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mizu 25 agosto 2009 00:00
martiri di nassiriya?? annamo bbene...
Umberto46 25 agosto 2009 00:00
Per onorare le vittime di nassirya sarebbe bastata una SERIA inchiesta che appurasse come ha fatto il camion bomba ad esplodere nella base.
http://www.strategiaglobale.com/nassirya_strage_carabinieri_dossier.html
mah 25 agosto 2009 00:00
a parte che i morti di nassirya non sono martiri in quanto non si sono liberamente immolati ma sono stati vittima, inconsapevoli, di un attentato.
non vedo cosa c'entrino i morti di nassirya con la libia.

non bisognerebbe nemmeno andare in usa ed in gb perchè ci hanno bombardato le città provocando tanti morti civili.
Francesco Mangascià 26 agosto 2009 00:00
Non capisci che c'entrano i martiri di Nassirya? allora sei proprio completamente confuso dal 'pensiero unico'..
mah 26 agosto 2009 00:00
non solo non capisco cosa c'entrano, ma contesto la definizione stessa di "martiri".
sono state povere vittime di un attentato, probabilmente evitabile con un po' più di preparazione.

pensiero unico? mi sa che sei proprio fuori di melone, vedendo nemici che non ci sono.
commenta quello che ho scritto io e lascia stare pensieri unici di cui tu sei la vittima.
Francesco Mangascià 26 agosto 2009 00:00
Martiri. Erano lì per lavorare, per riallacciare acqua e corrente.Pure una piccola scuola avevano riattivato. Al San Marco col cavolo che l'hanno martirizzato, Mah, quando non si sa di che si parla è meglio tacere..
Francesco Mangascià 27 agosto 2009 00:00
Gheddfi resta senza tenda

Il sindaco Bloomberg: non gli darò Central Park. Proteste anche in New Jersey dallefamiglie delle vittime morte nell'attentato di Lockerbie
GLAUCO MAGGI NEW YORK
Gheddafi è persona non gradita. Anzi, decisamente da tenere lontana, confinata nelle aree di pertinenza delle Nazioni Unite quando in settembre verrà in America per partecipare all’assemblea generale all’OnuIl dittatore libico, che ha il vezzo snob-beduino di dormire nella sua tenda da deserto con l’aria condizionata quando è in missione all’estero, si dev’essere viziato quando, a Roma, ha ottenuto di fare il campeggio a Villa Pamphili, e a Parigi nei pressi dell'Eliseo. A New York, la sua prima scelta è così stata di bussare al sindaco per avere Central Park, ma Bloomberg non ha neppure accettato di discuterne e ha risposto picche. Il ripiego che è venuto in mente ai funzionari della Missione libica all’Onu è stata allora la tenuta che il governo di Tripoli possiede a Englewood, nel New Jersey, lo Stato che è diviso da Manhattan dall’Hudson River. Gheddafi pensava di fare il pendolare come le migliaia di broker finanziari che dal Garden State vanno ogni mattina a Wall Street o a MidTown. Ma nessuno da queste parti vuole come vicino il broker-sponsor del terrorismo internazionale che qualche giorno fa ha abbracciato vistosamente Ali al-Megrahi, l’attentatore dell’aereo della Pan Am rilasciato dal governo scozzese per motivi umanitari perché sarebbe molto malato. I cittadini di Englewood, 28mila anime tra cui molti ebrei ortodossi e un gruppo di parenti delle 33 famiglie del New Jersey che hanno perso i loro cari tra le 260 vittime dell’atto terroristico sopra Lockerbie, in Scozia, di cui la Libia ha ammesso la responsabilità, si erano accorti da qualche settimana che erano in corso dei lavori di ristrutturazione dell’area acquistata dai libici nel 1983. In disuso da tempo, per accordo tra la municipalità e il dipartimento di Stato la casa poteva essere frequentata solo per attività ricreative dalle famiglie dei funzionari libici all’Onu, chiusa ad attività politiche e vietata espressamente a Gheddafi, ha ricordato il deputato locale Steve Rothmannon. E il sindaco di Englewood, Michael Wildes, ha aggiunto che le spese per garantire la scorta a Gheddafi sarebbero di 20mila dollari al giorno, una beffa «visto che i libici non hanno mai pagato un centesimo di tasse alla città o allo Stato».Appena saputo, dalla rivista Newsweek e non per via ufficiale, che il cantiere era stato aperto per rendere agibile lo spazio esterno per la tenda di Gheddafi, è scattata quindi la protesta dei potenziali vicini, che ha trovato eco nei politici. Il governatore Democratico del New Jersey, Jon Corzine, ha rilasciato un documento in cui si legge che Gheddafi «non è gradito» nello Stato e deve restare a New York durante la sua permanenza americana. Il senatore del New Jersey Frank Lautenberg ha scritto al segretario di Stato Hillary Clinton, investendo il governo del problema: al leader libico non deve essere permessa libertà di movimento oltre il raggio dei sei caseggiati che sono di pertinenza delle Nazioni Unite, sull’East River all’altezza della Quarantesima Strada a Manhattan. «Dati i recenti eventi», ha scritto Lautenberg con riferimento ai festeggiamenti provocatori organizzati da Gheddafi quando il terrorista è sceso dalla scaletta dell’aereo al suo rientro in Libia, accolto da autorità, pubblico e Tv di stato, «credo che l’ingresso del colonnello Gheddafi negli Stati Uniti sia da limitare agli impegni di lavoro all’Onu e che non gli si debba permettere di viaggiare liberamente nel Paese». Il portavoce della Clinton, Ian Kelly, ha garantito che «ovviamente la nostra priorità sono e rimarranno le famiglie delle vittime di questa tragedia», ma la soluzione logistica non è ancora stata trovata.
http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/esteri/200908articoli/46720girata.asp
mah 27 agosto 2009 00:00
da: Francesco Mangascià
data: 26 Agosto 2009
Martiri. Erano lì per lavorare, per riallacciare acqua e corrente.Pure una piccola scuola avevano riattivato. Al San Marco col cavolo che l'hanno martirizzato, Mah, quando non si sa di che si parla è meglio tacere..
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allora proprio non ci intendiamo sul termine martire.
quelli che sono stati uccisi erano in caserma, non stavano allacciando nulla e non hanno fatto missioni eroiche, sono morti per un attentato.
morti sul lavoro come tanti altri. chissà perchè gli altri ce li dimentichiamo.
sul tacere forse dovresti essere tu il primo... e prima di offendere, almeno accendi il cervello e mettilo sull'impostazione "dialogo" invece che su "monologo".
mah 27 agosto 2009 00:00
... quindi ci risiamo: non c'è alcun nesso tra andare a tripoli ed i militari morti a nassirya. il legame c'è solo nel cervello di mangascià che più che etichette non vede.
Miss Kredente 29 agosto 2009 00:00
Ma guarda che combin'azione! Tutti i giorni fanno scoppiare ordigni sugl'italiani in afghanistan e non li bekkano mai! Beccano solo su, inglesi, e kriminali di altre nazionalità...
Sarebbe utile contattate i parenti degli "as soldati" e sapere se i loro frugoletti gli sono tornati a casa un poco "irrigiditi".
Occhio non vede.... giornale non scrive... cuore di euro non duole...!
La Vie En Rose 29 agosto 2009 00:00
Ma quali martiti!
Morti sul lavoro al maximo!
Qualche volta è la natura del caso che ti fa okkio x okkio, dente perdente!
Certi come pinochet sfuggono alla "giustizia", altri invece... pagano!
E a chi tocca... non s'ingrugna!
C'est la vie... en rose!
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