yannis
10 gennaio 2010 19:04
Purtroppo nonostante le mie reiterate richieste di annullare la mia registrazione continuo ad essere registrato.
Do per scontato che la presente, se pubblicata, scatenerà verso il sottoscritto un'infinità di accidenti, ma tocco ferro e mi metto a scrivere. Spesso le mie lettere sono provocatorie, ma hanno l'intento di mettere a nudo questioni sulle quali è bene riflettere. In questi giorni non si fa altro che sostenere, da parte dei più, che quanto è accaduto e sta accadendo a Rosarno è colpa degli" immigrati" e della 'ndrangheta. Non sono affatto d'accordo, per me la colpa è del sistema Calabria e della mentalità di una parte abbastanza corposa dei calabresi. Iniziamo con gli "immigrati": costoro che colpa hanno? Forse quella di voler vivere? In qualche modo sono approdati in Italia, le autorità hanno tollerato la loro permanenza, che però doveva essere ben pianificata prevedendo possibilità di lavoro e di alloggio. Il buonismo politicamente corretto che parla solo di accoglienza in senso generico è quanto di più nefasto possa esistere. Accogliere questi sventurati e non garantire loro un'esistenza decente è un atto criminoso senza se e senza ma. Come si può pensare che la 'ndrangheta abituata a grossi affari possa speculare su tali miserie? Può essere stato solo qualche "caporale" e "capo bastone" di basso profilo oltre, è ovvio, anche ai datori di lavoro che li hanno solo sfruttati per pochi euro e senza alcun tipo di assistenza. Da quel che si legge la Calabria è un mondo a parte dove l'assistenzialismo predomina su tutto. Con 6500 Kmq di foreste ha ben 17000 forestali a fronte dei 4000 del Canada per 400000 kmq di territorio (dati del 2008). Per restare in Italia, la Lombardia ha solo 600 forestali e, pertanto, viene da chiedersi che cosa facciano quelli in Calabria. Di sicuro incassano le spettanze. Le autorità locali inoltre non hanno mai visto le miriadi di stranieri lavorare nei campi? Come mai non hanno mai accertato le loro condizioni di lavoro e abitative? La Calabria non è forse quella regione ove nei campi lavorano i "negri", mentre i giovani locali fanno i disoccupati? Non è forse anche la regione ove la responsabile dell'Inps di Cosenza è costretta a vivere sotto scorta per aver osato scrivere una lettera ai medici nella quale li invitava a maggior prudenza nel rilasciare certificati di malattia ai braccianti locali ( ben 100 mila nel solo 2008)? Se oltre a questo ci mettiamo anche il senso di orgoglio dei calabresi verso la propria terra, che però non vogliono lavorare, la gelosia per le donne e la pretesa che i "negri" devono solo lavorare per pochi euro e poi rintanarsi nelle loro topaie, senza magari recarsi in paese, la miscela esplosiva è bella che confezionata. Più voglia di lavorare, più amore vero verso la propria terra e meno piagnistei per ottenere sussidi a valanga dalle istituzioni, unitamente ad una maggiore umanità verso chi lavora da sfruttato, darebbero alla bella Calabria tutto il decoro che merita invece di certi episodi inqualificabili. Sarebbe inoltre opportuna ed indilazionabile una maggior presa di coscienza verso lo Stato e l'abbandono dell' omertà verso i misfatti della malavita. Rimedi urgenti, che per i buonisti da quattro soldi e per qualche porporato che spesso parla a vanvera saranno sicuramente inopportuni, sono il rimpatrio immediato degli irregolari che finirebbero solo per alimentare nuove tensioni ed il malaffare e dare una sistemazione dignitosa agli altri senza lasciarli alla mercé di chi dà loro 25 euro al giorno per poi lasciarli vivere in porcili.
lucillafiaccola1796
10 gennaio 2010 19:50
nys yan se non ti sregistrano... puoi anche evitare di scriverci... non furbettare ke h' niusciuno ce krede....
sugar magnolia
12 gennaio 2010 14:51
"....questo governo non sta facendo un granché al sud"
FRancesco, guarda che sono le istituzioni locali (regionali e comunali) che ordinano questo tipo di controlli.
