Matteo
25 luglio 2009 00:00
La risposta più logica è la seguente: perchè se tutte le 6152 sedi notarili fossero coperte i notai attuali vedrebbero i loro guadagni ridusi del 25% (se non di più). Se poi addirittura fossero 9000 ocme in Francia e Germania il loro reddito si dimezzerebbe. Tu al loro posto cosa faresti? Cercheresti di impedire o rallentare con ogni mezzo l'arrivo di nuovi notai. Lo scandalo secondo me non sta lì. Lo scandalo è che il MInistero della Giustizia e la Presidenza del Consiglio glielo lascino fare. Il notariato è una funzione pubblica e non dovrebbe essere gestita in funzione di interessi privati.
scocciato
25 luglio 2009 00:00
Basta diminuire le operazioni che si fanno di fronte al Notaio, come già mi pare si sia cominciato a fare per alcune tipologie. Perchè andare dal notaio per un passaggio di un'auto o di una moto? Perchè stipulare un mutuo davanti a un notaio?Perchè costituire una benchè minima società, per esempio una semplice accomandita, devi andare dal notaio? perchè si andava dal notaio per protesti et similia? Vedete che quelli effettivamente operativi sarebbero pure troppi.
Per semplici cose anche altri funzionari, es. motorizzazione, camere di commercio ecc.funzionari di enti pubblici potrebbero fare le medesime cose senza dover spendere cappellate di quattrini. Atti sostitutivi di atti notori, di fronte a un funzionario comunale sono da tempo una realtà, quando prima c'era bisogno di un notaio.
Vedete che, salvo casi complessi e ben definiti dalle leggi(d'altronde sempre modificabili) il vostro problema non è ponibile. Eliminare o ridurre, anzichè aumentare questi operatori invece è un modo per diminuire le spese che ogni contraente di atti, potrebbe attuare.Poi che relazione c'è con la Germania o la Francia? La Germania ha 83 e passa milioni di abitanti,la Francia 65 milioni di abitanti!
E poi anche facendo delle dovute proporzioni, bisogna anche vedere cosa si deve fare obbligatoriamente davanti ai notai in quelle nazioni!
Quindi molto vago e superficiale il quesito; vedremo le risposte.
matteo
26 luglio 2009 00:00
Faccio un esempio calzante...Se in un paesino sperduto sulle montagne c'è un unico panettiere, che in quanto unico può permettersi di fare il bello ed il cattivo tempo sotto tutti i punti di vista, e poi arriva dalla pianura un secondo panettiere che potrebbe fare rubare clienti e fare concorrenza al primo, è ovvio che il primo panettiere farà di tutto per escluderlo e screditarlo.
Se poi le leggi dello tato fanno sì che sia il primo panettiere a sostenere l'esame di abilitazione del secondo, è ovvio che farà di tutto per non renderlo mai operativo...Chiaro no?
G.B.
27 luglio 2009 00:00
Fabio Lei chiede:
"Quali logiche stanno dietro il criterio di selezione e di determinazione del numero dei notai operanti in Italia?"
Sin'ora i commenti scritti riportano elementi errati.
Realtà è che l'iter per diventare notaio è estremamente lungo, complesso ed avviene a mezzo di un concorso non paragonanibile ad altri per difficoltà.
Concorso che NON è gestito dal notariato, ma dal ministero di grazia e giustizia e che prevede l'instaurazione di una commissione composta, si da notai, ma anche da magistrati e professori di diritto.
Il concorso è a tal punto complesso che difficilmente i posti messi a bando riescono ad essere asseganti tutti. Questo a garnazia della preparazione dei notai.
G.B.
27 luglio 2009 00:00
Scocciato
la funzione del notaio è quella di tutelare il contraente debole.
In sua assenza chi tutelerebbe il privato cittadino che andrebbe a contrarre un mutuo con una banca?
Chi controllerebbe che il contratto firmato non presenti clausole vessatorie, condizioni contrattuali eccessivamente onerose, tassi d'interessi eccessivi, e più in generale una posizione di squilibrio favorevole alla banca ed a danno del cliente?
