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Espresso 24 giugno 2009 00:00

Il gruppo Espresso querela Berlusconi

Mandato ai legali dopo le frasi del primo giugno al convegno di Santa Margherita Ligure.

Parlò di "trama eversiva" e disse agli industriali di non dare pubblicità ai media catastrofisti.

Accuse di "eversione" e "niente pubblicità".

autospurghi 24 giugno 2009 00:00
per rino,
ma in quale fogna vivi. Già dallo scritto si sente la puzza che emani. Non richiedere il mio intervento, non voglio inquinare le mie autobotti.
forum 24 giugno 2009 00:00
rino basta , vattene e chiedi scusa, sei una vergogna ci hai rotto i coglioni, e voi coglioni che gli rispondete sputatevi in faccia siete complici di un malato di mente.
Libero 24 giugno 2009 00:00

Tratto da LIBERO il giornale di berlusconi:

http://www.libero-news.it/

1^ notizia:

La guerra tra il Cavaliere e il quotidiano Repubblica passa dalle parole ai fatti: il gruppo editoriale L’Espresso ha reso noto che procederà per vie legali nei confronti del presidente del Consiglio dopo le roventi polemiche (..continua..)


2^ notizia:

Tremate, tremate, le italiane son turbate. Tanto da supplicare le first lady dei grandi della terra di far fallire il G8 dell’Aquila, di non venire in Italia a vedere questo umiliante spettacolo. Tre accademiche (..continua..)

3^ notizia:

Il New York Times critica Berlusconi "Gli italiani non lo sopportano più"
rino 25 giugno 2009 00:00
scusate per le volgarità, quello che volevo dimostrare era solo l'esempio di enormi nefandezze di un uomo, della sua non vita, della pochezza lessicale di cui è intriso.
Volevo vedere la reazione della gente di fronte a questo, di fronte ad un uomo a cui è stato permesso ed è permesso gettare fango sulla sua nazione e sul suo popolo. Il sig. berlusconi se signore si può chiamare, ha portato metà degli italiani a ridursi a votarlo, con la menzogna l'inganno, le continue bugie.ha trattato la donna come serbini, insultando persone oneste e di chiara rettitudine. Per questo non merita di vivere in questo paese, ma essere esiliato o rinchiuso poichè è chiaramente una persona con deficit mentali.
Ecco per questo avevo scritto quello, volevo farvi vedere come ci si sente quando un omuncolo gioca con la vita degli altri.la ma ripeto era solo una provocazione
mah 25 giugno 2009 00:00
rino ma non hai dimostrato nulla, se non che sei un povero pirla frustrato!
insomma, uno sfigato.
mah 25 giugno 2009 00:00
cosa sono gli serbini?

ma ripeto era solo una provocazione
--
ah, ed io che pensavo che fosse la solita stronzata!!!
Antonio 25 giugno 2009 00:00
E' passato un anno di governo Berlusconi. Sono state fatte le elezioni europee e le amministrative.

Ora possiamo trarre una prima conclusione: e' stato un anno terribile!

Un anno terribile sul piano dell'economia, della giustizia, dell'informazione, dell'occupazione e del lavoro, sul piano della trasparenza degli atti della Pubblica Amministrazione.

Un anno terribile perche' questo governo e questa sua maggioranza parlamentare asservita, stanno pensando solo a emanare provvedimenti che servono a loro stessi, alla loro casta, tenendo come riferimento quel progetto di "rinascita" piduista.

"Noi ci prendiamo tutto e, quindi, utilizziamo le strutture statali per fini personali", anzi, "utilizziamo pure gli aerei di Stato, i Top gun di Stato, per portare nani, ballerine e menestrelli in residenze private per i nostri godimenti".

Insisto: L'italia dei Valori non vuol mettere "l'occhio nel buco della serratura" della camera da letto del presidente del Consiglio.

Il problema, proseguendo la metafora, e' che non si tratta della camera da letto del presidente del Consiglio, ma della "sala da pranzo e della cucina" di tutti gli italiani, che, per lo piu', sono rimasti con il "frigorifero vuoto".

