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boh 27 giugno 2009 00:00

ma pure Libero scrive spazzatura????

e io che credevo he fosse molto vicino alla voce del padrone ... però oggi mi parlano di Letta ... boh non so che dirti ... a me anche Draghi piaceva a dirti la verità...

e a te? chi piacerebbe al posto dell'Onto del Signore?
depresso 27 giugno 2009 00:00
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Non ho capito niente, spiegati meglio!
Ma che razza di messaggio è! E' delirante, parole dette, non dette, a metà. Direi un messaggio quasi mafioso.
Ma che cazzo hai detto?
LIBERO 27 giugno 2009 00:00
LIBERO

Mi arrendo.

Son s’cioppàa, come cantava Enzo Jannacci, hai presente un canotto mordicchiato da un dobermann, son scoppiato così e così.

Si va a letto la sera con l’inchiesta di Bari che ti esce dalle orecchie.

Al mattino ti chiamano e ti dicono: «Hai sentito l’ultima? Ora si muove la procura di Tempio Pausania». Purtroppo per il Cavaliere Tempio Pausania non è una sala dove canta la Pausini.

Anche se in un certo senso, qualcuno lo fanno cantare anche lì.

È grave?, ribatto. «Droga, prostituzione».

Porca l’oca, gli dico e attacco il telefono.

Provo a capirne di più. C’è chi dice che si tratterebbe di un amico (o ex amico) del solito Giampaolo Tarantini, il quale amico avrebbe portato in Costa Smeralda un certo quantitativo di stupefacenti.

Altri invece legano tutto agli scatti di Zappadu, il fotografo sardo autore dei cinquemila scatti “rubati” negli spazi della dimora del premier; altri ancora, alle intercettazioni del filone barese dove si parla delle feste nella casa di Tarantini.

Ognuno dice la sua, di certo non c’è nulla. Insomma solo tam tam e molto bla bla. Almeno per ora.

Driiin. «Hai sentito l’ultima?». Sì, rispondo, indagano anche a Tempio Pausania.

«Macché. C’è di mezzo Milano che…». Olè, ci mancavano i giudici di Milano.

La notizia però è pressappoco quella raccontata dal Giornale (...) (...) e riguarderebbe il ruolo della scorta di Berlusconi. Si parla di corruzione.

Vi risparmio lo scenario tecnico-guiridico che corroborerebbe la tesi, soprattutto perché alcuni esperti in materia liquidano la cosa come “fantasia”.

Mi fido dell’interlocutore.

In fondo Milano se vuol fare la festa a Berlusconi ha già i suoi processi. Processi su cui però c’è la barriera del Lodo Alfano, per la legittimità del quale si (continua)...
Zorro 28 giugno 2009 00:00

Può un uomo così ingenuo, o sfortunato, o poco perspicace, fare il presidente del Consiglio?

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Da quando, in via del tutto ipotetica, il suo on. avv. Mavalà Ghedini l’ha definito “utilizzatore finale” di prostitute a sua insaputa, Silvio Berlusconi si staglia come il politico più ingenuo o più sfortunato della storia dell’umanità.

Dal 1974 al 1976 ospita nella villa di Arcore un noto mafioso, Vittorio Mangano, intimo del suo segretario Marcello Dell’Utri e già raggiunto da una dozzina fra denunce e arresti, ma lo scambia per uno stalliere galantuomo: anche quando glielo arrestano due volte in casa.

Dal 1978 (almeno) al 1981 è iscritto alla loggia deviata P2, convinto che si tratti di una pia confraternita.

Dal 1975 al 1983 le finanziarie Fininvest ricevono l’equivalente di 300 milioni di euro, in parte in contanti, da un misterioso donatore, ignoto anche al proprietario: infatti, dinanzi ai giudici antimafia venuti a Palazzo Chigi per chiedergli chi gli ha dato quei soldi, si avvale della facoltà di non rispondere.

Negli anni 80 l’avvocato David Mills crea per il suo gruppo ben 64 società offshore nei paradisi fiscali, ma lui non sospetta nulla, anzi non sa nemmeno cosa sia la capofila All Iberian.

Questa accumula all’estero una montagna di fondi neri che finanziano, fra gli altri, Bettino Craxi (23 miliardi di lire) e Cesare Previti (una ventina).

Previti, avvocato di Berlusconi, ne gira una parte ai giudici romani Vittorio Metta (nel 1990) e Renato Squillante (nel 1991), ma di nascosto al Cavaliere.

Il quale però s’intasca il gruppo Mondadori grazie a una sentenza di Metta, corrotto da Previti con soldi Fininvest.

Nei primi anni 90 il capo dei servizi fiscali del gruppo, Salvatore Sciascia, paga almeno tre tangenti alla Guardia di finanza.

E nel 1994, quando la cosa viene fuori, il consulente legale Massimo Berruti tenta di depistare le indagini dopo un incontro a Palazzo Chigi col principale.

Ma questi non si accorge di nulla (“giuro sui miei figli”).

Nemmeno quando Sciascia e Berruti vengono condannati, tant’è che se li porta in Parlamento.

Nel 1997-’98 Mills, testimone nei processi Guardia di Finanza e All Iberian, non dice tutto quel che sa e lo “salva da un mare di guai” (lo confesserà al commercialista).

Poi riceve 600 mila dollari dal gruppo di “Mr. B”. E Mr. B sempre ignaro di tutto (rigiura sui suoi figli).

Di recente si scopre che il Nostro, nell’ottobre scorso, prese a telefonare a Noemi, una minorenne di Portici, proprio mentre il suo governo varava una legge per stroncare la piaga delle molestie telefoniche (“stalking”).

Ma lui scoprì che era minorenne solo quando fu invitato al suo diciottesimo compleanno.

Ora salta fuori che Patrizia D’Addario, che trascorse con lui una notte a Palazzo Grazioli, è una nota “escort” barese, pagata da un amico del premier (l’”utilizzatore iniziale”?).

Ma lui non ne sapeva nulla, tant’è che in quel mentre il suo governo varava una legge per arrestare prostitute e clienti. E’ sempre l’ultimo a sapere.

Può un uomo così ingenuo, o sfortunato, o poco perspicace, fare il presidente del Consiglio?
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