Ripeto Scocciato, il notaio lavora nel suo interesse.
Fabio
27 luglio 2009 00:00
Scusate GB e Scocciato, ma i vostri interventi c'entrano poco con il tema del forum.
Ripropongo le domande:
1) E' vero che la pianta organica del Ministero prevede 6152 notai?
2) E' vero che i notai operanti in Italia sono solo 4723?
3) E' vero quindi che in Italia mancano più di 1400 notai?
4) E' vero che in Italia abbiamo grosso la metà dei notai operanti in Francia e Germania?
5) Con riferimento alle domande sopra, perchè in Italia sono così pochi?
6) Quali logiche stanno alla base di un numero così sparuto?
7) Ritenete che queste logiche siano determinate dalla difesa di interessi corporativi?
Spero di essere stato chiaro. Qui si dà per scontato che il notariato intesa come funzione serva, ci si chiede però perchè in Italia il numero dei notai è così basso e non in linea con quanto previsto dal Ministero.
Matteo
27 luglio 2009 00:00
"La funzione del notaio è quella di tutelare il contraente debole"
Uha uha uha uha uha !!!!! Buona questa!!!!! Uha uha uha uha!!!!
scocciato
27 luglio 2009 00:00
La mia opinione a G.B. e in generale: in molti casi gli atti sono già pronti, preparati in falsariga da ottime segretarie, spesso laureate o da apprendisti naturalmente poi firmate e sigillate dal notaio. Le stipule sono spessissimo atti formali sempre uguali che un pubblico funzionario di amministrazioni, può benissimo concludere, ovviamente avendone l'abilitazione. La complessità e importanza dell'atto e la tutela del cittadino dovrebbero essere gravose e totali per scomodare un professionista quale è il notaio. Sovente, invece, la presenza del notaio si effettua prendendo atto delle contraenze, di effettuare certi controlli, ma non di eccepire per es. sulla congruità o meno di tassi richiesti o accettati. Il notaio non può essere un attore in base alle proprie nozioni di mercato. Il notaio, rilevando a sua discrezione, opinione e giudizio applicazioni anche fuori dei "range" di mercato, non può imporre correzioni, al massimo consigliarle. Ciò che invece è basilare è l'applicazione delle leggi e dei regolamenti e su questo il notaio è arbitro, garante e responsabile. Al pari di qualsiasi altro atto non specificatamente notarile.
Ripeto: molti atti possono e potrebbero essere svolti da personale "patentato" delle pubbliche amministrazioni evitando, proprio per la invocata tutela dell'interesse del cittadino, e come per tanti atti e risoluzioni non riconducibili per forza all'opera di un notaio e che vengono normalmente e regolarmente eseguite nelle più disparate branchie a norma di legge, dicevo..evitando esborsi eccessivi, pur mantenendo sicurezza di corretta esecuzione e di assunta responsabilità.
G.B.
27 luglio 2009 00:00
La provenienza dei dati riportati mi sembra poco attendibile:
- Il numero è superiore ai 4723. Nello specifico non lo ricordo, ma è di poche unità al di sotto delle 5.000
- é in fase di conclusione un concorso in cui verranno assegnate 230 sedi messe a bando (maggiorate nel numero del 12%. Tot 257)
- è in fase di correzione un concroso in cui verranno assegante 350 sedi.
Il numero di Notai Italiani, così come nel resto d'Europa - e nel mondo - è determinato sulla base di diversi fattori: primo fra tutti il numero di cittadini.
il numero non è sparuto, ma proporzionato e sufficiente.
Quanto al punto "7)" ripeto che la continua revisione delle tabelle (numero di sedi totali) è stabilita dal ministero e NON dal notariato.
G.B.
27 luglio 2009 00:00
Matteo
inutile rispondere alla risata dello stolto.
G.B.
27 luglio 2009 00:00
" Le stipule sono spessissimo atti formali sempre uguali che un pubblico funzionario di amministrazioni, può benissimo concludere,"
Scocciato
questo è lampante esempio di come si esprima opinioni basandosi su scarse conoscenza.