Perche' questo Parlamento, dal quale io sto parlando, ancora oggi, alla Camera e al Senato, si sta occupando delle intercettazioni telefoniche, del testamento biologico, del "sesso degli angeli" e bavagli, ma non di economia e di lavoro.

E' questa la ragione per cui noi abbiamo chiesto la sfiducia di questo Presidente del Consiglio.

Perche' ci sta ridicolizzando agli occhi del mondo, perche' sta impoverendo l'economia reale del Paese, perche' sta creando una giustizia a doppio binario: zero tolleranza per i comuni cittadini e tolleranza senza limiti per i potenti di Stato.

Il direttore del Tg1, Minzolini, e' una persona che io conosco bene perche' l'ho gia' querelata tre volte.

La cause che ha perso non sono state pagate da lui, ma se le e' fatte pagare dalla Mondadori di Berlusconi!

Oggi, Minzolini, e' direttore del Tg1.

Prima ci liberiamo di questo governo e meglio e'!

Anche con riferimento a questa squallida legge, che stanno per emanare e che chiamano "legge sulle intercettazioni", quando in realta' e' una legge bavaglio all'informazione, e' stata pensata affinche' voi non possiate sapere piu' niente.

Solo attraverso la Rete, fin quando sara' libera, potremo parlare liberamente.

Le televisioni nazionali ufficiali non potranno neanche piu' farvi sapere le malefatte che combina questa casta politica.

D'ora in poi, con la scusa delle intercettazioni, nessuno potra' piu' far passare le notizie sui giornali.

E come dovremmo liberarci da questa zavorra al governo?

Con il voto di sfiducia.

Lo sapete che per discutere in Parlamento il voto di sfiducia bisogna avere 63 firme? Solo l'iItalia dei Valori ha firmato, nessuno dell'opposizione lo ha fatto.

Ci dicono "ma non raggiungete la maggioranza dei parlamentari per votare la sfiducia".

Ma da qualche parte bisognera' pur cominciare a parlarne, così l'opinione pubblica viene almeno a conoscenza di ciò che sta accadendo.

Ecco perche' noi dell'Italia dei Valori - e concludo - oltre al voto di sfiducia, ci accingiamo anche a raccogliere le firme per il referendum su questa "legge bavaglio" all'informazione.

Perche' e' l'unico modo per parlare ad almeno un milione di cittadini che sottoscriveranno con noi questo referendum.

Sara' un modo per parlarne, nelle citta', nelle piazze, un modo per far conoscere l'altra verita', rispetto a quella ufficiale e menzognera.

Fate una scelta: o ci date forza per poter essere voce della liberta' in questo Paese o il regime ci travolgera' tutti.
autospurghi 25 giugno 2009 00:00
per rino,
la ventosa aspiratrice dell'autobotte è pronta. Basta premere un bottone eti ritrovi nel tuo regno, cioè nella merda.
Topesio 25 giugno 2009 00:00
Il problema è che tanti, troppi Italiani lo hanno eletto a loro mito e per questo continuerebbero a votarlo anche se si macchiasse delle peggiori nefandezze, cosa che per altro sta già facendo.
Per questi ignoranti oramai non c'è più speranza.
rino 25 giugno 2009 00:00
x autocacca:
Ecco tu sei il vero coglione doc, complimenti idiota
ZORRO 26 giugno 2009 00:00
Strani fenomeni paranormali s’intensificano su tutto il territorio nazionale.

Al Tg1 scompaiono le notizie su Puttanopoli (tranne quelle diffuse dall’autorevole “Chi”).

A Bari l’auto della testimone Barbara Montereale prende fuoco, nel solco di una lunga tradizione che vede chiunque dia noia ad Al Pappone cadere vittima di strani incidenti di autocombustione (celebre l’autoesplosione della villa di Chiara Beria d’Argentine dopo un servizio dell’Espresso sulle toghe sporche).

Da La7 e da Rai2, causa cortocircuito, sparisce la satira di Crozza e Gnocchi.

E sul Corriere un misterioso prestigiatore fa scomparire la vignetta di Vauro, già punito dalla Rai per Annozero e poi oscurato dalla Bignardi.

