bilanci
25 giugno 2009 00:00
un anno dopo: tempo di bilanci
ascolta il video
http://www.youtube.com/watch?v=wzwCc5iK3vY
IVAN
25 giugno 2009 00:00
(Henry's chance)
<b>ELEZIONI & REFERENDUM? VOTA COME VUOI (tanto lo sappiamo già)</b>
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Lucio, potenzialmente il Referendum sarebbe un veicolo straordinario per la Sovranità Popolare, ma con sue attuali impostazioni è un mezzo in cui non ho fiducia.
Bada; non si tratta di raggiungimento di un quorum o no, di votare sì o no.
Il fatto è che quorum o non quorum <b>manca totalmente la cultura informativa dei partecipanti</b>.
Ad esempio, che senso ha proporre un Referendum sulla legge elettorale quando il votante "medio" non conosce neppure i fondamenti di base della legge stessa?
E se conoscesse i fondamenti di questa legge, non ci troveremmo nella condizione di dover indire un Referendum per modificarla.
Insomma, un <b>circolo vizioso</b>.
Hai letto i riferimenti tecnici delle 3 schede dell'ultimo Referendum? Bisognava essere laureati in scienze politiche per capirci qualcosa, mentre invece il grosso dei destinatari (quelli che di fatto decidono l'esito del Referendum) sono dei sempliciotti - yes, as I am - che votano basandosi solo su empatie o conoscenze superficiali.
Con queste premesse gli esiti delle votazioni sono già pronosticate; basta un banale rilievo statistico dei precedenti comportamenti "di massa" in casi analoghi.
<b>Nessun nuovo elemento si è inserito nell'equazione
"voto + votanti disinformati = esito predeterminato",
quindi perché l'esito dovrebbe essere un'incognita?</b>
Ecco perché mi sembra che - ora come ora - un Referendum, come le Elezioni, sia solo il doveroso teatrino di facciata per arrivare a proclamare ufficialmente un risultato GIÀ noto da tempo. Quale che sia.
Lucio Musto
25 giugno 2009 00:00
.
Grazie IVAN, sei stato chiarissimo ed esauriente, condivido quasi completamente le cose che ci ricordi.
Le condividerei del tutto se il mio discorso fosse riferito ai soli referendum che siamo stati invitati a votare qualche giorno fa, ma non è così.
Io mi riferisco all'istituto referendario, quello sancito nella costituzione e che prescinde da questo o quel politico (grazie, "bilanci", ho ascoltato una metà del video segnalato, ma di cosa ne pensi l'Onorevole di Pietro dell'Onorivole Berlusconi non mi interesso mai, figuriamoci a campagna elettorale chiusa!)
ma un potere popolare lasciato in mano agli elettori come ulteriore garanzia democratica.
Quindi mi pongo il problema di come far si che questo potere possa essere restituito al popolo e, di contraltare al tuo conclusivo "ora come ora", dico si, è un teatrino, per colpa della nostra diffusa ignoranza politica, della forma arzigogolata con cui sono espressi i quesiti, della disaffezione indotta ampiamente diffusa... come facciamo a rimediare?...
E per prima cosa, lo sappiamo cosa sono, come funzionano e perché ci sono i referendum?
Grazie di avermi letto
Lucio Musto 25 giugno 2009
Lucio Musto
26 giugno 2009 00:00
<b>Prendo atto che lo svilimento dell'istituto referendario non interessa gli utenti di questo forum.
Considero quindi chiuso questo Thread, e non mi impegno a seguirne puntualmente gli eventuali altri interventi chiedendo anticipatamente scusa per mancate risposte.
Grazie e cordialità a tutti
Lucio Musto </b>
mah
27 giugno 2009 00:00
i votanti sono disinformati solo perchè se ne fregano. i quesiti erano semplici e chiari nei loro effetti.
la gente non è interessata a cambiare le cose e nemmeno ad approfondirle. tutto qui.
è ora di finirla comunque di chiamare gli elettori ad esprimersi di continuo su referendum che a volte sono davvero ridicoli (stavolta no a dire il vero, anche se non condividevo lo spirito dei primi 2 quesiti).
che il referendum non interessi è dimostrato dal fatto che giorni fa, prima del voto, ne abbiamo parlato solo io e Sergio.
