Sophia
20 ottobre 2009 16:36
Proviamo a chiarire meglio i termini della complessa questione tra l'altro oggetto di discussione anche in diversi programmi di approfondimento televisivo.
L'uso (ma in certi casi si potrebbe parlare tranquillamente anche di abuso) del "corpo delle donne" per scopi commerciali è sotto gli occhi di tutti.
Quello che non trova uguali negli altri Paesi occidentali e che contraddistingue l'anomalia tutta italiana è il sovrasfruttamento dell'immagine di corpi femminili nelle copertine dei "Magazine" di cultura generale e o di approfondimento politico/economico/sociologico.
Visto che da nessuna parte la materia viene regolamentata per legge vien da pensare che evidentemente gli altri Direttori di principali Magazine stranieri si devono essere dati tacitamente una deontologia o una sorta di autoregolamentazione basata sul "Politically Correct".
Ma restando nel contesto italiano, altro fatto interessante da notare, è che a nessun direttore verrebbe MAI in mente di pubblicizzare mettiamo un'auto con una marcia in più ... usando metafore e paralleli con parti genitali maschili ....
mentre anche questa settimana il direttore di Panorama trova normale pubblicizzare il touch screen facendo paralleli fantasiosi con il bel corpo di una donna:
http://www.panorama.it/edicola/
Ne deduco che usare il corpo maschile per usi commerciali è ancora considerato un atto inviolabile
mentre è ritenuta cosa "normalissima" promuovere fantasticherie sui corpi femminili considerati evidentemente violabilissimi.
Vorrei invitarvi a riflettere sui messaggi che passano sotto a questa SOVRAESPOSIZIONE del solo corpo femminile.
Cosa può pensare una adolescente che deve decidere quale percorso intrapprendere per il suo futuro?
E' il merito che premia una donna e la fa avanzare di carriera o un nudo su un calendario?
Le donne che in questo momento rivestono ruoli istituzionali molto prestigiosi e importanti quali ad esempio un Ministero delle Pari Opportunità sono in grado di rappresentare il reale punto di vista e disagio delle donne dinnanzi a battute di "largo consumo" di un Primo Ministro o a scandali sulla candidatura di escort e veline fotografate sugli aerei di Stato per i festini di Villa Certosa?
Sophia
20 ottobre 2009 17:01
un altro spunto per questa discussione, tratto dal BLOG dell'On. Paolo Guzzanti
articolo 4 agosto 2009
".....Ho inoltre lasciato Berlusconi – prima ancora dei casi che ora sono sui giornali – per il suo atteggiamento puttaniero di disprezzo per le donne, tutte le donne, essendo un gran porco e una persona che ha corrotto la femminilità italiana schiudendo carriere impensabili a ragazze carine che hanno imparato solo quanto sia importante darla alla persona giusta al momento giusto, sollecitate in questo anche dalle madri, quando necessario. Quest’uomo ai miei occhi corrompe la gioventù e mina le basi della società minando il rispetto nei confronti della donna.
Ciò è avvenuto in concomitanza delle voci, che io ho potuto verificare come purtroppo attendibili (non prove, ovviamente, altrimenti le avrei presentate io), secondo cui un famoso direttore ha mostrato e fatto leggere a un numero imprecisato di persone (deputati e deputate di Forza Italia per lo più) i verbali che tutti i direttori di giornale hanno, ma che avrebbero deciso di non usare su sollecitazione del Presidente Napolitano. Si tratta di trascrizioni da intercettazioni avvenute nell’ambito dell’inchiesta di Napoli e poi fatte distruggere da Roma, in cui persone che ora ricoprono cariche altissime si raccontano fra di loro cose terribili che la decenza e la carità di patria mi proibiscono di scrivere, anche se purtroppo sono sulla bocca di coloro che hanno letto i verbali. Io ne conosco almeno tre. Dunque io non ho molti dubbi su quato è accaduto ed accade...."
Lucio Musto
20 ottobre 2009 17:04
@ Sophia 20 ottobre 16.36
Mi dispiacerebbe andare OT e fra un attimo andrò a consultare il sito che lei segnala, ma a leggere il suo primo intervento mi urge fare subito una osservazione.
L'uso di immagini femminili come gradevole presentazione dei prodotti in vendita, o comunque desiderabili, è un tipo di reclame antica come il mondo, e non perché l'immagine femminile sia in assoluto più seducente dell'immagine maschile, ma semplicemente perché quelli da sedurre, cioè quelli depositari del potere economico e commerciale sono tradizionalmente gli uomini, e quindi la promozione è diretta soprattutto verso di loro.
Controprova ne sia che, nelle civiltà economicamente più evolute e con forte presenza di ricchezza in mano femminile, comincia a farsi strada anche l'immagine di uomini prestanti.
A questo va ad aggiungersi naturalmente il fatto che la donna è più accondiscendente verso il proprio sesso (a meno che vengano insidiati interessi diretti) di quanto lo sia il maschio verso l'altro maschio, e ciò sia per atavismi naturali di branco, sia per condizionamenti culturali parecchio omofobici presenti da secoli.
Assai meno accettabile trovo invece una "discriminazione femminile" nei confronti del "Potere" in campo lavorativo, economico, politico e sociale.
Ma di questo penso si avrà modo di approfondire più oltre in questo suo interessante Thread.
Grazie
Lucio Musto 20 ottobre 2009
Lucio Musto 20 ottobre 2009
sugar magnolia
20 ottobre 2009 17:09
''Ne deduco che usare il corpo maschile per usi commerciali è ancora considerato un atto inviolabile''
OVVIO, NON E' STATO "sdoganato" DAI MEDIA, INOLTRE E' MENO "visibile", IN QUANTO MENO MANIPOLABILE (niente tacchi a spillo, niente seni finti, niente trucco sul viso, niente capelli lunghi pettinabili in 1000 modi, niente vestiti sexy.......... niente di niente)
------------------
Questi sono i modelli che, ad iniziare dal mitico "DRIVE IN" (1984) si sono imposti nella societa' italiana, un vero "unicum" in tutto l'occidente.
Proviamo a guardare la cosa sotto diversi punti di vista.
1. I media hanno imposto (da Drive In, appunto) questo modello. Le ragazze si sono poi accodate consenzienti/ubbidienti. Chi luccica attrare, chi attrae va in onda.
Altrimenti devi essere intelligente, il che non e' del tutto richiesto, anzi, per alcuni puo' risultare "fastidioso".
Ma come ????? Una donna bella e intelligente al tempo stesso e' fin troppo.
Mercificare il corpo femminile da' 1 punto alle donne (solo chi se lo puo' e vuole permetterselo, ovvio) e 1 punto agli uomini, che in questo modo riducendo la donna a oggetto-di-sollazzo e non vedono quindi "invaso" il campo piu' propriamente "direttivo"
2. Quindi, modelli usa-e-getta. Vedi Cristina del G.F., una fighetta normalissima (senza protesi, che peraltro e' ridicola per me' voto 5/6), che, con una protesi 6° misura, davanti alle telecamere, ottiene quella visibilita' (temporanea, di solito dura poco) che spinge altre ragazze ad imitarla. "COSI' SI ARRIVA AL SUCCESSO"
3. Non mancano pero' esempi di "bellone" che nel prosieguo della carriera dimostrano professionalita' (mi viene in mente Alessia Marcuzzi).
