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Sophia 16 ottobre 2009 09:40
Visto che per mettere insieme e fornirvi un po' di dati aggiornati ho bisogno di un po' tempo che in questo momento non ho ....
comincerei, se non avete niente in contrario, con introdurre l'argomento lasciando parlare direttamente il Presidente di un Istituto Universitario Europeo sull'Energia che insegna all'Università Cattolica di Milano*
* sconsiglio agli eventuali studenti furbi in ascolto di copiare e incollare perchè tanto i docenti fanno spesso controlli e scoprono chi spaccia per farina del proprio sacco ciò che è invece farina di sacco altrui
Energia e Ambiente
Nella manualistica economica la salvaguardia dell’ambiente sorge da un problema che ha una collocazione precisa e collaudata: si tratta del caso più chiaro e citato di esternalità. L’attività di produzione e consumo genera spesso effetti negativi sull’ambiente, siano essi di esaurimento di risorse scarse come in molte regioni l’acqua, o di inquinamento dell’ambiente per la produzione di rifiuti o l’inquinamento delle acque o dell’aria. In tutti questi casi l’attività di produzione e di consumo danneggia soggetti che non sono altrimenti coinvolti in essa, e quindi non sono in grado di ottenere compensazione non essendovi, e non essendo facile stipulare, un contratto entro cui collocarla.
Una volta che la compensazione venga imposta le conseguenze non sono solo monetarie. Colui che genera un effetto negativo esterno includerà la compensazione nei suoi costi e forse troverà il modo di non pagarla o di attenuarla riducendo la produzione (o il consumo) o cambiando tecnica. Su questa base si giustificano, ad esempio, le tasse ambientali.
Le difficoltà ad applicare misure che facciano gravare i costi esterni su chi li provoca sono anch’esse abbastanza note, studiate e discusse nella manualistica. Vi è un problema distributivo: se l’esternalità deriva dal consumo di un bene di prima necessità, un aumento del costo incide proporzionalmente di più sui poveri che sui ricchi. Vi è un problema della competitività: caricando sul costo di produzione il costo esterno si rischia di mettere l’impresa fuori mercato, specie se i suoi concorrenti non soffrono dello stesso aggravio vuoi perché non generano l’effetto esterno essendo più favorevolmente localizzati, vuoi perché protetti da una politica meno sensibile all’ambiente. Vi è infine un serio problema di incertezza circa la valutazione dell’effetto esterno e le elasticità delle funzioni economiche implicate, cosicché la politica di correzione deve andare per tentativi rischiando sempre di essere troppo onerosa o non efficace.
Oggi vorrei brevemente affrontare il quesito se l’energia ci ponga problemi specifici e diversi da quelli che riscontriamo in generale nell’esaminare l’impatto ambientale dell’attività di produzione e consumo.
continua ...
Lucio Musto 16 ottobre 2009 10:07
Mi sa che il Professore, oltre allo sfoggiare il linguaggio accademico e cattedratico da conferenza universitaria, non abbia detto assolutamente nulla che non sia evidente a qualunque portiere che porta fuori i bidoni della spazzatura.
L'unica informazione che ha fornito, invece, benché sia ovvia non ha nemmeno tentato di motivarla (perché ovvia, o per non degnarsi?...) lo farò io al suo posto.
"Vi è un problema distributivo: se l’esternalità deriva dal consumo di un bene di prima necessità, un aumento del costo incide proporzionalmente di più sui poveri che sui ricchi."
Significa solo che certe cose (per es lo sciacquone del gabinetto) lo usano nella stessa misura sia i ricchi che i poveri.
Il costo di quell'acqua (uguale per tutti) pesa più sulla paga dell'operaio che guadagna poco che su quella del suo dirigente.
Ma vedo che la conferenza continua; dopo ci sarà la concretezza, immagino.
Grazie Sophia
Lucio Musto
Sophia 16 ottobre 2009 10:13
Sì, continua. Quello era solo il cappello introduttivo.
Come dicevo, oggi non ho il tempo per mettere insieme io qualche dato ch eci possa aiutare per fare due ragionamenti nostri. Spero non vi dispiaccia troppo se in attesa vi lascio questo articolo per parti. Va inteso come spunto per discussioni ed eventuali critiche.
Se però vi annoia basta che me lo dite e lascio perdere.
seconda parte:
Energia e ambiente, problema a due livelli
La risposta è mista perché il problema ambientale ha una dimensione locale ed una globale. Le difficoltà sono molto diverse, maggiori al livello globale.
Non che il rapporto tra energia e ambiente a livello locale sia facile da risolvere: è solo relativamente facile da definire, non pone grandi difficoltà concettuali ma solo grandi difficoltà pratiche. Rientrano qui gli spinosi problemi del trasporto locale, ove i due effetti esterni negativi della congestione e dell’inquinamento atmosferico si sommano, imponendo radicali cambiamenti della dotazione di infrastrutture, della fornitura di servizi, della determinazione dei prezzi relativi, dell’organizzazione delle imprese, delle abitudini personali.
