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margie 28 gennaio 2005 00:00
Per sbloccare la pratica è generalmente sufficiente produrre un certificato storico anagrafico per dimostrare che la propria identità non corrisponde all'omonimo protestato. Tuttavia, avrebbero dovuto essere Poste Italiane a chiedertelo.
Margie
anonimo 29 gennaio 2005 00:00
Può accadere che questo tizio abbia utilizzato i miei dati per emettere assegni a vuoto?
carmine 29 gennaio 2005 00:00
Può accadere che questo tizio abbia usato i miei dati personali, ad esempio, per emettere assegni a vuoto?
Avvocato di contrabbando 29 gennaio 2005 00:00
I dipendenti postali non sono preparati, ed accade di tutto: sto seguendo il caso di una persona, di nome Sergio, a cui non è stato aperto il c/c perché risulta fallito un suo omonimo, che però si chiama....Giorgio.

Figuratevi cosa può succedervi alle Poste se vi accade qualche disguido con assegni o carta di credito.

Ragionate per bene, prima di impelagarvi con le Poste.
Giuseppe P. 30 gennaio 2005 00:00
Ovviamente come avvoltoi piombano a mio avviso tutti coloro che hanno qualche interesse nel mondo bancario, l'argomento è il protesto.
Questi episodi sono sempre accaduti nel mondo delle banche e delle carte di credito.

Ora accade alle Poste, che di fatto sta facendo un sedere tanto cosi alle banche in materia di concorrenza.

Faccio queste affermazioni per lo spessore e inconsistenza delle vostre risposte ("prova questo, è on line, fai un giro è conventiente" --- ma scusate il problema non era il protesto? Non stiamo parlando di prezzi dei c/c).
FP 30 gennaio 2005 00:00
Ringrazia Dio e bacia a terra.Vista la professionalità dei dipendenti delle poste potevi ritrovarti anche protestato !
Ti consiglio Fineco,IWbank,xelion. Sono tutte banche on line e se ti fai un giro sui loro siti scoprirai che hanno c/c convenienti.
Carmine 30 gennaio 2005 00:00
E' vero che grazie all'informazione degli impiegati della posta ho potuto porre rimedio.
Ma che responsabilità ho se un truffatore con il mio nome cognome,anno e luogo di nascita ( e c.f. ricavabile facilmente)falsifica la firma ad es di una cambiale.
Dovrei, ad esempio, denunciare il padrone di casa? ditemi voi.
Avvocato di contrabbando 30 gennaio 2005 00:00
Provate a chiedere in Posta una qualsiasi operazione di c/c non comune: vanno nel pallone.

Non dico che non bisogna aprire il c/c alla Posta, ma di ragionare seriamente prima di farlo, appunto non guardando solo al costo (inferiore rispetto a moltissime banche tradizionali).

Se si ha bisogno di uno sportello fisico efficiente (vedi chi emette o negozia molti assegni, chi ha un'azienda, ecc.) o anche di un servizio negoziazione titoli degno di questo nome (alle Poste non si può nemmeno indicare un prezzo-limite quando si compra-vende sul mercato), le Poste hanno molti punti negativi.

Ragionare, quindi.
margie 30 gennaio 2005 00:00
Per Carmine : il problema dell'omonimia è un conto. Il problema dell'utilizzo fraudolento di identità altrui è un altro, configura reato di usurpazione di identità altrui, penalmente perseguibile.
Se hai fondati motivi di essere vittima di questo reato, puoi sporgere denuncia presso i Carabinieri che svolgeranno gli accertamenti del caso.
Tieni comunque presente che il reato di usurpazione ha come requisito indispensabile la volontà dell'autore di utilizzare l'omonimo per scopi illeciti.
Margie
FP 30 gennaio 2005 00:00
X Giuseppe P.

