savpg8801
17 dicembre 2009 15:26
Al di la del singolo caso, che non farebbe di per sè scalpore, è il sospetto, meno sospetto e più certezza, che si possa estendere il concetto a molto di più di quanto, comunemente, si sente dire da poco più di un anno. Il sospetto che questa drammaticità di impoverimento repentino, che pateticamente evoca l’impossibilità stessa del restare in vita( chi non arriva alla seconda settimana, muore), se per parte della popolazione lo è veramente e lo era anche prima della “crisi”, sia stata strumentalizzata per scopi volti a generalizzare e fare di ogni erba un fascio, allo scopo di terrorizzare, indurre manovre politiche, sindacali, associazionistiche, oppositive, demagogiche e speculative, per far apparire ciò che veramente non è. Far apparire tutti poveri quando in realtà non lo sono allo scopo di manovrare di conseguenza dando anche genericamente a chi già ha. Dichiarare genericamente che “LE FAMIGLIE ITALIANE NON CE LA FANNO PIU’ ” ecc.Una grossa mano propagandistica fornita dalla ripetizione di migliaia di volte al giorno da parte degli organi d’informazione, di questi concetti catastrofici e questo da oltre un anno e continua ancora.
Il risultato è che i tassi sono diminuiti drasticamente, quindi i mutuatari, almeno i meno abbienti, dovrebbero esserne più che contenti, ma si continua a piangere in blocco. Forse perché non si è risparmiato un pochino di più a suo tempo sperperando anche sul superfluo? Ma i sacrifici oggidì sono come il diavolo con l’acqua santa. Nessuno può più permettersi di voler risparmiare; è spesso comodo l'apparire anche agli scialacquatori, piuttosto che l'essere; è spesso comodo fare shopping o scambiasi regali ad ogni festa, piuttosto che apparire poveracci. Il cappuccino e la brioche al bar, le sigarette, il, o, i quotidiani, l’uso improrogabile dell’auto neppure per andare all’angolo della strada, i gratta e vinci, i caffè, le gite, gli iper, gli outlet anche a centinaia di km, le sacrosante ferie, i gelati, i ristoranti ad ogni futile occasione ecc.ecc.ecc……fanno parte della molto ben accettata cultura contemporanea. Mai rinunciare adesso per il domani; qualcuno ci penserà.
Tutte queste cose, chi di noi più attempati ed attori in altre epoche ben conosce, sono state considerate e soppesate quando si aveva il mutuo da pagare e si tirava la cinghia e, spessissimo, anzi sempre, i tassi erano molto più alti di adesso. Si rinunciava al superfluo per pagare l’indispensabile e non si aveva vergogna di dire: guarda amico, al ristorante non ci vado, almeno finchè avrò il mutuo da pagare e il caffè me lo prendo in casa.
lucillafiaccola1796
17 dicembre 2009 18:55
Behsavpg8801 non ha torto! Io spesso mi chiedo... ma gli italiani che fanno per campare? Le fabbriche e le fabbrichètte chiudono e vanno in cina, romania... le scarpe sia sulle bancarelle che nei negozi anche "marchettari" sono visibilmente dei cessi duri inindossabili..,
la ggente viene licenziata.., le banche non ti danno un zzo di interesse...tanto i tuoi sudati risparmi dove te li puoi mettere? Non certo dentro il materasso...
E ci sono questi che corrono da mane a sera su automobili e motociclette-motorini a fare quali e quanti lavoretti? E per farcela...il Tevere trasuda cocaina! Gli avvocati sono troppi e si muoiono di fama... a parte i vari nicoli nosferati e cameraten! Eccetera Eccetera Eccetera
BOH!
Boh!
Lucio Musto
18 dicembre 2009 10:23
Quel TG non l'ho visto, ma mi sento di dire "povera Signora!"... evidentemente per lei le Maldive sono davvero una cosa importante!
Speriamo che almeno riesca ad andare a Fregene, e godere la bellezza di quella località!
sugar magnolia
18 dicembre 2009 12:54
MOLTA MOLTA STRUMENTALIZZAZIONE in tutto cio'.
Anche se non tutta.
Io dal mio posticino di osservazione (seguo i dati tutte le settimane e non solo quelli dell'ABI, poco affidabili) ho davvero visto un calo del lavoro e cio' e' sotto gli occhi di tutti.
Anche nella mia ricca citta' ho visto i locali meno pieni (ma solo in mezzo alla settimana, il ven. e sabato sono strapieni), ma certo, soffiare sul fuoco fa comodo a molti.
Inoltre sto interiorizzando una sfiducia sempre piu' grande nei mezzi di informazione (di destra e di sinistra), anche quelli locali.
Alcune vicende che conosco bene dall'interno (per via del mio lavoro), le ho viste presentate sulla stampa locale in modo assai distorto, semplicistico e raffazzonato.
Un lettore che possa solo leggere e farsi quindi un'idea solo sulla base delle letture dei giornali non puo' che essersi fatto un'idea di massima sulla vicenda ma senza aver colto le problematiche reali di fondo.
E anche se voi non sapete di che sto parlando, mi riferisco al fatto che piu' o meno dappertutto e' la stessa gnola.
Informazione parziale, non puntuale e che soffia, soffia, soffia sul fuoco della polemica tanto per scrivere e riempire gli spazi delle pagine, il caso monta, gli attori devono rispondere e la polemica prosegue.
Certo, bisogna riconoscere poi che in un articolo di giornale (anche piu' articoli) e' difficile restituire un punto di vista esaustivo e competente, anche perche' spesso sono gli stessi giornalisti (soprattutto quelli delle testate locali) a non avere suficiente competenza.
ALLA FINE LA MIA FIDUCIA NELL'INFORMAZIONE SI E' RIDOTTA AI MINI TERMINI.