Pinetree
23 luglio 2009 00:00
Un matrimonio fallito in meno di 2 anni, non vuole dire molto, magari il rapporto andava avanti da 10 anni!
De Pravato
23 luglio 2009 00:00
No, la vecchia famiglia italiana non esiste più, ed è giusto che sia così.
Il problema è che non siamo stati capaci di sostituirla con un sistema nuovo, funzionale per la nuova realtà!
Scusa Sugar magnolia, se apro una questione sociologica grossa come un grattacielo, ma l'argomento che apri è oltremodo intrigante, e molto attuale.
Di quelli difficilmente trattabili in questo forum.
Infatti non c'entra il papa, non c'entrano i transessuali, non c'entrano i celebrolesi e non c'entra nemmeno la merda!
Sugar magnolia
23 luglio 2009 00:00
DE PRAVATO
E quale potrebbe mai essere un sistema nuovo e piu' funzionale con la realta' ???
Io non vedo altre strade; il punto e' che la societa' e' mutata velocissimamente, le donne lavorano e non hanno piu' bisogno dell'uomo che le mantiene.
Poi e' in tervenuto un grande senso di edonismo che porta a soddisfare se stessi, togliendo quindi spazio ai sacrifici che la coppia deve fare per forza al giorno d'oggi (doveva farli anche tempo fa pero' essendoci meno benessere si era meglio disposti in tal senso)
Quindi non vedo grandi modelli di sostituzione.
E' semplice:
Un uomo e una donna si mettono insieme, vivono, procreano ed invecchiano.
E' cosai' da 3000 anni.
E poi non capisco perche' dici:
''....... non esiste piu' ed giusto cosi' ''
Non vedi che fanno figli solo gli extra ??
4 / 5 /6 a testa, riempiono gli asili, poi le scuole, poi quando questi saranno grandi fonderanno un partito politico, magari prenderanno tutti i 'loro' voti e alla fine dovremmo pure venirci a patti.
QUESTO E' IL NSD. PAESE E CHI VIENE QUI DEVE RISPETTARE LE NS. REGOLE, LA NS. RELIGIONE E IL NS. CONCETTO DI FAMIGLIA.
Peccato che questo sia entrato in grossa crisi.
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Pintree
''....... magari andava avnti da 10'
Bene, pero' quando si e' andati sotto lo stesso tetto, dopo soli 2 anni e' finito tutto.
Non vuole dire nulla tutto cio'??
In generale:
Siamo noi uomini che non riusciamo a stare al passo
oppure
le donne sono avanzate troppo in fretta e noi siamo rimasti dove eravamo ??
Paolo 1
23 luglio 2009 00:00
Personalmente non mi e' mai piaciuto il modo falso e ipocrita di procedere delle donne all'antica, di quelle che anche quando vorrebbero dire di si' dicono di no perche' pensano che non bisogni dire di si'. Ho visto con favore l'affermarsi della parita' tra i sessi, ma sono rimasto deluso dal fatto che in Italia (dove ho abitato prevalentemente) le donne si siano emancipate in tutto (lavoro, uscire la sera, fumare, bere, etc) tranne che nel sesso, altro che le Svedesi, se prendono l'iniziativa e' per farsi corteggiare, non per fare l'amore con un uomo. In genere sono moderne o all'antica a seconda dell'argomento e di come fa loro comodo, ad esempio vogliono la parita' di stipendio, ma i lavori pesanti sono per gli uomini. Vogliono l'uguaglianza dove non l'hanno ancora, ma dove hanno dei privilegi non li vogliono mollare. Tutto questo non mi ha certo aiutato a trovare una partner. Molti dei miei conoscenti erano pure essi scontenti di un simile atteggiamento. Altro che maschi in crisi di identita', noi avevamo una mentalita' da anni 2000 gia' decenni orsono, sono le Italiane a essere rimaste ferme al Medioevo! Alcuni dei miei conoscenti si sono piegati e dopo molte traversie si sono sposati, parecchi altri no (e sia ben chiaro che non si tratta di omosessuali, insomma c'e' una bella fetta di potenziali eterosessuali che rimane solo perche' le donne la fanno troppo difficile). Ci sono poi tanti problemini di contorno, come la magistratura che in caso di divorzio da' quasi sempre ragione (e i soldi ...) alle donne.
Paolo
scocciato
23 luglio 2009 00:00
E' l'apoteosi del contraccettivo.
Che cazzo se ne fanno dei figli, gli basta il cazzo.
Daniela
23 luglio 2009 00:00
...e un uomo è capace di far innamorare una donna??? ma...
Donna
23 luglio 2009 00:00
Le donne, come gli uomini, sono individui in continua evoluzione e non si può chiedere loro di “segnare il passo” per consentire ai partner, designati o futuribili, di completare i rispettivi percorsi in modo indolore.
Nelle società più evolute è cambiato il modo di amare e di farsi amare.
Pinetree
23 luglio 2009 00:00
Potrebbe essere colpa di Berlusconi oppure la sinistra ?
Maria
24 luglio 2009 00:00
Già pensare che le donne non sanno più farsi amare è partire col piede sbagliato.
Cosa vuol dire, ora che le donne non rispondono più ai vecchi clichè sono diventate difficili ed ingestibili?
Ora che le donne, in generale, non sono più dipendenti economicamente dall'uomo, questo si sente defraudato in un certo senso del proprio ruolo.
Ora che le donne non accettano più supinamente qualsiasi comportamento maschile, ma pretendono attenzioni, considerazione, rispetto e aiuto anche domestico, dal compagno questo si sente sminuito nella sua virilità.
