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yannis 10 febbraio 2010 18:24
Figuriamoci se i sindacati potevano fornire spiegazioni e/o soluzioni. Il problema è a monte. attraverso una campagna ottusa si è voluto per forza paragonare le donne agli uomini senza tenere in miima considerazione quelle differenze che anche un imbecille nota. Con questo non voglio minimamente sottovalutare le donne, hanno un cervello come gli uomini ma un corpo un pò meno robusto, capire questo non credo che sia da luminari. Ora purtroppo c'è stata la parificazione de allora il datore di lavoro che deve fare? Di notte deve mettere dei sorveglianti con maggior onere per l'azienda? Sindacati e compari quando hanno portato avanti la loro iniqua iniziativa avessero ragioato un pò non sarebbe stato male. Stimo le donne, apprezzo il loro lavoro e le ritengo indispensabili ed è stato ridicolo strumentalizzarle.
yannis
Annapaola Laldi 12 febbraio 2010 13:37
Caro Christian 2008, ho letto con attenzione quanto scrivi, ma a me sembra che il problema che poni giustamente sul tappeto non riguardi solo le donne, ma anche gli uomini. Il punto, infatti, se ci pensi bene, non è essere donne o essere uomini, ma essere da soli/e. Anche un uomo, se è da solo, se si sente male o si fa male, chi lo aiuta subito? E se entrano delle persone malintenzionate, credi che essere maschio aiuti molto? Forse, se l'interessato è alto 1,90 e stazza 100 kg., e ha un aspetto truce (conosco uomini giovani grandi e grossi che hanno una spetto temibile quanto quello di babbo natale), forse... perché di fronte a gente davvero malintenzionata e magari armata, sia pure di armi improprie, anche un maciste può fare poco. Lo stesso vale per gli ultras.
D'altra parte, è anche vero che ci sono donne mingherline capaci, con una sola occhiata, di mettere sull'attenti la banda più sgangherata...
No, il problema vero è l'essere da soli.
Infatti, al limite, il problema della tutela rispetto ai possibili clienti malintenzionati può essere risolto, organizzando la distribuzione di bevande e cibi attraverso uno sportello, come avviene già anche in alcuni paesi d'Europa (in Italia non so). Il cliente resta all'esterno, ordina attraverso un citofono da una lista esposta fuori. Cibo, bevanda e soldi passano attraverso un sportello o una ruota girevole, mantenendo chi chi serve e chi consuma a una distanza invalicabile.
E' naturale che, dove fossero sistemati tali sportelli, i servizi igienici, che sono importanti per chi viaggia, siano sistemati all'esterno dell'autogrill (questo già avviene in diversi posti).
Non credo che sia una cosa impossibile. Le lavoratrici e i lavoratori interessati potrebbero buttar giù un progetto di massima, in base alla situazione logistica che conoscono, e presentarlo a sindacati e datori di lavoro.
Resta però sul tappeto il problema dell'essere da soli/e rispetto a un malore o a un incidente.
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