Vorrei dedicare invece il breve tempo di questa conversazione all’esame dei problemi che si pongono a livello globale. Quindi, ad esempio, non l’emissione di anidride solforosa o di polveri sottili, bensì quella di anidride carbonica che è del tutto innocua localmente ma che contribuisce all’effetto serra nel complesso dell’atmosfera. Non l’esaurimento delle risorse idriche, che è serio in alcune aree del nostro paese e drammatico in diverse regioni del mondo ma che deve essere risolto a livello di bacino idrico o di regione, bensì il possibile esaurimento delle fonti di energia su cui tutto il mondo fa affidamento e che costituiscono un unico mercato mondiale. Si tratta di problemi che o si risolvono, e la soluzione va a beneficio di tutti, o la crisi colpisce tutti. In gergo economico, passiamo da un problema di esternalità a un problema di bene pubblico.
Mentre l’impatto dell’industrializzazione sull’ambiente locale è stato evidente già per due secoli, il tema del rapporto tra energia e ambiente a livello globale è relativamente recente, essendo stato imposto all’attenzione generale solo all’inizio degli anni Settanta, dapprima adopera di alcuni studi (in questa città dobbiamo ricordare il Rapporto del Club di Roma: Meadows et al., 1972) e appena dopo ad opera della crisi petrolifera acutizzata e resa evidente, anche se non creata, dal conflitto arabo-israeliano del 1973. In questi 35 anni il problema è emerso con crescente chiarezza ed è stato meglio conosciuto sia pure attraverso controversie e polemiche; le misure per affrontarlo sono state lungamente discusse e almeno in piccola parte adottate, con risultati ancora modesti ma con il merito di aver posto in essere un esercizio di coordinamento internazionale senza precedenti.
Siamo oggi giunti al punto in cui le scelte davanti a noi sono molto più chiare che mai nel passato. Esse presentano un grado di difficoltà straordinario, cosicché molti autorevoli studiosi ritengono che siamo davanti ad un bivio storico.
continua .....
Sophia 16 ottobre 2009 10:33
vi copio la terza e ultima parte introduttiva per oggi.
Il problema delle risorse finite
Ci troviamo di fronte a un problema di esaurimento delle fonti e di impatto destabilizzante della combustione sul clima proprio ora che abbiamo costruito un intero modello di attività economica e di vita basato su di un consumo enorme di energia e in particolare sulla combustione. Non ho detto caratterizzato”, ho detto “basato”: nonostante le interessanti utopie che vengono ogni tanto avanzate, ci è difficile persino immaginare una vita senza un’abbondante offerta di energia, e oggi concretamente non disponiamo di alternative adeguate all’energia prodotta mediante la combustione di risorse fossili. Lo sviluppo economico in atto determina inesorabilmente un aumento della domanda globale di energia anche se compiamo sforzi per limitare la nostra.
Il problema è stato posto dapprima in termini di esaurimento delle risorse. All’inizio degli anni Settanta fu avanzata la previsione che il petrolio e altre risorse naturali necessarie all’economia si sarebbero esaurite nei primi decenni del nuovo millennio.
La previsione è stata smentita, soprattutto per il ritrovamento di nuovi giacimenti: per una trentina di anni le riserve di petrolio sono aumentate, essendo le scoperte superiori al consumo.
La quantità di risorse note e sfruttabili dipende dal livello dei prezzi. Risorse costose da sfruttare come i giacimenti di petrolio a grandi profondità o gli scisti bituminosi da cui si può estrarre petrolio sono conteggiate se il prezzo di riferimento è superiore ad un certo livello, poniamo 50 dollari al barile, altrimenti è come se non esistessero.
La stessa velocità dei ritrovamenti è correlata al prezzo. Per una ventina d’anni il prezzo del petrolio è rimasto al disotto dei 30 $/bbl con punte minime attorno agli 11 $/bbl. L’attività di ricerca e prospezione è rallentata, progetti in corso sono stati abbandonati e ciò ha concorso a determinare la scarsità di offerta a fronte del recente impennarsi della domanda trainato dallo sviluppo impetuoso dei paesi dell’Asia meridionale e orientale. Il prezzo del petrolio sostituisce il prezzo dei maiali che sta nei vecchi manuali di teoria del ciclo economico, con il rimando delle quantità ai prezzi e viceversa secondo un disegno di ragnatela. Coerentemente con il modello, è oggi in corso uno sforzo ingente di investimenti che dovrebbe trasformare l’eccesso di domanda in eccesso di offerta e risospingere per un po’ i prezzi verso il basso. Ma gli esperti ci dicono che il ciclo non converge ad un livello basso di prezzi, appunto per il maggior costo delle nuove risorse e per l’accresciuta capacità dei mercati, specie finanziari, di vedere lontano e attualizzare l’inevitabile squilibrio tra uno sviluppo illimitato e risorse comunque limitate.