Ora che le donne sono più attente ai propri bisogni e non vogliono più essere il parafulmine su cui scaricare il nervosismo di una giornata di lavoro andata male gli uomini si sentono repressi e frustrati?
Perchè erano questi i presupposti su cui si fondava la vecchia famiglia italiana.
La dipendenza economica faceva il resto.
E' peraltro vero che non esiste più la vera voglia di stare insieme di "abbozzare" ogni tanto e quindi il primo scoglio di una convivenza porta a trasformarlo in una barriera e quindi "arrivederci e grazie".
Per quanto riguarda il fatto che si facciano pochi figli, dipende all'evoluzione, o involuzione, della società (come preferite). Non ci sono più le grandi famiglie di una volta in cui tutti ci si prendeva cura di tutti, anziani e bambini. E dove sono gli asili che non costino quanto un 4 stelle, che permettano alla madre di andare a lavorare.
Perchè è sempre la madre a dover accudire i figli, sarà anche un privilegio, ma non è parità. E non è parità perchè lo stipendio dell'uomo in genere è maggiore e quindi.. se qualcuno DEVE rimanere a casa, questa è la donna.
Quindi, Sugar Magnolia, il tuo gran bell'argomento non si può liquidare in quattro e quattr'otto. C'è bisogno di una presa di coscienza anche da parte vostra se non vogliamo davvero far naufragare l'avvenire stesso del nostro paese, perchè giustamente come dici, le donne islamiche che non hanno, ancora, velleità emancipatorie, i figli continuano a farli e come! La grande Oriana Fallaci, diceva che i musulmani ci sconfiggeranno figliando. E già adesso tu ti senti minacciato. E mi è molto piaciuto il commento di Daniela.
Vero, Daniela, che anche per noi è difficile trovare un uomo che sappia farsi amare?
Tanti auguri a tutti.
obIVAN kenobi
24 luglio 2009 00:00
(Da grande maestro Jedi, credo di poter soddisfare il quesito per entrambe le parti:)
<hr>
Un tale si rivolge all'Onnipotente:
"Oh Signore, perché hai fatto la donna così bella?"
"Affinchè tu la amassi", risponde Dio.
"E perché l'hai fatta così stupida?"
"Affinché lei amasse te!"
De Pravato
24 luglio 2009 00:00
@ Sugar magnolia.
L’errore di fondo che facciamo discutendo di questo argomento è il pensare che la famiglia sia una cosa di astratto, di predefinito, intorno cui gira la comunità umana. No.
La famiglia è un adattamento della specie (nello specifico Homo Sapiens Sapiens) a determinate condizioni ambientali. Codificate dalla religione, se credi, regolamentate dallo Stato, ma solo un artificio di convenienza per l’ottimizzazione della conservazione della specie.
Monogamia, poligamia, poliandria, famiglia matriarcale o patriarcale, tribù, villaggio, città stato, nazione, federazioni e confederazioni, non sono escamotages diversi da quelli che usano i pesci, pelagici alcuni, territoriale altri, nel cambiare sesso da maschio a femmina i primi, da femmina a maschio i secondi.
Nessuna bizzarria della Natura; la natura è troppo seria per fare bizzarrie. Solo specifiche esigenze, camuffate da opportunità, da nuovi impulsi morali o sociali, da non meglio spiegabili “nuove libertà” o “pulsioni sessuali”…
Ma che, le Signore di cent’anni fa erano tutte cretine?... tutte vigliacche?... tutte frigide?... nossignori!
Semplicemente, non avevano la possibilità si essere emancipate come ce l’hanno oggi, non avevano gli asili nido gratuiti statali o parrocchiali cui affidare i figli, ed avevano bisogno di un uomo vicino che le difendesse coi pugni e con la spada… E la società era strutturata in modo da funzionare in quelle condizioni. Si facevano tanti figli perché molti ne morivano, si facevano tanti figli perché in famiglia servivano tante braccia, per tirare avanti la famiglia, unica aggregazione sociale affidabile.
Ora i tempi sono cambiati, della famiglia “tradizionale” la collettività locale ne ha meno bisogno, e la famiglia tradizionale si sfascia.
Non a caso a cominciato a sfasciarsi più presto in nazioni più opulenti e poi da noi, prima al nord e poi al sud… Mica è una questione di intelligenza, o di cultura, o di tradizione!... semplice adattamento naturale! (oddio, semplice si fa per dire!).
Perché allora sentiamo disagio?... qui hai ragione in pieno. Le trasformazioni sociali sono state troppo veloci perché gli usi ed i costumi vi si potessero adeguare senza traumi, e le eterna lagne dei vecchi nei confronti delle nuove generazioni in questo caso non sono state solo lagne, ma hanno portato e portano ancora oggettive difficoltà.
Colpa?... lo dirà la storia. Possiamo ipotizzare solo due grosse guerre troppo vicine ed una rivoluzione (quella industriale).
Siamo, in questo periodo storico “disallineati” fra “comune senso del pudore” ed oggettività sociale.
Non è la prima volta che capita, nemmeno in Italia. Succede così ad ogni sconvolgimento repentino. Ma poi le cose si aggiustano da se. Non per merito di qualche cervellone, ma perché l’una parte della natura umana non vive bene senza l’altra.
E nasceranno nuove regole, nuovi equilibri, nuovi diritti ed ovviamente nuovi doveri.
Basta aspettare.
Secondo De Pravato, basta aspettare che arrivino i mussulmani, i cinesi o, peggio di tutti, gli indiani.
Ma questo è un altro capitolo.