4.Molte donne, col passare del tempo, hanno di fatto "accettato" questa imposizione-di-immagine. Tralasciando donne sposate con famiglia, generalmente piu'"tranquille" (hanno altro a cui pensare), molte donne "in pista", fanno di tutto/di piu' per uniformarsi al modello "PIACCIO TANTO A TUTTI", si sentono meglio con loro stesse, sanno di essere meglio accettate "in societa'".
5. Gli uomini si sono di conseguenza (giocoforza) abituati al suddetto modello, e lo ricercano con insistenza.
-------------------------------
''...mentre è ritenuta cosa "normalissima" promuovere fantasticherie sui corpi femminili considerati evidentemente violabilissimi''
Verissimo, ma solo nelle "fantasie" maschili che poi, quando scendi sul "pratico" spesso si rivelano per quello che sono, solo fantasie.
--------------------------
''....Cosa può pensare una adolescente che deve decidere quale percorso intrapprendere per il suo futuro?''
Che essere una stra-figa E' IMPORTANTISSIMO, IN QUANTO SI PUO' OTTENERE TANTISSIMO DAGLI UOMINI........ senza dare nulla.
Le Veline, attricette e pin-up varie sono i modelli attuali e le adolescenti, bombardate dal Web, MTV, modelli americani vari e italiani, foto siu riviste etc. sono i modelli da imitare.
Si vendono On line con le WebCam per una ricarica oppure per 2 righe di coca (questo dal vero), nessun rimorso, nessuna vergogna, non c'e il modello che impone loro pudore, anzi e' considerato "da sfigate OUT"
------------------------
''E' il merito che premia una donna e la fa avanzare di carriera o un nudo su un calendario?''
Se una bella donna "fa carriera", in Tv non ne parliamo, ma anche in un azienda ........... beh' i risolini e le gomitate si sprecano.
Qui subentra anche un mai sopito "maschilismo di facciata" che consente a molti uomini di sminuire/svilire eventuali reali meriti femminili.
-------------------------------
''......Le donne che in questo momento rivestono ruoli istituzionali molto prestigiosi e importanti quali ad esempio un Ministero delle Pari Opportunità''
QUI NON SONO D'ACCORDO, MA PROPRIO PER NULLA !!
Ruolo istituzionale "molto importante" ??
Ministero delle Pari Opportunita' ??
Conta (di fatto) meno del 2 di coppe quando si strozza a spade.
Ruoli reali di potere possono essere Marina B. o Letizia Moratti, ma poco altro.
Le donne dal vero potere sono LONTANISSIME.
Concludo facendo i compliments alla SOFI.
Questo e' un argomento che appassionera' tanti.
BRAVA (anche se ho gia' capito benissimo come la pensi, cmq e' giusto confrontarsi).
Alla prox
Sophia
20 ottobre 2009 17:13
Ha ragione sig. Musto.
Io infatti stavo procedendo per gradi dicendo:
1. già il corpo è sfruttato per reclamizzare prodotti commerciali e questo si sa ... amen ...
2. le copertine dei magazine più seri stranieri si sono dati 'na regolata ... in italia NO
3. poi c'è l'uso del corpo in tv e qui rimando al video al link
http://www.ilcorpodelledonne.net/?page_id=89
4. invine c'e' tutto lo squallore dell'uso del corpo delle donne come merce di scambio per favori in politica o per far carriera in Parlamento quando non nei Ministeri ... parola del On. Paolo Guzzanti che lui le stanza del potere evidentemente le frequenta
sugar magnolia
20 ottobre 2009 17:14
Avevo letto solo il primo Post della SOFI.
GUZZANTI E' UN INFAME OPPORTUNISTA DI FACCIATA CHE, QUANDO NON HA AVUTO CIO' CHE VOLEVA SI E' SCAGLIATO CONTRO ìL'UOMO AL QUALE PRIMA AVEVA LECCATO I PIEDI (e non solo).
Le giuste critiche rivolte a SB sono state tirate opportunamente fuori solo quando ha deciso il "distacco".
Ma perche' non lo ha detto prima se era cosi' sdeganto ??
No, figurati, finche mangio a quella tavola
"Occhio non vede, cuore non duole".
Quindi, uno sdegno interessato, nient'altro, se e' cosi' moralista non doveva neppure entrare alla "corte", invece c'e stato benissimo per anni, mangiano a piene mani.
Poi giu' impropi ed insulti.
OPPORTUNISTA
Sophia
20 ottobre 2009 17:19
al fine della discussione non è rilevante sapere chi è più opportunista e chi meno ...
io credo che l'importante è partire da una fotografia della nostra società che sia abbastanza realistica
Ester
20 ottobre 2009 17:36
Ho visto il filmato "Il corpo delle donne", ne ho parlato in un altro forum. Ieri all'Infedele, nella prima parte, è stato ripreso l'argomento. Ho scopero ieri sera che la bellezza è un talento, come recitava lo spot per pubblicizzare miss Italia.
Ma il talento è innato o si costruisce giorno per giorno?
Un'altra cosa mi lascia interdetta, il fatto che le copertine, con immagini femminili poco o niente vestite, intendono attirare anche il pubblico femminile. Penso che sia vero perché i giornali di gossip, dove l'abbigliamento è un optional, vengono acquistati soprattutto da donne.
Allora forse bisognerebbe partire dalle donne, prescindendo, per il momento dagli uomini.
Sophia
20 ottobre 2009 17:58
@ Ester
La trasmissione che citi e a cui mi sono per alcuni aspetti "ispirata" si sta inneffetti occupando non da oggi di questo delicato "problema".
Nella puntata della settimana prossima hanno già preannunciato parleranno del "prezzo" del corpo delle donne.
Perchè se è vero che nel caso delle escort/donne immagine contemporanee non si può parlare di povere vittime abusate ...
è anche vero che il problema sembra nascere da una minore capacità "contrattuale" delle donne nel normale mondo del lavoro compensato da un ritorno al mestiere più antico del mondo ...
Secondo alcuni opinionisti, tra l'altro, ... questo corpo sembra essere messo in vendita, a "prezzi" ancora troppo bassi ... (1000 euro per una notte con un PRIMO MINISTRO e l'aspettativa tacita di SILENZIO STAMPA ... sembra essere un prezzo un po' troppo BASSO ...).
A mio avviso c'e' comunque qualcosa che non va in tutto questo ... soprattutto se, come dice ESTER, si considera che ad acquistare i magazine sono proprio le donne ...