Ipotizzare o credere che un funzionario comunale abbia o possa avere le competenze e la capacità per autenticare o svolgere quelle che oggi sono materie notarili è PURA follia.
Aggiungo che il notaio non si limita ad autenticare, ma assume la responsabilità di quanto nel contratto riportato.
Un funzionario comunale NO. Quest'ultimo autentica, ma non è tenuto a verificare il contenuto e tantomeno ad assumersene la responsabilità.
Fabio
27 luglio 2009 00:00
GB, temo che non abbia risposto alle mie domande, gliele ripropongo:
1) E' vero che la pianta organica del Ministero prevede 6152 notai?
2) E' vero che i notai operanti in Italia sono solo 4723?
3) E' vero quindi che in Italia mancano più di 1400 notai?
4) E' vero che in Italia abbiamo poco più della metà dei notai operanti in Francia e Germania?
5) Con riferimento alle domande sopra, perchè in Italia sono così pochi?
6) Quali logiche stanno alla base di un numero così sparuto?
7) Ritenete che queste logiche siano determinate dalla difesa di interessi corporativi?
Le domande da 1) a 4) richiedono un semplice "sì" od un semplice "no". Le domande dal 5) in poi richiedono, lo ammetto, una risposta un po' più articolata.
Se è in grado di rispondere lo faccia, altrimenti è cortesemente pregato di astenersi dal dare risposte che sono un capolavoro di ambiguità e di "omissis " di andreottiana memoria
Grazie
matteo
27 luglio 2009 00:00
x GB: meglio stolto che parassita
scocciato
28 luglio 2009 00:00
S'è capito che G.B. è di parte e difende il proprio orticello.
G.B.
28 luglio 2009 00:00
Fabio
alle Sue domande ho dato risposta in un post precedente.
Fabio
28 luglio 2009 00:00
GB, forse parliamo due lingue diverse...
Riporto le mie domande:
1) E' vero che la pianta organica del Ministero prevede 6152 notai?
2) E' vero che i notai operanti in Italia sono solo 4723?
3) E' vero quindi che in Italia mancano più di 1400 notai?
4) E' vero che in Italia abbiamo poco più della metà dei notai operanti in Francia e Germania?
5) Con riferimento alle domande sopra, perchè in Italia sono così pochi?
6) Quali logiche stanno alla base di un numero così sparuto?
7) Ritenete che queste logiche siano determinate dalla difesa di interessi corporativi?
Riporto la sua risposta:
- Il numero è superiore ai 4723. Nello specifico non lo ricordo, ma è di poche unità al di sotto delle 5.000
- é in fase di conclusione un concorso in cui verranno assegnate 230 sedi messe a bando (maggiorate nel numero del 12%. Tot 257)
- è in fase di correzione un concroso in cui verranno assegante 350 sedi.
Il numero di notai italiani, così come nel resto d'Europa - e nel mondo - è determinato sulla base di diversi fattori: primo fra tutti il numero di cittadini.
il numero non è sparuto, ma proporzionato e sufficiente.
Quanto al punto "7)" ripeto che la continua revisione delle tabelle (numero di sedi totali) è stabilita dal ministero e NON dal notariato.
Di tutte le domande fatte, ha risposto solo alla 2), e con un "non mi ricordo bene".
Alla 7) non ha risposto: non ho chiesto chi stabilisce la revisione dele tabelle, ma se il fatto che in Italia si abbia la metà dei notai operanti in Francia e Germania (nonchè il 25% in meno rispetto a quelli stabiliti PER LEGGE dal Ministero) dipende da logiche di difesa di interessi corporativi.
Ora, se quanto da me scritto non è corretto ridefiniamo la discussione, altrimenti il punto di partenza è la presa d'atto che:
- in Italia i notai sono pochi rispetto al resto d'Europa, e non si sa perchè
- in Italia la pianita organica del Ministero non è rispettata, pur prevedendo un numero di notai inferiore al resto d'Europa
Spero stavolta di essere stato chiaro come un rogito...
G.B.