Per sé il problema della limitatezza delle risorse energetiche sarebbe sopportabile. Combustibili fossili per lo sviluppo sono disponibili ancora per molti decenni e aumenti dei prezzi dell’ordine di due, tre e anche quattro volte sono già stati assorbiti dal sistema economico e potrebbero ripetersi senza effetti catastrofici. Oltre i cinquant’anni è difficile prevedere ma è ragionevole sperare che il progresso tecnico fornisca qualche soluzione praticabile.
Un aumento dei prezzi sopportabile dall’economia del pianeta nel suo complesso non sarebbe privo di effetti tragici sulle zone deboli, come già si è visto in presenza delle crisi che abbiamo vissuto senza troppi disagi nei paesi ricchi. Ma qui la questione sarebbe solo di volontà politica, secondo un’espressione che in questo caso, a differenza di altri, è appropriata. Una protezione delle economie più povere del pianeta contro il rincaro del costo dell’energia non dovrebbe imporre un costo di entità molto superiore a quel centinaio di miliardi di dollari l’anno che corrisponde oggi al costo della guerra in Irak.
L'articolo continua afftontando le seguenti questioni:
* Il problema del cambiamento di clima
* Concentrazione, emissioni, azioni possibili
* L’approccio di Kyoto
* L’approccio basato sulla tecnologia
* Responsabilità politica e strumentazione economica
* Liberalizzazione dei mercati energetici e impatto ambientale
* La posizione dell’Italia
* Tabelle e Grafici (che però non saprei come postarvi)
sugar magnolia 16 ottobre 2009 11:23
Beh', io la mia solutions l'avrei.
Energia pulita ed inesauribile.
L'unico problema e' il trattamento delle scorie.
Inoltre ragioniamo sul fatto che ora come ora potremmo avere automobili che distillano acqua ad emissioni 0.
Infatti nel 1969 l'uomo ha compiuto un'enorme sforzo per andare sulla Luna, avevamo gia' le tecnologie per farlo.
E C'ERA LA VOLONTA' POLITCA PER FARLO.
Ma non c'era la volonta' per abbassare le rendite delle Compagnie Petrolifere, quindi andava bene continuare a produrre macchine a benzina.
Io ho preso da 3 mesi un GPL.
Se tutte le macchine fossero a GPL l'inquinamento sarebbe 0, i costi del gas sono il 40% della benzina.
Pero' le compagnie ci rimetterebbero e con loro un gigantesco giro di potere, cio' non conviene agli Americani, ai Russi e a molti altri.
Quindi per ora il petrolio sara' ancora per almeno 20 /30 anni la risorsa principale.
E SU QUESTO NON HO DUBBI
ivan2 16 ottobre 2009 11:35
-
Brutta cosa l'Aspettativa, da queste parti, Aghia Sophia.
Comunque un contributino MOLTO sommario posso provare ad offrirlo:
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1) * Quali le alternative tecnologiche disponibili per la produzione?
Una cosa per volta.
Cominciamo col nominare il FOTOVOLTAICO, la cui materia prima è già bell'e servita dal Padreterno.
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2) * Quali i pro e contro di ciascuna alternativa?
(Sempre limitandosi al Fotovoltaico:)
- PRO: Fonte primaria inesauribile, e bassissimo residuo inquinante (più che altro limitato alla produzione degli impianti).
- CONTRO: Al momento costa troppo, perché è poco diffuso. E perché è poco diffuso? Perché costa troppo. E grazie al cazzo. (Non c'è un modo più forbito per esprimere il concetto)
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3) * La responsabilità politica e la strumentazione economica.
(Forse "strumentalizzazione"?)
Boicottando lo sviluppo delle energie rinnovabili, coloro che detengono il monopolio delle energie "tradizionali" possono tenere alti i prezzi.
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4) * Liberalizzazione dei mercati energetici e impatto ambientale.
Lasciamo perdere tutti i vocaboli che iniziano per "Liber".
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5) * La posizione dell’Italia.
90 gradi. Non intesi come temperatura.
(Tradotto: "C'è la crisi energetica? Non tesorizzate le poche risorse che abbiamo evitando gli sprechi, bensì continuate col vostro abituale stile di vita e cercate altre fonti da saccheggiare." Alè. 1+1 e tutto risolto.)
.
Sophia 16 ottobre 2009 11:54
@ IVAN
eh, devi portare un po' di pazienza ... ho cominciato con un articolo che la prende un po' larga ... ma un po' per volta, post dopo post, ci arriviamo ad una rassegna più o meno esaustiva di tutte le alternative tecnologiche disponibili e, per ciascuna, all'esame dei loro PRO e CONTRO.
Mi fa piacere comunque che intanto cominciate voi a segnalarne qualcuna.