Escludendo che la cosa sia opera del direttore galantuomo De Bortoli, defenestrato anni fa per leso Previti, si attende di conoscere il nome del genio che ha censurato la vignetta (“Berlusconi non ha scheletri nell’armadio”, con uno scheletro che tenta invano di entrare nell’armadio del premier, ma lo trova occupato da donnine).

E’ lo stesso genio che ora spiega la censura con un’arrampicata sui vetri a base di “questione di stile” e di “gusto”, con un finalino mortificante: “Il Corriere non è una buca delle lettere”.

Infatti il Corriere ha riservato una pagina a un articolo (!) della Carfagna e, ieri, mezza pagina a un’imbarazzante intervista con Angelo Rizzoli, quello che consegnò il Corriere alla P2.

Tre anni fa il Corriere s’era scagliato contro la fatwa islamica al vignettista danese che irrideva a Maometto.

Ma, del resto, chi sarà mai questo Maometto di fronte ad Al Pappone?
autospurghi 26 giugno 2009 00:00
diamoci una regolata ho solo due autobotti attrezzate per lo spurgo. Se aumentate devo far fare turni supplementari.
rino 27 giugno 2009 00:00
mamma mia, credo ormai ti stia estinguendo,sei destinato ad una dissociazione di persona. Ma dimmi voti lo psiconano?,perchè se è così avrò la certezza che stai per sparire insieme a lui, in un delirio di merda che accumuli.
Ezio M. 27 giugno 2009 00:00

Con un passo in più verso il suo personale abisso politico, ieri Silvio Berlusconi si è collocato all'opposizione rispetto all'establishment internazionale di cui dovrebbe far parte come imprenditore e come capo del governo italiano.

Sentendosi assediato dall'imbarazzo che lo circonda fuori dal paesaggio protetto del suo mondo televisivo, il premier ha attaccato tutto il sistema libero e autonomo che non accetta di farsi strumento del suo dominio: Banca d'Italia, organismi di analisi e di controllo internazionale, Europa, e naturalmente "giornali eversivi", vale a dire Repubblica.

Questa volta la minaccia è esplicita e addirittura sguaiata nella sua prepotenza, se non fosse un segno chiaro di disperazione. Il Cavaliere annuncia infatti che "chiuderà la bocca" a "tutti quei signori che parlano di crisi", alle organizzazioni che "continuano a diffondere dati di calo dell'economia anche di 5 punti", come ha appena fatto nel doveroso esercizio della sua responsabilità il governatore Draghi e come fanno regolarmente istituzioni neutre, libere e autorevoli nel rispetto generale dei leader democratici di tutto l'Occidente.

Nello stesso tempo Berlusconi rilancia la sua personale turbativa di mercato, invitando esplicitamente gli investitori a "minacciare" il ritiro della pubblicità ai giornali che a suo giudizio diffondono la paura della crisi.

Davanti a un premier imprenditore ed editore che chiede agli industriali di "minacciare" i giornali, con l'eco puntuale e ridicola del ministro Bondi che replica l'accusa di eversione a Repubblica, ci sarebbe poco da aggiungere. Se non notare una cosa: è la prima volta che Berlusconi esplicita la sua vera intenzione verso chi sfugge alla pretesa impossibile di narrazione unica della realtà.

Tecnicamente, si chiama pulsione totalitaria: anche se la deriva evidente del Cavaliere consiglia di considerarla soprattutto velleitaria, e a termine.

De Pravato 28 giugno 2009 00:00
Rino, io non ho alcuna simpatia per Berlusconi, e non lo voto.

Ma a sentire i tuoi proclami, e le immancabili certezze sulla sua fine imminente, mi sembra di ascoltare Rutelli di ormai otto anni fa, e sette, e sei, e cinque... quando quotidianamente profetizzava la fine vicinissima del nanetto impudente.

E mentre lui preconizzava, tanti si stufavano della sua monotonia e cambiavano bandiera, diglielo a Topesio, non per merito di Berlusconi ma per demerito suo.
E purtroppo Rutelli è stato di esempio ai suoi successori, tutti egualmente testardi, tutti egualmente decaduti...