Sophia
20 ottobre 2009 18:01
ops ...
errata corrige:
in effetti al posto dello strafalcione per tasto ripetuto
Sophia
20 ottobre 2009 18:27
per non parlare di quelle che si accontentono di un po' di cocaina ...
http://www.adnkronos.com/IGN/News/Cronaca/?id=3.0.3654045062
Roma - (Ign) - Dalle carte in mano agli inquirenti di Bari emergerebbe un vasto giro di ragazze, attrici e starlette più o meno note, ingaggiate per allietare le feste in Sardegna in cambio di cocaina. In un'occasione, l'attrice Sabina Began si sarebbe sentita male di ritorno dalla Sardegna
-----------------------------------------
Queste notizie vanno prese per quel che sono ... ... anche perchè la Began mi pareva che non si accontasse solo di un po' di cocaina ... Non era quella intercettata mentre ricattava il premier e voleva essere sistemata in cambio del silenzio?
http://www.nuovasocieta.it/component/content/article/1415-ddrd.html
Sophia
20 ottobre 2009 19:16
@ Ester
dunque ricapitolando ... quel che emerge è un quadro un po' desolante ...
da una parte:
* ragazze-madri che non sanno come sbarcare il lunarioche e pensano di vendere il loro corpo a 500-1.000 euro a serata
* starlette che per un po' di coca e la speranza di una particina inseguono chi ritengono in grado di piazzarle meglio
* altre un po' più scaltre che si sanno vendere meglio
e poi l'universo di cosidette donne "normali" divise a loro volta tra:
* quelle che scappano all'estero
* quelle che non hanno più parole e vanno avanti a testa bassa senza più illusioni e speranze
* quelle che non mollano ma non si sa perchè anche quando fanno carriera trovano ostacoli che le costringono a fare passi indietro
Prendiamo il caso Debora Serracchiani, 38anni, avvocato.
Perchè nessuno all'interno del partito democratico ha insistito per lanciare una sua candidatura?
Perchè lei per prima non ha saputo tentare la sfida?
Detto in altri termini quali sono i reali ostacoli per una donna che si confronta e misura con i rapporti di POTERE già esistenti?
Ester
20 ottobre 2009 19:59
Per Sophia.
Cerco di capire e riflettere. L'elenco delle tipologie che tu hai fatto è costituito da donne che cercano di riuscire, in qualche modo, nella vita. Le strategie sono diverse ma l'obbiettivo è lo stesso. A suo modo, anche mia nonna, che nella gestione dei figli non faceva mettere becco al marito, aveva trovato un modo per affermarsi.
Ma nella ricerca di uscire dall'antico recinto domestico, le donne (italiane) sembrano farfalle impazzite che non trovano una via sicura per uscire all'aperto. La nostra realtà, i mezzi di comunicazione fanno la loro parte. Come dicevo prima, un aspetto fisico gradevole "è un talento", il più facile e a buon mercato, mentre i talenti intellettuali sono a lungo termine, costano fatica ma sono più durevoli (penso alla Montalcini).
Però, mi dico anche, negli ospedali, nei tribunali, nei corpi militari, nel sociale le donne stanno per diventare la maggioranza,in alcuni settori lo sono già, alcune barriere sono cadute. Non sono stati gli uomini a regalare loro il ruolo che occupano, se lo sono conquistato con sudore. Ci vorrà tempo, ma arriverà anche il momento della conquista politica, nessuno ce la offrirà su un piatto d'argento, non credo alle quote per legge o per buona volontà. Questo è un baluardo ancora ben saldo da noi ma, negli altri paesi, le donne sono a buon punto.
Ci vuole pazienza per sovvertire consuetudini millenarie.
Lucio Musto
20 ottobre 2009 21:29
Congratulazioni, Ester.
Mi pare lei approcci ed approfondisca molto bene i problemi. Nel primo come nel secondo suo intervento.
Sophia
21 ottobre 2009 11:21
@ Ester
quello che dici è sicuramente vero. L'universo femminile è talmente variegato che ogni nostro tentativo di fotografarlo può sembrare riduttivo e inutile perchè continuerà a sfuggirci.
Non è che non veda i passi in avanti compiuti. Mi accorgo anche io che le donne oggi rispetto a ieri sono presenti in tutte le attività produttive. Abbiamo persino una donna Presidente della Confindustria. E sono molte le donne che conducono autonomamente aziende di successo.
E sono d'accordissimo sulle conquiste basate sui reali meriti. Tu citavi la Montalcini che è sicuramente una icona. ma temo che lei abbia vissuto in tempi in cui la ricerca era rispettata. Penso a tutte quelle mie amiche alcune ricercatrici ma più spesso con contratti di collaborazioni che sono costrette ad andare all'estero per avere un po' di gratificazione.
Ma al di là delle singole realtà conosciute, nel complesso mi sembra che i meccanismo di selezione e di "gratificazione" professionale sia per buona parte basato non tanto sul talento come avviene mediamente per gli uomini ma oggi più che mai per dinamiche differenti. Detto in altri termini ... finche offri braccia sudore e fatica vai bene in ospedale alla mensa e pure per pulire i pavimenti ... se osi aspirare di dare un contributo a livello "decisionale" ... ecco che Franceschini ti chiede di metterti da parte per il bene del partito ... vero anche che la Serracchiani non ha saputo imporsi come Marino che alla stessa richiesta di Franceschini gli ha saputo dire di NO.
Mi stavo interrogando su questo "gettare la spugna". Perchè in Italia le donne non sanno sfidare l'esistente e imporsi a pari titolo e dignità?
Ma fatico a trovare una risposta da sola che non sia riduttiva e solo parziale.
Sophia
21 ottobre 2009 11:55
Vi lascio una testimonianza tratta dalla Rassegna stampa on line di oggi:
-----------------------------
laureata nel '94, maria grazia di certo lavora al cnr
«Io, ancora precaria e single a 41 anni
con dieci contratti da ricercatrice»
La delusione dello stop alla stabilizzazione nel 2007. «Non guardo al futuro»
--------------------------------
In questa testimonianza c'e' ben esemplificato tutto il dramma di una donna che ha puntato sul suo talento e sulla sua dignità.
Ma analizziamo quel che ci racconta in poche righe:
1. precaria senza speranze/illusioni sul futuro
2. single (più hai talento più cresce la probabilità che non riesci a starci a lungo con un uomo che ragiona male ... e in italia di uomini che ragionano male ce ne sono molti di più di donne che ragionano male ... dunque il problema c'è ed è anche molto sentito e mal vissuto nell'universo femminile)
3. 41 anni ... la sua probabilità di viversi la maternità è praticamente quasi ridotta al nulla
risultato ... se punti sul talento rischi di fallire su tutti i fronti:
come donna soddisfatta del suo compagno,
come madre mancata,
e manco puoi dire di aver fatto carriera ... rimani precaria a vita con contratti a progetto con il cnr ...
senza pensione
senza speranze
senza futuro
e il problema è che non puoi neanche scegliere. Perchè se vai a chiedere: torneresti indietro e faresti qualcosa di diverso dalle scelte che hai fatto? ... la risposta quasi sicuramente sarebbe: NO!