Visto che sei tanto impaziente ti cito il GEOTERMICO e ti lascio un link
http://www.rinnovabili.it/geotermia-in-europa-un-potenziale-ancora-tutto-da-scoprire-401209
La scoperta dell’acqua calda
Geotermia, in Europa un potenziale ancora tutto da scoprire
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Nella corsa all’energia pulita inizia a svegliarsi l’attenzione dei Paesi dell’Est Europa per le potenzialità geotermiche. Mentre da Roma arriva la notizia della scoperta di acquifero termico che potrebbe ridisegnare il volto energetico capitolino
La recente criticità innescata dalla ‘questione gas’ tra Russia e Ucraina ha chiaramente evidenziato nel vecchio continente una situazione molto vulnerabile. La ricerca di alternative possibili che riducano la dipendenza dall’importazione è una questione molto sentita, soprattutto a livello dei paesi dell’Est Europa e secondo alcuni di esperti, una soluzione nel medio termine potrebbe essere rappresentata, per alcune di queste zone, dalla geotermia. Dopo l’Italia e l’Islanda, l’Ungheria è tra i paesi europei con il miglior potenziale geotermico, in quanto nell’area la crosta terrestre è significativamente più sottile che altrove. Un potenziale che ora potrebbe andare incontro ad una fase di investimenti. La società CEGE, di proprietà dell’Ungherese MOL e della Green Rock International of Australia, prevede di avviare una serie di progetti finalizzati all’esplorazione, produzione e vendita di energia geotermica, utilizzando i circa 8.000 pozzi abbandonati per estrarre acqua termale con una temperatura di almeno 110-120 °C. A disporre di un buon potenziale sarebbero anche la Polonia e la Bulgaria, quest’ultima – secondo l’Accademia Bulgara delle Scienze – con almeno 160 località con sorgenti geotermiche ancora inutilizzate, nonostante siano già presenti piccole iniziate a livello locale che hanno fatto la differenza.
E se da un lato i paesi dell’Europa dell’Est iniziano a guardare con interesse a conoscenze già assimilate, nuova è la scoperta per Roma di un acquifero sotterraneo (ampio in media 1 chilometro) che scorre ad una profondità tra i 30 e 60 metri parallelamente al Tevere e che potrebbe divenire una nuova fonte di energia per il riscaldamento delle case capitoline. La notizia arriva da Franco Barberi, vulcanologo e geologo, professore di Geochimica all’università Roma Tre e già responsabile dell’Agenzia Protezione Civile che spiega come questo ‘fiume segreto’, con acque a temperature tra i 18 e 21 °C, nonostante non si presti allo sfruttamento ai fini della produzione elettrica, assuma una rilevanza focale prendendo in considerazione l´utilizzo delle basse entalpie geotermiche. “Questa temperatura è ideale -spiega Barberi, – è perfetta per usi termici”. Il fluido grazie a pompe di calore, può cedere il suo contenuto termico, provvedendo sia al riscaldamento invernale che al raffrescamento estivo. “Insomma la risorsa è gigantesca”. Il prossimo passo secondo il professore sarà ora attendere partner industriali con cui sviluppare alcuni prototipi di impianto, valutarne funzionamento e rendimento e un domani prossimo, magari, ridisegnare il volto energetico della capitale.
Sophia 16 ottobre 2009 11:59
@ SUGAR
il nucleare offre sicuramente delle risposte al nostro enorme fabbisogno di ENERGIA (molta della quale per l averità va sprecata).
MA ci sono dei CONTRO da considerare.
E ne ha già parlato REPORT nella puntata andata in onda domenica 29 marzo 2009
http://www.report.rai.it/R2_popup_articolofoglia/0,7246,243%255E1084794,00.html
t_n_t 16 ottobre 2009 14:20
Mi sa che è ancora troppo presto per accennare alla Free Energy scoperta dal fisico Nikola Tesla e dei suoi relativi studi e brevetti di cui si presume si siano indebitamente appropriati "I Rockfeller"...
Vabbè, aspettiamo pazientemente, sennò, come al solito, risulto quasi il solo a credere a certe cose riguardanti il dominio del mondo ed i poteri occulti...
Lucio Musto 16 ottobre 2009 14:21
@ Sugar magnolia 16 ottobre 11.23
Diciamo emissioni 0... ma stiamoci attenti.
Il GPL (Gas di Petrolio Liquefatto) già comporta degli oneri energetici, dell'estrazione, lavorazioni e distribuzione che quindi(forse) già includono delle emissioni... che dovremmo considerare.
Poi di che il GPL è composto sostanzialmente (non esclusivamente, ma lasciamo correre) di propano e butano.
Una molecola di propano, bruciando con cinque molecole di ossigeno, da una molecola di acqua e tre di anidride carbonica.
Due molecole di butano invece, con dodici molecole di ossigeno atmosferici, danno cinque molecole di acqua ed otto di anidride carbonica.
Ora, è vero che l'anidride carbonica è non-velenosa, ma non è il principale gas dell'effetto serra?...
