Commenti
Prima volta? Registrati in un minuto
yannis 02 novembre 2009 19:32
per Lucio Musto,
rispetto il tuo pensiero erispetto la memoria e le opere, anche se non conosco, di Alda Merini. E' stata indubbiamente una persona che ha speso la vita per una sua irrefrenabile spinta interiore, per un suo sogno, per qualcosa in cui credeva ma anche il semplice operaio, il manovale, il contadino che mai somo stati intervistati e mai sono apparsi sui giornali ed in TV una volta guinti alla fine dei loro giorni è guisto che abbiano lo stesso trattamento degli altri, che per me è solo il rispettoso silenzio.
Scusa Lucio, forse le mie conclusionoi scaturiscono dal mio " arciateo", apprezzo lre persone, ammoro quello che fanno ma quando giungono alla fine dei loro giorni , per me sono tutte uguali, tutte da ricordare e tutte da dimenticare. E' solo un mio pensiero.
Lucio Musto 03 novembre 2009 17:34
@ yannis
non me la sento certo di darti torto!
E sono proprio le religioni, e quella cristiana in particolare a ripeterci che di fronte a Dio Padre, quello che incontriamo con la morte, tutte le persone sono uguali, tutti figli identicamente amati.
Siamo invece noi uomini, a non saperci convincere di questo. E la morte della mamma, del Presidente del Consiglio, del Papa, del Capo dell'opposizione,o del Direttore generale della nostra azienda, a noi sembrano perdite assai diverse fra loro.
Colpa del nostro orizzonte limitato.
Ma non vale lagnarsene. Avere una prospettiva "umana" è parte della nostra natura, e va bene così... almeno per ora che siamo vivi.
Ecco perché può essere giustificato l'epicedio per la morte di una poetessa o di un soldato al lavoro in Afganistan, e lasciarci indifferente l'ammazzamento di un piccolo guappetto locale intento a vendere polverine.
Semplicemente perché "per noi", "oggi", loro sono differenti!... pur essendo identicamente tutti e tre figli dello stesso padre.
Cordialità
Lucio Musto
⚠ segnala contenuto inappropriato