituzionali e Giustizia) l'esame per tutta la settimana del disegno di legge governativo che intende mandare in carcere (e comunque sottoporre ad un processo) le lucciole e i clienti di strada.

Ennesima dimostrazione del doppiopesismo?

Doppia morale, senza morale?

Prostitute d'alto borgo che esercitano e forniscono servizi sessuali a pagamento (poca importa se e' la mazzetta o il gioiello o altro che viene lasciato sul comodino) a casa propria o del cliente, anche quando questi occupa luoghi istituzionali e "lettoni" presidenziali, non sono punibili oggi e non lo saranno all'indomani dell'eventuale approvazione della legge Carfagna.

La prostituta e il relativo cliente meno facoltoso costretti a trovarsi per strada, oggi non sono punibili per avere contrattato in un luogo pubblico la prestazione sessuale a pagamento che poi sara' consumata in macchina o in ambienti chiusi.

Domani, grazie all'intervento del Governo, rischiano un processo entrambi, il carcere e sanzioni amministrative.

Dalla gia' pessima massima illiberale "io non lo farei e tu non lo devi fare", si passa alla massima della filosofia berlusconiana e del popolo della liberta' "io faccio quello che mi pare, e a te ti metto in galera"!
Peccato, la soluzione liberale c'era e in materia di prostituzione era sotto gli occhi di tutti: regolamentare e legalizzare il fenomeno.

Qui il disegno di legge:
http://www.aduc.it/dyn/parlamento/arti.php?id=227244



Sugar Magnolia 23 giugno 2009 00:00
ADUC NEWS
questo e' un Topic intelligente.
Giustissimo.
I clienti fdacoltosi posssono legittimamente chiamare le 'professioniste' in casa, non e' illegale.
Il poveraccio che deve andare 'in strada' invece rischia l'arresto.
....................
Certo che cosi' si vuole colpire la schivizzazione delle lavoratrici da strada, che, tranne il caso dei Trans, sono al 100% costrette.
Invece, quelle 'da casa', spesso, (ma non sempre) sono 'volontarie'.
Credo che il motivo del Decreto Carfagna sia proprio questo.
Stampa estera 23 giugno 2009 00:00

"sessista"

http://www.repubblica.it/2009/06/sezioni/politica/berlusconi-divorzio-9/stampa-23/stampa-23.html
Giacom_o 24 giugno 2009 00:00
Mentre qui si parlava di cose serie, s'è trovato il nuovo inno nazionale. Meglio, se ne è liberato uno:

http://www.youtube.com/watch?v=8SsG-Fus-D8
chi? 24 giugno 2009 00:00

carino.

chi l'ha proposto?
Marco 24 giugno 2009 00:00
... (“è solo gossip”, “non ci sono notizie”, “non mi occupo di gossip”, “questa è spazzatura”)

Provate a immaginare, in termini di sicurezza e ricatti, quello che possono combinare trenta sgallettate dentro casa, a ogni week end, armate di macchine fotografiche, registratori, telefonini & tanga.

In quelle feste c’erano bimbe ingaggiate solo da Giampaolo Tarantini, esperto in protesi, o anche dall’amico Putin?

Sicuri che nessuna di loro venisse dalle collezioni della Gazprom?

O dalle signorine ninja del colonnello Gheddafi?

E qualche gentile agente Cia c’era?


Quante chiacchiere si possono estrarre da un ometto di 72 anni, pieno di cerone, di farmaci e di capelli finti, impacchettato in un accappatoio bianco, steso su un letto rotondo, carezzato, vezzeggiato da esperte in sogni da rotocalco, eccitato dai suoi stessi video girati a casa dell’amico Bush, e addirittura nelle proprie ville (“guardate che rifiniture!”) mentre racconta i portenti virili dei suoi soldi?

E poi: che razza di affidabilità può mai avere un capo di governo che passa gran parte del suo tempo a giocare sui divani con ragazzette da calendario (ma potrebbero anche essere morbidi ufficiali dei servizi segreti israeliani, per quel che ne sappiamo) disegnando farfalline colorate, mostrando il bicipite, le foto della moglie, il cactus e l’assegno?


Quale credibilità può mai avere un tizio che è contemporaneamente l’uomo più potente d’Italia e anche il più solo, il più disperato, ridotto a ore di conversazioni con una minorenne (“mi chiamava quando era triste, lo ascoltavo per ore”, Noemi dixit), o addirittura con escort pagate per non sbadigliare?