28 luglio 2009 00:00
1) No, sebbene l'anno passato il consiglio nazionale del notariato abbia richiesto un aumento delle sedi per ragioni troppo complesse da spiegare e difficilemtne comprensibili a terzi;
2) No, come detto sono sono poche unità al di sotto dei 5.000. Difficie essere più precisi;
3) No, sia per quanto sopra sia perchè con gli ultimi due bandi verranno sfornati 600 Notai nuovi nuovi da aggiungersi ovviamente agli attuali;
4) Irrilevante se si considerano le differenti competenze e legislazioni (ad es. un atto notarile francese è sensibilmente più corposo di un atto notarile italiano ed i costi di conseguenza superiori);
5) in Italia non sono pochi, ma rispettano le proporzioni dettate dal ministero e la copertura è nazionale;
Stando a quanto sopra non v'è ragione di rispondere alle domande (supposizoni?) di cui al sub. 6 e 7.
Fabio
28 luglio 2009 00:00
La ringrazio per le risposte. Per ciò che riguarda la risposta negativa al punto 1), le chiederei che interpretazione lei dà alla tabella presente sul sito del Ministero della Giustizia all'indirizzo:
http://www.giustizia.it/professioni/notai/revisione_tab_notai.htm
da cui risulta che le sedi notarili devon essere pari a 6152...
G.B.
29 luglio 2009 00:00
Il link postato indica il numero complessivo che le sedi notarili dovranno raggiungere con la prossima revisone delle tabelle (ogni 7 anni il numero di notai è rivisto ed aggiornato tenendo conto di diversi parametri).
Nulla è stato ancora disposto, o meglio, è stato previsto il numero complessivo, ma non le modalità di ripartizone.
Ad oggi il decreto è congelato anche complice l'attuale crisi che ha ridotto in due anni del 40% gli onorari di repertorio rendendo di fatto, per il momento, inutile un aumento delle sedi.
Fabio
29 luglio 2009 00:00
La ringrazio per la cortese risposta. Francamente a me non risulta che il decreto sia ufficialmente "congelato". A me risulta che il Ministero abbia già deciso ed ufficializzato che il numero delle sedi notarili deve essere pari a 6152. Dopo questa ufficializzazione è accaduto quel che capita spesso in Italia: si annuncia una cosa e se ne fa un'altra.
L'impressione è che si stia facendo di tutto per impedire l'accesso di nuove leve alla professione notarile al di là del semplice ricambio generazionale, e questo per difendere esclusivamente una rendita di posizione.
Che l'aumento delle sedi sia inutile è la sua opinione, radicalmente diversa dalla mia. A me sembra che, anche con la crisi, di spazio per l'aumento delle sedi, volendo, ce ne sarebbe. Non per penalizzare i notai, assolutamente, ma per offrire un miglio servizio ad un costo inferiore ai cittadini.
G.B.
29 luglio 2009 00:00
Ciò che risulta a Lei, od a me, poco rileva.
Fatti sono:
- l'aumento è stato richiesto dal Notariato. Elemento questo non trascurabile e che sott'intende chiaramente come il notariato sia tutt'altro che restio ad aumentare l'oragnico. Ciò, ovvio, deve essere fatto con criteriore, cognizione e se le condizoni lo richiedono
- In 2 concorsi verranno sfornati 650 nuovi Notai
- Se conoscesse la situazione, ed è chiaro che non la conosce, capirebbe che, allo stato, un ulteriore aumento dell'organico non avrebbe ragione d'essere
Riporto un'interessante tabella da cui si evince chiaramente come i costi notarili siano DECISAMENTE inferiori rispetto a quanto previsto da altre categoria professionali.
Questo allo scopo di non cadere nel solito luogo comune "Notaio costosissimo"
COSTI A CONFRONTO.