Lucio Musto
18 dicembre 2009 09:41
@ t_n_t
a conferma di quanto dicevo nel "topic degli off topic", non ti sarebbe sembrato, questo dibattito sul referendum un discorso degno d'esser fatto?(peraltro su qualche altro forum ebbe un certo seguito)...
Qui su "Di la tua" andò praticamente deserto.
Mi offesi?... no. Comunicai semplicemente di non volerlo seguire più, e ciao!
NB - in alcuni forum c'è un impegno "di cortesia" da parte dell'autore del thread a seguire e rispondere ai partecipanti alla discussione, E questo mi sembra giusto, anche se qui non usa.
sergio2
18 dicembre 2009 17:23
Interessante discussione che a suo tempo mi era sfuggita (o era un periodo in cui non partecipavo a questo forum).
Rimedio immediatamente.
Nel tuo intervento di apertura, Lucio, mentre inviti al confronto, esprimi una convinzione e conclusione netta e perentoria che limita l’ambito del confronto.
Questo limite da te posto io intendo superarlo e ciò che per te è affermazione apodittica, che non merita discussione, io invece intendo discuterlo.
Scrivi, infatti;
“Ho inteso dire, ad esempio, da un parlamentare eletto di cui non faccio il nome per pudore civico, che andrebbe abolito il "Quorum"!... e poiché non posso pensare che un parlamentare eletto non capisca che il "Quorum" non si può proprio togliere, devo presumere che l'onorevole ciurli nel manico, e presupponga una ignoranza davvero sterminata fra i suoi elettori!”
Da D’Alema a Maroni passando per La Russa tutti hanno solennemente dichiarato che va modificato l’esercizio del referendum abrogativo ipotizzando anche la riduzione o l’eliminazione del quorum e l’aumento delle firme necessarie per promuoverli.
In tanti Paesi (USA e Svizzera, per esempio) il quorum non esiste.
Non condivido che il quorum non possa essere eliminato.
Prima di affrontare l’aspetto quorum, desidero spiegare perché non ritengo opportuno che i Partiti promuovano l’astensione con il dichiarato obiettivo di far fallire i referendum, soprattutto quando si tratta dei Partiti che hanno approvato quella legge sottoposta a referendum.
La Costituzione prevede il raggiungimento del quorum, pari alla partecipazione del 50%+1 degli aventi diritto; in caso di mancato raggiungimento del quorum la consultazione è nulla.
Quindi, la scelta tattica d’incitare all’astensione è lecita, discutibile ma lecita.
Non è invece lecito privare il cittadino del diritto di essere informato.
La previsione del quorum porta sovente a far scivolare il discorso dalle questioni poste con i referendum alla scelta tattica dell’astensione. Già questo è un motivo di cui nessuno dovrebbe gioire, se ha a cuore la democrazia.
Facile constatare che chi intende promuovere l’astensione parte con un forte vantaggio, stimabile tra il 20 e il 30% degli elettori.
Con il referendum una parte degli elettori sovrani chiede a tutti gli altri elettori sovrani di giudicare una legge approvata dai rappresentanti del popolo.
In definitiva, il referendum è un’azione di sindacato, promossa dai titolari del potere sovrano, nei confronti di una specifica legge approvata dai delegati del popolo sovrano.
Non trovo corretto, sul piano della civiltà e cultura democratica, che chi per delega è rappresentante di un potere promuova l’annullamento di un’azione di sindacato attivata dal titolare del potere sovrano.
Non discuto in questo momento la “liceità” di tale comportamento ma l’opportunità politica di tale comportamento.
In fondo le forze politiche dispongono di ampi mezzi per spiegare la bontà della legge che hanno promulgato. Tra questi mezzi vi è anche la RAI che controllano e indirizzano… e i loro quotidiani generosamente finanziati con i nostri soldi.
Non vedo alcuna ragione meritevole di attenzione nel sottrarsi al giudizio, cavalcando l’astensione e partendo con 30 metri di vantaggio in una gara ai 100 metri.
Questo comportamento mi sembra piuttosto la prova evidente che quel provvedimento legislativo non è difendibile.
I politici che ricorrono all’astensione per boicottare un referendum non hanno evidentemente fiducia nella forza delle loro argomentazioni o non hanno fiducia nelle capacità degli elettori, gli stessi elettori che hanno votato i loro partiti.