Io credo che qui ci sia un problema "strutturale" e sociale se molte donne con talento si trovano a vivere in condizioni di "fallimento personale" su tutti i fronti e se a occuparsi di pari opportunità è chi può vantare alle sue spalle un calendario.
sugar magnolia
21 ottobre 2009 13:06
Detto in altri termini quali sono i reali ostacoli per una donna che si confronta e misura con i rapporti di POTERE già esistenti?
Dipende dal cognome, se ti chiami Artoni o Marcegaglia va bene, se sei inseritada lungo corso in un certo ambiente allora sei conosciuta nello stesso e forse arriverai in alto, diversamente credo che, a livelli medio-alti non ci siano problemi, a livelli alti ancora non siamo completamente sdoganati
----------------
SOFI
tu scrivevi che oggi le donne occupano posti di potere di rilivo come il Min. Pari Opportunita'.
Certo, qualche donna bisognava mettercela, altrimenti saresti stato accusato di "sessismo".
Ma nell'Italia "del potere romano" siamo ancora indietro anni-luce.
sugar magnolia
21 ottobre 2009 13:10
''....non è rilevante sapere chi è più opportunista e chi meno ... ''
E INVECE, SECONDO ME, E' IMPORTANTISSIMO.
Perche' se il sig. Guzzanti era cosi' "schifato" dal comportamento sessita del Capo, allora doveva mollare subito anziche' criticare ad "orologeria", solo dopo che i rapporti si erano rotti.
Questo e' un comportamento infame e vigliacco; finche' i rapporti erano buoni allora nessun problema, poi, quando si litiga allora ti critico per questo e per quello.
MORALISTI INTERESSATI FINTI E ANCHE PEGGORI DEI LORO PADRONI, finche' aveva un "osso da succhiare" il comportamento verso le donne non era affatto un problema.
IPOCRITA !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
savpg8801
21 ottobre 2009 17:05
Articolo di Claudia Moretti, che è collocato nella sezione “ARTICOLI” .
Titolo:Discriminazione di genere e inquinamento visivo. La donna e i media, che fare?
-------------
21 ottobre 2009 12:12:42 - savpg8801
Articolo ben descritto e rispondente all’attuale(ma anche più datato) fenomeno. Come ebbi modo di definire altamente variegato, in altro thread , l’essere femminile che è molto più complesso di quello maschile, almeno sotto il punto di vista “umano” e non “tecnico” , mi chiedo:
quante donne si lamenterebbero proporzionalmente del presente fenomeno, visto il noto stato di vanità che ad esse viene ed è sempre stato attribuito e riconosciuto?
D’altro canto quanti uomini (normali) si lamenterebbero nel caso che avvenisse una così grande rivoluzione volta ad eliminare “massmediaticamente” il fenomeno (giornali-TV-cinema-spettacoli-sfilate di moda-concorsi – ecc.ecc.) come pare venga ipotizzata equiparandolo al divieto di pubblicizzare fumo-droga- o altro?
Come potrebbe reagire il mondo economico se venisse meno tutta questa potenzialità accalappiatrice di audiences, per causa di leggi o di divieti?
Che quantità di donne (anche non più giovani, peraltro) vedrebbe sfumare possibilità di arricchimento e lavoro solo facendosi vedere con matterello(per la pasta) in mano evitando nudità,sculattamenti, ammiccamenti, ecc.?
Da interviste che sempre si vedono trasmesse in tv o in rotocalchi, nell’argomento si ascoltano spessissimo dichiarazioni di cercare: notorietà, fama, successo, ricchezza, libertà, piacere, divertimento, socialità, ecc.
Come risulterebbe possibile evitare di accontentare tutto ciò, quando, nell’immaginazione comune, il lato sesso sta ai primi posti?
Nel documentario si fa menzione al fatto che le donne vengano “costrette” ad esibirsi . Perché se non lo fanno sarebbero out.
Ma chiediamoci perché lo fanno, allora. Allora devono sentirsi assolutamente IN. E sentirsi IN conduce a detta strada. In altri paesi considerati drastici vietatori di esibizioni piccanti, esistono comunque tentativi in tal senso, cioè di esibizione e di emancipazione ad ogni costo fino alla massima risoluzione.
Ma tutto questo deriva proprio da ciò che vogliono gli uomini, oppure da ciò che vogliono fortemente le donne?
Sophia
21 ottobre 2009 19:16
Grazie per la segnalazione dell'articolo ADUC in tema che qui a questo punto copio e incollo:
Articolo di Claudia Moretti
21 ottobre 2009 10:28
Si chiamano studi di genere (gender studies)* e affrontano il problema delle sottili discriminazioni su base sessuale che si annidano all'interno delle societa' piu' sviluppate. Societa' che apertamente si fondano sulla parita' uomo donna, ma che evidentemente riconoscono ancora la presenza di insidie che tutt'oggi permangono nella cultura dominante che proviene dal passato.
In Italia evidentemente la materia e' agli esordi, se si pensa che in Paesi come gli Stati Uniti gli studi di genere vengono impartiti agli studenti dei corsi di laurea piu' disparati, dalla musica, alla storia, all'economia ecc..., segno evidente che si tratta di materia ritenuta fondamentale nella creazione di una coscienza collettiva critica sui rapporti uomo donna. Cio' non di meno, anche qui da noi pare bollire in pentola un nuovo fermento. Certo, e' indubbio il ruolo delle ultime vicende mediatiche che hanno coinvolto il Premier, le sue veline, le 'sparate' televisive contro la Bindi e le reazioni di alcuni giornali che hanno raccolto il malcontento delle donne, come l'appello del quotidiano La Repubblica. Ma forse non e' tutto qui, forse si comincia oggi timidamente ad aprire gli occhi sul baratro in cui e' sprofondata l'immagine collettiva della donna, schiacciata tra il ruolo di moglie con il mocio Vileda in mano, oppure nuda e rifatta a sgonnellare accanto al conduttore.
Si cita in proposito l'ottimo video documentario Il corpo delle donne di Lorella Zanardo e Marco Malfi Chindemi, che ha affrontato senza velo la condizione televisiva del genere femminile sui nostri schermi televisivi.
Quali sono gli effetti di queste immagini e simboli sull'immaginario collettivo e -di conseguenza- sui rapporti sociali?
Perche' la donna accetta una visione di se stessa che la vede nuda, sgambettante intorno all'uomo avallando cosi' la propria subalternita' socio culturale nei confronti del genere maschile?
Tali, fra gli altri, sono i quesiti cui gli studi di genere intendono sciogliere.
