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fidati solo dei nemici 29 agosto 2009 00:00
Silvio Berlusconi ha vissuto ieri una delle giornate più nere della sua vita politica (e non). La cosiddetta opposizione naturalmente non c'entra nulla: il Pd è troppo impegnato a farsi le pippe sulle primarie e il congresso, nonché a inseguire la Carfagna dopo la ferale notizia che la ministra delle Troppe Opportunità diserterà il Democratic Party di Genova, per pensare di opporsi.

No, il venerdì nero di Al Pappone è tutto interno al suo mondo. E' in casa sua che si annidano ormai da mesi i più temibili oppositori. La sua signora, la sua diciottenne preferita (con famiglia al seguito), la sua escort ufficiale, il suo presidente della Camera che si dissocia su tutto, il senatore Guzzanti che svela ogni particolare della Mignottocrazia arcoriana, l'amico Bossi che ne combina una al giorno e ora perfino l'amico Putin che s'è sfilato all'ultimo momento dalla festa di Gheddafi lasciando Silvio solo col beduino e le frecce tricolori.

Come se non bastasse, ora si son messi a remare contro anche l'on. prof. avv. Niccolò Ghedini, in arte Mavalà, e il megadirettore galattico de Il Giornale, Littorio Feltri (che pare gli costi quanto Ronaldinho). L'Avvocato Mavalà ha avuto la splendida idea, finora inedita, di querelare dieci domande, chiedendo a Repubblica 1 milione di euro (figurarsi quanto chiederebbe per le risposte) e, per soprammercato, minaccia di trascinare in tribunale anche i giornali e i tg stranieri stranieri - alcune centinaia in tutto, dalla Turchia all'Australia, dal Canada alla Terra del Fuoco - che han parlato di Puttanopoli.


dida padellaro travaglio
Si salvano, per ovvi motivi, tutti i telegiornali e la gran parte dei giornali italiani. Così le famose dieci domande, che stavano diventando un tantino stucchevoli, e il sexy scandalo, che iniziava a denunciare l'usura del tempo, riprendono improvvisamente vigore e ricominciano a circolare su tutta la stampa mondiale, come nuovi. Un capolavoro.

Perfettamente sincronizzato con Mavalà, Littorio Feltri si dedica quotidianamente a rovinare i rapporti del suo padrone con tutti i poteri forti che ancora non gli appartengono: non solo quelli tradizionalmente ostili, come l'ingegner De Benedetti e il suo gruppo, ma anche quelli benevolmente neutrali o decisamente favorevoli. Prima la famiglia Agnelli-Fiat, poi i fratelli Moratti (compreso Gianmarco, il marito di Letizia), infine il Vaticano.


BEATRICE BORROMEO E MARCO TRAVAGLIO - copyright Pizzi
Geniale anche la scelta dei tempi: Il Giornale spara in prima pagina un vecchio patteggiamento di Dino Boffo, direttore di Avvenire, per aver molestato la fidanzata del suo ex fidanzato, proprio nel giorno della Perdonanza abruzzese, cioè dell'annunciata cenetta a lume di candela fra Al Pappone a il cardinal Bertone.

Cenetta subito annullata, con scomunica incorporata dal cardinal Bagnasco e sdegno del mondo cattolico. Altro che Perdonanza. Ora manca soltanto un editoriale feltriano che dà del pedofilo a Putin e un'inchiesta su Ratzinger che non paga le multe della Papamobile per eccesso di velocità, magari affidato a un condannato a caso fra Betulla Farina e Geronimo Pomicino, per completare l'opera.