Singolare consapevolezza dell’essere lì per culo e non per meriti?
L’astensione può avvenire per disinteresse verso la materia trattata dalla legge o per incapacità a comprendere e approfondire il valore della legge sulla quale è chiesto il giudizio, anche per le carenze del sistema informativo di cui i politici sono tra i primi protagonisti.
Non è forse la stessa cosa che avviene quando molti elettori, nonostante la molteplicità dell’offerta politica, decidono di non votare alle politiche o alle amministrative?
Assolutamente sì!
Se molti elettori possono non effettuare alcuna scelta laddove si tratta di dare una preferenza generale di orientamento, figuriamoci su una questione specifica.
Tanto più se sono le stesse forze politiche, autrici di quella legge sottoposta al vaglio degli elettori, che determinano l’impreparazione e il disinteresse verso la legge sottoposta a giudizio.
Non può svilupparsi un dibattito intorno a una legge, se le forze politiche si sottraggono al dibattito stesso e privano i cittadini del diritto all’informazione.
Così, nei fatti, si vanifica un diritto costituzionale di democrazia diretta.
L’informazione referendaria da sempre è stata inadeguata e irrispettosa dell’esercizio di un diritto costituzionale.
Da sempre sui referendum è stata violata ogni regola democratica di confronto sui mezzi informativi, soprattutto nell’uso della TV.
In ogni caso, quando si parla di Referendum, il cuore della questione è il significato da attribuire all’istituto referendario e all’esercizio di un diritto costituzionale per volontà del popolo sovrano, lo stesso che legittima il potere parlamentare.
Il cuore delle argomentazioni giuridiche a sostegno della necessità del quorum risiede in una questione apparentemente sensata e fondata.
Le leggi sono approvate con il 50%+1 degli aventi diritto purché siano in numero legale, ovvero siano presenti in aula la metà + uno degli eletti, quindi per essere abrogate serve la partecipazione al voto del 50%+1 degli aventi diritto.
La prima questione che si pone è accertare il numero degli aventi diritto.
Numero mai accertato correttamente poiché si utilizza un criterio di legge basato sull’aggiornamento (effettuato al 30 giugno e al 31 dicembre di ciascun anno) periodico delle liste elettorali che, di scarso rilievo nel caso delle elezioni amministrative o politiche (dove contano solo i voti validi espressi, mentre il numero dei votanti rispetto agli aventi diritto serve solo per determinare il dato statistico di affluenza), riveste notevole importanza nel caso dei referendum.
Evidente che nel caso degli ultimi referendum, data l’affluenza bassa, l’incertezza numerica, assurdamente prevista dalle leggi, non influenza l’esito del referendum ma la dice lunga sulla volontà di trovare e utilizzare tutti i tecnicismi possibili per rendere arduo il superamento del quorum.
Poiché il numero degli aventi diritto è fondamentale, ai fini degli effetti giuridici di un referendum, su questo numero non deve esistere la minima incertezza.
Questo aspetto si aggiunge al potere discrezionale con cui la Corte Costituzionale giudica l’ammissibilità di un quesito referendario. Su queste valutazioni della Corte Costituzionale, molto ampie e dilatate rispetto alla lettera della Costituzione, si sono espressi nel tempo con toni critici molti costituzionalisti, compresi ex-presidenti della Corte.
Sul piano giuridico il quorum serve ad evitare che una decisione importante possa essere presa da una esigua minoranza.
Ma come avviene l’approvazione di una legge in Parlamento?
Lo stesso Parlamento rappresenta l’intero popolo degli aventi diritto per finzione matematica e concettuale: tutti i seggi sono assegnati non in base agli aventi diritto ma in base ai voti validi espressi.
Vale a dire, se vota il 78% degli aventi diritto non sono assegnati il 78% dei seggi ma il 100% dei seggi.
Nella realtà, dunque, i parlamentari rappresentano solo i voti validi espressi, dopo aver decurtato tutti i voti validi che rimangono senza rappresentanza parlamentare per mancato raggiungimento del quorum.
L’attuale Parlamento rappresenta circa il 68% degli aventi diritto.