Importi richiesti in Euro per pratiche relative alle cessioni di quote di SRL
Trasmissione telematica della pratica al Registro delle Imprese
NOTAI: 62,65 Euro
COMMERCIALISTI: 100 Euro
AVVOCATI: -
Consulenza e atto notarile su cessione quote da 100mila a 140mila Euro
NOTAI: 1.000,00 Euro
Consulenza contrattuale (SENZA ATTO) su cessione quote di 100mila Euro
COMMERCIALISTI: da 2.100 a 5.200 Euro
AVVOCATI: da 3.500 a 8.652 Euro
Consulenza e atto notarile su cessione quote di 5milioni di Euro
NOTAI: 3.000,00 Euro
Consulenza contrattuale (SENZA ATTO) su cessione quote di 5milioni di Euro
COMMERCIALISTI: da 20.500 a 72.700 Euro
AVVOCATI: da 24.365 a 87.745 Euro
Fonte: Sole 24 Ore del 22.06.2008
Come vede il max previsto dalla tariffa notarile (3.000 euro) è ben distante dai 72.700 euro dei commercilisti e dagli 87.745 degli avvocati. Tralasciando la differenza non da poco che nel primo caso vi è la stipula di un atto pubblico, nei secondi no.
Per concludere, rimango convinto che il farsi un'opinione, esperimendone le conseguenti conclusioni, non possa prescindere da un'ampia ed esauriente conoscenza della situazione, qualunque essa sia.
Mi consenta di dirLe che l'estrapolare qualche dato su internet poco si concilia con quanto sopra.
Sono ora io a ringraziarla per i toni pacatida Lei sempre tenuti.
Fabio
29 luglio 2009 00:00
Non vedo la necessità di ringraziarmi, credo che l’educazione debba essere comunque alla base di ogni confronto di idee (al tempo stesso anche io le riconosco la disponibilità a confrontarsi sui contenuti e non sui toni)
Con la stessa pacatezza di prima le dico che condivido veramente poco, se non nulla, di ciò che ha scritto.
Non condivido innanzi tutto l’assunto di base che “solo i notai possono giudicare i notai”, da lei implicitamente più volte sottolineato. Quella del notaio è una figura pubblica, e come tale è giusto che venga valutata e giudicata. Se dovessimo accettare il suo assunto allora dovremmo rassegnarci all’idea che ad un “normale cittadino” non dovrebbe essere consentito farsi ed esprimere una propria opinione sui politici, sugli amministratori pubblici, sui magistrati, sui militari, sulle forze dell’ordine, e più in generale su tutti coloro che direttamente od indirettamente hanno a che fare con la gestione della “cosa pubblica” e del “bene pubblico” (e la certezza del diritto dovrebbe rientrare in almeno una di queste due categorie).
Dal mio punto di vista l’idea che solo notai, militari, amministratori pubblici, ecc, ecc. possano giudicare ed esprimere una opinione su sé stessi (perché ognuno di loro potrebbe accusare un estraneo di “non conoscere la situazione”) è un principio contrario alle più elementari regole di libertà di opinione ed espressione. Che io reperisca le informazioni su cui si basano le mie opinioni su Internet, sul sito del CNN, sui giornali o dalla esperienza personale mia o dei miei conoscenti poco importa, l’importante è che le informazioni corrispondano a verità e che le opinioni non siano diffamatorie.
Questo giusto per puntualizzare che mi sento in diritto di esprimere, in buona fede e basandomi su informazioni e dati oggettivi, la mia opinione e le mie interpretazioni.
Relativamente al numero dei notai operanti in Italia, il fatto che l’aumento delle sedi sia stato richiesto dal notariato (francamente non riesco a reperire documenti che lo dimostrano, ma non ha importanza) non cambia l’essenza del problema da me rilevato e cioè che ad oggi non si sta facendo nulla per fare in modo che la pianta organica ufficializzata dal Ministero della Giustizia diventi realtà in tempi ragionevoli. Quali siano le ragioni di questa impasse, nessuno può dirlo con certezza. Io mi limito ad osservare che ad oggi non esiste un piano preciso che permetta di capire entro quando il gap tra numero effettivo e numero previsto dalla pianta organica sarà colmato, né sembra esserci una chiara volontà di accelerare questo processo (semmai il contrario, se andiamo a vedere i tempi di espletamento degli ultimi concorsi e le modifiche nel processo di selezione che si è deciso di introdurre a partire dal prossimo concorso).
