mi piacciono i borbottii
08 agosto 2009 00:00
Le comiche ci sarebebro state se ci fossero stati Mortadella, Franceshini e e Veltroni. Sarebbero state comiche da mondovisione e per l'occasione magari Marrazzo avrebbe sponsorizzato tutta la cerimonia altro che partita di calcio. abbiate un pò di vergogna, quel poco che serve per non rendersi ridicoli.
depresso
08 agosto 2009 00:00
Prodi, Franceshini e e Veltroni e magari anche Marrazzo (che in questo discorso non c'entrano proprio) non ci sarebbero comunque andati, non sarebbero arrivati a tanto!
Da noi uno solo sa mettersi così bene le penne del pavone.
Relegato in fondo alla fila, sa sgattaiolare tra premier e premier per mettersi, nella foto, vicino a Obama e altre simpatiche trovate dello stesso genere.
Perché lo fa? Per nascondere la pochezza della sua azione di governo o perché è arrivato ad un punto tale che vuole riempire di sé ogni cosa? Una sorta di panteismo!
Ma quando scenderete dalle nuvole per guardare in faccia la realtà?
mi piacciono i borbottii
08 agosto 2009 00:00
Per depresso,
e tu quando ti metti a ragionare e la finisci di dire panzane. Una cosa però riesci a fare: ci fai scompisciare dalle risate.
Rido Lini
08 agosto 2009 00:00
Ridi Silviaccio, un melosfottocomicdramma di Logelo Stòleonsomaro: il caccaliere senza macchia... pardon pacchia e senza paura... pardon vaura!
gino
08 agosto 2009 00:00
Eccone un'altra del buffone :
Sanzioni dure e niente eccezioni per i natanti italiani sorpresi in acque territoriali libiche
Berlusconi: "A luglio ho fatto liberare io le due barche sequestrate""
Libia annuncia: sarà linea dura
per le violazioni dei pescherecci
Lo sfruttamento delle risorse marine deciso durante la "storica" visita di Gheddafi
ROMA - Sanzioni dure e "senza eccezioni", d'ora in poi, contro i pescherecci italiani sorpresi nelle acque territoriali libiche. Lo rende noto, con un comunicato, l'Ufficio popolare (Ambasciata) della Libia a Roma a pochi mesi dalla storica visita del leader libico Gheddafi in Italia. Proprio in quell'occasione sono stati stabiliti i termini entro cui esercitare le attività economiche connesse alle risorse marine. E riguardo ai pescherecci italiani bloccati dal libici a luglio, il premier non manca di attribuirsi il merito della loro liberazione: "Grazie al mio intervento personale presso il leader libico Gheddafi". "Senza il mio intervento - spiega Berlusconi - la questione sarebbe passata alla magistratura libica e ci sarebbero voluti mesi per arrivare ad una conclusione positiva della vicenda".
(8 agosto 2009)
depresso
09 agosto 2009 00:00
"Quando il presidente del consiglio italiano Silvio Berlusconi ha definito come "un grande successo della diplomazia italiana" l'accordo siglato tra Turchia e Russia sul gasdotto South Stream, il governo di Ankara si è stupito non poco.
Lo rivela una fonte del governo Erdogan alla Reuters, che il 7 agosto riporta la ricostruzione della bizzarra "intrusione" di Berlusconi nella cerimonia della firma.
Gli accordi tra Mosca e Ankara per far passare il gas russo attraverso le acque turche del Mar Nero fino all'Europa erano "già stati conclusi - racconta la fonte alla Reuters - quando il governo turco ha ricevuto un'inaspettata richiesta dell'ultimo minuto da parte di Berlusconi che voleva partecipare alla cerimonia della firma" del premier russo Vladimir Putin e di quello turco Tayyip Erdogan, ad Ankara.
La fonte aggiunge che si è creata una "certa sorpresa" quando ci si è resi conto che Berlusconi voleva rivendicare l'accordo come un suo successo personale.
"E' il tipo di cosa che può causare un problema diplomatico - dice ancora la fonte turca - Ma siccome si trattava di Berlusconi, ha solo fatto sorridere i due leader".
La Reuters cita anche il sito del governo italiano che riporta la dichiarazione secondo cui il progetto South Stream è "un successo personale del primo ministro italiano".
Per i turchi, una vera "esagerazione".
Questo ti fa ridere, beato te! O forse ridi per non piangere.
Io non rido piuttosto mi vergogno per l'Italia e gli italiani.
Ma come cazzo facciamo a tenerci un premier così!
Quest'uomo si sente al di sopra del bene, del male, della ridicolaggine, di tutti e di tutto.
E' letteralmente sommerso da un gigantesco delirio di onnipotenza!
gino
09 agosto 2009 00:00
Alitalia. Che tristezza il Governo che si inventa l'efficienza... li' dove c'e' il disastro permanente
Il capo del Governo, Silvio Berlusconi, oggi in conferenza stampa ha rivendicato il merito di avere raggiunto l'obiettivo mantenendo italiana la compagnia di bandiera. Oggi Alitalia ha ripreso -ha detto- funziona, e' in accordo con il budget anche se deve fare il conto con giornali antitaliani; per il nostro Paese e' 'impossibile non poter disporre di una compagnia di bandiera.
Chissa' cosa ne pensano le migliaia di passeggeri che in questi mesi sono state vittime dei ritardi di Alitalia, tant'e' che per l'Enac la situazione e' preoccupante (il grado di puntualita' di Alitalia e' al di sotto di una decina di punti rispetto all'obiettivo fissato) e pende anche una specifica interrogazione parlamentare (1). O cosa ne pensano tutti coloro che, a a fine luglio son rimasti a terra per overbooking.
E chissa' cosa ne pensano tutti gli azionisti della vecchia Alitalia che ad oggi non sanno ancora se hanno in mano solo carta straccia o, bene che gli vada qualche minimo residuo percentuale del proprio investimento.
