scocciato
27 agosto 2009 00:00
Andare contro la pubblicità risultato di enormi interessi, è pura follia, un buco nell'acqua. Talvolta l'authority interviene, ma solo se la pubblicità è ingannevole o se c'è danno per il consumatore, ma raramente per altri motivi. Del resto la pubblicità che induce comportamenti violenti o pericolosi o diseducativi è ben poca cosa rispetto a tante altre trasmissioni, fiction, cartoni, ecc. che vengono guardate normalmente anche da bambini. Per esempio i voli dai canyon di vilcoyote, o le sparate e scoppi di gatto silvestro, le vecchie comiche con salti o botte pericolose di stannlio e ollio, e chi più ne ha più ne metta, senza volerci mettere i film di guerra e di violenza, spari e assassinii, terminator vari, rambi ecc. che i giovani guardano ormai considerandoli una normalità.
Ma che dire della pubblicità (sempre quando vai a tavola) di attrezzature per contenere la maleodorane fuoruscita di piscio, i tamponi vaginali, le polverine per stasare i pozzi neri, le dentiere che ballano, le creme da spalmarsi sulla vagina per evitare di contaminare, infettare e di puzzare troppo, le urla o le voci chioccie e deficienti di certi spot, le automobili a cui fanno fare acrobazie senza apparenti conseguenze, ma invidiate ed emulate catastroficamente da poveri deficienti guidatori, programmi che ti inducono a bere, ubriacarti, esaltando subliminalmente prodotti potenzialmente dannosi, insomma, l'osservazione di Marika è giusta, ma contro le lobbies del commercio e della pubblicità, è difficile.
Io ho scritto a volte, direttamente alle società committenti. In un caso ho avuto l'impressione che avessero recepito, smettendo la pubblicità, ma era un'illusione; ne hanno prodotta un'altra peggio della prima.
Comunque si sente poca gente lamentarsi della pubblicità. Ormai è data come un fenomeno inarginabile a cui nessuno fa più caso, come i morti e i feriti delle strade o sugli sballi dei giovani cretini.
IVAN
27 agosto 2009 00:00
Marika, capisco ciò che intendi dire, tuttavia nella scelta del tuo "bersaglio" c'è un errore di METODO:
ovvero, il considerare la "pubblicità" come ISOLATA dal resto della programmazione televisiva.
Come ha scritto "Scocciato", è del tutto inutile censurare la pubblicità di uno che salta da un palazzo...se poi subito dopo i bambini vedono la STESSA scena in un telefilm, o in un cartone animato, o in un TG (vederti salire disinvoltamente una scaletta a pioli per loro è altrettanto potenzialmente <i>pericoloso</i>, se di base non possiedono una autonoma capacità di DISCERNIMENTO).
Allora la soluzione non sta nel richiedere di abolire certe scene in sè, e neanche nel differenziare una pubblicità da una fiction...bensì sta nel <b>dotare un infante di un SENSO CRITICO alla portata della sua età</b>.
Questo è possibile: <b>i bambini sono solo INESPERTI, mica deficienti</b>.
Essi sono perfettamente in grado di comprendere i RISCHI di "emulare" le situazioni a cui assistono;
si tratta solo di avere pazienza e saper cogliere il "linguaggio" appropriato (variabile per età, istruzione, temperamento, ecc) per farglielo comprendere.
Dopo di che, vedere uno che "salta da un palazzo" senza farsi nulla non gli stimolerebbe alcun senso di emulazione; neppure - per assurdo - se tu li mettessi a sedere sul davanzale.
Uno di passaggio
27 agosto 2009 00:00
@ scocciato:
"...Talvolta l'authority interviene, ma solo se la pubblicità è ingannevole e se c'è danno al consumatore, MA RARAMENTE PER ALTRI MOTIVI."