Quali siano le ragioni di questa lentezza diventa oggetto, ovviamente, di opinioni personali. La mia interpretazione l’ho già espressa, e non ho ricevuto elementi nuovi in base ai quali modificarla: sono convinto che il notariato, dopo aver dovuto accettare “obtorto collo” l’aumento delle sedi notarili, lo stia insabbiando (complice la debolezza del Ministero della Giustizia e delle Associazioni dei Consumatori nonché i continui cambi di leadership politica dello stesso Ministero) per continuare a mantenere una ricca rendita di posizione. Onde evitare di offendere qualcuno, preciso che per “rendita di posizione” intendo quel “quid” in più che si viene a guadagnare grazie al fatto che le proprie prestazioni sono erogate in regime di assoluto monopolio, nonché alla esclusione di altri professionisti che, in base alle tabelle del ministero, potrebbero accedere al notariato previo superamento del concorso se solo i posti mancanti fossero messi a disposizione. E’ una opinione, né offensiva né diffamatoria, di cui mi assumo la responsabilità.
Quanto al numero dei notai, dire se siano “pochi” o “giusti” o "tanti" è del tutto opinabile, così come è del tutto opinabile dire se per una certa professione di cui si possono valutare rischi e responsabilità (nonché confrontarle con rischi e resposanbilità di altre professioni) un reddito medio di 300.000 € è “basso”, “equo” o “sproporzionato”.
Io mi limito ad osservare che il numero dei notai in rapporto alla popolazione in Italia è nettamente più basso che in Francia, Germania e Svizzera (solo per citare alcuni esempi). Lei ha già provato a darmi una spiegazione su questo ma, mi scusi, mi ha tutt’altro che convinto.
Se poi entriamo nel “particolare”, non posso che riconfermare fermamente la mia opinione che i notai siano (volutamente) pochi. Nel paese di 20000 persone del piacentino in cui abito, per esempio, ci sono tre notai.
Se siano pochi o tanti è opinabile. Secondo la mia opinione sono tremendamente pochi.
Tre notai che gestiscono tutti gli atti relativi al mercato immobiliare di un centro da 20000 persone, nonché ad un tessuto imprenditoriale che è tra i più attivi d’Italia, sono, a mio avviso, “terribilmente” pochi. Non posso non pensare che siano oberati di lavoro, per non parlare poi della più totale mancanza di concorrenza (è molto facile fra tre notai mettersi d’accordo per non "pestarsi i piedi"). Ma mi pare di aver capito che ai notai la parola “concorrenza” non piace.
Alla fine è questione di opinioni. Io, nel mio paese, preferirei averne qualche notaio in più, magari meno oberato di lavoro, con un reddito un po' più basso, con meno impiegate, ma con più tempo da dedicare ad ogni singolo atto, e magari anche un po' meglio disposto ad affrontare il confronto della "concorrenza".
Siamo nell'obinabile, è vero, ma da questo punto di vista la mia opinione vale esattamente come la sua. Quello che non mi piace, in tutta questa storia, è che il notariato stia diventando, nei fatti, autoreferenziale. Come lei ha secondo me dimostrato, fermo restando il mio apprezzamento per il modo molto cortese e civile con cui sta trattando l'argomento.
G.B.
30 luglio 2009 00:00
Temo abbia frainteso.
Legittimo giudicare ed ancor più manifestare la propria opinione.
Ritengo però che per poter avere un quadro completo ed esaustivo si debbano avere conoscenze dettagliate ed approfondite, pena il rischio di giudicare ed esprimersi basandosi su di una visione distorta o, quantomeno superficiale, delle detta situazione, con l'inevitabile conseguenza di dedicarsi ad elucubrazioni che poco calzano con la situazione reale.
Il ruolo, l'attività lavorativa e la figura in genere del notaio sono un qualcosa di molto complesso ed io stesso che notaio non sono (ma sto cercando di diventarlo e sono nato e cresciuto in una famiglia con molti di questi) ho ancora molti punti oscuri che devono essere chiariti. Paziento, convinto che quest'ultimi lo saranno quando, forse, lo diverrò.
Le Sue obienzioni sono dunque legittime, ma basate, come detto, su di una visione troppo superficiale delle situazione.