Il Governo centrale non c'entra nulla di nulla.
L' Ispettorato del Lavoro poi e' su base provinciale.
sugar magnolia
12 gennaio 2010 14:56
"....per me la colpa è del sistema Calabria e della mentalità di una parte abbastanza corposa dei calabresi"
Ovvio, non e' neanche da dirlo, dare sempre la colpa alle 'Ndrine e' fin troppo facile; ma queste dove si sono sviluppate ??
Certo, dopo si sono espanse, ma sono nate li', in Calabria, figlie di una mentalita' che altrove non c'e (per fortuna).
Alla fine il tutto e' cosi' radicato che non cambiera' mai un c.... di niente.
Se muoire un boss locale, la locale squadra di calcio gioca con il lutto al braccio, salvo poi tornare sui suoi passi quando la notizia viene rilanciata dai media nazionali.
Insomma, i boss sono rispettati, non solo temuti; c'e in una parte (non tutta, ovvio) della societa' calabrese, un' insito rispetto per queste figure, che assurgono a dimensione quasi sacrale (anche se non per tutti, lo ripeto, ma certo per molti).
sugar magnolia
12 gennaio 2010 14:58
YANNIS
scusa, perche' ti vuoi togliere dalla registrazione ??
Mi risulta che questo tipo di registrazioni rimangono, puoi annullare la mail che ti arriva sulla tua posta elettronica con il Notiziario ADUC, ma cancella re il Login........... non so !!
francescomangascia
13 gennaio 2010 09:48
sugar magnolia, hai ragione ma se le istituzioni locali sono carenti nel proprio operato, il governo centrale dovrebbe provvedere....
sugar magnolia
13 gennaio 2010 10:22
"...sugar magnolia, hai ragione ma se le istituzioni locali sono carenti nel proprio operato, il governo centrale dovrebbe provvedere"
No Francesco, se sono stati eletti dei personaggi (in Calabria non li voglio neppire definire) per certe funzioni, SONO LORO CHE DEVONO FARE IL LAVORO PER IL QUALE PRENDONO (rubano) LO STIPENDIO!!
L'Ispettorato del Lavoro + Prefettura sono locali (e stipendiati).
CAZZO !!
sergio2
13 gennaio 2010 16:46
Sugar ha ragione?
Un paio di palle!
Sugar, cazzo, non scrivere cazzate, RI-CAZZO!
Il prefetto è l’uomo del governo in ogni provincia.
Il Prefetto rappresenta il Governo centrale in ogni provincia e ha funzioni molto importanti proprio su sicurezza e ordine pubblico, funzioni di vigilanza sui sindaci in qualità di Ufficiali di Governo e di raccordo e garanzia sul normale funzionamento degli enti locali e di tutte le strutture periferiche dello Stato.
Al punto che il Prefetto può proporre al ministro dell’interno, da cui gerarchicamente dipende, lo scioglimento degli organi elettivi locali o la rimozione di presidenti, sindaci e assessori degli enti locali.
L’ispettorato del lavoro, da qualche anno Direzione Provinciale del Lavoro, ha competenze territoriali nella provincia ma è il braccio locale della Direzione Generale dell’Attività Ispettiva struttura che fa capo al Ministero del Lavoro e delle politiche Sociali (il mitico Brunetta).
Nell’ambito della Direzione Provinciale operano molti corpi dello Stato, con poteri notevoli, anche di polizia giudiziaria, che investono le competenze di diversi ministeri!
D’accordo essere leghista… ma questo non giustifica indossare paraocchi o negare l’evidenza.
Capacità critica, Sugar.