Poi naturalmente il GPL non è puro al 100%, le combustioni non sono mai perfette e quindi restano delle frazioni non combuste ecc...
Quindi dicendo "emissioni zero" diciamo perlomeno che siamo un po' ottimisti...
Sophia 16 ottobre 2009 14:34
@ TNT
no, no ognuno qui è libero di cominciare a postare quel che sa e quel che crede più utile alla disamina della QUESTIONE ENERGETICA posta in topic.
Ho solo avvertito Ivan che già scalpitava perchè voleva passare direttamente alla CICCIA senza tanti preamboli, che, per quel che mi riguarda ... dato che aggiornare un po' di dati mi chiede il tempo della verifica ... per ora e anche nei prossimi giorni mi prenderò un po' di tempo e posterò qui solo quel che dicono gli ESPERTI del settore.
Poi dirò pure io la mia.
Ma nulla vieta a voi di dire la vostra fin da subito.
sugar magnolia 16 ottobre 2009 15:10
IVAN (sempre dissacrante)
1. già bell'e servita dal Padreterno
GIUSTISSIMO
2. Al momento costa troppo, perché è poco diffuso.
MA C'E INTERESSE A CHE SI DIFFONDA "capillarmente" ?? Direi di no, altrimenti troppe societa' che pagano alte imposte allo Stato vedrebbero dimezzati (o peggio) i propri introiti, e quindi alche lo Stato
3.Boicottando lo sviluppo delle energie rinnovabili, coloro che detengono il monopolio delle energie "tradizionali" possono tenere alti i prezzi.
OVVIO, NESSUNO VORREBBE CHE L'ENI O ALTRE big Company DEPREZZASSERO LA PROPRIA CAPITALIZZAZIONE
4. .............. Non esiste 'liber....'
Non essere pessimista, maagri non liberalizzazzione al 100% pero' si puo' fare meglio di prima, sara' sempre un passo avanti anche se ho poca fiducia
5. La posizione dell’Italia 90 gradi
BENE, MA GLI ALTRI STARANNO A 82°
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-------------------------
Vi invito a pensare a quello che ho scritto sotto:
L'uomo aveva la tecnologia per andare sulla Luna 40 anni fa.
Solo questione di volonta' politica e di massicci investimenti.
Pero' se diversifichi le enormi soc. di energia/petrolio perderebbero potere, e secondo voi, AL DI LA' DEI PROCLAMI DI FACCIATA, le grandi potenze hanno interesse a questo ??
Ce lo vedete Putin che incentiva il Fotovoltaico ??
Quindi mettiamoci il cuore in pace, magari discutiamo, ma non perdiamo di vista gli interessi economici che attualmente sono contro queste "alternative solutions".
Obama parlera' finche' vuole, ma quando arriveranno i lobbisti dei petrolieri dovra' ascoltare e aprire le orecchie.
Magari si mettera' un mattoncino, MA NULLA DI PIU'
ivan2 16 ottobre 2009 16:19
-
Ahem...Con "aspettativa" non intendevo "tenere gli utenti in sospeso", Sophia, anzi...
Comunque non è il caso di precisare la gaffe. Tiremm' innanz', come disse Cattivik (era lui, sì?)
==========================
(Per Sugar:)
Benvenuto nel club dei complottardi. :)
Solo: come mai fai tanta resistenza a riconoscere che il boicottaggio d'Elite nel settore "energia" è lo STESSO boicottaggio che applica nel settore "riforme politiche/economiche/sociali"?
.
sugar magnolia 16 ottobre 2009 16:36
''... Tiremm' innanz', come disse Cattivik (era lui, sì?''
SPIRITOSO !!!!!!
Sophia 16 ottobre 2009 19:57
Esco ora da un seminario sul MARKAL
http://www.etsap.org/Tools/MARKAL.htm
e mi sono fatta dare dei link utili per farvi vedere degli esempi di modelli ed applicazioni a scala:
* Global
* Regional
* National
* Local
* Other

http://www.etsap.org/Models&applicationsMainPage.asp
lì trovate anche tutti gli ultimi articoli presentati nei workshop
di cui l'ultimo si è tenuto 16 giugno 2009 presso:
Fondazione Giorgio Cini, San Giorgio Island, Venice (Italy) –

http://www.etsap.org/Workshop/Venice(Italy)_06_2009/Index.htm
Sophia 16 ottobre 2009 21:39
Agli interessati alla CICCIA consiglio caldamente la lettura del REPORT "Energy Technology Perspectives 2008"
http://www.etsap.org/Annex/ETSAP-End-of-term-2005-2008.pdf
con particolare attenzione alle Figure:
Figure 2: Contribution of emissions reductions options in the BLUE Map Scenario of ETP 2008, between 2005 and 2050 (pag 7)
Figure 3: Annual investment in the electricity sector in the ACT Map & Blue Map scenarios, 2010-2050. (pag. 8)
Figure 4: Marginal abatement cost curve, 2050 (pag. 9)
Figure 6: Global Emissions for a Hedging Strategy (pag. 12)
e ancora guardatevi le tabelle:
Table 2: Loss of Surplus and Expected Value of Perfect Information (pag. 12)
Table 3: Net Present Value of total cost for six alternative stabilization targets (hedging) (pag. 13)
Sophia 16 ottobre 2009 21:45
A costruire gli scenari per l'ITALIA e a tenere il seminario che ho seguito oggi ricercatori del:
* Consiglio Nazionale delle Ricerche, Istituto per le Metodologie Ambientali Avanzate - CNR-IMAA
* ENEA
* ISPRA (EX- APAT - Agenzia per la Protezione dell'Ambiente e Territotia)
* Polotecnico di torino, Dipartimento di Energetica
sugar magnolia 17 ottobre 2009 18:35
SOFI
scusa se insisto, ma queste grandi riforme le si fanno solo se non creano danno economico.
