Damiel
20 marzo 2005 00:00
Non entro nel merito delle firme presentate, anche se vi sarebbe da dire... accetto questa consuetudine per la Mussolini, diversamente dovremmo valutare tutti i casi per Giustizia.
La cosa grave è quando la "giustizia e la legalità" sono applicati come espediente.
Sarebbe gravissimo alterare il risultato delle elezioni, ma sicuramente la sig.ra Alessandra non arriva a tali livelli di spregiudicatezza.
Se vogliono proseguire gli accusatori, forse presto conosceremo il senso celato del monito "chi è senza colpa scagli la prima pietra".
Sono sicuro che alla fine la Mussolini potrà offrire a qualcuno un buon digestivo!
Cordialmente,
Damiel
P.S. A proposito di pari opportunità, credo che altre "femmine" possono imparare cosa significa essere Donne e smettano di piangersi addosso: chi non ha i numeri resti fuori a guardare e non giustifichi le proprie incapacità con vuote rivendicazioni. Io ho partecipato concorsi dove alcune donne sono state selezionate senza avere le qualità perchè femmine. Il cambiamento si opera con i fatti.
Mario
20 marzo 2005 00:00
...non passa giorno che i nodi, della politica, vengano al pettine!....per quanto ancora dobbiamo fare finta di nulla?
.... per quanto tempo ancora ,la dx e la sx, crederanno che siamo tutti degli idioti lamentosi?
Firme false?
Un nonnulla!
I problemi sono altrove.....e immensi!
Paolo
22 marzo 2005 00:00
Dove e come e se si ha il diritto di verificare se hanno messo la mia (o vostra) firma, falsificata, per presentare una lista?
In Comune, in Tribunale o dove?
margie
22 marzo 2005 00:00
Damiel, se lei parla di concorsi pubblici, il problema non è certo di tipo sessuale. Di concorsi vinti da gente incompetente ed ignorante ne conosco anch'io, ma non faccio distinzioni perchè queste persone sono sia donne che uomini!
Il problema non è certo il sesso, il problema è il sistema di accesso al lavoro negli enti pubblici.
Saluti
Damiel
25 marzo 2005 00:00
Salve Margie,
sono dell'idea che sia assurdo operare una qualsiasi discriminazione il momento stesso in cui non si seguono termini precisi di determinazione circa i requisiti e le qualità allo scopo dell'individuazione del soggetto più idoneo.
Per quanto mi riguarda è compito di ognuno contribuire al progresso reale della società, favorendo l'azione, garantita dalla Costituzione, di rimuovere quegli ostacoli che di fatto limitano la piena espressione e possibilità di affermazione dell'individuo.
Discriminare... Spesso indica una paura del diverso e evidenzia la mancanza di una capacità di confronto.
Magari si può dire: IO VOTO DONNA!
Ma francamente, quale programma voto quando mi si presenta un candidato che promuove un valore di pari opportunità negando, operando sulla leva emotiva, il principio che vuole difendere con i suoi slogan?
Mettiamo in campo dei Valori o facciamo leva su rivendicazioni sempre più anacronistiche?
Si può vedere all'altro sesso assumendo antagonismo esasperato e centrare su questo un'azione politica?
Cerchiamo di essere adulti o tentiamo almeno di essere seri senza squalificare i nostri ruoli.
Il problema per le donne (e le battaglie della mia donna sono le mie) è affermare dei valori e dei principi, evitando di costituire una "corporazione" (vedi: spirito tribale); perchè in quest'ultimo caso si vorrebbe solo ribaldare una condizione iniqua a danno "dell'altra parte" che chiaramente non resta a guardare!
Uomini e Donne camminano insieme verso il futuro, è così da molto tempo... E' possibile che nella loro differenza di ruoli e predisposizioni (il valore della diversità, accompagnato, chiaramente, al riconoscimento della piena dignità ad entrambi)esprima in Natura una realtà costante di complementarietà?
In amicizia,
Damiel
P.s. Parlavo di concorsi pubblici, ma posso riferirmi anche ad esperienze in società private che si stanno tingendo sempre più di rosa...
Damiel
25 marzo 2005 00:00
Paolo,
penso, che dovresti contattare la Regione.