Che Dio mi fulmini se dovessi giudicarLa o biasimarLa per questo, ma tant'è.
Ad esempio quando Lei scrive che i notai italiani sono "tremendamente pochi" o "totale mancanza di concorrenza" scrive cosa apparentemente corretta, ma se conoscesse la situazione odierna si renderebbe conto di come quanto sopra non ha alcun punto di contatto con la realtà.
Qui e per il resto Le chiedo un atto di fiducia, poichè la spiegazione sarebbe estremamente complessa e, forse, neppure io stesso potrei dargliela in modo assolutamente esaustivo.
Come detto la ricetta notarile ha ancora qualche ingredente per me segreto, incompreso e sconosciuto.
scocciato
30 luglio 2009 00:00
Mi trovo d'accordo sulla prima parte dell'ultima risposta di Fabio nell'ormai colloquio a due, suppongo non ancora concluso, che non mi ha, peraltro, molto convinto. Da un lato si evince come ci sia una presa di posizione difensoria che esclude inutili aumenti di organico, col sospetto di favoreggiamento verso il concetto di classe o lobby "pochi ma buoni" e meglio pagati. D'altra parte, si rileva un ragionamento di disagio, vuoi percepito, vuoi reale, di carenza di figure notarili.
Se questa percezione è corretta, viene ad essere auspicabile la conclusione di tutto il resto del ragionamento, concorsi, posti, assegnazioni ecc.
Se, invece, fosse un fenomeno locale (non credo che un cittadino, ancorchè inserito nel tessuto economico, possa giudicare tutte le realtà ed in tutto il paese in modo mediamente statistico.
Infine, il mio modo di pensare è che, pur non escludendo l'operato della figura notarile quale organo-sigillo dello stato, per molti atti non complessi e di relativa responsabilità, ove non sia necessaria una figura di professionista così sublime, possa essere utilizzata e validata una, altrettanto ufficiale, forma di simile operatività, con le dovute responsabilizzazioni, surrogato dell'opera specifica del notaio.
Ultima mia considerazione sulle tabelle riportare (cita fonte Sole24ore) che evidenziano atti che possono esere svolti anche da altre figure "non notarili" e per di più che ci siano degli"svarioni"tariffari di cotale mole pur evidenziando il perfezionamento o meno con ATTO.
Magari sono tariffe di Camere di Commercio o di Albi, ma credo non vengano così spudoratamente applicate.
Esempio "relata, refero":
Consulenza e atto notarile su cessione quote di 5milioni di Euro
NOTAI: 3.000,00 Euro
Consulenza contrattuale (SENZA ATTO) su cessione quote di 5milioni di Euro
COMMERCIALISTI: da 20.500 a 72.700 Euro
AVVOCATI: da 24.365 a 87.745 Euro.
..
Ma, allora, ponti d'oro per i notai e gogna per gli altri?
G.B.
30 luglio 2009 00:00
Scocciato
Le propongo un esperimento:
Lei avrà in passato comprato casa, magari in condominio.
Chiami oggi e dica al Notaio che curò a suo tempo la sua stipula e dica che intende acquistare il box accanto al suo, ma che entro 1 settimana deve fissare l'appuntamento.
Poi chiami per fissare un appunto con un medico, un commercilista, l'installatore di zona per sky od un falegname.
Nel primo caso son certo troverà risposta affermativa.
Per i secondi dovrà portare pazienza.
Così è la norma a sott'intendere che i tempi di attesa per avere un appuntamento da un Notaio sono pari a zero, documentazione preliminare permettendo, e che dunque la da voi ipotizzata carenza di organico non si ripercuote affatto sul cittadino.
Quanto alle tariffe (che sono quelle previste dai rispettivi ordini) la legge bersani ne ha soppresso i limiti.
Vero.
Ma Lei, in coscenza, ha ragione di credere che un commercialista od un avvocato giochino a tal punto al ribasso da passare dai 20/24.000 euro minimi previsti ai 3.000 del notaio (che poi è il massimo)?
Io Le dico di no.....In base a ciò che vedo quotidianamente.