Chi fu Rutelli?... uno che misero a fare il leader delle opposizioni, prima che diventassero opposizione, e prima che cominciassero a sciogliersi come neve al sole.

Quand'è che capirete che la politica del dileggio, del solo dileggio, della diffamazione, dell'ingiuria e del discredito è controproducente?... quando all'opposizione sarò rimasto solo io, e darete tutta la colpa a me?
mah 28 giugno 2009 00:00
De pravato, tra i "bruciati" dell'antiberlusconismo hai dimenticato il capostipite: occhetto!!!
Zorro 28 giugno 2009 00:00


Da quando, in via del tutto ipotetica, il suo on. avv. Mavalà Ghedini l’ha definito “utilizzatore finale” di prostitute a sua insaputa, Silvio Berlusconi si staglia come il politico più ingenuo o più sfortunato della storia dell’umanità.

Dal 1974 al 1976 ospita nella villa di Arcore un noto mafioso, Vittorio Mangano, intimo del suo segretario Marcello Dell’Utri e già raggiunto da una dozzina fra denunce e arresti, ma lo scambia per uno stalliere galantuomo: anche quando glielo arrestano due volte in casa.

Dal 1978 (almeno) al 1981 è iscritto alla loggia deviata P2, convinto che si tratti di una pia confraternita.

Dal 1975 al 1983 le finanziarie Fininvest ricevono l’equivalente di 300 milioni di euro, in parte in contanti, da un misterioso donatore, ignoto anche al proprietario: infatti, dinanzi ai giudici antimafia venuti a Palazzo Chigi per chiedergli chi gli ha dato quei soldi, si avvale della facoltà di non rispondere.

Negli anni 80 l’avvocato David Mills crea per il suo gruppo ben 64 società offshore nei paradisi fiscali, ma lui non sospetta nulla, anzi non sa nemmeno cosa sia la capofila All Iberian.

Questa accumula all’estero una montagna di fondi neri che finanziano, fra gli altri, Bettino Craxi (23 miliardi di lire) e Cesare Previti (una ventina).

Previti, avvocato di Berlusconi, ne gira una parte ai giudici romani Vittorio Metta (nel 1990) e Renato Squillante (nel 1991), ma di nascosto al Cavaliere.

Il quale però s’intasca il gruppo Mondadori grazie a una sentenza di Metta, corrotto da Previti con soldi Fininvest.

Nei primi anni 90 il capo dei servizi fiscali del gruppo, Salvatore Sciascia, paga almeno tre tangenti alla Guardia di finanza.

E nel 1994, quando la cosa viene fuori, il consulente legale Massimo Berruti tenta di depistare le indagini dopo un incontro a Palazzo Chigi col principale.

Ma questi non si accorge di nulla (“giuro sui miei figli”).

Nemmeno quando Sciascia e Berruti vengono condannati, tant’è che se li porta in Parlamento.

Nel 1997-’98 Mills, testimone nei processi Guardia di Finanza e All Iberian, non dice tutto quel che sa e lo “salva da un mare di guai” (lo confesserà al commercialista).

Poi riceve 600 mila dollari dal gruppo di “Mr. B”. E Mr. B sempre ignaro di tutto (rigiura sui suoi figli).

Di recente si scopre che il Nostro, nell’ottobre scorso, prese a telefonare a Noemi, una minorenne di Portici, proprio mentre il suo governo varava una legge per stroncare la piaga delle molestie telefoniche (“stalking”).

Ma lui scoprì che era minorenne solo quando fu invitato al suo diciottesimo compleanno.

Ora salta fuori che Patrizia D’Addario, che trascorse con lui una notte a Palazzo Grazioli, è una nota “escort” barese, pagata da un amico del premier (l’”utilizzatore iniziale”?).

Ma lui non ne sapeva nulla, tant’è che in quel mentre il suo governo varava una legge per arrestare prostitute e clienti. E’ sempre l’ultimo a sapere.