Tutti coloro che non si sono espressi o non hanno superato il quorum non contano perché hanno con l’astensione manifestato il disinteresse verso l’elezione del Parlamento o perché non hanno raggiunto un numero sufficiente di voti per entrare in Parlamento.
Perché non deve valere lo stesso criterio per i referendum?
Se non si vuole abolire il quorum, si potrebbe rapportare il quorum alla metà + 1 dei voti validi espressi nell’ultima elezione nazionale per la Camera dei Deputati.
Avremmo una legge abrogata con la stessa effettiva rappresentatività del Parlamento.
A mio avviso, se si eliminasse il quorum avremmo una forte responsabilizzazione dei politici e dei media nella funzione di informare gli elettori sulla legge soggetta a referendum. Scongiurando così anche il rischio di una bassa affluenza che in ogni caso non costituisce un problema se c’è un’ampia ed equilibrata informazione.
Sarebbe in fondo un motivo di nullità del Parlamento se votasse alle elezioni solo il 20% degli aventi diritto?
NO, sarebbe solo un segnale che il Parlamento non merita più nemmeno pochi minuti di attenzione per recarsi alle urne.
Da urna elettorale a urna funeraria: siamo, mi sembra, sulla strada giusta.
Conoscere per deliberare non è uno slogan ma un fondamentale pilastro della democrazia (che evidentemente non è caratteristica del nostro regime).
Una battaglia per l’eliminazione del quorum mi sembra non solo opportuna ma indispensabile.
Lucio Musto
18 dicembre 2009 17:40
@ Sergio2
Mi spiace, amico Sergio2, ma non ho nessuna intenzione di riaprire questa discussione, che già a suo tempo mi impegnò parecchio.
Come puoi leggere dal mio intervento ultimo l'ho riesumata solo per dare un esempio concreto all'amico t_n_t, con cui stavo ragionando nel "topic degli off topic".
Comunque l'obiezione sul quorum già l'approfondii all'epoca, e mi permetterò di fornirti il link ad uno degli altri forum in cui dibattei quest'argomento.
http://www.fasancult.org/fasancult/showthread.php?t=11073&highlight=referendum
Cordialità
Lucio Musto 18 dicembre 2009
t_n_t
18 dicembre 2009 17:53
@ Lucio Musto
Ho visto solo ora che mi hai scritto anche qua.
Penso che non ci sia bisogno di aggiungere troppo a ciò che ti ho postato di là...magari solo rimarcare che non mi sono offeso di nulla e come te ho comunicato di mollare la preda (magari tu non hai proprio usato terminologie come cecità o sonnambulismo...ma ci urtiamo per così poco?)
sergio2
18 dicembre 2009 17:59
Nessun problema, caro Lucio.
Ci mancherebbe altro.
IVAN.
18 dicembre 2009 19:50
.
Diobòno, Lucio...Sei consapevole che TU STESSO avevi deciso di non dare nessuna chance a questo thread?
Lo hai ufficialmente decretato "chiuso" dopo UN giorno!
Spero non ci sia bisogno di ricordarti che alcuni utenti ci mettono un po' più di 5 secondi, a commentare un thread (soprattutto su un tema così ad ampio raggio).
Ricordo che stavo preparando una replichina al tuo post del 25, poi la tua stizza (that is, inutile negarlo) mi ha indotto a lasciare il tutto nel PC. Emmodechettelagni?(*)
(* Espressione colloquiale caucasica che significa "tussìchesseinavolpe"...KAZIELU!)
Comunque, ecco tel-quel ciò che stavo scrivendo (risposta INCOMPLETA, come detto, ma ormai siamo fuori tempo per completarla):
===================================
(da Lucio:) «Per prima cosa, lo sappiamo cosa sono, come funzionano e perché ci sono i referendum?»
Risposta secca: NO.
Risposta più dilungata: NO...per la maggior parte della popolazione.
Il Referendum pare un fungo che spunta all'improvviso nel nostro Viver Quotidiano;
"Alè, che bello, vado a dire la mia"...e punto. Ma non ci si chiede:
- Perché "ogni tanto" appare un Referendum;
- Su che parametri istituzionali viene proposto un Referendum e non una Petizione;
- Chi lo propone e secondo quale cadenza;
- Chi (o cosa) stabilisce le materie che un Referendum si prefigge di abrogare;
- (come sopra:) chi ESCLUDE dalle proposte di un Referendum materie ragionevolmente abrogabili;
- etc.