Non pare eccessivo parlare di inquinamento visivo. Sembra ovvio, ma forse non lo si sente dire abbastanza, che attraverso il visivo si perpetuano forme di disuguaglianza sociale che proprio di quell'immaginario consolidato si avvalgono per legittimarsi. L'inquinamento consiste proprio nel far apparire "normali", "naturali" le disuguaglianze, che in realta' trovano invece profonde radici nella cultura e nelle politica di un popolo ancora involuto in punto di parita' fra generi. In Italia ad esempio, appare ovvio che in una pubblicita' di un detersivo una signora sulla quarantina pulisca la casa e stiri la camicia al marito, e cio' costituisce il modello e la base "familiare" sulla quale si fonda lo spot. In Francia, probabilmente, il pubblicitario si rivolge al pubblico femminile e maschile con altri stereotipi: la donna sulla quarantina fa yoga e dialoga con le amiche.
Insomma, nella societa' postmoderna, l'immagine, ben piu' della parola e della norma, detta regole su cio' che siamo, come ci poniamo, i modelli, i sogni e gli obbiettivi che ci auto-diamo o che ci son dati.
Ma cosa fare?
Due cose, forse.
In primo luogo parlarne e prenderne coscienza. Tutti, uomini e donne. Gia', perche' anche molti uomini si sentono offesi dalla spazzatura mediatica con cui si incarnano oggi gli idoli e gli ideali, sia maschili che femminili. Non tutti gli uomini hanno a cuore il rimanere depositari di un vecchio privilegio di dominio, che li vede protagonisti in scene degne di commedie all'italiana. Non tutti si sentono a proprio agio in questa dinamica sociale che li bolla di fatto come guardoni, sempre in cerca di seni e sederi su cui costruire in toto la propria sessualita'. Molti, ma molti no. Cosi' come anche le donne, del resto, possono forse prender coscienza dello squallore che circonda la propria figura al fianco dell'uomo, degli standard estetici che le sono imposti a tutte le eta', dell'esigenza di recuperare una identita' dignitosa, che non passi attraverso un proprio fedele adempimento.
In secondo luogo, forse, occorre porsi nuovi obbiettivi normativi a tutela della discriminazione di genere, che affrontino non solo il problema della parita' sul luogo di lavoro, piuttosto che i gravi problemi relativi alla maternita'. Ma anche quello di eliminare gli strumenti (nel caso le immagini) con cui in modo silente, e nemmeno troppo nel caso Italia, si perpetua l'assoggettamento e la discriminazione nei confronti delle donne. Partire dal concetto che le immagini "pesano", "inquinano" e determinano le attitudini sociali piu' di quanto si sia pronti a riconoscere. Che il "simbolo" incide. Cosi' come e' vietata la pubblcita' della sigaretta, o cosi' come non si tollererebbe una pubblicita' razzista o pedofila, allo stesso modo possiamo considerare lesive le immagini della donna oggetto, o della donna che assume ruoli di assoggettamento nei confronti dell'uomo, in termini di ruolo familiare, di compito assegnato dalla societa', di soggetto meramente passivo della bramosita' dell'uomo. Almeno nei messaggi pubblicitari a scopo commerciale.
Potremmo cominciare a parlarne, esattamente come si parla di quote rosa, se politicamente si volessero raggiungere gli obbiettivi della parita' uomo donna.
Sophia
22 ottobre 2009 12:35
Visto che lo citano anche quelli dell'ADUC ... forse è il caso di riportare anche il TESTO originario dell'iniziativa promossa da Michela Marzano, Barbara Spinelli e Nadia Urbinati e che ha sfondato il muro delle 100mila firme.
La solidarietà delle donne all'appello che ne difende la dignità è stata trasversale: in due settimane sono arrivate adesioni da tutta Italia e oltre 3400 foto sono state inviate al sito di Repubblica.
Questa è il testo dell'appello:
"È ormai evidente che il corpo della donna è diventato un’arma politica di capitale importanza, nella mano dei Presidente del consiglio. È usato come dispositivo di guerra contro la libera discussione, l’esercizio di critica, l’autonomia del pensiero. La donna come lui la vede e l’anela è avvenenza giovanile, seduzione fisica, ma in primissimo luogo è completa sottomissione al volere del capo. È lì per cantare con il capo, per fare eco al capo, per mettersi a disposizione del capo, come avviene nelle fiere promozionali o nei dispotismi retti sul culto della personalità. Le qualità giudicate utili per gli show pubblicitari si trasformano in doti politiche essenziali, producendo indecenti confusioni di genere: ubbidienza e avvenenza diventano l’indispensabile tirocinio per candidarsi a posti di massima responsabilità. Diventano il burqa gettato sul corpo femminile, per umiliarlo sulle scene televisive e tramutarlo in arma che ferisce tutti e tutto. Contro questa cretinizzazione delle donne, della democrazia, della politica stessa, protestiamo. Quest’uomo offende le donne e la democrazia. Fermiamolo"
segue raccolta firme
Sophia
22 ottobre 2009 15:06
Visti dall'ESTERO
LONDRA - La stampa internazionale riporta oggi con ampio risalto il raggiungimento di 100 mila firme alla petizione lanciata dalle tre intellettuali Michela Marzano, Barbara Spinelli e Nadia Urbinati su Repubblica.it per protestare contro le parole usate da Silvio Berlusconi all'indirizzo di Rosy Bindi in tivù e in generale contro l'atteggiamento del primo ministro verso le donne.
"Le donne italiane prendono posizione contro il sessita Berlusconi", titola il Daily Telegraph di Londra, riportando la frase pronunciata dal premier per descrivere la vicepresidente del parlamento durante un dibattito alla trasmissione "Porta a Porta", "lei è più bella che intelligente", la risposta della Bindi, "non sono una donna a sua disposizione" e il fatto che l'episodio abbia provocato "indignazione e rabbia" tra molte donne italiane, sommandosi agli scandali privati e ai problemi giudiziari del leader del centro-destra.
"Centomila firme contro il machismo di Berlusconi", titola il quotidiano spagnolo El Pais, scrivendo che "le italiane si mobilitano contro la cretinizzazione delle donne" e notando che la risposta di Rosy Bindi è diventata una slogan per migliaia di donne.
El Pais osserva che tuttavia nelle file del Pdl "nessuno ha alzato la voce contro il capo" a proposito di questa polemica, con la parziale eccezione del ministro della Gioventù Giorgia Meloni. Il quotidiano spagnolo pubblica anche un editoriale sull'argomento, in cui afferma che Berlusconi "è il peggior nemico di se stesso": se non bastava avere irritato la Chiesa cattolica, conclude il commento, il premier "potrebbe essere costretto a rammaricarsi eternamente per le parole" che ha rivolto alla parlamentare del Partito democratico, poiché "trenta milioni di donne italiane sono un'arma di distruzione di massa".
L'Irish Times di Dublino scrive, a proposito delle 100 mila firme, che Berlusconi potrebbe finire per essere ricordato come colui che "ha risvegliato il dragone dormiente del femminismo italiano"; e anche lo svizzero 24 Heures parla di un "nuovo femminismo" evidenziato dalla protesta delle donne per le parole e i comportamenti del primo ministro.
