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savpg8801 31 gennaio 2010 14:30
Nessun problema, basta portarsi da casa le sportine vecchie prendere gli scatoloni vuoti che sempre sono in giro o negli appositi spazi.
Io faccio sempre così.
Però la maggior parte della gente è "nobile" e snobba questo genere risparmi. Hanno i soldi e li spendono!
lucillafiaccola1796 31 gennaio 2010 19:11
Il fatto è che quelli che sono più stupidi sono anche quelli che hanno meno soldi ed invece del carrello... essendo masochisti...prendono le buste di platica..... e non si portano quelle vecchie da casa che potrebbero esser utili per separare i prodotti e velocizzare la "messa a dimora" della spesa a casa.
Non ricordo quante centinaia di migliaia di anni ci vogliono per "liquidare" una busta di plastica
Certamente a roma i negozianti non fanno la raccolta differenziata e neanche l'AMA che a roma si occupa anche dei servizi cimiteriali... ci trattano praticamente da "rifiuti" sia in morte... che in vita...
Makebbell-u-mani-tà... paraponziponzipà!
Lucio Musto 01 febbraio 2010 13:22
secondo me, le bustine di plastica sono troppo economiche.
Per il danno che fanno all'ambiente dovrebbero costare un euro l'una, per legge.
In questo modo, nobili o plebei, le persone potrebbero decidere liberamente se portarsi dietro contenitori riciclabili... o pagarsi lo sfizio dello spreco.
savpg8801 01 febbraio 2010 15:32
Erratissimo.
Come per gli ecopass chi vuole paga e inquina a prescindere dallo status sociale.
sugar magnolia 01 febbraio 2010 16:35
Direttore
"chi vuole paga e inquina"
Insomma, parliamone, mi pare ci sia un vizo logico alla radice.
Io non sono un tecnico di queste cose ma pare che lo sforzo corretto dovrebbe essere a monte, da parte dei produttori "in primis", che dovrebbero cercare materiali bio degradabili, e dei consumatori POI, che dovrebbero smaltire il tutto in modo corretto e differenziato.
Avevo letto un volatino all'Ipercoop che diceva che i materiali dei contenitori erano riutilizzabili nel ciclo di smaltimeno Hera ......(e giu' una lunga spiegazione semi-tecnica che ora non ricordo bene).
E da ultimo considerate gli interessi dell'industria dei produttori di sacchetti vari, per un costo di alcuni millesimi per pezzo, in 2, max 3 passaggi, il fruitore finale arriva a pagare 0,25 cent.
E POI DICONO DELLE BANCHE ........ SE FACESSIMO IL CALCOLO ESATTO IN PERCENTUALE TRA COSTI DI PRODUZIONE DEI SACCHETTI E IL COSTO FINALE, I PROFITTI DELLE BANCHE SAREBBERO COME PAGLIUZZE DI FIENO.
savpg8801 01 febbraio 2010 17:36
Sugar, gli smaltimenti differenziati innescano più costi che benefici (un giorno ne farò un elenco) perciò, anche i ventilati materiali riciclabili per i contenitori del citato rivenditore"cooperativo"(ma anche di altri), lo sono solo in piccola parte e pure, mi sembra, di due specie: una usa e getta e l'altra da riutilizzare; ma COSTANO al consumatore. I cartoni da imballaggio che sono la parte maggiore, ci sono sempre comunque.
Da me al mercato, ci sono decine di bancarelle con centinaia di cosine belline da 1 euro anche di valore molto superiore, ma ti danno la ricevuta e pure la sportina in omaggio, anche se prendi slo la torcetta tascabile a led comprese le pile il tutto 1 euro! Ci trovi tutto a 1 euro (nuovi) telecomandi, contapassi con radio, catene per bici con lucchetto e chiave, torce bellissime anche di quelle a molla, piccoli rilevatori di infrazione e centinaia di altri gadget interessanti.
I sacchetti che ti fornisce l'Hera per il rifiuto umido (pochi perdono tempo a farlo) se non sono utilizzati presto, diventano marci, cioè perdono.
Quando mi occupavo di ragioneria-contabilità e con i bilanci ci marciavo, posso dire che sìì le banche guadagnano, ma la lotta è ardua.