Io stesso, che malgrado la mia licenza media ho un cervellone mica da buttare, non so rispondere a tutte queste questioni.
Chiaro che ognuno è responsabile della propria cultura od ignoranza (e ci mancherebbe, visto che se volesse informarsi potrebbe farlo con relativa semplicità);
però è altrettanto vero che L'UOMO HA DEI COMPORTAMENTI SOCIALI STATISTICAMENTE PREVEDIBILI.
E il rigetto "di massa" per la conoscenza del funzionamento dell'Ordinamento Istituzionale è uno di questi (dovuto al suo linguaggio troppo "tecnico", o alla "comodità" di delegare le proprie responsabilità a dei "rappresentanti", ecc)
Quale che sia il motivo di questo "rigetto di massa", i ns. amati "rappresentanti" lo sanno bene, e se ne approfittano per trasformare la Cosa Pubblica in Cosa Loro (o "Cosa Nostra") adducendo ipocritamente che rispettano soltanto la "volontà popolare".
===================================
Quanto a...
«In alcuni forum c'è un impegno "di cortesia" da parte dell'autore del thread a seguire e rispondere ai partecipanti alla discussione, E questo mi sembra giusto, anche se qui non usa.»
...si chiamano "norme tacite", Lucio, quelle che se provi a citare ti attirano in risposta una salva di "Che cazzo vuoi", "A che titolo parli", "Io faccio quel che mi pare", "E' arrivato il dittatore", e bla-bla.
Autoregolamentazione? E chi ne ha bisogno! Abusiamo pure tranquillamente della libertà concessa, tanto non è il modo giusto per farcela revocare, no? (3 settembre docet...)
.
Lucio Musto
18 dicembre 2009 21:37
Può darsi IVAN, che i "tempi di risposta" fossero all'epoca più celeri?
Può darsi forse che avresti potuto rispondere anche contro la mia "Stizza"?
Può darsi che non fosse tanto "stizza", visto che avevo aperto il thread liberamente, così come lo avevo fatto anche altrove (manco ricordo più su quanti e quali forum) ed "altrove" ho avuto risposte?... che motivo di "stizza" avrei avuto giusto qui in ADUC, sito per me storico, visto che come internauta sono nato qui, ed ancora qui bazzico "nonostante tutto?...
Comunque, come dici tu... ecchittaddettochemmilagno?... come stavo giusto dicendo a t_n_t, non trovo proprio nulla di strano che un thread abbia seguito o meno, susciti interesse o vada deserto.
Tornendo al referendum:
Infatti, la risposta è NO. Non sappiamo nulla di istituti referendari come non sappiamo nulla di ogni altra cosa che attiene alla Democrazia.
Per questo la nostra è una pseudo-democrazia da burletta, come il questi ultimi giorni ho ripetuto credo fino alla noia.
Staremo a vedere se i prossimi duecento referendum mostreranno che continuiamo a non capire nulla, e che nulla vogliamo imparare, nonostante gli sforzi epici di qualche sparuto eroe che "lungi dal volerci indottrinare alle sue idee" ci vuole insegnare qualcosa.
Magari ne riparliamo dopo, dopo i prossimi duecento referendum... d'accordo?
Con simpatia
Lucio Musto 18 dicembre 2009
------------------------------
PS – Grazie di sottolineare che le norme di cortesia dovrebbero essere “norme tacite”. Certe volte credo che ci sia bisogno di certe puntualizzazioni.
Stamattina presto ne ho sentita un’altra del genere:
Un sentito apprezzamento per Fini, come “uomo che la il senso dello Stato”!... manco se il “senso dello Stato” non dovesse essere pregiudiziale di ogni uomo politico; anzi, in democrazia, di ogni cittadino!
………………………………………………………….
IVAN.
19 dicembre 2009 00:51
.
(da Lucio:)
1) «Può darsi forse che avresti potuto rispondere anche contro la mia "Stizza"?»
Potevo, se avessi avuto simpatia per il parlare da solo.
Se poi aggiungiamo che quel post era rivolto ad un destinatario DIRETTO, che però nel frattempo si era già auto-licenziato, spiegami che motivo avrei avuto di postarlo.