"Non a tua disposizione" titola il National Post, "Silvio fai meno il fanfarone" scrive l'Express, e anche la Tribune de Geneve dedica un articolo alla vicenda.
Altri articoli sul caso Berlusconi mettono l'accento sulle polemiche che accompagnano la visita del premier in Russia: il Times di Londra, per esempio, titola "Berlusconi snobba il re (di Giordania - in visita a Roma, ndr.) per andare al party di compleanno di Putin" a San Pietroburgo.
Ci sono anche articoli sulla risoluzione che denuncia l'eccessiva concentrazione dei media in mano a Berlusconi, non passata "per un voto", scrive il Guardian, al parlamento europeo. E sul sito internet che ha invitato, per quanto ironicamente, a uccidere il premier, con le unanimi condanne che ha suscitato.
(22 ottobre 2009)
sugar magnolia
22 ottobre 2009 15:34
Sono curioso di vedere come cambiera' "in meglio" questo paese quando finalmente l'Odiato se ne sara' andato (si', perche' prima o poi dovra' pure andare, perfino Andreotti se ne e' andato).
Basta aspettare qualche anno.
E VEDREMO
sugar magnolia
22 ottobre 2009 15:42
La cara SOFI scrive:
''...io credo che le soluzioni migliori sono quelle bilanciate in cui tutti i pezzi di società sono realmente rappresentati e in grado di esprimere il loro punto di vista. Quando sarà normale vedere una donna premier come in germania ... potremo dire che ci stiamo avviando verso all'equilibrio e alla normalità''
Quando avremo una donna come Premier, ci mangieranno addosso esattamente come ora.
Inq uesto paese abbiamo un cancro, una valvola micidiale che tutto mangia, divora, cannibalizza, distrugge.
E' il Sud (e non dico tutti i meridionali, certo che loro sono le prime vittime, ma nessun paese dell'Occidente deve fare i conti con una metastasi simile)
Sophia
22 ottobre 2009 15:49
"Inq uesto paese abbiamo un cancro, una valvola micidiale che tutto mangia, divora, cannibalizza, distrugge."
Eh vabbè, Sugar che vuoi che ti dica. questa affermazione ha a che fare con il tuo modo di vedere le cose. Io penso che come ci siamo liberati di Andreotti ci liberemo anche degli altri mafiosi ...
per me il problema numero uno causa di tutti i cancri è il:
CONFLITTO DI INTERESSI
FACESSERO DELLE REGOLE CONDIVISE IN CUI SI VIETA FIN DALLE FONDAMENTA IL CONFLITTO DI INTERESSI PER COLORO CHE RIVESTONO CARICHE PUBBLICHE E DI GOVERNO ...
e poi veramente potremmo verificare con i nostri occhi se il cancro è veramente così 'na condanna a vita o se si può provare a guarire e tornare ad essere un paese normale
Ester
22 ottobre 2009 15:53
Che ci siano donne disposte a sottoscrivere appelli contro il comportamento indegno del premier è senza dubbio positivo. Non ci sono dubbi che una parte delle donne italiane si senta offesa e manifesti la sua protesta. Ma quello che mi preoccupa sono alcuni atteggiamenti che si riscontrano presso le altre donne che, invece, non aderiscono e denigrano queste sottoscrizioni: Ad esempio:
1) Moltissime donne, ridono e si divertono alle battute sciocche degli uomini potenti, alle immagini dissacranti dei corpi femminili. Penso, in particolare ad una trasmissione televisiva, "Ciao Darwin" dove donne belle e procaci si esibiscono, altre donne e gli uomini,in particolare, dagli "spalti", sbavano letteralmente, lanciando urli e applaudendo. Il conduttore (un uomo) ha cercato di inserire anche dei maschi belli ma senza successo, è il corpo femminile che fa audience.
2)Le brave donne di casa, le parlamentari azzurre, le animatrici dei circoli hanno una vera e propria adorazione per il capo, un amore sviscerato al punto da chiamare i circoli. "Silvio ci manchi". Quando il capo viene attaccato, sembrano delle furie a difesa dell'unico, sono disposte a non credere nemmeno all'evidenza documentata. Io mi chiedo. "Come è possibile? Perché a me di questa persona non piace niente?" e mi rispondo: "Perché le sue televisioni hanno riprodotto il modello dei sogni della donna italiana, perché, in fondo, essa non sa e non vuole scrollarsi di dosso la soggezione all'uomo, radicata nei neuroni ad opera di una catena di madri naturali e dalla madre-chiesa, anche se poi,appare più come una peccatrice (ma con una croce gigante tra le tette)che una santa".
Troppe determinazioni quantitative, purtroppo, ostacolano il salto di qualità.
Sophia
22 ottobre 2009 16:03
Sai Ester, quello che mi sono sempre chiesta ma a cui non ho saputo dare una risposta per mia poco conoscenza/frequentazione di certi circoli azzurreggianti è se queste donne "innamorate" del nostro premier che parla come se fosse sempre al bar della brianza ... sono così di loro o se lo sono diventate così dopo "opportuni" corsi di formazione ... e se così fosse in che cosa consistono i corsi di formazione dei circoli azzurri che personalmente non conosco.
Sophia
22 ottobre 2009 16:41
Mi pongo questo DILEMMA perchè so per certo che alcune note aziende del nostro Premier hanno "formato" il loro personale presso gruppi "controversi" che fanno uso di tecniche di manipolazione.
Per carità ... se parli con chi è uscito ... ti dirà che questi "corsi" da migliai di "euri" sono fantastici!!! E che anche tu devi assolutamente provare per credere!!!
ma parlando con "fuoriusciti" disincantati si scoprono realtà diverse. a volte inquietanti.
Sophia
22 ottobre 2009 16:57
Giusto per citarne solo una di queste scuole di "formazione" controverse ... neanche la più famosa ... ma sicuramente una di quelle che ben ostenta patrocini autorevoli ...
Associazione "Progetto 360"
http://www.progetto360.it/
vai su STORIA
CLICKA su DATE
e alla data 1987 ti puoi fare una idea di chi è passato per la ...
... per avere una idea su che cosa sia realmente la "DINAMICA MENTALE" e quali metodi usano ... dovreste leggervi un po' di testimonianze dei fuoriusciti per farvene una idea ... ti dico solo che aggressioni verbale, psicologica, parolacce , sberle e calci nel sedere sono considerati "normali" metodi educativi ...
Sophia
22 ottobre 2009 17:11
Più in generale ... per maggiori approfondimenti sui corsi di "DINAMICA MENTALE"
vi lascio a due letture:
1. uno parla delle associazioni sportive giovanili o gruppi per la crescita spirituale
http://www.dimarzio.it/srs/modules/sections/index.php?op=viewarticle&artid=42
2. l'atro della DINAMICA MENTALE in generale
l'articolo è uscito nella rivista del GRIS " Sette e Religioni" n.7 luglio-settembre 1992, pp 368 e ss.