Molti negozi danno gratis il sacchetto (ma lo ricaricano sul prezzo della merce che così costa di più anche se non te ne accorgi) ma i grandi negozi li fanno pagare e quasi nessuno ci bada ed anche il citato da te lo mette a mio avviso sui prezzi comunque perchè son più alti dei medesimi in altri super-iper.
Che vuoi che importi alla maggior parte degli acquirenti che buttano sul carrello senza guardare al prezzo, o all'etichetta, o al peso, alla presunta o pubblicizzata qualità(si spera buona) o al rapporto peso-prezzo....... troppo complicato e difficile e ti puoi trovare, in una spesuccia di 50 euro, a spendere anche il 20% in più o in meno (a seconda se sei più o meno attento) .... perciò chi fa caso ad una voce di 0,25 oppure 0,50 in più?
Ecco dove casca l'asino....per dire! Se a quei prezzi i sacchetti vengono venduti comunque, chi glie-lo fa fare ai venditori di diminuire il prezzo o cambiare strategia allorchè c'è la domanda?
diamond18 02 febbraio 2010 08:16
credo che sarebbe ora da parte di tutti un po di buon senso: tutti quando andiamo a fare la spesa di qualsiasi genere dovvremmo portarti dietro la nostra sporta in modo da non doverla comprare e di conseguenza alimentare il mercato della plastica e tutto quello che gli tiene dietro (vedi inquinamento e smaltimento)! se è anche fatta di materiali non inquinanti come per esempio la canapa sarebbe ancora meglio!
sugar magnolia 03 febbraio 2010 08:47
"...posso dire che sìì le banche guadagnano, ma la lotta è ardua."
NO NO, volevo dire che in proporzione il guadagno su questi piccoli oggetti e' smisurato, ma essendo in proprorzione di pochi cent., la gente ci fa meno caso; piu' o meno come quando "noi" operiamo il cosidetto
STACCO VALUTA
che tu ben conosci.
Per l'azienda 2/3 gg. di valuta non fanno quasi nulla, per noi, tutti i movimenti, sommati a fine anno ....... fanno eccome !!
"....I cartoni da imballaggio che sono la parte maggiore, ci sono sempre comunque"
SAI', QUESTO E' VERISSIMO, ma l'alternativa quale sarebbe ??
Materiali bio-degradabili ??
Forse, ma che non siano le belle parole con le quali tanti si riempiono la bocca IN PUBBLICO, quando poi c'e da andare a convertire i processi produttivi e cambiare una rotta ben delineata, beh' molti fanno marcia indietro.
SE ci fosse davvero una volonta' politica generale per questi cambiamenti allora ce la potremmo fare, ma spesso i politici dicono quello che "va detto in pubblico per il ruolo che ricoprono", poi nei colloqui privati dicono quello che pensano davvero.
Avevo visto un documentario sullo smaltimento della plastica che spiegava come il processo di riconversione industriale a livello mondiale sarebbe estremamente oneroso e coinvolgerebbe diverse entita' che "di fatto", di cambiare rotta non ne vogliono sapere.
savpg8801 03 febbraio 2010 14:59
Così parlò Obama...: americani, tirate la cinghia!
Ma quali americani? certamente chi la tira già lo farà di più, ma chi è benestante o ricco, no!
Tirare la cinghia significa consumare meno. Consumare meno significa produrre meno e perciò le aziende sull'osso chiuderanno. Altre produrranno ulteriore disoccupazione e quindi ulteriore incapacità di acquisti e consumi. Ma se d'altro canto si sentenzia che per far uscire le nazioni dalla crisi bisogna aumentare i consumi, creando così utili per le aziende, posti di lavoro, maggior capacità di spesa.......i conti non tornano!
La storia imballaggi non può esere ridimensionata, perchè equivarrebbe a far chiudere aziende, creare disoccupazione ecc.ecc.ecc.
Ecco perchè non si interviene.
La storia rottamazioni ha tenuto solo in vita il malato per un po' di tempo in più, ma ora se ne vedono i risultati effimeri. Fabbriche che chiudono, operai a casa, delocalizzazioni, insomma un guaio per tutti; fuor che, a primo avviso, per lo Stato che ha incassato l'IVA, ma poi la riversa con gli ammortizzatori sociali. Allora dove sta il vantaggio?