Sono un promotore e sono quello che ha consigliato i c/c on line.Secondo te sono uno di quegli "avvoltoi con interessi nel mondo bancario" e ti volevo far notare che le poste SONO UNA BANCA.Fortunatamente in Italia non ci sono tanti acuti osservatori come te, gente che nemmeno se lo vede scritto su un manifesto a caratteri cubitali, riesce a capire di cosa parla.
Giuseppe P. 30 gennaio 2005 00:00
Per fortuna che c'è Poste Italiane e per fortuna CHE POSSO SCEGLIERE.

ps. che scoperta che le Poste sono una banca, sei sempre cosi sveglio? Vabbe cosa aspettarsi da un promotore il cui interesse è VENDERE VENDERE E VENDERE.

FP 31 gennaio 2005 00:00
X Giuseppe P.

E qual'è l'interesse dei dipendenti di Bancoposta ?
Vai caro vai che sei in buone mani, quelle di Finanza&Futuro, machetelodicoafare intelligente come sei lo avrai già capito.
Carmine 05 febbraio 2005 00:00
Ho verificato e trattasi di omonimia....
margie 06 febbraio 2005 00:00
Per Carmine : se proprio vuoi aprire il conto c/o Poste Italiane puoi portargli un certificato storico di residenza ma, ripeto, in questi casi è la banca che lo chiede al cliente dato che i casi di omonimia sono molto frequenti.
Tieni anche presente che questo problema, se esistente, lo avrai anche in fase di apertura con qualsiasi altra banca. La differenza sta nell'assistenza fornita dal personale per aiutarti, in qualità di potenziale cliente, a risolvere il problema.
Auguri, Margie
Giuseppe P. 07 febbraio 2005 00:00
Beh... Margie ha proprio ragione.

"Tieni anche presente che questo problema, se esistente, lo avrai anche in fase di apertura con qualsiasi altra banca. La differenza sta nell'assistenza fornita dal personale per aiutarti, in qualità di potenziale cliente, a risolvere il problema."(margie)

Ed ecco perche era fuori luogo l'intervento del promotore FP.
un nome comune 09 febbraio 2005 00:00
Salve a tutti.
Mi è capitata una cosa assurda alla posta.
Sembra una barzelletta. Circa DUE MESI fà mi sono recato all'ufficio postale, per aprire un conto corrente postale.
L'addetta ha preso una copia della lettere contratto e mi ha chiesto nome e cognome.
IO: Mi chiamo Pinco Pallino
Lei: Oh...il suo nome e cognome sono molto comuni e ci potrebbero essere problemi di omonimia. Ma non fa nulla. Il problema si risolve richidendo alla circoscrizione un certificato storico anagrafico.
Io: bene che problema c'è? Ve lo porterò il più presto possibile.
Lei: Ok firmi la lettera contratto.

Riassunto del giorno: persa un'ora per compilare il contratto!!!!

Vado in circoscrizione..faccio la mia fila, un'oretta. Prendo il certificato storico (0,75 €).

Una settimana dopo vado alla posta...consegno all'addetta il certificato storico.

Da quando ho consegnato il certificato sono passati quasi 2 mesi.

Ricevo una telefonata....è l'uffico postale....."ci dispiace ma non possiamo aprirle il conto perchè il suo nome è troppo comune".

Ragazzi che devo fare????..cambiare nome???
Avvocato di contrabbando 10 febbraio 2005 00:00
>>>>>....."ci dispiace ma non possiamo aprirle il conto perchè il suo nome è troppo comune"

Semplice: lo apri altrove, e peggio per loro.


Se hanno scambiato Sergio con Giorgio...

Visto perche' dico che le Poste non sono attrezzate come le banche? Ripeto che non dico che non bisogna aprire il c/c, ma immaginate di essere imprenditori, o comunque di aver bisogno di un prestito, e di ritrovarvi nei cattivi pagatori, o in un caso simile, per un caso di omonimia.
antonio lucenti 11 febbraio 2005 00:00
mi sembra una idiozia.
il codice fiscale a cosa serve?
secondo me potrebbe essere inoltrata una denunzia.
certo che è più facile aprire il conto da un'altra parte, e su questo fatto conta l'idiota che ha formulato il rifiuto.

altrimenti si potrebbero far combattere nel circo gli omonimi, perchè ne rimanga solo uno....questo potrebbe essere un pensiero da burocrate postale.....
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