IL D.B.M. (DYNAMIC BUSINESSMANAGEMENT)
Il D.B.M. viene descritto come «un'esperienza unica ed irripetibile
che viene vissuta in modo molto personale e nel quale
ogni individuo ha l'opportunità di conoscere meglio se stesso e
le sue potenzialità. Dynamic Business Management, questo è il
nome del corso, dove per "business" s'intende l'affare più importante
per ognuno di noi: la nostra ,vita! Un corso in cui si
vede come si può condurre la propria vita in modo dinamico,
divenendo dei "leaders" di se stessi».
Per la Life Discovery Principles l'esperienza del DBM, tra
le altre cose, «accrescerà la propria abilità individuale per...
acutizzare (?!) la propria visione del mondo e... ristabilire e
chiarire la propria visione di Dio» (da un depliant della LDP).
Di questo particolare corso, la 'Stampasi è occupata per la
prima volta nell'aprile 1984, circa due anni più tardi della costitUzione
di LDP in associazione, con un articolo poco lusinghiero.
In esso venivano svelati, in tono giornalistico, i «segreti
» del corso che non consistevano altro che nelle violenze fisiche
e psichiche a cui venivano sottoposti gli ignari e malcapitati
corsisti.
Il DBM, inizialmente uno dei corsi avanzati di Dinamica
Mentale (prima della costituzione dell'Associazione LDP), .si
svolge a Ginevra (Svizzera), presso l'Hotel Le Warwick nell'ultima
settimana di quasi tutti i mesi dell'anno: inizio il mercoledì
sera e termine la domenica.
Il corso si svolge in questo modo:
i vari p~rtecipanti, entro le ore 18,00 del giorno stabilito, si
devono presentare presso la reception dell'Hotel Le Warwick,
dove a riceverli saranno gli incaricati/assistenti dell'associazione.
Sono d'obbligo la giaccae cravatta per gli uomini e la gonna
per le donne.
I convenuti, dopo aver esibito la ricevuta del versamento effettuato
per la partecipazione al corso, sono invitati a chiudere
dentro una busta, ove prima avranno scritto il loro nome e cognome,
soldi, documenti, orologi ed ori. Verranno trattenuti
anche libri, giornali, medicinali.
Vengono quindi formati due gruppi, l'uno di uomini, l'altro
di donne, che sono introdotti in due distinte sale, dove un
istruttore li informa che da quel momento non potranno più
parlare tra loro, fumare, ber~ alcolici, e se qualcuno intendesse
ruzione del Seminario anche per gli altri suoi compagni di stan- za.
Tutti sono invitati a sottoscrivere una dichiarazione con la
quale si accettano le predette regole. Gli istruttori, che sino a
quel momento avevano usato modi e parole gentili, improvvisamente
cambiano maniere, usando toni severi e autoritari.
A cura degli assistenti, e sempre sotto il loro severo controllo,
sono così accompagnati in camere da 2-3 posti letto e invitati
a sistemare le valige e riposarsi. Nel corso della notte i partecipanti
sono improvvisamente svegliati dagli assistenti, i quali
sostano nei corridoi per controllare che non parlino tra loro
mentre sono nelle camere, e che, dopo averli fatti vestire, li
conducono in due sale (una sala per uomini e l'altra per donne)
chiamate pit, dove appunto si svolgeranno le sedute.
I pit sono due stanze ricavate da un'unico salone diviso da
una parete mobile, nelle quali si trova:
::-sulla destra un tavolo, dove prende-posto la persona dell'organizzazione
che conduce le sedute, avvalendosi della collaborazione
di alcuni istruttori e traduttori;
:~ sulla sinistra un altro tavolino dove si trova un impianto'
stereo ed alcune cassette contenenti musiche di rilassamento.
Sotto il tavolo ci sono dei contenitori di vario materiale che
verrà usato, durante le sedute, nelle drammatizzazioni: maschere
di carnevale, maglioni, vestiti da bambino, attrezzi erotici,
buste, fazzoletti, ecc...
Al centro della sala è sistemato un tavolo a forma di D, attorno
al quale prendono posto i vari partecipanti. Questi dovranno
osservare da seduti una particolare posizione: sullo spigolo
anteriore della sedia, schiena inarcata che non deve appoggiarsi
sullo schienale e le mani devono essere aperte sul tavolo;
ogni individuo troverà sul tavolo un cartellino segnaposto che
gli indicherà quale sedia deve occupar€.
Gli assistenti curano con attenzione che durante le sedute le
persone osservino la predetta posizione, pronti a intervenire
con colpetti dietro la schiena su coloro che non lo fanno.
In fondo alla sala c'è un braciere molto grande che sarà acceso
solo all'ultimo giorno, durante la festa di chiusura del seminario.
Trovano posto poi, una lavagna ed un grande specchio.
I partecipanti, dopo aver pr~so possesso del posto loro assegnato,
sono invitati a scrivere su un foglietto tutto ciò che ciascuno
ritiene negativo per la sua vita. Esso sarà ritirato da uno
degli assistenti e riconsegnato solo all'ultima sera del corso durante
la festa conclusiva, quando ciascuno lo butterà nel braciere
acceso.
Alle donne, ad esempio, la conduttrice farà poi una serie di
domande collettive alle quali le persone si devono limitare, se la
risposta è affermativa, solo ad alzarsi in piedi. I quesiti generalmente
riguardano fatti molto personali:
- chi ha avuto rapporti sessuali contro natura;
chi è vergine;
chi ha abortito;
chi ha avuto relazioni extraconiugali;
chi ha fatto l'amore di gruppo;
chi ha maltrattato il marito, i figli, la suocera, ecc.;
chi ha sperperato i soldi e vive nella lussuria... e altro.
Dna volta ultimate le domande, avranno inizio le sedute.
L'istruttrice iniiierà a chiamare singolarmente le partecipanti,
le quali si dovranno-portare al centro del tavolo ad D e raccontare
quali sono i loro problemi e i motivi che le hanno spinte a
frequentare il corso. L'istruttrice si avvale anche di una scheda
personale, compilata a cura del responsabile della sede d'invio,
contenente notIzie sul corsista, ottenute all'insaputa di questi.
Le sedute durano diverse ore e il tempo trascorre senza cali
dell'attenzione, siaferché ognuna partecIpa con curiosità ai vari
racconti, sia per i clima austero e severo che permane durante
tutto il ciclo. L'istruttrice, aiutata dai collaboratori, interviene
in maniera aspra, autoritaria e dura durante le varie narrazioni.
Infatti mortifica, umilia, deride, offende, usando maniere
forti e parole scurrili.
Nel DBM si fa largo uso dello psicodramma, pur riveduto e
corretto. Si tratta di far rappresentare, su un fittizio palcosceni-
co, il fatto o l'avvenimento che più condiziona il soggetto: l'esternazione
del ricordo doloroso, assieme a tutto il suo contenuto
emotivo, dovrebbe aiutarlo a prenderne coscienza e a liberarsene.