Fa tristezza il capo del Governo che si inventa una efficienza li' dove tutti, ma proprio tutti, sanno che le cose stanno ben diversamente. L'onore di avere una compagnia di bandiera tricolore e' un sentimento che per il nostro sistema economico e politico e' molto costoso. Sul fatto che poi l'italianita' debba essere elemento indispensabile, abbiamo certezze al contrario... solo pensando agli Usa che, in fatto di mobilita' ed efficienza aerea hanno molte da dire a tutti, e dove compagnie di bandiera farebbero solo sorridere.
Queste convinzioni del capo del Governo sono la facciata di un pessimo biglietto da visita per il trasporto aereo italiano, biglietto sul cui retro ci sono solo costi per i contribuenti, costi per i risparmiatori, costi per i passeggeri. Convinzioni che la dicono lunga sulla possibilita' di una inversione rispetto all'attuale politica economica del disastro permanente.
(1) presentata dai senatori Donatella Poretti e Marco Perduca (Radicali - Pd):
http://www.aduc.it/dyn/parlamento/docu.php?id=265210
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
may
10 agosto 2009 00:00
per gino
E vedrai che risate quando il Berlusca vendera'a 4 amici suoi le poste e le ferrovie...
Mela Godo Un Globo
11 agosto 2009 00:00
L'Alì Talia.... ma non avevano fatto accordi con AF? Pare proprio di no. Dicono le BUGIONE e poi dimenticano di averle dette! Questa è la prova provata che questi mafio@politic@imprendit sono un'accozzaglia di fascionazi dalle tre "i"
INCOMPETENTI...ISIPIENTI...INCONTINENTI! 'taliani contenti...son proprio de.menti!
gino
12 agosto 2009 00:00
L'area cattolica non ipocrita lo ha gia' scaricato, adesso tocca a tutti noi italiani onesti mobilitarci contro questo fenomeno da baraccone che senza le sue cazzo di leggi " ad personam" sarebbe a marcire in qualche carcere della penisola.
L'Avvenire contro Berlusconi
"Il suo stile ci mette a disagio"
ROMA - "La gente ha capito il disagio, la mortificazione, la sofferenza che una tracotante messa in mora di uno stile sobrio" ha causato alla Chiesa cattolica. Lo sottolinea, nel suo terzo intervento in poche settimane, il direttore di Avvenire, Dino Boffo, rispondendo a una nuova lettera di un sacerdote sul dubbio che i pronunciamenti ecclesiastici sulle "vicende morali" del presidente del Consiglio "non siano stati sufficientemente netti".
Per don Matteo Panzeri, da parte dei vescovi ci sono state "mille prudenze" e i messaggi della Chiesa "appaiono segnali assai debolucci se raffrontati alla conclamata sfacciataggine con cui ciò che dovrebbe essere messo in discussione viene invece sbandierato".
"Nessuno dei potenziali interlocutori dovrebbe trovarsi a pensare che parliamo o tacciamo per 'interesse' personale, per qualche esplicita o inconfessabile partigianeria", ribatte Dino Boffo. Il direttore del quotidiano dei vescovi chiarisce quindi che "la domanda che conta in queste circostanze è" se "la gente è riuscita a individuare le riserve della Chiesa.
Ebbene, la risposta che a me sembra di poter dire è che la gente ha capito il disagio, la mortificazione, la sofferenza che una tracotante messa in mora di uno stile sobrio ci ha causato. I più attenti hanno compreso anche i messaggi specifici lanciati fino ad oggi a più riprese". Non è vero, dunque, che "quelli degli esponenti della Chiesa italiana siano stati interventi casuali o accenni fugaci impastati dentro a testi di tutt'altro indirizzo. Ciò che si è detto lo si voleva dire. Esattamente in quei termini".
(12 agosto 2009)
gino
12 agosto 2009 00:00
Il duro attacco dell'ex direttore di Le Monde, Colombani
"Berlusconi, potere senza limiti"
Guatemala, Nuova Zelanda, Zimbabwe:
lo scandalo è sulla stampa di tutto il mondo
dal nostro inviato GIAMPAOLO CADALANU
LONDRA - Il giudizio di Jean-Marie Colombani è lapidario: "Berlusconi si comporta come se l'esercizio del suo potere non dovesse mai conoscere limiti". L'ex direttore di Le Monde ha deciso di usare la sua ultima creazione, la versione francese del sito Slate, per segnalare il suo punto di vista sul premier italiano. Da un punto di vista strettamente politico, sostiene l'editorialista francese, va rilevato il potere della Lega nord verso il governo, costretto a estremizzare le sue posizioni che "altrimenti sarebbe le stesse di tutta la destra conservatrice europea. Ma il presidente del Consiglio sembra rassegnato a questa situazione, e molto più preoccupato di difendere la sua immagine personale".
Chiedendosi se la parola "scappatelle" può bastare per definire i diversi scandali, Colombani rileva che "in una democrazia normalmente costituita, un responsabile politico coinvolto in un tale scandalo sarebbe già finito fuori dal Palazzo". Ma forse la sopravvivenza politica del presidente del Consiglio si può spiegare: dopo tutto "incarna il perfetto maschio italiano: solo così si comprende l'indifferenza per lo scandalo della maggioranza dei cittadini". Ci sono però altri aspetti della vicenda che restano meno comprensibili, dice l'ex direttore di Le Monde: in particolare "resta misterioso il sostegno pervicace concesso della Chiesa, senza la quale Berlusconi avrebbe già perduto consensi".
Fra i giornali inglesi, il Daily Mail pubblica un servizio corredato di foto: "Berlusconi in accappatoio: Silvio si sveste mentre fa le vacanze in Italia... circondato da guardie armate". Secondo il quotidiano popolare "il sole splendeva, era una bella giornata", ma "Berlusconi non l'ha preso come segnale per mostrare le sue carni. Invece il 72enne si è coperto con un accappatoio bianco, un cambiamento sorprendente per il politico donnaiolo".