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Vaglielo a ricordare al buon Rocco Siffredi con riferimento alle sue 2 prime pubblicità sulle "patatine"...poi vediamo cosa ti risponde...
scocciato
28 agosto 2009 00:00
Appunto, "Uno di passaggio" lì ci si è coalizzati demagogicamente per ammiccamenti da barzelletta, come si fa in tante trasmissioni non spot con satira politica, sessuale, eppure tutto passa senza danno. A chi dava fastidio la patata, ai produttori di altre patatine, o ai genitori bacchettoni, che accompagnano i loro figli e li tengono per manina davanti al tv spegnendo e accendendo ogni volta? Ma quanti ce ne saranno di codesti genitori perditempo? Questi pargoli, appena possono, guardano e ascoltano ben altro, tra tv e internet che una semplice allusione alla "patatina" neppure tanto volgare! Guardano robe che le authority manco si sognano di analizzare.
"Raramente per altri motivi" dicevo e questo è uno dei rari e, visto ciò che trasmette il comparto pubblicità, pure vietato con un accanimento inconsueto. Per uno dei nostri giovani (che sanno tutto e di più) a tre anni, pensi che una siffatta pubblicità dia turbamenti? E quello, invece, annosissimo della morosita(se ben ricordo) in cui si scioglieva il gonnellino tirando il filo impigliato tipo Arianna, mostrando il bellissimo culo della modella fino al taglio delle chiappe? Mi sembra che sia durato anni, ma chi si è turbato? Al massimo qualche bavoso settantenne che non la mastica più e che, adesso, e per invidia, denuncerebbe.
Uno di passaggio
28 agosto 2009 00:00
@ Scocciato
Tra poco, aspettiamoci molto di peggio da chi controlla "veramente" la pubblicità e l'informazione (chiaramente non sto riferendomi al berlusca); ho da poco letto il thread (lunghissimo) di Doctor "Tecnologie per il controllo delle masse..."
scocciato
29 agosto 2009 00:00
Farraginoso, mi ricoda Jeremy Rifkin. Non ce n'è una che vada bene in questo mondo catastrofico.
IVAN
29 agosto 2009 00:00
(da Scocciato:)
"<i>E quello della <b>morosita</b> (se ben ricordo) in cui si scioglieva il gonnellino tirando il filo impigliato, mostrando il bellissimo culo della modella fino al taglio delle chiappe?</i>"
<hr>
AHIAHIAHI, SCOCCIATO...LEI MI E'CADUTO SULL'UCCELLO!
Era la pubblicità del MARTINI, con Charlize Theron.
Comunque il biasimo a quella reclame non va tanto per l'aver mostrato il fondoschiena della Theron (e ci mancherebbe!), quanto per aver comunicato il messaggio che puoi fare tranquillamente il galletto con la gnocca di un mafioso senza che ti succeda niente.
Voglio proprio vedere quel tizio, mentre affonda nel porto di Cefalù con un paio di scarpe di cemento, che pensa:
"Uhm...Che strano...Quando a 7 anni avevo visto quella pubblicità, le cose erano andate un po' diversamente...Non sarà mica che mi hanno fregato?..."
silvilox
29 agosto 2009 00:00
ma se l'authority interviene solo per la pubblicità ingannevole cosa ne dite di quella di "Mc Donald" che pubblicizza dei panini inesistenti...
scocciato
29 agosto 2009 00:00
Ehehehe, forse, anzi senz'altro, hai ragione sul culetto . Per la Morosita che spot c'era allora? Io non sono mai stato un acuto e memore osservatore della pubblicità, tant'è che anche adesso la disdegno e non vedo mai la fine di uno spot..perchè il ditino lavora molto velocemente; ecco perchè faccio pessime figure, ma su questo proprio non ci faccio pianti, neppure greci.
Quella dell'uccello di Mike è buona, io ero già grandicello. Ma allora fu scandalo, ed è diventata famosa dopo. Un po come quella dell'Amico degli animali che disse, più o meno:" Andalù, fai vedere(o mostra) l'uccello alla signora" ma trattavasi effettivamente di un vero volatile pennuto in tema con la trasmissione. E anche questa suscitò scandalo e non saltò fuori che dopo molti anni allorchè i costumi piano piano si liberalizzarono. Veramente attento, IVAN, complimenti; d'altronde dopo che è passato tanto tempo mi ero tutelato con un "se ben ricordo" conscio di averla compulsata non troppo attentamente, ma quel latoB(come adesso lo chiamano) faceva passare in secondo piano il messaggio, almeno per me.
