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machisenefotte 07 luglio 2009 00:00
Che paura! Gli spagnoli dovrebbero preoccuparsi di più di ciò che pensano di loro. Loro si che vivono alla trullallera! La promiscuità per eccellenza. Secondo loro B. dovrebbe essere eunuco, mentre da loro froci e lesbiche la fanno da padroni.
Vattene in Spagna!
Topesio 07 luglio 2009 00:00
Ecco, immancabile, il solito commento dell'imbecille di turno.
Ma non ti rendi conto, sottospecie di cretino, che l'Italia è diventata lo zimbello del MONDO (anche ai cretini par tuo?
machisenefotte 08 luglio 2009 00:00
Il mondo è pieno di plagiati che si fanno scudo di opportunisti a caccia di scoop da dare a bere a cerebrolesi come te. Di certo c'è che tu, come ZIMBELLO, sei notissimo soltanto in questo forum, in cui si da anche la possibilità a NULLITA' tuoi simili, di gettare sterco sul primo che gli capita a tiro.
Sfogati pure larva dal cervello lavato: è la tua unica possibilità: ("RAGLIO D'ASINO...", non so se intendi!); per il resto devi solo crepare dentro e sopportare altri 4 anni di questo governo. E non so se ti basterà!
Topesio 08 luglio 2009 00:00
Dalle stronzate che scrivi si evince chiaramente come tu sia stato plagiato ad arte da chi è più furbo di te, infatti per gli idioti par tuo la Politica si è di fatto ridotta a mero tifo calcistico (abbiamo vinto noi! no, noi! ecc.)
machisenefotte 08 luglio 2009 00:00
Bla..., bla..., bla...! Continua a crepare!
Sugar magnolia 08 luglio 2009 00:00
Detto da uno di destra (e pure molto convinto) effettivamente un danno d'immagine c'e stato E ANCHE GROSSO, E' STUPIDO NEGARLO.
Spiace pero' che cio' che e' stato fatto passa sotto silenzio mentre questa campagna montata ad arte (vedi la D'Addario, Gino o' boss, Noemi etc.) unita alle inchieste di Bari (che si chiuderanno in una bolla d'aria, come quelle sui voli di Stato) VIENE AMPLIFICATA A DISMISURA.

E che il Guardian si fotta.
Certo pero' che se veramente il Governo e' stato cosi' negligente nella preparazione del G8 (e sinceramente mi sembra strano) allora veramente dobbiamo ricucire la ns. immagine all'estro.

Onestamente ci sono rimasto male per quello che ho letto sui siti esteri digitando le parole 'ITALY - BERLUSCONI'

SI VEDRA'
il Guardian 08 luglio 2009 00:00
Il quotidiano Guardian di Londra, uno dei migliori giornali europei, definito ieri da Berlusconi “un piccolo giornale” per il modo in cui lo aveva criticato (peraltro riportando soltanto commenti e indiscrezioni), pubblica oggi un editoriale che farà certamente discutere nel nostro paese.

In sostanza afferma quanto segue.

Poiché Berlusconi dice, “io sono fatto così e agli italiani piaccio così”, e poiché è vero che, nonostante tutti gli scandali e le controversie che lo circondano il suo indice di popolarità è sceso di 6 punti ma non è ancora crollato, rimanendo al 49 per cento (secondo il Guardian; secondo Berlusconi è intorno al 65), è legittimo porsi una domanda: “Se gli italiani vogliono Berlusconi, è possibile che il G8 non voglia l’Italia?”, ossia che voglia espellerla, punirla, defenestrarla?

Il quesito verrà probabilmente definito offensivo e provocatorio da parte dei sostenitori del premier, ovvero dagli italiani a cui Berlusconi piace “così com’è”. Come si permette un giornale straniero, diranno costoro, di interferire nei nostri affari interni?

Siamo un paese democratico, Berlusconi è stato democraticamente eletto e questa libera scelta va rispettata.

Ad essi, e anche all’editorialista del Guardian, si potrebbe obiettare che dire che gli italiani “vogliono Berlusconi” non è del tutto esatto: una quasi metà degli italiani, intorno al 40-45 per cento, NON vogliono Berlusconi;

e un po’ più della metà lo vogliono anche in virtù di un’informazione televisiva da lui monopolizzata a tal punto da rasentare la censura tipica dei paesi autocratici.

Cioè lo vogliono non perché a loro piace “così com’è”, ma perché non sanno “com’è veramente”.

Ciò detto, tuttavia, il quesito del Guardian rimane un utile stimolo alla riflessione.