Più pacato ma molto più significativo il commento di Anthony Goodman sul sito del Financial Times: secondo il quotidiano finanziario "l'abilità di Berlusconi nel sopravvivere agli scandali sembra essere particolarmente italiana". Per cui, si chiede l'articolista, "che cosa si può imparare da lui sulla proporzione in cui i leader riflettono le caratteristiche del paese di origine?". L'argomento è stato affrontato con approccio scientifico da un progetto di ricerca chiamato Globe. Secondo gli studiosi, la definizione di leader passa anche attraverso aggettivi che si adattano a Berlusconi: "evasivo", "provocatore", "astuto", "deciso" e ""capace di rischiare". Insomma, per alcuni "è un fenomeno solo italiano", altri rilevano che nel nostro Paese la politica "è una forma di spettacolo", qualcuno sottolinea il "lato oscuro", senza molti dubbi su chi sia "l'abbronzato Darth Vader con calvizie incipiente". La conclusione è che dopo le vacanze Berlusconi tornerà al suo ruolo di premier, almeno fin quando l'opposizione troverà un'alternativa. "Fino ad allora, i commentatori esteri dovranno lavorare duramente per comprendere temi interculturali come il piacere dello spettacolo politico".
L'attenzione al presidente del Consiglio raggiunge anche Paesi culturalmente molto lontani: lo Zimbabwe Telegraph sostiene forse un po' superficialmente che Berlusconi, essendo un editore, vuole fare crescere il valore delle azioni editoriali e dunque cerca di attirare l'attenzione per far vendere più copie ai giornali. Il neozelandese Timaru Herald sostiene che "l'ipocrisia di Belrusconi è andata troppo in là, persino per gli italiani". Perché "se può essere utile per un politico italiano far trapelare la sua immagine di macho mediterraneo, questa immagine diventa difficile da mandar giù quando il primo ministro lancia una campagna per spazzar via la prostituzione dalle strade prevedendo anche multe per i clienti, e allo stesso tempo va a letto con escort a pagamento".
Il Guatemala Times affida ad Arnold Cassola, ex parlamentare italiano e oggi impegnato a guidare i Verdi di Malta, una lunga analisi del perché Berlusconi sia ancora in sella. Secondo Cassola, gli exploit pol
itici e sessuali del premier "sarebbero solo buffi - come in effetti sono - se non fossero un grave danno per l'Italia e se non segnalassero l'immobilismo della politica italiana".
(12 agosto 2009)
Arturo
12 agosto 2009 00:00
da una voce sicura ed informata è di sinistra e questo basta ho saputo che Berlusconi vuol vendere il Campidoglio, il Quirinale, Palazzo Madama e Montecitorio. che si organizzi qualche girotondo, qualche raduno,magari anticipando quelli previsti in autunno, per fermarlo. Altro che colpo di Stato qui andiamo tutti a puttane. Passate la voce.
Aurelio
12 agosto 2009 00:00
nel PD non si mettono d'accordo neanche sul risultato dei sondaggi: E' proprio una comica. Immaginiamoci cosa sarà il congresso, tutto da ridere verranno dall'America e dalla Cina per assistere alle comiche. Su un giornale altolocato c'è scritto." Il nostro elettorato reclama la designazione di una guida saggia e autorevole, che coniughi innovazione e concretezza." Ma cosa pensano che il Padreterno adesso si mette a fere una persona giusta per loro? Al massimo gli potrà madare un ring nel qule fare a cazzotti durante il congresso.
grillino
12 agosto 2009 00:00
C'è da chiedersi perchè nel PD non vogliono Grillo. Tra i tanti che si scannano che cercano di fregarsi tra sorrisi e pacche sulle spalle lui è una montagna, è un punto di riferimento. Grillo avrà tanti difetti, è uno sche sparla troppo ma con tutta onestà ammette di essere un comico e, pertanto, esercita onestamente il suo mestiere la sua arte. Gli altri che si atteggiano a politici, a costituzionalisti, a dotti della finanza, a moralisti lo sono forse ? No, ed allora Grillo rispetto a costoro è un monumento. W Grillo, votatelo, non disperdete il voto in mezzibusti.
IN OUT
13 agosto 2009 00:00
x Arturo: solo sticazzi ditaliani non si sono accorti che puttane ci siamo già da 1 pezzo! Chi mantiene i "magmaccia"? Le prostitute imbecilli! E noi taliani siamo prostitute e soprattutto imbecilli, chi x amore, chi per forza... italja... Fra un po'... non tanto... tempo, comunque, i maskietti non avranno i soldi per andare a puttane... ed allora ammetteranno di essere Lattoni e si serviranno vicendevolmente dell'OUTPUT!
KEKKUL
13 agosto 2009 00:00
Viva Grillo............. e anche Grillini anche se
sllè buho!
KeK
gino
14 agosto 2009 00:00
Don Sciortino: va criticato chi dà il cattivo esempio
"L'etica nei comportamenti di chi governa è una cosa seria"
Famiglia Cristiana contro il premier
"Attacchi illiberali a Rai e stampa"
di LUCIANO NIGRO
ROMA - "Le parole di Avvenire sul "tracotante" stile di vita del Premier? Dovute e necessarie", dice don Antonio Sciortino. "I fedeli e i sacerdoti chiedevano una posizione chiara di fronte al cattivo esempio di un personaggio pubblico. E la Chiesa deve dire ciò che è bene e ciò che male, perché la morale non si piega alle circostanze e alle persone". Il direttore di Famiglia Cristiana si schiera con il collega Dino Boffo che dal quotidiano dei vescovi ha sferzato il presidente del Consiglio sugli scandali che "provocano disagio e sofferenza" alla Chiesa. Ma, intanto, il settimanale cattolico più diffuso in Italia lancia un nuovo allarme sui rischi che corre l'informazione dopo gli attacchi del presidente del Consiglio a Repubblica e al Tg3. "Anche noi, responsabili dei mezzi di comunicazione, abbiamo il dovere di non tacere perché quello che sta accadendo è grave". Un argomento che sarà il cuore della campagna di agosto del settimanale cattolico.
"Berlusconi ha dato al suo partito il nome di Popolo delle libertà, ma non si conosce nessun leader politico liberale che abbia mai detto qualcosa di simile alle parole da lui pronunciate dell'ultima conferenza stampa quando ha dato dei "delinquenti" ai giornalisti di Repubblica e ha aggiunto: "Non possiamo più sopportare che la Rai sia l'unica televisione al mondo che con i soldi di tutti attacca il governo". Un esempio di potere padronale di cui "non c'è traccia nel pensiero liberale", scrive l'editoriale del numero oggi in edicola Famiglia Cristiana che, per altro, non risparmia critiche neppure all'opposizione.