Con un po' di realpolitik, credo che deprezzare le societa' petrolifere sarebbe, per la politca una vera iattura, non credo quindi che avvera' a breve termine.
Ho l'impressione che tutte questi convegni, ricerche, dibattiti etc. facciano parte di una burocrazia auto-referenziata che deve produrre visibilta' per giustificare la propria esistenza.
Se c'e stata la volta' di mandare un uomo sulla Luna, sarebbe gia' disponibile al tecnologia alternativa.
Pero' rilevo che il petrolio (e i soldi che girano attorno) ha acquisito una posizione troppo importante e difficile da scardinare.
E' cmq giusto parlarne.
E mi pare che l'Italia la sua scelta di campo l'abbia fatta.
E anche chiara.
Peccato che gia'l'avevamo ed un incidente a 5000 Km di distanza abbia convinto gli italiani a votare no.
PECCATO DAVVERO, LA FRANCIA 'STA CAZZATA NON L'HA FATTA ED ORA HA 5 CENTRALI NUCLEARI ENTRO 150 KM. DAI NS. CONFINI
Sophia 19 ottobre 2009 10:56
oh bella ... adesso mi fai diventare la ricerca una "burocrazia" inutile ... e come pensi ci sarebbero arrivati sulla luna senza ricerca/convegni per presentare risultati ed ottenere fondi per continuare il loro lavoro?
Ad ogni modo, ti assicuro che imparando a leggere bene i dati dei report degli esperti in campo si possono capire/imparare tante cose.
Ti faccio un esempio banale, banale: confrontando gli istogrammi che rappresentano le diverse politiche che si potrebbero attuare per ridurre il consumo energetico e il suo impatto si scopre l'uovo di colombo ovvero che la PRIMA cosa da fare SUBITO senza indugi, la più URGENTE e intelligente di tutte è: SOSTITURE tutte le lampadine ad incandescenza da 100W di casa con quelle a risparmio energetico ...
C'è già una normativa europea che vieta la commercializzazione di quelle a incandescenza ... ma tu credi che noi l'abbiamo recepita? Il governo Prodi prima ma pure quello successivo nella finanziaria 2008 ... hanno posticipato la messa al bando per il gennaio 2011. senza parlare di una stranezza che personalmente non ho ancora capito perchè dal sito del Parlamento, sotto le “Disposizioni per lo sviluppo e l’internazionalizzazione delle imprese, nonchè in materia di energia”, all’articolo 27, comma 10, TROVO l’abrogazione del divieto a commercializzare lampadine a incandescenza dal gennaio 2011.
MA A CHE GIOCO STIAMO A GIOCA'???
Quel che si può capire da questo piccolo esempio è che il consumatore è tutto tranne che RAZIONALE nel momento della scelta. Invece di fare ciò che gli conviene (pagare meno le bollette) preferisce continuare a comprare le vecchie lampadine.
Da questo si capisce quanto siano importanti governi lungimiranti che intervengano per costringere la collettività cieca a fare ciò che conviene a tutti.
Nel caso del nucleare la convenienza economica non è così certa se consideri i costi per lo smaltimento e i rischi sulla salute. Non è un caso che i tedeschi stanno parlando di dismissioni. E’ per questo che su progetti futuribili dove l’investimento finanziario non è di soli 5euro come nel caso della lampadina sarebbe opportuno che si valutassero con maggiore scrupolo e attenzione tutti i PRO e CONTRO nonché tutte le alternative disponibili.
Ad esempio noi che siamo circondati da mare potremmo sfruttare le maree. La tecnologia c’è.
Sophia 19 ottobre 2009 11:09
Per far capire a Sugar come sia pericoloso banalizzare/scrditare il lavoro dei ricercatori dell'ENEA, vi copio una notizia ANSA un po’ datata (23 settembre 2005) ma che vi dà la misura di cosa significa nel concreto i "cervelli in fuga" e quale rischio rappresenta per il futuro di un paese in NON investire in RICERCA e sviluppo.