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2) «Può darsi che non fosse tanto "stizza" (cut)»
Certo. "Può darsi". In effetti si poteva anche intraleggere una semplice "provocazione", o comunque un possibile "test" per saggiare le reazioni degli utenti...
In ogni caso sai già che su un forum non si possono fare troppi "mind games";
se uno scrive "andate al diavolo" significa "andate al diavolo", senza stare a fare congetture sui possibili significati reconditi della frase.
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3) «Comunque, come dici tu...ecchittaddettochemmilagno?»
Vedo che parli il caucasico. Dobro, bratiska: na to ktory zapisaniu "Prendo atto che...non interessa gli utenti di questo forum", i takze potèm moviesz dla yedno roku tutaj? (Pamientasz toje dziadek...)
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4) «Un sentito apprezzamento per Fini, come “uomo che la il senso dello Stato”! Manco se il “senso dello Stato” non dovesse essere pregiudiziale di ogni uomo politico; anzi, in democrazia, di ogni cittadino!»
Che vuoi farci...Il buon Massimino deve pur guadagnarsi la pagnotta, e il suo compito è proprio quello di stabilire quali politici hanno il Senso dello Stato e quali no. Pensa se non ci fosse lui! (E poi c'è gentaglia ingrata che gli rinfaccia di essere lì solo a scaldare la poltrona...)
============
Bene. Riesumazione finita, chi ha dato ha dato. Complimenti a Sergio per l'interessante post, magari lo riprenderemo in occasione di uno dei prossimi 200 Referendum...
.
Lucio Musto
21 dicembre 2009 14:20
si, ci sono persone che amano provocare per il gusto di provocare, non perché si aspettino risultati.
Come ci sono quelli che vanno in ogni corteo, senza sapere nemmeno quale sia la materia del contendere, perché non hanno nulla di meglio da fare, ed amano rovesciare i cassonetti dell'immondizia, per bruciarli e gustarne il profumo.
Ci sono, queste persone, e vanno rispettate anche loro. In fondo, il mondo è di tutti!
sergio2
23 dicembre 2009 02:48
Beh, Ivan, visto che la discussione in ogni caso c'è... se ritieni che ci sia qualche punto da approfondire o chiarire... possiamo andare avanti.
Questo in fondo è anche l'aspetto bello di un forum: non è l'attivatore di una discussione a decidere quando e come deve procedere la discussione stessa.
Una volta aperta una discussione, questa vive di vita propria.
Lucio Musto
23 dicembre 2009 08:33
perfettamente d'accordo, sergio2 - grazie
IVAN.
23 dicembre 2009 15:49
.
Uhm...Sergio, approfondire ADESSO è un po' fuori tempo.
Mi dà l'idea di parlare di Pasqua sotto le feste di Natale; insomma, una circostanza che renderebbe la discussione un po' FORZATA.
Personalmente sarei per tenere il link di questo thread nel taschino, ed eventualmente riprenderlo in circostanze più propizie.
-----------
Comunque, MOLTO in sintesi, la mia opinione è che il Quorum - così com'è formulato ORA - è una presa in giro (per i motivi da te evidenziati, e che sottoscrivo).
Tuttavia ciò non implica in automatico che debba essere eliminato, bensì che dovrebbe venire RIDEFINITO nei suoi parametri di base.
Sul "COME", sono aperte varie alternative...Purtroppo coloro che hanno potere di modificarlo ci marciano parecchio, sul mantenere la formula ATTUALE del Quorum, quindi non possiamo attenderci riforme SENSATE da parte loro.
(Sic, per ora.)
.
Lucio Musto
23 dicembre 2009 16:16
Scusa se mi permetti, IVAN, ma perché approfondire l'istituto referendario "ADESSO" è fuori tempo?... ed in che senso la discussione sarebbe "forzata"?...
Forse perché non c'è imminente la passione di dover lottare o vincere (o perdere) una battaglia ad ogni costo, ma si potrebbe ragionare su con distacco e maggior obiettività?...
Perché ci sforziamo sempre di voler arraffazzonare le cose all'ultimo istante, come comprare i regali la sera della vigilia o azzannarci per l'ultimo uovo di cioccolato disponibile?...
Chi ci guadagna, e cosa, dall'argomentare in affanno?...
Niente da obiettare, chiariamoci, alla tua voglia di tenere il link nel taschino in attesa di tempi più propizi!...