Ma poi, l'atto notarile, come scritto compreso nei 3.000, dove lo mettiamo?
Nessun ponte d'oro ovvio, ma sono certo che se i luoghi comuni lasciassero il posto a corrette informazioni la figura notarile ne sarebbe vivamente rivalutata. In fondo in passato così era e se qualcosa è cambiato è la percezione della gente. Per quest'ultimo punto di certo i notai hanno la loro buona dose di responsabilità.
G.B.
30 luglio 2009 00:00
Chiedo venia: coscIenza
scocciato
30 luglio 2009 00:00
@G.B. I notai (diversi) con i quali ho stipulato o con cui ho avuto rapporti per motivi di lavoro, sono quasi tutti morti. E' pur vero che spesso l'eredità di uno passa ad un'altro. Ma, vedi, ci sono leggi economiche che imperano. Se un professionista-in questo caso trattasi di notaio- è lì pronto a servirti, o a servire chiunque (e non solo il conoscente o il raccomandato) in tempi rapidissimi rispetto all'artigiano o al commercialista (dipende comunque se trattasi di piccolo atto o consulenza o altro) son propenso a credere che ne abbia il tempo e la disponibilità, naturalmente dopo valutate le diverse realtà. Per esempio Fabio sostiene che ci sono pochi notai nella sua realtà; dice infatti:....Tre notai che gestiscono tutti gli atti relativi al mercato immobiliare di un centro da 20000 persone, nonché ad un tessuto imprenditoriale che è tra i più attivi d’Italia, sono, a mio avviso, “terribilmente” pochi......, ergo sono ancora propenso a credere che difficilmente questi pochi, ammesso che lo abbiano servito per similia ancora in precedenza, siano lì dopo qualche giorno a istruire e a concludere, ossequiosi e zelanti, ogni atto loro conferito in incarico. Anche al solito notaio di una banca, o a quello di cui si serve solitamente un'azienda o un'impresa edile o di c.v. risulta impossibile attuare -per tutti- questo genere di pronto intervento e/o disponibilità. Ripeto, queste valutazioni devono rispettare il criterio del "caso per caso", come, peraltro mi riesce difficile disquisire sui compensi citati, e con un certo margine di credibilità, potrei sospettare che siano stati quì divulgati solo quelli che interessano opportunisticamente, essendo impossibile riferirli tutti, con esattezza, congruità e veridicità di applicazione non conoscendo quel referto.
In ogni modo, credendo che tu abbia riportato in buona fede tali informazioni, mi risulta difficile credere che anche tu le ritenga fattibili anche se dichiari che ne vedi ogni giorno. Ma la clientela di costoro, non notai, è proprio così stupida? Non si informa prima? Oppure paga meglio ciò che vale di più?
G.B.
31 luglio 2009 00:00
Scocciato il suo intevento fornisce spunti interessanti:
1) Ereditarietà studio notarile?:
Dato del ministero è che ad oggi solo il 12% dei notai è discendente di notaio. Consideri inoltre che lo studio non può passare di padre in figlio a meno che in quel luogo ci sia una sede messa a concorso e che nessuno altro la scelga.
Abbiamo un studio di famiglia da 3 generazioni. Mio padre ad esempio come prima sede è stato costretto ad una a 900 km di distanza, poi trasferita con il concorso successivo;
2) La città in cui vivo e lavoro non è molto diversa da quella in cui risiede Fabio. 3 Notai possono sembrare pochi, ma tutto sta nel valutare i n. di repertori di ciascuno.
3) i compensi riportati sono i soli per cui è possibile fare un confronto poichè trattasi della sola compentenza oggi ripartita fra più.
Ma di esempi ve n'è molti altri, ad esempio la predisposione di un preliminare. Dal Notaio è di norma gratuita. un Avvocato arriva a farsi pagare profumatamente.
4) clientela stupida? No, semplicemente disinformata.
Si crede che l'andare dal notaio costi sempre un tot, quando invece tutti i colloqui preliminari sono gratuiti e, come più volte detto, gli onorari previsti sono spesso inferiori e sempre proporzionati al valore dell'atto.