Nel ringraziare i compagni terzinternazionalisti Mavalà e Littorio per il generoso e infaticabile tributo offerto all'antiberlusconismo, mi si consenta un appello al Cainano: Silvio, dai retta, licenzia i servi infidi. E fìdati soltanto di noi del Fatto Quotidiano. Anche noi, sia chiaro, vogliamo mandarti a casa, anzi possibilmente al fresco. Ma almeno lo sai già: te lo diciamo da sempre, con franchezza, senza tramare alle tue spalle. E non ti costiamo un euro. Dai falsi amici ti guardi Iddio. E ricordati dei nemici veri che, in fondo in fondo, ti hanno sempre voluto bene.
fidati solo dei nemici 29 agosto 2009 00:00
Silvio Berlusconi ha vissuto ieri una delle giornate più nere della sua vita politica (e non). La cosiddetta opposizione naturalmente non c'entra nulla: il Pd è troppo impegnato a farsi le pippe sulle primarie e il congresso, nonché a inseguire la Carfagna dopo la ferale notizia che la ministra delle Troppe Opportunità diserterà il Democratic Party di Genova, per pensare di opporsi.

No, il venerdì nero di Al Pappone è tutto interno al suo mondo. E' in casa sua che si annidano ormai da mesi i più temibili oppositori. La sua signora, la sua diciottenne preferita (con famiglia al seguito), la sua escort ufficiale, il suo presidente della Camera che si dissocia su tutto, il senatore Guzzanti che svela ogni particolare della Mignottocrazia arcoriana, l'amico Bossi che ne combina una al giorno e ora perfino l'amico Putin che s'è sfilato all'ultimo momento dalla festa di Gheddafi lasciando Silvio solo col beduino e le frecce tricolori.

Come se non bastasse, ora si son messi a remare contro anche l'on. prof. avv. Niccolò Ghedini, in arte Mavalà, e il megadirettore galattico de Il Giornale, Littorio Feltri (che pare gli costi quanto Ronaldinho). L'Avvocato Mavalà ha avuto la splendida idea, finora inedita, di querelare dieci domande, chiedendo a Repubblica 1 milione di euro (figurarsi quanto chiederebbe per le risposte) e, per soprammercato, minaccia di trascinare in tribunale anche i giornali e i tg stranieri stranieri - alcune centinaia in tutto, dalla Turchia all'Australia, dal Canada alla Terra del Fuoco - che han parlato di Puttanopoli.


dida padellaro travaglio
Si salvano, per ovvi motivi, tutti i telegiornali e la gran parte dei giornali italiani. Così le famose dieci domande, che stavano diventando un tantino stucchevoli, e il sexy scandalo, che iniziava a denunciare l'usura del tempo, riprendono improvvisamente vigore e ricominciano a circolare su tutta la stampa mondiale, come nuovi. Un capolavoro.

Perfettamente sincronizzato con Mavalà, Littorio Feltri si dedica quotidianamente a rovinare i rapporti del suo padrone con tutti i poteri forti che ancora non gli appartengono: non solo quelli tradizionalmente ostili, come l'ingegner De Benedetti e il suo gruppo, ma anche quelli benevolmente neutrali o decisamente favorevoli. Prima la famiglia Agnelli-Fiat, poi i fratelli Moratti (compreso Gianmarco, il marito di Letizia), infine il Vaticano.


BEATRICE BORROMEO E MARCO TRAVAGLIO - copyright Pizzi
Geniale anche la scelta dei tempi: Il Giornale spara in prima pagina un vecchio patteggiamento di Dino Boffo, direttore di Avvenire, per aver molestato la fidanzata del suo ex fidanzato, proprio nel giorno della Perdonanza abruzzese, cioè dell'annunciata cenetta a lume di candela fra Al Pappone a il cardinal Bertone.

Cenetta subito annullata, con scomunica incorporata dal cardinal Bagnasco e sdegno del mondo cattolico. Altro che Perdonanza. Ora manca soltanto un editoriale feltriano che dà del pedofilo a Putin e un'inchiesta su Ratzinger che non paga le multe della Papamobile per eccesso di velocità, magari affidato a un condannato a caso fra Betulla Farina e Geronimo Pomicino, per completare l'opera.