Ma il numero che sta per chiudere in redazione sarà dedicato all'emergenza informazione. "Non si può mortificare la Rai e la grande professionalità di chi vi lavora. Così il servizio pubblico si trasforma in suddito", protesta il direttore del settimanale diffuso anche nelle parrocchie. "La Rai è un bene pubblico, pagato dai contribuenti, quindi è nostro (di tutti) prima ancora che dei politici - è la tesi di don Sciortino - i mezzi di informazione devono avere un solo padrone, i lettori e gli spettatori, qualsiasi altro padrone è improprio. Un tempo di diceva che la stampa è il cane da guardia del potere, ora rischiamo che si pieghi al servizio del potere". Quasi un appello al mondo del giornalismo, il suo: "Se non riacquistiamo la dignità della missione della libera informazione, ne andrà di mezzo la stessa democrazia, perché dove non c'è libertà di stampa e di critica non c'è nemmeno democrazia".
Accenti preoccupati che non impediscono a don Sciortino di tornare alla carica sullo stile del presidente del consiglio. "Valanghe di lettere - rivela - ci sollecitano a non accettare zone franche perché di mezzo ci sono personaggi potenti. Anzi, più si è in alto e più i comportamenti devono essere consoni ai principio etici perché si diventa modelli di mentalità e di stile. Accettare che chi riveste ruoli di governo dia il cattivo esempio e come dire ai giovani che tutto è lecito e permesso". Due mesi fa don Antonio scrisse che "non si può chiedere un lodo a Dio; non esiste per nessuno l'immunità morale". Non ha cambiato idea ("I principi non dipendono dai sondaggi né dal consenso") anche a causa della reazione di Berlusconi alle critiche: "Penso che la Chiesa abbia voluto rispondere in modo netto a battute poco serie: l'etica nei comportamenti dei personaggi pubblici non si liquida con qualche battuta".
(14 agosto 2009)
gino
16 agosto 2009 00:00
Il Bild Zeitung racconta del cittadino abruzzese che rammenta
al premier l'impegno preso da Berlusconi nei giorni del terremoto
"Disastrose promesse" del premier
l'aquilano senza casa gliele ricorda
Bernardini gli ha chiesto di abitare in una delle sue residenze
dal nostro inviato GIAMPAOLO CADALANU
LONDRA - Antonio Bernardini, l'abitante dell'Aquila rimasto senza casa dopo il terremoto, ha conquistato una bella fetta della stampa internazionale con la sua richiesta di andare ad abitare in una delle residenze berlusconiane. In un articolo che comincia con un ironico "Disastrose promesse!", la tedesca Bild Zeitung ricorda che il premier aveva messo a disposizione tre sue case per i terremotati e che l'aquilano si è fatto avanti ricordandogli l'impegno. Si chiede: "Ma Bernardini aveva mai pensato di arrivare a questo? Perché poi debbano essere proprio queste ville, Bernardini non lo svela. La Villa Certosa in Sardegna è diventata famosa per le feste di Berlusconi con le squillo di lusso, Palazzo Grazioli è la residenza romana del premier". Quest'ultimo, scrive il quotidiano del gruppo Springer, si è poi accertato che tre sue proprietà romane fossero a disposizione della protezione civile. "Ancora non è chiaro quando e in quale residenza del primo ministro Bernardini potrà
trasferirsi. Ma che sia invitato a un party nella villa sarda di Berlusconi, questo appare davvero improbabile".
Graffiante anche il femminile francese Elle, che rievoca la storia e si chiede: "Dopo le escort, ora anche la vedova e l'orfanello?". Di Bernardini si occupano molte testate, dal Daily Mail all'Irish Times, da Sky News alla spagnola Vanguardia, alla svizzera Tribune de Genève: quest'ultima sottolinea che "a quattro mesi dal terremoto, la maggior parte delle case non è stata ricostruita".
Il Daily Telegraph cita il premier solo per una rapida battuta, nella rubrica di recensioni gastronomiche, e parla di un ristorante italiano che "muove greggi di clienti più velocemente di quanto Berlusconi faccia con giovani signore nella sua villa in Sardegna". Der Westen, portale dei giornali locali tedeschi del Nordreno-Westfalia, riferisce della poemica sugli insegnanti di religione e di passaggio ricorda che "il comportamento di Berlusconi ha già suscitato tensioni con la Chiesa, per la sua lussuriosa vita sessuale extramatrimoniale e per l'arrivo della pillola abortiva Ru-486".
(15 agosto 2009)
gino
21 agosto 2009 00:00
CASTIGLIONE DELLA PESCAIA
Maglia anti-berlusconi, il sindaco
"Squalificare i vogatori del Palio"
Non basta la diffida e la multa di 100 euro. La parlamentare del Pdl e sindaco di Castiglion della Pescaia Monica Faenzi, dopo la goliardata dei vogatori del rione Portaccia che hanno indossato una canottiera con una caricatura del premier, chiede la squalifica dei 15 atleti per la prossima edizione. Altrimenti, niente contributo alla manifestazione
"Se il comitato organizzatore del palio marinaro non escluderà dalle prossime edizioni della gara
i partecipanti che il 15 agosto hanno infangato la competizione, indossando le canottiere con la caricatura del presidente Berlusconi, il Comune di Castiglione della Pescaia taglierà il contributo che ogni anno offre in sostegno alla manifestazione".
La parlamentare del Pdl e sindaco di Castiglion della Pescaia Monica Faenzi. "La sanzione comminata ai vogatori del rione Portaccia, una multa da 100 euro da devolvere alla locale casa di riposo, non e' sufficiente - ha aggiunto Faenzi - e non è tollerabile che alcuni ragazzi con in tasca le tessere del Pd usino questa gara tradizionale per farsi pubblicità politica. Una cosa del genere non era mai accaduta e serve una punizione esemplare".