Damiel
giovanni
26 marzo 2005 00:00
ma sono decenni che e' tutto fasullo in questo paesetto.Quando mio padre stava alle case popolari,ho visto con i miei occhi e magari avessi qualche giornalista che mi pubblicasse le storie che so,tutta la corruzione che c'e'.Alloggi x la polizia,si facevano avanti questori,commissari,ispettori,generali,dotto' se le serve qualche cosa le togliamo una multa chiudiamo un occhio.......... che schifo.E quando mi portava ai comizi politici,rivedevo personaggi che mi hanno offerto ,per convincere mio padre a truccare il punteggio o per altre schifezze,cocaina,hashish,viaggi per fare affari.capite chi sono queste persone.regolarmente ci offrivano permessi per il centro storico ,ma non ne avevamo nessun diritto e non li volevamo,e per rifiutare tutto questo e comportarsi onestamente,hanno declassato mio padre.ecco come funziona .se mio padre avesse accettato adesso saremmo miliardari,ma lo sto convincendo a parlare,e se parla altro che annullamento delle regionali del lazio...dovrebbero costruire un carcere nuovo per determinate persone............ma lo faro' parlare prima o poi,e' che e' anziano e gli fa male ricordarsi di tutto il marcio che ha visto nelle istituzioni romane.
margie
30 marzo 2005 00:00
Damiel, se il suo intervento era circoscritto al caso Mussolini è un conto. Se è circoscritto alle nostre parlamentari italiane, è un altro conto.
Se parla invece di Donne che lottano per farsi spazio in luoghi deputati al culto maschile (ne esistono, mi creda), è un altro.
Non difendo le donne a spada tratta. Esistono donne intelligenti e donne stupide, al pari degli uomini.
Se parliamo del caso Mussolini, non posso certo approvare lo "stile" (diciamo, mancanza di stile). Se parliamo di parlamentari italiane, devo dire che non mi riconosco nel modello di molte di esse, trasversalmente parlando da Prestigiacomo a Francescato. Devo però anche dire che la Donna con la D maiuscola tende a stare fuori dal settore politico, perchè non ha vita facile.
Credo anche che in Italia manchi un'adeguata cultura egalitaria che operi nel profondo, e non solo in superficie.
Molto spesso mi capita di parlare e interagire con uomini e donne che teoricamente sono molto aperti e liberi, ma nel concreto agiscono con profondi pregiudizi.
D'altronde, già a livello legislativo opera una spiacevole distinzione : quante volte sentiamo citare "categorie deboli e/o a rischio, quali vecchi, bambini, disabili e donne? (!!!!).
Damiel
30 marzo 2005 00:00
Margie,
riconosco gli spunti che vengono offerti coi quali si evidenzia che vi ancora molto da fare (includendo nel termine "molto" oltre, questo aspetto in discussione, altri in generale).
Credo importante sviluppare l'attenzione su valori guida che caratterizzano la ricerca del costante miglioramento del "sistema" e tutti possono offrire un contributo importante (chiaramente il momento che operano con spirito autentico e sincero).
Circa lo stile che poi può essere adottato o meno rimango poco scandalizzato, a volte forse disturbato; ma ognuno/ognuna quando sviluppa un proprio approccio con l'ambiente esterno, a volte può risultare "eccessivo", tuttavia, credo, se vi è sostanza lo "Stile" lo si matura col tempo.
E' importante all'inizio aver spazio di espressione, in seguito si può imparare a disciplinarsi mentre ci si conosce meglio nel relazionarsi con gli altri ed il sistema.
A volte, penso, si può essere apparentemente "ciechi e sordi", se si vede e sente oltre l'agire goffo uno spirito autentico e sincero alla ricerca di realizzare una propria dimensione.
Tuttavia, credo, da pari a pari, da Uomo a Donna, ai bambini, agli anziani, ai malati... a chi ha meno forza psichica o sociale vi è da riservare una tutela speciale.
In amicizia,
Damiel
margie
30 marzo 2005 00:00
Copio un momento la sua affermazione :
"Tuttavia, credo, da pari a pari, da Uomo a Donna, ai bambini, agli anziani, ai malati... a chi ha meno forza psichica o sociale vi è da riservare una tutela speciale."
Sono d'accordo. Ma cosa c'entrano le donne se non sono bambine, anziane o malate? Soprattutto, cosa c'entrano se sono donnne adulte e sane? Di quale tutela abbiamo bisogno? Chiarisca, grazie.
Damiel
03 aprile 2005 00:00
Margie,
mi offre uno spunto (diamoci pure del lei :)
Personalmente non mi fermo alla realtà immediata che mi circonda.
E' tragico vedere delle giovani sfigurate dall'acido o sentire in altri luoghi (dove il fenomeno è "meno drammatico") quanto si sia "indietro" circa, ad esempio, le molestie sul luogo del lavoro.