Davvero nessuna interferenza tra vita privata e quella pubblica, a parte la tolleranza alla vergogna e al buon gusto?

La scorsa settimana i microfoni di Sky lo hanno pescato al vertice di Bruxelles al telefono con il suo onorevole avvocato, Nicolò Ghedini, a sbrogliare sue matasse emotive.

Gli fregava qualcosa di quel summit?

Racconta Patrizia D’Addario che lo scorso 4 novembre, notte elettorale di Obama, lui rimase in camera con lei sebbene atteso alla Fondazione Italia Usa da molti invitati e dall’ambasciatore americano.

“Venne informato dell’elezione dai suoi collaboratori”.

E’ un’interferenza con la sua vita pubblica?

Con i suoi doveri politici?

E quante altre ce ne sono stati se neppure l’elezione americana, cioè la Storia, riesce a smuoverlo dal suo lettone di povera cronaca?
Giacom_o 24 giugno 2009 00:00
Insisto, l'inno è perfetto.
Tutte le veline in piscina, a gareggiare e a farsi due spalle così.
E' ora di guadagnarsi la pagnotta.
battute 24 giugno 2009 00:00



Si sarà mangiato la lingua in questi giorni, Silvio Ber­lusconi, ripensando alla battuta fatta sulla Freccia Rossa nel viaggio inaugurale da Milano a Roma.

A un certo punto, come scrisse Tommaso Abate sul Riformista poi ripreso senza smentite da «Dago­spia», si avvicinò con una piccola corte al seguito all’allora primo cittadino di Firenze Leonardo Domenici: «Adesso facciamo divertire il sinda­co ». Si toccò il berrettino con la visiera col quale sarebbe apparso il giorno dopo su tutti i giornali e ammiccò: «Allo­ra, vi piace il presidente ferroviere?». E, mentre quelli ab­bozzavano una risposta, li fulminò con una risata: «Io inve­ce preferisco il presidente puttaniere». Parole che, a rileggerle adesso...

Per carità, era solo una battuta....

Forse un po’ greve e scalo­gnata, visto il seguito, ma una battuta.

Il fatto è che il premier, que­sto suo amore per le battute do­vuto a un carattere che Gianni Baget Bozzo definiva «gioco­so », l’ha già pagato caro più volte.

Basti ricordare le polemi­che seguite alle sue parole a Martin Schulz: «Signor Schulz, so che in Italia c'è un produt­tore che sta montando un film sui campi di concentramen­to nazisti. La suggerirò per il ruolo di kapo». Polemiche che liquidò, infischiandosene delle riprese televisive che mo­stravano lo sconcerto degli europarlamentari, dicendo: «Era solo una battuta per cui è scoppiato a ridere l'intero Parlamento».

Per non dire di altre sortite quali quella sui suoi sforzi per portare a Parma l’authority alimentare: «Ho rispolvera­to le mie doti di playboy con il presidente finlandese Tarja Halonen». Spiritosaggine seguita ancora da polemiche ro­venti: «Purtroppo c'è in giro una generale mancanza di umorismo». È possibile che lo dica di nuovo. È difficile però dissenti­re da quanto scrisse Giuliano Ferrara, che lo stima e gli vuo­le bene, dopo la battuta su Obama abbronzato: «Dovrebbe più spesso subordinare l'istinto guascone al proprio ruolo istituzionale, sedimentato sull'esperienza personale e sul consenso di chi lo ha votato perché faccia il premier e non il battutista.

Quando insomma il Cavaliere la smetterà di credersi al di sopra della cretineria, sarà un vantaggio per lui e per tutti».
La Repubblica 16 luglio 2009 00:00

Il racconto di Vernola, escluso dalle europee:
tra le candidate-sexy c'era anche Patrizia D'Addario

"La Brambilla chiedeva per le liste
nomi di belle ragazze con il book"

http://www.repubblica.it/2009/07/sezioni/politica/berlusconi-divorzio-13/vernola-intervista/vernola-intervista.html

Le foto dovevano valorizzare il lato estetico delle aspiranti europarlamentari
la rossa 16 luglio 2009 00:00

avete visto la foto della Rossa trasfigurata per papi?

http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/articolo-7874.htm


povero Salvo ... e pensare che si voleva suicidare per colpa sua ....
diritto di sapere la verità 17 luglio 2009 00:00
In democrazia i cittadini hanno diritto di conoscere chi sono i propri rappresentanti, perché questi, senza che nessuno li obblighi, chiedono ai primi un voto e instaurano con loro un rapporto che vuol essere di fiducia. Devono poterli conoscere sotto tutti i profili rilevanti in questo rapporto.