IVAN
30 agosto 2009 00:00
<i><b>"BRUCIA, STREGA, BRUCIA!"</b></i>
(La causa dei mali del mondo? Vil Coyote, ovviamente...)
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(da Scocciato:) «<i>...io ero già grandicello, ma allora fu scandalo...</i>»
Beh, allora ricorderai anche l'insurrezione delle "mamme-antimanga" (1979, mi pare) contro i cartoni giapponesi, colpevoli - secondo loro - di istigare comportamenti violenti nei pargoli.
Di fondo, non è molto differente che protestare contro una pubblicità un po' "bizzarra" (sempre di "messaggio educativamente ambiguo" si tratta, insomma).
I tempi e i cambiamenti culturali hanno poi dimostrato che era una risibile <i>caccia alle streghe</i>, come probabilmente lo sarebbe ora attaccarsi alle "patatine" sgranocchiate da Siffredi o alla "pubblicità assassina" del topic.
Per tanto così, riterrei più deleterio il <i>messaggio</i> dato dalla presenza di un Vespa in TV ("per avere successo, devi vendere la tua dignità e strisciare davanti ai potenti"), ma anche questa sarebbe una crociata ridicola.
Ognuno di noi è responsabile della scelta dei propri "modelli"; l'età non è una scusante.
<b>Se un bimbo è vulnerabile, allora i suoi tutori devono preoccuparsi di <u>rinforzare le sue autodifese</u>, e non di evitare che venga "attacato"</b>, di volta in volta e all'infinito, da Goldrake, da Vespa o dalla carta igienica Fox.
Sic et simpliciter.
(Certo che se sono i tutori stessi i primi a non averle, queste autodifese, per forza che li vedremo protestare contro il terribile e violento "diseducatore" Vil Coyote...)
<hr>
(da Scocciato:) «<i>Veramente attento, Ivan (---) Per la Morosita che spot c'era allora?</i>»
Macchè attenzione, è solo reminiscenza meccanica (pensa te; una parte del mio cervello è occupata dal ricordare quella pubblicità del Martini...Ma chi la vuole ricordare? Magari sono proprio quei 27 bytes di memoria occupata, che mi impediscono di raggiungere l'Illuminazione. Almeno qualcuno mi pagasse, per ricordarmela...)
Già che ci sono, continuo a farmi del male:
Mi ricordo che nella pubblicità delle MOROSITAS c'era una cavallona di colore, pants rosa attillatissimi, che sculettava tutta giuliva pappandosi il suddetto bon-bon.
Lo spot chiudeva con un primissimo piano del "lato B" della tipa; probabilmente è questo che te l'ha fatto associare all'altra pubblicità del Martini ('u culu è sempre 'u culu).
Bene, ora che ho rimosso i tuoi traumi d'infanzia, parliamo un po' di soldi? No, eh? Te pareva...
scocciato
31 agosto 2009 00:00
Buono o cattivo che sia, escluso quindi lo scopo professionale, il frutto della propria mente deve essere messo gratuitamente a disposizione di tutti, quasi come patrimonio dell'Umanità. Anche sul web la tendenza è e deve essere quella di non fare pagare nulla, ovviamente salvi gli acquisti.
Per il problema "immunologico" circa le spinte esterne aggressive della pubblicità sui giovani(ma anche sui meno giovani) non sono interamente d'accordo con IVAN sul riversare completamednte le responsabilità su chi ne ha patria potestà, tutela, ecc. I figli ed i giovani in generale hanno la smania del distacco dall'ombelico genitoriale, prima è e meglio è. L'impegno e la volontà dei responsabili (spesso anche e solo i nonni, quando vi siano) sovente non bastano a mitigare le spinte quasi maniaco-compulsive(un tempo erano stroncate sul nascere, quand'anche vi fossero) ricevute dal mondo esterno, pubblicità compresa, e non esclusiva.