I vogatori del rione Portaccia di Castiglione della Pescaia, in occasione del palio remiero che si è svolto, nelle acque della località turistica, per Ferragosto, erano scesi in acqua con una canottiera con la caricatura della faccia di Silvio Berlusconi racchiusa dal simbolo del divieto di accesso. Il comune di Castiglione da anni è amministrato dal centrodestra e il sindaco aveva da subito espresso la sua indignazione. "E' una vicenda incommentabile - aveva detto il sindaco - un episodio gravissimo che mette in luce una strumentalizzazione politica di una gara sportiva tradizionale della nostra città e sostenuta fortemente dal comune di centrodestra".
La Portaccia ha vinto il palio e al momento della premiazione i componenti del comitato organizzatore hanno notato l'immagine. Poiché il regolamento vieta ai vogatori di gareggiare con indumenti "non consoni alla gara", gli atleti sono stati puniti con un’a mmonizione con diffida e un contributo di 100 euro da devolvere alla Casa di riposo. Ma ora il sindaco pretende una punizione esemplare.
Il presidente del rione Portaccia di Castiglione della Pescaia, Francesco Loffredo, minimizza il gesto che ha fatto infuriare il sindaco."Indossare la maglia con la caricatura di Berlusconi racchiusa nel divieto d'accesso? E' stata una goliardata, una burla che i vogatori del rione, miei grandi amici, mi hanno fatto, per scherzare sul mio passato da militante attivo di Forza Italia, partito a cui sono stato iscritto fino allo scorso anno, prima di abbandonare la politica". "Non c'era, mettendosi quelle magliette, nessuna volontà di strumentalizzare politicamente il gesto", assicura Loffredo.
Quanto alla minaccia del sindaco Faenzi di tagliare il sostegno comunale alla gara qualora i vogatori di Portaccia non vengano esclusi dalle future edizioni, il presidente del rione si augura che "sia uno scherzo: la sanzione comminata dal comitato organizzatore è già eccessiva perché quella maglietta é solo un atto goliardico".
(21 agosto 2009)
mah
22 agosto 2009 00:00
certo che gli antiberlusconiani se ne inventano di tutte per parlare male del loro odiato avversario... il fatto è che poi se la beccano sempre in saccoccia loro!
Topesio
22 agosto 2009 00:00
Guarda, povero allocco, che non c'è assolutamente da inventarsi nulla, giacché ci pensa egregiamente il tuo picccolo beniamino a commettere le peggiori nefandezze possibili!
gino
22 agosto 2009 00:00
IL CASO.
Battute e gag sul caso escort: "Con lui ragazze per tutti"
La trasmissione, "Mock the week", è andata in onda giovedì sera su Bbc2
Satira di Bbc e Letterman show
"Silvio è fissato con il sesso"
Si occupa di Italia anche uno degli spettacoli americani più popolari
Il quotidiano spagnolo El Mundo mette sotto accusa il governo per la lotta alla mafia
dal nostro inviato CRISTINA NADOTTI
David Letterman
LONDRA - Come se "Il meglio di Zelig" dedicasse un terzo della puntata a Gordon Brown. Giovedì sera a "Mock the week" su Bbc2, uno degli show di satira politica più popolari in Gran Bretagna, il bersaglio delle battute serrate dei sei comici è stato Silvio Berlusconi, dipinto come un prosseneta che non si lascia sfuggire nessuna occasione per proporre donnine ai suoi colleghi. Del resto che il Cavaliere sia ormai il bersaglio della satira politica ovunque lo conferma la citazione fatta dallo statunitense David Letterman nella puntata del 19 agosto. Il popolarissimo show americano è cominciato con la voce fuori campo che annunciava: "Il primo ministro italiano fissato con il sesso: David Letterman".
"Mock the week" è una sorta di gara tra i comici, ai quali viene presentata una fotografia su cui devono fare delle battute, oppure una situazione su cui inventare le "frasi che non avreste mai sentito". Il Cavaliere andava bene in ogni occasione, c'era sempre qualcosa da tirare fuori su di lui.
Così quando alle spalle dello pseudo-arbitro è apparsa la foto di Gordon Brown, Angela Merkel, Sarkozy e Berlusconi, la prima battuta è stata: "Fantastico notare come Brown sia incredibilmente in imbarazzo nell'incontrare Berlusconi, che del resto ha tutta l'aria di uno di quelli che stanno fuori dai locali a dire "Ho belle ragazze a disposizione, vuoi una ragazza Brown?"" Un altro comico rincara: "Berlusconi mi ricorda tanto un tizio completamente fatto che ho incontrato una volta in vacanza e mi ha detto "Datti alla pazza gioia".
Un'altra battuta arriva nel doppiaggio su un filmato reale. Gordon Brown accoglie i capi di governo di altri Paesi e a ciascuno attacca il tormentone "Per favore, potresti dire qualcosa di buono sulla mia politica economica?". Ma quando arriva Berlusconi Brown fa: "Tu è meglio non dica niente", mentre al nostro presidente fanno ripetere: "Guarda, la festa è già organizzata, ci sono ragazze per tutti".
Il quotidiano spagnolo El Mundo dà conto, in un articolo intitolato "Berlusconi passerà alla storia per aver favorito la mafia" dell'affondo fatto dal leader dell'Idv Antonio di Pietro contro la politica del governo in materia di lotta alla criminalità organizzata.
Il britannico Tribune Magazine, organo del Labour Party che si propone di "vigilare sulla democrazia in ogni Paese", dedica ampio spazio all'articolo di Stefano Fella e Carlo Ruzza, autori del libro "Re-inventing the Italian Right - territorial politics, populism and post-fascism", pubblicato da Routledge. I due ricercatori ripercorrono le ultime rivelazioni fatte da Repubblica sul Cavaliere cercano di dare una risposta al perché "nonostante le vicende imbarazzanti, Berlusconi resti così popolare in Italia". "Naturalmente è la stampa che Berlusconi non controlla, in particolare la Repubblica e il settimanale l'Espresso, che ha svelato la storia" dicono gli autori, che giungono alla conclusione che il successo politico di Berlusconi si spiega "con le risorse, politiche e dei media, a sua disposizione".
(22 agosto 2009)
Topesia Seconda
23 agosto 2009 00:00
per mah ...f...lex...