Il rifiuto ostinato di renderla disponibile a tutti in un pubblico dibattito, motivato dalle temute ripercussioni sul rapporto di fiducia tra l'eletto e gli elettori, è la riprova che questa è materia di etica politica, non (solo) di moralità privata; è questione che tocca tutti, non (solo) famigliari, famigli, amici, clienti.
TIMES 17 luglio 2009 00:00
Il pesce rosso approda sul Times e ieri a Repubblica l'ex eurodeputato Marcello Vernola ha accostato il nome della scrittrice Maria Gabriella Genisi a quello di Sandro Bondi, attuale ministro per i Beni culturali.

Nel romanzo di Genisi, intitolato Il pesce rosso non abita più qui (nella traduzione del Times: The Goldfish Doesn't Live Here Anymore), si racconta infatti la storia d'amore clandestina tra una cassiera di supermercato e un esponente del governo berlusconiano. La descrizione è quella di Bondi ma l'autrice ha spiegato che si tratta di «un'invenzione letteraria» e che «il libro non è autobiografico».

Nel racconto, la relazione finisce male: il ministro dapprima nega alla cassiera la candidatura alle politiche, poi la lascia per un'altra, questa sì è messa in lista. Su quest'ultimo aspetto, Genisi ha però ammesso che la «candidatura negata è vera, nel 2008 mi promisero di inserirmi nelle quote rosa con una posizione sicura in lista».

Resta il mistero del pesce rosso. Vernola, invece, è il politico pugliese cui Denis Verdini, uno dei coordinatori del Pdl, ha negato un posto in lista alle ultime europee con questa motivazione: «Tu mica c'hai le poppe». Oggi è nell'Udc.


MARIA GABRIELLA GENISI
Vernola, lei ha detto che propose Genisi alle ultime elezioni politiche. La conosce?
Certamente. Io sono stato presidente della Provincia di Bari e in quegli anni sostenni il progetto di un festival letterario a Polignano a mare. Genisi faceva parte del comitato organizzatore. Lì nacque un rapporto di frequentazione e conoscenza.

Nel 2007 a Polignano arriva Bondi.
Sì, fu invitato per presentare un suo libro di poesie. Chiesero a me di intervistarlo, suscitando le ire di Raffaele Fitto. Ricordo che Fitto fece ogni tipo di pressioni per non farlo venire. Lo chiamò anche, ma Bondi non si fece convincere e venne lo stesso.

Poi nel 2008 lei propose alla scrittrice di candidarsi.
Alla fine del luglio del 2007, avevo aderito ai Circoli di Michela Vittoria Brambilla ed ero entrato nell'esecutivo nazionale. Così a febbraio del 2008, Brambilla ci chiese di selezionare possibili candidati per le politiche. Dovevano avere un curriculum all'altezza e un bell'aspetto, documentato da un book fotografico. Io feci un elenco di venti persone. C'era anche Genisi.


Raffaele Fitto
Che racconta di essere andata a Roma per sostenere un colloquio.
Esattamente. Andò alla sede dei Circoli all'Eur e fu esaminata dal vicepresidente Massimo Nicolucci, oggi deputato, e dal direttore nazionale Bruno Colombo. Andò bene e finì nella lista ristretta da presentare al partito.

E poi?
Nicolucci portò la lista a Bondi e lui la bocciò. Tenga presente che all'epoca c'era un forte pregiudizio dell'establishment azzurro contro i Circoli.

E Genisi come la prese?
Ci rimase malissimo. Era delusa, era convinta di avere il sostegno di Bondi, erano amici.
lucillafiaccola1796 02 dicembre 2009 19:39
Occorre ri-intitolare questo argomento in "Trans-crazia"
Quello che non capisco è perché ad un maschio con le tette fasulle mi devo rivolgere al femminile... lei...
Voi me lo potreste spiegare?
E' come se io avessi la "ciccina" e sui capezzoli mi facessi crescere due piccoli "penetti"...
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