Le rottamazioni, viste con l'occhio ecologista, sono un vero danno. Milioni e milioni di "carcasse", spesso ancora ben marcianti (vedi che adesso anche molte case automobilistiche ti permettono di rottamare anche gli euro 4) devono essere smaltite provocando ulteriore danno ecologico e poco riciclaggio (vedasi autodemolitori pieni all'inverosimile) perchè l'auto(ma anche qualsiasi altra cosa) non può essere rimessa in circolazione anche se ancora buona.
....STACCO VALUTA
che tu ben conosci.
Per l'azienda 2/3 gg. di valuta non fanno quasi nulla, per noi, tutti i movimenti, sommati a fine anno ....... fanno eccome !!
Già, ma io proporrei questo ragionamento sotto l'aspetto: 1° tassi bassi(differenziale insignificante) o tassi alti(maggior vantaggio per le banche); 2° distinzione fra aziende in rosso e quelle con disponibilità.
Ad esempio, la valuta( se ritardata) per un bonifico è molto penalizzante per uno che paga interessi al 10% e ovviamente più appetitosa per la banca che li incassa.
Ma in regime di tassi bassi come adesso e per il correntista a credito, la cosa appare insignificante, anche perchè lo"stacco" non potrebbe, se non di pochissimo, beneficiare del contestuale reinvestimento, magari nell'interbancario come molte usano fare. Certo la regola dei grandi numeri apporta ideale beneficio, ma ora come ora, non proprio tanto visti gli attuali livelli dei tassi.
Perciò le aziende, che sono per la stragrande maggioranza operative in zona rossa, hanno veramente dei danni all'aumentare dei giorni valuta.
sugar magnolia 04 febbraio 2010 10:44
"....Perciò le aziende, che sono per la stragrande maggioranza operative in zona rossa, hanno veramente dei danni all'aumentare dei giorni valuta"
PAROLE SANTE !!
E, aggiungo io che lavoro con il Mid - Large Corporate, conviene piu' alla banca sostenere certe realta' "pesantuccie", piuttosto che farle affondare, in quanto le conseguenze dell'affondamento sarebbero ancora piu' nefaste.
Quindi, le grosse, sostenute "ventre a terra", le povere PMI, quando vanno fuori plafond per Anticipo-Fatture di 5000 euro, gli si chiudono i rubinetti e il poveraccio di imprenditore non riesce a pagare i suoi fornitori, pur avendo crediti esigibili per migliaia di euro.
savpg8801 04 febbraio 2010 11:56
Ciao Sugar, è vero, ma anche le banche hanno delle limitazioni all'operatività: statutarie, economiche, tecniche e sono soggette alla vigilanza.
Anche le banche hanno le sofferenze che sono crediti esigibili non onorati a parte della clientela (come le aziende che non incassano). Le banche devono, qualora esigenze di liquidità lo impongano, attingere a fonti esterne, al credito interbancario, agli Istituti di categoria, alla Banca Centrale, a giochi di c/c recipr.su Corrispondenti, e altro ancora. La banca, dalla provvista deve immediatamente reinvestire con profitto e mantenere in cassa(liquidità immediata per far fronte a richieste inaspettate impreviste) il minimo indispensabile, anche per ragioni di rischio, assicurative ecc.
La riserva di liquidità non è praticamente fruttifera. Gli accumuli non sono fruttiferi; pensa ai dispenser Bancomat dove ci tieni danaro che-per assurdo-non venisse prelevato- resterebbe lì infruttuoso come anche le giacenze di cassa per la normale operatività di sportello.
Quando la gente dice: ma come....se verso su un libretto o un c/c mi danno quasi zero(adesso) di interessi e loro(le banche)se chiedo finanziamenti mi chiedono il dieci%.... sono ladri?
Ma quanta gente sa che solo parte della raccolta può venire impiegata a tali remunerazioni?
Il resto va a finire in altre innumerevoli poste di impiego a tassi bassi.
Una rispolverata di tecnica bancaria e di analisi non guasterebbe.
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