A breve in saccoccia... anzi.. in der output... te ce la pigli anche tu furbone... furboncino... furboncello....
chi credi sia quello che DICONO abbia vinto il 147? milioni di euro con 2 soli euro in un paesino sconosciuto della toscana [guarda che coincidenza] ?
Hanno annunciato ai radiogiornali che costui ha vinto...
E' un annuncio dei soliti... i soldi dei furboncini se li tiene tutti il tuo caro- gna-bassotacco-capellidelc...o fatto-rifatto-strafatto! Certo + furboh diteh!
Sugar
25 agosto 2009 00:00
Da Berlusconiano attualmente prestato alla Lega (per disperazione) dico che questa non e' stata una gran figura.
Costruiremo il gasdotto, e cio' e' buono, pero', il fatto di inserirsi nella cerimonia non e' stato il massimo della vita
gino
27 agosto 2009 00:00
Anche da Mediaset no allo spot del film che racconta l'ascesa delle tv di Berlusconi
La tv di Stato esigeva un contraddittorio per rispettare il pluralismo
La Rai rifiuta il trailer di Videocracy
"E' un film che critica il governo"
di MARIA PIA FUSCO
ROMA - Nelle televisioni italiane è vietato parlare di tv, vietato dire che c'è una connessione tra il capo del governo e quello che si vede sul piccolo schermo. La Rai ha rifiutato il trailer di Videocracy il film di Erik Gandini che ricostruisce i trent'anni di crescita dei canali Mediaset e del nostro sistema televisivo.
"Come sempre abbiamo mandato i trailer all'AnicaAgis che gestisce gli spazi che la Rai dedica alla promozione del cinema. La risposta è stata che la Rai non avrebbe mai trasmesso i nostri spot perché secondo loro, parrà surreale, si tratta di un messaggio politico, non di un film", dice Domenico Procacci della Fandango che distribuisce il film. Netto rifiuto anche da parte di Mediaset, in questo caso con una comunicazione verbale da Publitalia. "Ci hanno detto che secondo loro film e trailer sono un attacco al sistema tv commerciale, quindi non ritenevano opportuno mandarlo in onda proprio sulle reti Mediaset".
A lasciare perplessi i distributori di Fandango e il regista sono infatti proprio le motivazioni della Rai. Con una lettera in stile legal-burocratese, la tv di Stato spiega che, anche se non siamo in periodo di campagna elettorale, il pluralismo alla Rai è sacro e se nello spot di un film si ravvisa un critica ad una parte politica ci vuole un immediato contraddittorio e dunque deve essere seguito dal messaggio di un film di segno opposto.
"Una delle motivazioni che mi ha colpito di più è quella in cui si dice che lo spot veicola un "inequivocabile messaggio politico di critica al governo" perché proietta alcune scritte con i dati che riguardano il paese alternate ad immagini di Berlusconi", prosegue Procacci "ma quei dati sono statistiche ufficiali, che sò "l'Italia è al 67mo posto nelle pari opportunità"".
A preoccupare la Rai sembra essere questo dato mostrato nel film: "L'80% degli italiani utilizza la tv come principale fonte di informazione". Dice la lettera di censura dello spot: "Attraverso il collegamento tra la titolarità del capo del governo rispetto alla principale società radiotelevisiva privata", non solo viene riproposta la questione del conflitto di interessi, ma, guarda caso, si potrebbe pensare che "attraverso la tv il governo potrebbe orientare subliminalmente le convinzioni dei cittadini influenzandole a proprio favore ed assicurandosene il consenso". "Mi pare chiaro che in Rai Videocracy è visto come un attacco a Berlusconi. In realtà è il racconto di come il nostro paese sia cambiato in questi ultimi trent'anni e del ruolo delle tv commerciali nel cambiamento. Quello che Nanni Moretti definisce "la creazione di un sistema di disvalori"".
Le riprese del film, se pure Villa Certosa si vede, è stato completato prima dei casi "Noemi o D'Addario" e non c'è un collegamento con l'attualità. Ma per assurdo, sottolinea Procacci, il collegamento lo trova la Rai. Nella lettera di rifiuto si scrive che dato il proprietario delle reti e alcuni dei programmi "caratterizzati da immagini di donne prive di abiti e dal contenuto latamente voyeuristico delle medesime si determina un inequivocabile richiamo alle problematiche attualmente all'ordine del giorno riguardo alle attitudini morali dello stesso e al suo rapporto con il sesso femminile formulando illazioni sul fatto che tali caratteristiche personali sarebbero emerse già in passato nel corso dell'attività di imprenditore televisivo".
"Siamo in uno di quei casi in cui si è più realisti del re - dice Procacci - Ci sono stati film assai più duri nei confronti di Berlusconi come "Viva Zapatero" o a "Il caimano", che però hanno avuto i loro spot sulle reti Rai. E il governo era dello stesso segno di oggi. Penso che se questo film è ritenuto così esplosivo vuol dire che davvero l'Italia è cambiata".
(27 agosto 2009)
passavo per caso
27 agosto 2009 00:00
Grande scandalo ha suscitato presso una certa parte politica la decisione del Governo di inviare le nostre Frecce Tricolori a fine agosto a Tripoli in occasione della celebrazione del 40° anniversario della rivoluzione che ha portato Gheddafi al potere, celebrazione alla quale sicuramente presenzierà anche Berlusconi.