Tale tecnica è stata elaborata e sistematizzata dallo
psicanalista viennese J. Levy Moreno. Ma, da ciò che ci viene
riferito, pare che la tecnica usata sia simile a quella che, nel secolo
XIX, il direttore del manicomio di Charenton (Francia)
applicò ad alcuni suoi malati, facendo loro interpretare piccoli
ruoli di un dramma scritto da un suo famoso paziente: il Marchese
De Sade. Ecco alcuni casi riferitici durante l'esercizio dell'attività
professionale:
l°. Una donna confessa di aver abortito. Viene denudata e
posta in mezzo alla sala con una bambolina in mano. Nel contempo
viene diffuso il suono del cuore che batte, mentre una
collaboratrice legge una poesia che parla di un bambino mai nato
che si rivolge alla sua mancata mamma. In questa poesia egli
descrive il suo aspetto, mentre una seconda collaboratrice - posta
dietro alla corsista - ne sottolinea le possibili somiglianze fisiche
con la malcapitata.
2°. Un uomo dice di aver avuto relazioni con svariate donne
e fatto l'amore di gruppo, nonché usato- sostanze stupefacenti.
Deriso, mortificato e offeso, egli inizia a raccontare bugie e si
rifiuta di rispondere alle domande dell'istruttore. Questi perde
la pazienza e lo prende a schiaffi.
3°. Una donna (farmacista) non riesce ad avere buoni rapporti
con la madre. Viene fatta vestire da bambina e le vengono
aati in mano dei giocattoli, quindi viene derisa e mortificata.
I partecipanti, durante tutto il corso, devono osservare le
regole in precedenza ricordate, e se ciò non avviene vengono
puniti. La sanzione può essere anche fisica: uno schiaffo o un
pugno che viene dato al malcapitato da l'arte di tutti i componenti
del gruppo, i quali devono vibrare Il colpo anche con una
certa forza, altrimenti saranno a loro volta colpiti dalla persona
che doveva essere punita.
I pranzi sono consumati in orari sfalsati e ben presto, senza
orologio, con il particolare clima di tensione dominante e con
lo sconvolgimento del ritmo sonno-veglia, si perde l'orientamento
temporale.
A volte avvengono degli svenimenti, causati dalla stanchezza
e dal poco sonno. Le persone sono soccorse da un giovane
medico che segue i partecipanti durante tutto il corso. I fre-
_quentatori non possono assumere alcun tipo di medicine, che
anzi sono ritirate dagli assistenti sin dall'inizio. In caso di bisogno
ne sarà «concessa» la somministrazione, nella posologia
decisa dall'istruttore. Anche il permesso per andar in bagno dev'essere
richiesto: se concesso, il corsista sarà accompagnato da
un .coll.aboratore e guardato a vista. Non esistono momenti
«pnvatI».
Il corso termina con una festa durante la quale vi è la riunione
dei due gruppi e viene tolta la parete divisoria dei due pit.
Alla cerimonia di chiusura intervengono anche i parenti dei
partecipanti e amici che hanno preso parte ad altri corsi. Vi è un
buffet e si terranno vari discorsi da parte degli organizzatori.
Alla fine, la foto ricordo e lo scambio di indirizzi, nonché la
consegna del distintivo dell'associazione. Non manca comunque
l'invito ai partecipanti di non divulgare alcunché di quello
che hanno visto e sentito, più per tutelare - dicono - gli aspetti
intimi di ognuno, emersi durante il trattamento, che per rivelare
i metodi del trattamento stesso.
La particolare chiusura del gruppo in questione si manifesta
attraverso queste caratteristiche:
l.La presenza di frasi o parole gergali.
Oltre a quelle esaminate pocanzi, vanno aggiunte quelle
specifiche al gruppo: «La squadra del DBM...», «il T 3 di Mestre
», «il C/l».
2. Lo spirito che unisce i membri e che li fa riconoscere.
Ogni incontro è caratterizzato da plateali manifestazioni effusive:,
baci, abbracci e vigorose strette di mano che non rispar-
miano nemmeno chi si presenta solo per la seconda volta a una
loro riunione o corso. L'impressione che ne ricava un osservatore
esterno, oltre a essere quasi sempre spiacevole per tanta
sdolcinatezza, rafforza la sua convinzione di trovarsi di fronte
a un gruppo estremamente omogeneo, impermeabile e chiuso.
A ciò si aggiunga l'alta coesività tra membri, che tendenzialmente
tende ad escludere gli estranei all'associazione.
Le numerose riunioni mensili a vari livelli e i diversi impegni
richiesti dall'organizzazione, oltre che la continua - quasi assillante
- preoccupazione, da parte dei membri, di creare occasioni
per stare insieme, rafforzano questa convinzione.
3. L'aspetto nascosto dell'organizzazione
Non dovrebbe destare meraviglia il fatto che la stragrande
maggioranza degli associati ignori la storia dell'associazione, il
movimento e l'impiego del denaro, i nomi dei responsabili delle
due società economiche e i loro fini pratici, i progetti e i programmi
futuri.
L'accesso all'organizzazione avviepe per gradi. Il DBM è
considerato come una specie di iniziazione, che dà diritto non
solo alla partecipazione a corsi successivi ad esso ma, per chi
vuole! ~d avere delle responsabilità all'interno della struttura
assocIatIva. .
Esistono pubblicazioni interne all'associazione che sono oggetto
di attento studìo sia durante le apposite riunioni sia a casa,
come una sorta di compito.
Conclusioni
Come facilmente immaginabile, i gruppi di S.P. ben rappresentano
quell'ideologia dominante, presente ormai in tanta
parte della nostra cultura contemporanea, permeata di narcisismo
ed egocentrismo, ove l'apparire è più importante che l'essere.
Essi sono inoltre il prodotto tipico dell'Occidente industrializzato
in cui l'organizzazione, la gerarchizzazione, la divisione
del lavoro e la specificità dei ruoli, l'efficentismo e la pianificazione
rappresentano i nuovi valori. Non a caso perciò tutti
questi gruppi trovano maggiori consensi nelle zone più industrializzate
del Paese ed è emblematica la circostanza che molti
di questi gruppi erano sorti come Scuole per managers.
Questo Sistema, che ha trovato il modo per spersonalizzare
ed anonimizzare chiunque, ha trovato pure il sistema per dare a
chiunque, pagando, l'illusione di essere l'artefice del proprio
destino, di liberarsi dai condizionamenti, di vivere una vita piena.
Questi gruppi finora hanno avuto buon gioco per vari motivi,
tra cui l'attuale assenza di norme regolamentanti l'attività
psicot:r~peutica, grazie sempre ai soliti e interessati ritardi governatIVI.
Ci auguriamo che il costituendo Albo degli Psicologi e degli
Psicoterapeuti metta un po' d'ordine e faccia giustizia dei tanti
imbonitori 'che purtroppo infestano il mondo della psicoterapia,
arrecando danni incalcolabili alla psiche delle persone.