Sono per la globalizzazione dei Valori e dei Principi imperniati sul rispetto della Libertà a fondamento della piena espressione della Dignità umana; con un'attenta sensibilità espressa ed estesa a tutti gli esseri viventi.
Da ragazzini ci sono i maschi e le femmine, ma da adulti i problemi devono essere affrontati in forma matura; conciliati, diciamo, gli opposti per procedere ed evolversi insieme.
Sono convinto che gli uomini o le donne, da soli, siano "sterili"... cioè senza frutto ed una pianta, si dice, è giudicata dai suoi frutti.
Inoltre ritengo che sul piano di attenzione e rispetto dell'individualità sessuale, che prevenga discriminazioni inaccettabili, vi sia molto da fare una volta superato (mentalmente) il discorso uomo/donna.
Credo che l'individuo debba essere "giudicato" senza pregiudizi.
Comunque mi creda, la cultura attuale ancora richiede uno scambio notevole per superare le "tare" trasmesse dall'educazione comportamentale e sociale (anche in Italia ed in Europa); fortunamente l'aspetto non si manifesta con la gravità presente al di fuori della nostra esperienza (definiamo comune)della nostra realtà, ma la logica del meno peggio non deve limitare nella costante legittima ricerca di quelle affermazione che giustamente si ricerca.
Bisogna sempre combattere le proprie battaglie con ardor di spirito!
In amicizia,
Damiel
margie
04 aprile 2005 00:00
La mia affermazione era nata semplicemente per rilevare che la prima discriminazione avviene a livello legislativo : associare le donne a bambini e malati, sicuramente non aiuta il processo di avanzamento culturale che lei sta, giustamente, auspicando.
Le molestie sui luoghi di lavoro avvengono indiscriminatamente su uomini e donne, la realtà sociale è profondamente mutata.
Una persona sfigurata dall'acido è, indistintamente, uomo o donna.
Il problema è mentale. E non posso certo dire che si attivino politiche di avanzamento culturale, nè in questo senso nè in altre. Anzi.
margie
04 aprile 2005 00:00
Per Giovanni : mi auguro veramente che tu riesca a convincere tuo padre a denunciare. Fortunatamente non è l'unico, esistono delle persone che rifiutano di essere comprate (anche mio padre fu una di quelle).
Purtroppo, dovrebbero esserci un numero maggiore di persone che dice "no".
E' un problema di degrado morale, prima che di bisogno economico.
Damiel
04 aprile 2005 00:00
Le donne sfigurate dall'acido sono la realtà di un'area geografica dove l'uomo ha sulla donna una forma di, diciamo, autorità dominio molto elevata; purtroppo la denuncia di fatti legati a donne... tralascio i particolari, fanno parte di un'attualità legata al nostro tempo.
Circa le molestie sessuali il problema si presenta per ambo i sessi è vero; ma nel caso a cui mi riferivo la mia attenzione era rivolta alle aree asiatiche dove la donna (e in minor misura l'uomo)è oggetto-vittima di atteggiamenti comportamentali che rientrano nel tipo di molestia sessuale (senza voler ampliare l'argomento).
Circa poi i testi o i vari riferimenti normativi ove troviamo la donna indicata come parte sociale destinataria di particolari tutele.
Beh, non dobbiamo dimenticare che il movimento femminista ha consentito un cambiamento enorme.
La riforma del diritto di famiglia si può dire recente... e personalmente sono rimasto incredulo quando ho visto su quale norme interveniva.
Cmq Margie, è fondamentale, penso, che si apra, oggi,una mentalità di contributo/raccordo alla pari per operare lo sviluppo di una società capace di mostrare un volto in grado di consentire sempre più la piena espressione e partecipazione degli individui in forma associata e non.
In amicizia,
Damiel
margie
05 aprile 2005 00:00
Se si riferisce a situazioni di degrado particolare, Damiel, non è necessario andare tanto lontano : una certa realtà ce l'abbiamo sotto gli occhi tutti i giorni.
Per la riforma del diritto di famiglia, sarei curiosa, a titolo di scambio informativo reciproco, sapere cos'è che non condivide in particolare.
Con cordialità e curiosità.
Damiel
09 aprile 2005 00:00
Ciao Margie,
ti propongo due url per un pò di surfing:
http://www.filodiritto.com/diritto/privato/civile/legge151-1975.htm
http://utenti.garamond.it/sava21/viaggio_attraverso_la_normativa_.htm
Quel che non condivido circa il diritto di famiglia è ciò che interessa una situazione, in questa difficile parte della disciplina, dove ancora non si vede risolta in forma idonea, in quelle realtà dove è previsto uno "sconfinamento" dell'Ordinamento, la "pacificazione" che interessa la sfera privata della vita del cittadino / della cittadina ad opera, diciamo, di una parte esterna.