I bene informati, i soliti esponenti dell'opposizione, hanno parlato di uno spreco inutile di denaro ignorando o, forse facendo finta di ignorare, che tutte le spese sono a carico del Governo libico tranne la trasferta dei piloti: una miseria, di certo una somma non paragonabile a quelle supposte dalle cornacchie che hanno dato fiato alle trombe. Non manca chi accusa il Governo di essere complice del terrorista Gheddafi, che abbiamo avuto la sfrontatezza di ospitare anche a Roma. Premetto che non nutro simpatie per il leader libico, ma dobbiamo considerare, oltre al fatto che ha preso nette distanze da Al Qaida, che è anche il Presidente di una nazione che ha subito la nostra colonizzazione, che, pur apportando a tale paese grandi vantaggi, può anche aver fatto incavolare qualcuno. Questi signori che tanto si scandalizzano perchè non si degnano di esaminare la nostra situazione senza il gas libico? Possibile che l'ottusità, che li caratterizza e che ci ha costretto a rinunciare al nucleare, non permette loro di capire che una nazione senza energia è fregata in partenza e, pertanto, è destinata ad essere succube degli altri che possiedono risorse energetiche? Fanno i moralisti per ciò che accade in occidente, ma ai primi di agosto, quando in Iran in un sol giorno hanno mandato al capestro 24 persone, dove erano? Avevano chiuso i megafoni per ferie? A proposito, se qualche libico può essere ancora "incavolato" per la nostra colonizzazione, non viene in mente a qualcuno che molti italiani possono essere superincavolati perché costretti a subire la vergogna di avere un ex terrorista in Parlamento, il vergognoso scambio di un giornalista con dei tagliatori di teste e la passeggiata di D'Alema a braccetto con gli Hezbollah? A proposito di morale nussuna voce di sdegno si levo quando Arafat, con pistolone alla cintola, parlò in Parlamento, quando Castro venne in Italia e fu ricevuto anche da Papa e dato che ci siamo mettiamoci anche la partecipazione di Pertini ai funerali di Breznev; forse costoro erano tutte pecorelle smarrite e/o fraticelli minori. Niente paura la Francia manderà in Libia, sempre per fine agosto, due suoi aerei al fine di venderli a Gheddafi: loro al prestigio nazionanle ci tengono noi, invece, mandiamo in onda le comiche.
gino
28 agosto 2009 00:00
Sui giornali stranieri le parole della ex moglie di Berlusconi dal libro "Tenzenza Veronica"
Dieci anni fa l'accordo di vite separate, poi il crac dopo la festa di Casoria
Veronica e il "patto" tradito
"Con Noemi passato il limite"
dal nostro corrispondente ENRICO FRANCESCHINI
LONDRA - Dieci anni fa Silvio Berlusconi e Veronica Lario concordarono privatamente di vivere ciascuno la propria vita dal punto di vista sentimentale, ma con reciproco rispetto in pubblico e trascorrendo insieme del tempo in occasione di festività e altre occasioni familiari. Ma dopo che la primavera scorsa il premier italiano ha partecipato alla festa di compleanno della 18enne Noemi Letizia, sua moglie ha ritenuto che egli avesse "oltrepassato i limiti dell'accordo" e per questo ha chiesto il divorzio.
La rivelazione, ripresa dalla nuova edizione del libro "Tendenza Veronica" di Maria Latella, pubblicato oggi in Italia, è oggetto di titoli e articoli sulla stampa internazionale di stamani, dal Daily Telegraph di Londra all'Express francese, dallo spagnolo La Vanguardia a quotidiani e periodici in Argentina e in Australia.
Berlusconi concordò dieci anni or sono un "open marriage", un matrimonio stile coppia aperta, titola il londinese Telegraph, "ma le sue flagranti scappatelle e i suoi pubbici corteggiamenti di giovani starlette e modelle" fecero sembrare l'accordo a sua moglie come una "presa in giro", afferma l'articolo. Il giornale riporta che Maria Latella, la giornalista autrice del libro, "amica di lunga data" di Veronica Lario, suggerì alla moglie del premier che forse Noemi Letizia era una figlia illegittima di Berlusconi. "La risposta di Veronica fu, 'se fosse davvero la figlia di Silvio, le aprirei le porte di casa, ma so che non lo è'", dice Latella al Telegraph.
Nel libro, secondo quanto riportato dal quotidiano di Londra, Veronica osserva: "Mi sono spesso chiesta negli ultimi due anni quanto tempo ci sarebbe voluto perché Silvio dimenticasse la sua promessa di non imbarazzare me e la sua famiglia. Non mi aspettavo che avrebbe dimenticato così in fretta". Dopo la partecipazione al compleanno di Noemi, Veronica dichiara all'autrice: "Non posso essere la sua (del marito, ndr.) baby sitter e non posso impedirgli di rendersi ridicolo davanti al mondo. Ne ho abbastanza".
Secondo il Telegraph, Maria Latella allude nel libro alla possibilità che anche Veronica Lario possa avere approfittato dell'accordo su un matrimonio in cui ognuno dei coniugi "faceva la sua vita", per avere a sua volta relazioni extraconiugali; ma l'autrice afferma che la speranza di una possibile riconciliazione fra marito e moglie verteva sulla volontà di Berlusconi di passare un periodo in una clinica per "sex addict", ossia per la cura di dipendenze dal sesso.
Interpellata da un altro quotidiano inglese, il Times, Maria Latella commenta tuttavia che per un uomo italiano "una cura per sesso dipendenza è un concetto alieno, quasi uno scherzo, qualcosa di cui può avere bisogno una celebrità americana come Michael Douglas ma non un italiano".
Il Times scrive che il libro traccia due possibili scenari per il futuro. Uno è una riconciliazione fra Silvio e Veronica, verso la quale lo scorso Natale lei fece un passo offrendo al marito di passare "qualche giorno insieme" in una spa in cui lui potesse "rilassarsi" e "prendersi cura della sua salute" - ma la precondizione per una pace sarebbe appunto la clinica per sex addicts. L'altro scenario, più probabile secondo il quotidiano londinese, è un divorzio, con la possibilità che Veronica vada a vivere a Londra, dove un figlio di Berlusconi, Luigi, ha completato un lavoro estivo presso una banca della City e dove Giorgio Valaguzza, il fidanzato di Barbara Berlusconi, lavora come banchiere.
Sia il Guardian di Londra che l'Express di Parigi, sullo stesso tema del libro di Maria Latella, mettono l'accento su un'altra dichiarazione di Veronica: "Le menzogne di Silvio mi hanno costretto a lasciarlo", ultima delle quali fu la sua partecipazione al compleanno di Noemi, quando aveva detto alla moglie che andava a Napoli "per una conferenza".