L’editoriale sottolinea che l’Italia, a parte gli scandali privati del premier, a parte il degrado economico, è al 76esimo posto nel mondo nella graduatoria della Heritage Foundation sulle libertà economiche è al 55esimo posto nel mondo in quella di Transparency International sulla corruzione (non ho sotto gli occhi le classifiche, ma è caduta piuttosto in basso anche nella graduatoria di Freedom House o altre organizzazioni analoghe sulla libertà di informazione). Può, un paese simile, figurare al sesto o settimo posto nel G8, ossia nel gruppo delle più ricche DEMOCRAZIE della terra (vabbè che nel G8 c’è anche la Russia, che all’Italia Berlusconiana somiglia molto)? O deve essere invece considerato, dal resto del mondo democratico, un paese che si è involuto in qualcos’altro, un’autocrazia populista? Un’autocrazia in cui, questo è vero, l’autocrate conquista il potere non con la forza ma con il consenso della maggioranza, con un voto democratico, sebbene attraverso regole del gioco truccate, in cui i suoi concorrenti, in pratica, competono con un braccio legato dietro la schiena. Questo è il problema di fondo aperto dal Guardian, ed è un campanello d’allarme non solo per l’Italia ma per la possibile deriva a cui sono esposti anche altri paesi più o meno democratici. Cosa deve fare il resto del mondo, quando un paese che era democratico non lo sembra più del tutto? Chissà se interrogativi di questo genere saranno un contributo a cambiare le cose in Italia, a porre in termini ancora più drammatici una questione morale a quei politici e a quelle istituzioni (basta pensare al Vaticano, alla Banca d’Italia, alla Confindustria) che non militano nelle file del centro-sinistra ma non condividono l’involuzione del nostro paese.
la replica del guardian a papi 08 luglio 2009 00:00
la replica del guardian a papi

Italia fuori dal G8?

Finché ci sarà Berlusconi, l'Italia è «inadatta ai vertici». Questo il titolo di un editoriale con cui il Guardian rilancia le critiche a Silvio Berlusconi e risponde alle affermazioni del premier. Nel giorno di apertura del vertice a L'Aquila, il quotidiano britannico ricorda che il premier italiano, di fronte alle accuse di avere intrattenuto escort nelle sue case a Roma e in Sardegna, dice che gli italiani lo vogliono così. «Questo – si legge - solleva l'interrogativo: se l'Italia vuole Mr. Berlusconi come suo primo ministro, il G8 dovrebbe volere l'Italia?».
Il Guardian si domanda «se l'Italia, dopo un decennio di deriva economica, ora risponda ai requisiti di base per sedersi a qualsiasi tavolo internazionale». E' al 76.mo posto nell'indice della libertà economica dell'Heritage Foundation, dietro a Kirghizistan, Mongolia e Madagascar, fa notare l'editoriale, non firmato, del quotidiano britannico. E' al 55.mo posto nella lista dei Paesi meno corrotti. «I politici italiani sono considerati meno affidabili di quelli di Pakistan, Bielorussia, Azerbaigian, Senegal e Sierra Leone»
I leader riuniti a L'Aquila hanno, secondo il Guardian, tutte le ragioni di chiedersi se sono finiti in uno dei primi Paesi del mondo o in un Paese del Terzo Mondo. «A giudicare dagli standard dell'Italia di libertà economica, corruzione e libertà della stampa, la risposta non è ovvia».
«Berlusconi è il sintomo, ma non necessariamente l'intera causa della deriva del Paese», continua il Guardian. «Gli italiani non sono scandalizzati da lui. Sono sgomentati dal fatto di essere criticati dalla stampa straniera a causa sua, ma non chiedono che l'uomo se ne vada».
Gli italiani «segretamente» ammirano l'abilità dei loro leader a cavarsela quando sono messi alle strette. «Finché gli italiani non cominciano a chiedere seri standard ai propri leader, il Paese forse non è il migliore luogo per vertici mondiali seri», conclude l'editoriale.
Nel merito, in un pezzo con un ampio richiamo sulla homepage del suo sito, il Guardian difende la fondatezza delle proprie notizie.
Nel servizio, intitolato «Silvio Berlusconi contrattacca alle critiche sul summit G8», Julian Borger e John Hooper riferiscono che Berlusconi ha tentato di respingere le accuse che i preparativi del vertice sono stati così caotici da mettere in questione l'appartenenza dell'Italia al G8. L'articolo riferisce che Berlusconi ha definito quanto pubblicato dal Guardian «una colossale cantonata di un piccolo giornale».
Il quotidiano britannico ribadisce che le sue fonti, che non vogliono essere nominate, hanno detto al Guardian che in assenza di iniziative per il summit, Washington aveva organizzato le teleconferenze tra gli sherpa. Il portavoce del ministero degli Esteri italiano ha ribattuto che c'è stato un fraintendimento e che il giro di telefonate era stato organizzato dagli Usa in vista del G20 di Pittsburgh a settembre. Il portavoce ha aggiunto che un'iniziativa sulla sicurezza alimentare, che il Guardian attribuiva agli Usa, era stata in realtà gestita dall'Italia.
Il Guardian scrive che le proprie fonti hanno confermato quanto pubblicato sul quotidiano britannico: «L'Italia ha fatto circolare un documento sulla sicurezza alimentare l'anno scorso, ma al Guardian risulta che l'iniziativa nella sua forma attuale, mirante a sostenere gli agricoltori nei Paesi in via di sviluppo, sia stata messa insieme sotto la leadership Usa. Le telefonate degli sherpa riguardavano principalmente l'incontro del G8 a L'Aquila».
L'articolo concede che anche la Gran Bretagna era stata criticata per l'organizzazione del G20 a Londra lo scorso aprile. E spiega che nei prossimi tre anni gli europei saranno sotto pressione per decidere chi li deve rappresentare nel G8 o nel gruppo più ampio che gli succederà, nel consiglio Onu e nel Fondo monetario internazionale. Le tre istituzioni dovranno essere riformate ed è probabile che ci sia una «diluizione dell'influenza europea» e che alcuni Paesi debbano uscire. Secondo un esperto americano della Brookings Institution, Bruce Jones, «è inevitabile che gli Usa svolgano un ruolo più centrale nella gestione di un G8 allargato».
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