Può un uomo così ingenuo, o sfortunato, o poco perspicace, fare il presidente del Consiglio?
mah 28 giugno 2009 00:00
Il Cavaliere annuncia infatti che "chiuderà la bocca"
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è sicuro che sia stata pronunciata questa frase? o le fa solo comodo crederlo?

si è collocato all'opposizione rispetto all'establishment internazionale
---
cioè?
secondo te dovrebbe piangersi addosso, flagellarsi, in attesa di una imminente catastrofe politica?
una persona di responsabilità (politico e/o imprenditore) affronta le difficoltà e cerca di superarle, non si piange addosso!!
Zorro 28 giugno 2009 00:00

Può un uomo così ingenuo, o sfortunato, o poco perspicace, fare il presidente del Consiglio?

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Da quando, in via del tutto ipotetica, il suo on. avv. Mavalà Ghedini l’ha definito “utilizzatore finale” di prostitute a sua insaputa, Silvio Berlusconi si staglia come il politico più ingenuo o più sfortunato della storia dell’umanità.

Dal 1974 al 1976 ospita nella villa di Arcore un noto mafioso, Vittorio Mangano, intimo del suo segretario Marcello Dell’Utri e già raggiunto da una dozzina fra denunce e arresti, ma lo scambia per uno stalliere galantuomo: anche quando glielo arrestano due volte in casa.

Dal 1978 (almeno) al 1981 è iscritto alla loggia deviata P2, convinto che si tratti di una pia confraternita.

Dal 1975 al 1983 le finanziarie Fininvest ricevono l’equivalente di 300 milioni di euro, in parte in contanti, da un misterioso donatore, ignoto anche al proprietario: infatti, dinanzi ai giudici antimafia venuti a Palazzo Chigi per chiedergli chi gli ha dato quei soldi, si avvale della facoltà di non rispondere.

Negli anni 80 l’avvocato David Mills crea per il suo gruppo ben 64 società offshore nei paradisi fiscali, ma lui non sospetta nulla, anzi non sa nemmeno cosa sia la capofila All Iberian.

Questa accumula all’estero una montagna di fondi neri che finanziano, fra gli altri, Bettino Craxi (23 miliardi di lire) e Cesare Previti (una ventina).

Previti, avvocato di Berlusconi, ne gira una parte ai giudici romani Vittorio Metta (nel 1990) e Renato Squillante (nel 1991), ma di nascosto al Cavaliere.

Il quale però s’intasca il gruppo Mondadori grazie a una sentenza di Metta, corrotto da Previti con soldi Fininvest.

Nei primi anni 90 il capo dei servizi fiscali del gruppo, Salvatore Sciascia, paga almeno tre tangenti alla Guardia di finanza.

E nel 1994, quando la cosa viene fuori, il consulente legale Massimo Berruti tenta di depistare le indagini dopo un incontro a Palazzo Chigi col principale.

Ma questi non si accorge di nulla (“giuro sui miei figli”).

Nemmeno quando Sciascia e Berruti vengono condannati, tant’è che se li porta in Parlamento.

Nel 1997-’98 Mills, testimone nei processi Guardia di Finanza e All Iberian, non dice tutto quel che sa e lo “salva da un mare di guai” (lo confesserà al commercialista).

Poi riceve 600 mila dollari dal gruppo di “Mr. B”. E Mr. B sempre ignaro di tutto (rigiura sui suoi figli).

Di recente si scopre che il Nostro, nell’ottobre scorso, prese a telefonare a Noemi, una minorenne di Portici, proprio mentre il suo governo varava una legge per stroncare la piaga delle molestie telefoniche (“stalking”).

Ma lui scoprì che era minorenne solo quando fu invitato al suo diciottesimo compleanno.

Ora salta fuori che Patrizia D’Addario, che trascorse con lui una notte a Palazzo Grazioli, è una nota “escort” barese, pagata da un amico del premier (l’”utilizzatore iniziale”?).

Ma lui non ne sapeva nulla, tant’è che in quel mentre il suo governo varava una legge per arrestare prostitute e clienti. E’ sempre l’ultimo a sapere.

Può un uomo così ingenuo, o sfortunato, o poco perspicace, fare il presidente del Consiglio?
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