Nel ringraziare i compagni terzinternazionalisti Mavalà e Littorio per il generoso e infaticabile tributo offerto all'antiberlusconismo, mi si consenta un appello al Cainano: Silvio, dai retta, licenzia i servi infidi. E fìdati soltanto di noi del Fatto Quotidiano. Anche noi, sia chiaro, vogliamo mandarti a casa, anzi possibilmente al fresco. Ma almeno lo sai già: te lo diciamo da sempre, con franchezza, senza tramare alle tue spalle. E non ti costiamo un euro. Dai falsi amici ti guardi Iddio. E ricordati dei nemici veri che, in fondo in fondo, ti hanno sempre voluto bene.
mah 30 agosto 2009 00:00
perchè è inammissibile rivolgersi alla magistratura se ci si sente diffamati?
la vostra è allora una visione dittatoriale, che contro qualcuno si può fare tutto impunemente.
la libertà di diffamare non è prevista nel nostro ordinamento.

domande idiote sul gossip sarebbero manifestazioni di opposizione? opposizione di cosa poi, visto che repubblica è un giornale e non un organo politico?

non è che tutto ciò che va contro berlusconi è buono e giusto a prescindere?

curioso poi che il gossip vada bene solo quando va in una certa direzione. anzi, da una parte gossip lecito, dall'altra vicende giudiziare che invece vanno nascoste.
secondo me qualcuno ha la faccia come il culo.

chi vive di odio ed invidia non vincerà mai, sarà un perdente a vita.
il pd ancora non l'ha capita, chissà se l'hanno capita tutti i sostenitori del gossip nato solo per distruggere.
@ mah 30 agosto 2009 00:00

la tua analisi è così sciocca che non merita una risposta.

c'e' una indignazione su tutta la stampa del mondo sia conservatore che progressita ... e questo lobotomizzato di mah pensa che sia un problema del pd

vatti a leggere le 11 domande sulla mafia che la lega ha fatto al premier prima di comprarsi anche lui

venduto e probabilmente cornuto che non sei altro
Lavinia 30 agosto 2009 00:00
mah, io credo che l'opposizione non abbia sempre ragione, ma sia sempre lecita. Non si può far dire ai giornali solo quello che ci piace, non si può leggere solo quello che ci fa comodo.
Poi, diciamolo, non sono io che nel 2001(mi pare fosse il 2001, ancora non votavo e non ricordo esattamente le date) ho mandato nelle case degli italiani un bel fascicoletto a colori con le foto della mia famiglia sorridente. Se metti il tuo privato in piazza devi lasciarcelo, non lanciare il sasso e poi nascondere la mano...Se tu hai voluto mettere in piazza i tuoi affari privati, fare foto con la bella moglie sorridente, coi figli vestiti a festa, non puoi sentirti offeso se i giornali si interessano della tua vita privata. (e comunque, visto che a quanto pare qui in italia ci pace confrontarci con gli altri paesi, per una cosa del genere in america il buon B. sarebbe già sotto impeachment....basti pensare a clinton)
Non è che tutto quello che dicono contro berlusconi sia giusto a prescindere, ma ora dimmi, il premier ha intenzione di sobbarcarsi una crociata contro i giornali di tutto il mondo? The Times, The daily telegraph, Sueddeutsche Zeitung, le figaro, el pais etc etc etc? Oppure dopo aver perso un bel processo in tre gradi contro l'Economist forse ha imparato la lezione?(sentenza dell'anno scorso riferita all'articolo "why is b. unfit to lead italy")
Il punto è: non ci si può arrabbiare coi giornali se dicono cose che non ci vanno. Quelle di repubblica cosa erano? domande. NA questo punto mi viene da pensare che quelle domande abbiano colto nel segno, se non si è limitato ad ignorare la cosa.
Quello che è triste è che B. si stia giocando la carriera politica per una faccenda di scopate. Cioè, tra tutte le porcate che ha fatto(legge sul falso in bilancio, lodo alfano, le miriadi di processi finiti in prescrizione, lo stalliere siciliano)quella che gli sta costando di più è proprio quella di essere andato con un paio di escort. Questo mi sfiducia. Siamo proprio alla frutta, ragazzi.
Grazie Graziella 30 agosto 2009 00:00
per fidati solo dei nemici
Stupendohhhhhhhhh!
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