Solo che la mia posizione sarebbe invece quella di chiederci ora, obiettivamente, se "UN" o "IL" referndum sia cosa buona o cattiva per i cittadini, e come vada fatto al meglio; non "QUEL" referendum che può diventare auspicabile o pernicioso secondo... secondo il nostro punto di vista.
Grazie e buon Natale
Lucio Musto 23 dicembre 2009
---
sergio2
23 dicembre 2009 17:45
Certamente, Ivan.
Per cambaire il meccanismo del quorum occorre una riforma costituzionale che non è cosa da poco e non è una priorità per il sistema politico.
In ogni caso, per discuterne bisogna che ci sia più di un solo partecipante...
Attendiamo allora che questa voglia maturi.
lucillafiaccola1796
23 dicembre 2009 18:31
Maki li compra i regali la sera della vigilia ... deké? maki l compra il 1o e l'ultimo uovo... di cioccolato... Noi non compriamo neanche le uova di gallina torturata... pensa un po'! C'è chi si infratta nella massa e chi rifulge da solo nella sua diversità! E che Sole sulle Sòle!
IVAN.
23 dicembre 2009 19:44
.
(da Lucio:)
«Chi ci guadagna, e cosa, dall'argomentare in affanno?»
____________________
Esatto, Lucio.
Solo che "in affanno" non significa solo "all'ultimo momento", quando gli eventi mediatici lo rendono un argomento "obbligato" di dibattito .
Una discussione non è fatta solo di accumulo di materiale d'analisi.
Devono esserci altri fattori propizi, affinchè essa si sviluppi;
ad esempio, la consapevolezza di avere dei referenti interessati (se no ce le cantiamo da soli), o un clima sereno e ben disposto al confronto, e vari altri fattori alchemici che così a pelle (magari sbagliando, ma tant'è: parlo solo della pelle mia) non intravedo qui & ora in questo thread ricomparso "per caso" - e a cui ho già offerto il mio modesto contributo.
Del resto la tua frase "...Non ho nessuna intenzione di riaprire questa discussione, l'ho riesumata solo per dare un esempio..." non ha bisogno di troppe interpretazioni.
Il recente prosieguo è stato ACCIDENTALE; più degli OT sul funzionamento di un forum, che un genuino desiderio di tornare a dibattere sul mero tema del thread (e CVD...con cosa stiamo procedendo, da 15 post?)
Personalmente ritengo che dare un seguito al tema in sé necessiti di premesse un po' più...intenzionali, di quelle che l'hanno riportato a galla in questa circostanza.
Mia modesta opinione, obv.
Buon natale anche a te.
.
Lucio Musto
23 dicembre 2009 21:16
senz'altro d'accordo IVAN!
Ribadisco quanto già detto!...
A me non pizzica affatto approfondire il tema "referendum", e nemmeno "legge elettorale", o "sistema partitico" o "alleanze" strategiche o meno.
Come io la pensi in politica italiana, credo che ormai dovrebbe essere chiaro a tutti.
Affermo solo che se vogliamo approfondire un argomento, studiarlo, "akkulturarci" come direbbe qualcuno, è meglio, e più proficuo farlo a mente serena e con tempo a disposizione che non quando si è sospinti dalla fretta di un obiettivo contingente da raggiungere, dalla spinta delle passioni, o dalla paura. Questo secondo me.
Nulla da obiettare se tu la pensi differentemente!... siamo pure liberi, no?...
E' un poco come gli esami all'Università.
C'è chi si prepara per tempo, dividendosi la materia a piccoli bocconi per cercare di digerirla meglio, e chi si abboffa solo negli ultimi giorni nella speranza di averla ancora sullo stomaco al momento dell'esame pronta per essere subito rigurgitata.
Solo una questione di filosofia, di mentalità personale!
Ciao alla prossima!
Lucio Musto
Lucio Musto
23 dicembre 2009 21:20
PS per IVAN
a conferma della mia posizione, mi permetto farti notare che anche il 24 giugno per aprire la discussione, aspettai che il pathos da elezione fosse alle spalle, appunto perché trovo normale che, quando si è in affanno, difficilmente si riesce a ragionare serenamente.
E il ragionare serenamente era ed è la cosa che mi interessa.