ANSA, 23 settembre 2005
Il premio Nobel Carlo Rubbia andrà in Spagna a realizzare la centrale solare termodinamica che l’Italia gli ha negato. Il nobel italiano, presidente ENEA fino a pochi mesi fa, ha deciso di partecipare alla realizzazione della prima centrale termodinamica solare in Spagna. Il progetto è conosciuto con il nome di “Progetto Archimede” e, negli ultimi anni, è stato portato avanti da Rubbia in Italia senza alcun successo.
La prima centrale solare termodinamica doveva essere costruita a Priolo, in Sicilia. L’idea riprende il famoso principio degli specchi ustori di Archimede e, non a caso, sarebbe dovuto essere realizzato in Sicilia tramite un progetto Enel-Enea. Non parliamo di fotovoltaico. Nel progetto di Rubbia gli specchi concentrano la luce solare in un unico punto-caldaia producendo calore e quindi energia.
Il “Progetto Archimede” era il frutto di tre anni di studio e non avrebbe richiesto fondi pubblici. La realizzazione della centrale avrebbe beneficiato del finanziamento bancario.
Purtroppo il progetto Archimede è rimasto sospeso nel nulla per un anno e mezzo, bloccato dall’immobilismo governativo. È questo quello che si apprende in un’intervista rilasciata da Carlo Rubbia al quotidiano La Repubblica: “Abbiamo chiesto un anno e mezzo fa di avere una risposta semplice. Ci voleva qualcuno nel ministero delle Attività produttive e dell’Ambiente che dicesse ‘il solare termodinamico che voi avete progettato è verde, pulito, come l’energia eolica o il solare fotovoltaico. Ma essendo una cosa nuova nessuno ha voluto esprimersi.” ha dichiarato Carlo Rubbia (fonte Ansa 23 settembre 2005).
Nel frattempo la Spagna ha equiparato per legge il solare termodinamico alle fonti rinnovabili pulite ed ha avviato la realizzazione industriale della centrale solare.
Risultato: Rubbia, recentemente licenziato dalla guida dell’ENEA per aver rilasciato dichiarazioni critiche sullo stato della ricerca in Italia, farà i bagagli per andare in Spagna a
realizzare la centrale di Archimede.
In passato l’Italia ha perso molti treni... e molti cervelli.
Un trend che sembra destinato a durare ancora per molto tempo, purtroppo.
sugar magnolia 19 ottobre 2009 13:35
NOOOOOOOOOOOOOOOOOOO SOFI, sorry, non intendevo banalizzare la ricerca ENEA.
Dico solo che, PER ORIENTARE IN UNA CERTA DIREZIONE ANZICHE' IN UN'ALTRA LA POLITICA DELL'ENERGIA occorre una volonta' politi che, mi pare abbia gia' fatto la sua scelta in direzione del nucleare.
E le risorse da spendere sono ingenti.
Non arriveremo mai come la Francia che ottiene (credo) l'80% della propria energia dal nucleare, e la esporta pure (anche qui da noi).
Per lo smaltimento avevo poi visto un servizio su La7 nel quale si mostrava una montagna all'interno della quale, a enorme profondita' e all'interno di contenitori super-ermetici vengono celate le scorie per un periodo che hanno stimato poter essere ben oltre i 200 anni.
Certo, un paese che ha sempre basato il proprio approvigionamento sul nucleare, anche il problema delle scorie e' stato affrontato in modo serio e compiuto.
SAI QUAL'E LA MIA PAURA ??????
E' CHE NOI, PARTENDO SOLO ADESSO, SIAMO TROPPO INDIETRO.
PER ARRIVARE AD UNA BUONA INDIPENDENZA ENERGETICA, ANCHE SOLO DEL 50 % OCCORRERANNO DIVERSI DECENNI.
Per quanto riguarda poi i "CERVELLI IN FUGA" SIAMO PIETOSI, ASSOLUTAMENTE PIETOSI.
NON TROVO ALTRO TERMINE.
SIAMO A LIVELLI APPENA APPENA SUPERIORI AL TERZO MONDO.
UNA CATASTROFE ................
Sophia 19 ottobre 2009 14:11
Sugar: "Per quanto riguarda poi i "CERVELLI IN FUGA" SIAMO PIETOSI, ASSOLUTAMENTE PIETOSI.
NON TROVO ALTRO TERMINE.
SIAMO A LIVELLI APPENA APPENA SUPERIORI AL TERZO MONDO"
già! e pensa che Rubbia, tra l'altro, mica era uno di quelli per definizione "contro" il nucleare!!!! Lui era per un mix intelligente di fonti di approvvigionamento tenendo conto delle peculiarità del nostro paese ...