Sempre sul Guardian, il columnist Alexander Chancellor nota invece che Berlusconi potrebbe avere condotto una vita privata meno avventurosa di quella dei tre fratelli Kennedy, "ma non bisogna sottostimare il ruolo delle mogli nella reputazione dei mariti: mentre Veronica Lario ha dato il via alle accuse secondo cui suo marito è ossessionato da giovani donne, le mogli di John, Bob e Ted Kennedy erano unite nel proteggere qualsiasi rivelazione pubblica sulle loro debolezze".
(27 agosto 2009)
gino
29 agosto 2009 00:00
La decisione di cancellare l'evento, annunciata dalla sala stampa del Vaticano,
sarebbe stata presa dalla curia aquilana: "Meglio dare quei soldi ai terremotati"
Annullata cena tra Berlusconi e Bertone
alla Perdonanza è andato Gianni Letta
L'Osservatore Romano: "No a coinvolgimento in vicende politiche. La penitenza è cosa seria"
Il sottosegretario Gianni Letta incontra il cardinale Tarcisio Bertone all'Aquila
CITTA' DEL VATICANO - Salta la cena, tanto attesa dal premier travolto dalle polemiche sulla sua vita personale, tra Berlusconi e il segretario di Stato vaticano, Tarcisio Bertone. L'incontro era previsto per stasera all'Aquila, a conclusione delle celebrazioni per la Perdonanza. Ma a poche ore dall'appuntamento abruzzese arriva una nota della sala stampa vaticana, nella quale si informa che il presidente del Consiglio, "per evitare strumentalizzazioni" ha deciso di inviare all'Aquila in rappresentanza del governo il sottosegretario alla presidenza Gianni Letta.
Lo stop all'incontro della Perdonanza, che nelle intenzioni del premier avrebbe dovuto essere l'inizio di una ricucitura - con grande risalto mediatico - con la Chiesa, arriva nelle ore più calde dello scontro tra Il Giornale, quotidiano di proprietà berlusconiana, e Avvenire, giornale della Cei. Momenti concitati, con la nota della Santa Sede che giunge poco dopo la netta presa di posizione della stessa Cei in difesa di Dino Boffo.
Un'ora dopo la dichiarazione del Vaticano sulla cena saltata, Berlusconi ha incontrato a Palazzo Grazioli i sottosegretari alla presidenza, Gianni Letta e Paolo Bonaiuti, mentre l'Osservatore romano ha pubblicato in prima pagina una nota per ribadire che la Chiesa non vuole essere coinvolta in vicende politiche contingenti. "Per la Chiesa di oggi - è scritto nell'editoriale - la penitenza è una cosa seria, tanto da non dover venire confusa con polemiche contingenti".
Nel pomeriggio Berlusconi si è dissociato dall'attacco de Il Giornale e all'Aquila il sottosegretario Letta ha avuto un breve colloquio con il cardinale Bertone. Il rappresentante del Governo e il segretario di Stato vaticano si sono incontrati sul piazzale di Collemaggio poco prima della messa, si sono salutati con una stretta di mano e due baci sulle guance e sono quindi entrati in una tenda della Protezione civile dove hanno avuto un colloquio di pochi minuti che dovrebbe avere ricucito lo strappo tra Governo e Chiesa.
"Immagino che Letta oggi avrebbe preferito avere un ruolo di tessitore più che da protagonista", ha commentato da Pesaro il candidato leader del Pd Pier Luigi Bersani. Con riferimento alla diplomazia felpata del sottosegretario che sta aiutando il Governo a superare uno dei periodi forse più difficili nei rapporti con il Vaticano. "Questo è un luogo di preghiera, non di parola", si è trincerato comunque con i cronisti il sottosegretario lasciando la basilica di Collemaggio.
Bertone, dal canto suo, ai cronisti che lo interrogavano sulla rinuncia di Berlusconi a presenziare alla cerimonia, ha preferito rispondere con un'altra domanda: "A me lo chiedete?".
Per assicurare che non c'è alcun "caso politico" ma solo l'ennesima "bolla mediatica" è intervenuto poi il ministro per l'Attuazione del programma Gianfranco Rotondi. Anche lui, assieme alla collega Mara Carfagna, a rappresentare il governo alla celebrazioni aquilane.
(28 agosto 2009)
passavo da queste parti
29 agosto 2009 00:00
Finalmente il cardinale BAGNASCO HA TUONATO CONTRO IL gIORNALE PER AVER SCRITTO DELLE VERITA'.Senza mancare di rispetto al porporato vorrei chiedergli: Fino ad oggi lui era in vacanza alla Bahamas? Come mai non ha mai criticato ciò che veniva scritto su Avvenire? E' proprio vero che a volte il silezio è oro ed il parlare può diventare una comica.
passavo da queste parti
30 agosto 2009 00:00
Quante testate oggi e ieri hanno tuonato contro il Giornale reo di aver reso noto un atto reperibile presso il tribunale di Terni. Un atto ufficiale ove è riportata una condanna,una condanna nei confronti di un moralista, condanna accettata anche con il patteggiamento. Contro il giormnle si è scagliato anche il cardinale Bagnasco ciò non stupisce in quanto la chiesa ha sempre difeso i propri interessi anche se molto spesso se avesse taciuto ne avrebbe guadagnato; ma questa della chiesa è storia vecchia. Oggi si apprende che, da un sondaggio fatto da SKY tg 24 a tutti i telespettatori del canale televisivo, ( Sky non è di Berlusconi e le domande sono state rivolte a caso e non a chi legge il Giornale) che il 65 % degli italiani sta con il Giornale. Solo il 35 % sta con i salottieri da strapazzo, con quelli che condannano a priori, con quelli che fanno castelli su dicerie, su soffiate di persone forse non del tutto cristalline. Sostengo la pena libertà del giornalista ma deve informare su cose vere, su fatti almeno in qualche modo documentabili invece abbiamo assistito ad un acampagna contro Berlusconi non supportata da nessun straccio di prova. Che differenza di informazione Il Giornale si rifà a documenti ufficiali altri, i colti, alle dicerie di portineria.Qui c'è in ballo un documento emesso da un Tribunale e farci dei ricami intorno non è simpatico, direi poco civile ed anche e soprattutto poco maorale. Altro che comiche siamo alla vergogna.