I figli giovani delle generazioni che adesso hanno 20-30-40 anni sono già "tarati" dalla educazione spesso libertaria ed accondiscendente ricevuta e per tanti motivi: figli riempiti di regalie quotidiane, di elargizioni in danaro mai sufficienti, abitudine all'arroganza e al permissivismo, facilitazione al turpiloquio, capricci ricondotti alla loro bonaria soddisfazione ad ogni costo affinchè il pargolo o anche meno pargolo non abbia ad aversene a male e abbia ad odiare maggiormente i genitori cerberi, peraltro in perenne difesa protratta del figlio, ad esempio, di fronte alle riprese degli insegnanti a scuola con minacce di denuncie, soddisfazione di ogni desiderio che diviene un ordine, sottomissione a ricatti di ogni genere, ecc.
Tutto ciò si può ricondurre ad una sorta di concetto economico che suggerisce come la rarità generi preziosità, valore, ricchezza; ecco che il sempre più unico figlio(rarità rispetto all'abbondanza dei 5-10 e più figli di nemmeno tanto tempo fa) sia portato su un piatto d'argento, messo al riparo da ogni turbamento, quasi trattato da principino e ciò, a sua volta, produce in esso vizio, arroganza, senso di impunità nella consapevolezza di essere il dio della famiglia nell'ambito della quale basta un ordine per aver tutti ai propri servigi; se così non fosse, cominciano i guai.
Di quì la mia convinzione che il processo di responsabilizzazione dei genitori proceda sempre più in maniera inversa rispetto a quello del progressivo aumento di irresponsabilizzazione dei più giovani.
Del resto, la realtà di ogni giorno lo prova.
IVAN
01 settembre 2009 00:00
(da Scocciato):
«<i>Non sono interamente d'accordo con IVAN sul riversare <b>completamente</b> le responsabilità su chi ha la tutela dei bambini (---)</i>»
<hr>
Ma infatti non ho mai inteso usare il termine "completamente".
Pubblicitari e palinsestisti TV le loro responsabilità ce le hanno ECCOME, e senza nessuna <i>scusante</i>.
Malgrado ciò, dobbiamo essere REALISTI: alla faccia dell'idealistico "<i>le cose dovrebbero essere così</i>", i pubblicitari e i palinsestisti TV non faranno MAI retromarcia dall'attaccare gli individui più vulnerabili (cioè i pargoletti, che non posseggono ancora un FILTRO CRITICO ai loro messaggi).
Allora, visto che non è possibile - materialmente - bloccare TUTTI i messaggi diseducativi provenienti <i>dall'esterno</i> (non c'è solo la TV, eh), quella di difendersi <i>in proprio</i> diventa una soluzione OBBLIGATA.
Tutto qui.
Per il resto del tuo post, citerei una battuta (ma neanche tanto) dai <i>Simpson</i>:
«Io penso che i giovani siano il futuro. A meno che non li fermiamo in tempo.»
scocciato
01 settembre 2009 00:00
a IVAN
Non ho asserito che TU abbia detto o usato il termine-avverbio "completamente" nel tuo del 30 scorso.
Sono io che l'ho usato per specificare che la mia opinione non è "del tutto" o "interamente" in accordo col tuo ragionamento che, scritto in "grassetto" con alcune sottolineature e quindi inducente a considerarne rafforzato il significato rendendolo massimalistico, ne ha -di fatto- ricondotto ed indirizzato il concetto propositivo di una drastica azione mirata e non equivoca di quelli che chiami tutori (..devono preoccuparsi di rinforzare le sue autodifese..) a proporlo quasi come un imperativo assoluto. Questa la spiegazione di quanto da me percepito.
Per il problema giovani e loro comportamenti, penso che ci sia veramente da porsi serie preoccupazioni e co nseguente necessità di interventi, non solamente a base di sciocchi slogan ministeriali o libretti di fumetti o frasi rivolte all'abbandono fatalistico ed all'ineluttabile.
IVAN
01 settembre 2009 00:00
Ma sì, Scocciato, stiamo dicendo più o meno la stessa cosa usando parole differenti.
Preciso solo che il <i>preoccuparsi di rinforzare le autodifese dei bimbi da parte dei loro tutori</i> non SAREBBE (sulla carta) un "imperativo assoluto", ma lo DIVENTA - spontamente - nel momento in cui analizziamo con obiettività lo stato di cose per quelle che SONO e non per quelle che "dovrebbero essere" in un mondo giusto e perfetto.
That is.