Una cosa è certa:
dai dati del bilancio energetico del nostro Paese emerge che soddisfiamo autonomamente una percentuale ridicola del nostro fabbisogno (se non ho fatto male i conti ... mi pare solo il 15% ma mi riservo di verificare il dato).
ora le alternative sono poche:
o impariamo a risparmiare energia
o impariamo a produrcela da noi
o saremo per sempre ricattabili dai russi
savpg8801 19 ottobre 2009 16:29
Ciao Sugar e un saluto a Sophia.
Molti hanno detta la loro in precedenza con alcune disquisizioni certamente meno profonde ma che colgono certi piccoli aspetti “terra-terra”; solo alcuni subjects ritrovati in cui apparivano modesti commenti di uno scocciato (alias…?) Restano comunque commenti di libere idee personali, senza troppe pretese di insegnare nulla a nessuno. Ma nel forum ve ne sono anche tanti altri.
Chi li vuole ritrovare, deve pigiare nel box CERCA, poi inserire: “*lampadine a basso consumo”
(testo preceduto da un asterisco: *)
Forum del 3 gennaio 2009 0:00
Risparmio energetico ennesimo bluf
Forum del 4 giugno 2008 0:00
lampade a basso consumo e' una grandissima fregatura
Forum del 10 novembre 2007 0:00
Mangiare meno carne per sopravvivere
Forum del 29 luglio 2006 0:00
Gli asciugacapelli, i ferri da stiro, ora vanno a 2000 watt ! Con i canonici 3000 watt dell'Enel o ti stiri la camicia o esci con i capelli bagnati.
Forum del 27 ottobre 2005 0:00
SPRECHI DI RISORSE
savpg8801 19 ottobre 2009 16:38
Potrebbesi aggiungere anche il seguente:
Forum del 14 aprile 2009 0:00
ci rompono le palle coi led accesi...
Sophia 19 ottobre 2009 16:38
Ah ma allora sei proprio un vero vecchio utente di aduc che le ha seguite tutte le discussioni qui!!!
tanto ci voleva a rassicurarmi con una piccola prova tangibile come ti chiedevo!!!
savpg8801 19 ottobre 2009 17:13
Non hai per nulla disatteso il vecchio adagio" fidarsi è bene, ma non fidarsi è meglio" ! Io nel bene e nel male ci sono da tre-quattro anni, solo che porto un modesto parere specialmente su questioni pragmatiche piuttosto che filosofeggianti e gossipare o pseudo-impegnate. Però, se solo l'anzianità di servizio ti potrebbe bastare per una ancor dubbiosa mia "riabilitazione" per grazia ricevuta, credo di rimanerne abbastanza deluso circa i tuoi metodi per stabilire se possiedi altri termini di valutazione.
Vedo, tuttavia, con piacere che ti sei lanciata a tutto spiano in altri argomenti meno strani che "firs" avendomi (quest'ultimo) lasciato assai perplesso per la mole delle argomentazioni che non rispecchiano la mia natura terrena.
Per non sembrare (come alcuni sostengono che potrei essere in questo post) fuori tema, circa l'ENERGIA propongo di risalire al passato ed effettuare ricerche anche con la chiave *energia
Che l'energia sia con te.
sugar magnolia 19 ottobre 2009 17:16
CIAO DIRETTORE
era ora che ti facessi vivo.
Pensavo fossi andato a svernare in Thailandia/Brasile fino a marzo 2010.
Ma invece sei qui'.
Scherzi a parte era un tot che non comparivi.
Hai letto gli ultimi spunti di TNT sul Topic dedicato ??
Vero' e' che ormai non sei piu' nell'arena, pero' qualcosa da dire di sensato ce lo hai sempre.
E poi qui l'antiberlusconismo sta raggiungendo livelli mai visti prima.
Fatti sentire
Sophia 19 ottobre 2009 17:26
Brasile???? ... Sugar perchè parli di Brasile riferendoti a savpg8801 ?
Brasile è una di quelle parole chiave che fa alza i miei campanelli di allarme nei confronti dello sconosciuto savpg8801 ...
Devi sapere che il mio nome e cognome usato persino nei TAG oltre che nel testo ingiurioso nei mie confronti fu scritto da ignoti anche su un sito aperto in Brasile oltre che nel ng del rugby subacqueo ....
@ savpg8801
come puoi constatare ... il test era condizione sine qua non ... ma questo non significa che io ti abbia sdoganato dalle mie riserve ...
anche perchè rimane da capire perchè non vai ad aggredire tutti quelli che aprono topic lontani dalla tua natura
Sophia 19 ottobre 2009 17:35
stando a quel che mi racconta Kumbaz ... il marito della presunta professionista del Rugby subacqueo ... ha una azienda in Brazil e passa parte del suo tempo a svernare proprio lì!!!
Sophia 19 ottobre 2009 17:38
per questo motivo io, Kumbaz e altri che abbiamo denunciato gli IGNOTI che hanno violato la nostra PRIVACY diffamandoci pure con quel sito "satirico" brasiliano ... riteniamo che certi figuri c'entrino con quel che di grave è successo in firs e dintorni ...
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