A riprova di quanto scrivo, è l'evidenza del "disagio" che coinvolge i figli o le figlie (parte "debole/vulnerabile"), nell'interesse ed a vantaggio dei quali / delle quali la dottrina non ha ancora individuato adeguate risposte.
Circa il mio precedente intervento, quando mi definivo incredulo, mi riferivo alla subordinazione della donna verso l'uomo; conseguenza di un "costume" che effettivamente costituiva di fatto il presupposto di un limite-compressione di propri diritti o possibilità di espressione.
Successivamente poi non mi sorprende, il conseguente risultato del garantismo [politik] che mostra i famosi ultimi (le famose ultime) diventare primi (prime) quando si tratta di raccogliere privilegi; tale constatazione prevedibile semplicemente mi disgusta e penso umili lo spirito di chi ha lottato animato (animata) da autentico senso di Giustizia.
Cordialmente,
Damiel
margie
09 aprile 2005 00:00
Ovviamente ho aperto i siti proposti.
Credo però che sarebbe utile citare gli articoli con cui si trova in disaccordo, altrimenti temo che il confronto, per quanto civile e pacato, si fermerà qui, almeno per quanto mi riguarda. Devo infatti confessare che se si riferisce alla disapplicazione di "questi" articoli della Costituzione, purtroppo ribadisco che essa non si ferma ad una questione di eguaglianza tra uomo e donna, ma va ben oltre (salute, lavoro, giustizia).
margie
09 aprile 2005 00:00
Per Damiel : vorrei comunque aggiungere, in attesa del tuo chiarimento, che a mio avviso la discriminazione è mentalmente molto forte in Italia. Tu hai fatto l'esempio del diritto di famiglia, ed è un esempio forte. Ma la discriminazione ed i luoghi comuni operano a tutti livelli, anche banali! Non solo da parte di molti uomini ma, cosa perfino più grave, da parte di molte donne!
In Italia, culturalmente, non siamo molto lontani dal Brasile.
Damiel
10 aprile 2005 00:00
Margie,
mi riferivo al fatto che un uomo marito poteva con diritto accedere alla corrispondenza della moglie, influenzarla sul voto politico, obbligarla a seguirlo se cambiava residenza ect...
Il problema tuttavia non deve essere affrontato solo in termini di norma, ma deve anche interessare la cultura e il costume; le mie osservazioni si muovono dal fatto che esasperare le differenzazione in nome del principio della non differenziazione è una via che porta poco lontano.
Adesso ti saluto perchè sono sotto attacco di spywire.
Ciao!
In amicizia,
Damiel
margie
11 aprile 2005 00:00
Damiel, ti ringrazio per il chiarimento. Vorrei solo aggiungere che sono d'accordo con te. Riferendomi al post iniziale, ecco perchè non mi riconosco in molte nostre parlamentari ma neanche in molte donne italiane.
Ciao.
margie
12 aprile 2005 00:00
Damiel, hai trovato lo spyware?
margie
20 aprile 2005 00:00
Torno un attimo sull'interessante spunto offerto da Damiel. E' vero che talvolta (spesso?) non conosciamo i nostri diritti. Ti ringrazio per avere offerto questa panoramica dell'evoluzione legislativa negli anni in favore dei diritti della donna. Vorrei segnalare anche un altro elemento, importante, che noto spesso quando sono a contatto, per lavoro o per piacere, con culture diverse durante i miei viaggi all'estero o semplicemente negli argomenti di discussione con amici stranieri. La visione di subordinazione della donna rispetto all'uomo, che vedo trapelare ambiguamente nei discorsi di molti giovani apparentemente emancipati e colti, appartiene soprattutto a culture latine, mediterranee o miste (americana). La disposizione mentale dell'uomo inglese, australiano e scandinavo è completamente differente da quella italiana, spagnola, francese, americana. E mi fermo all'occidente, per ovvi motivi.
Credo sia legato ad uno status di arretratezza culturale generica molto radicato in noi. Quando penso ad arretratezza culturale, non penso necessariamente ad un uomo ignorante (nel senso di bassa scolarizzazione), ma ad un uomo dominato da vecchi schemi mentali, da preconcetti.
Ad esempio, mi ha colpito recentemente l'affermazione di un noto personaggio pubblico (giovane, apparentemente colto e spregiudicato) : "Mi irrita profondamente l'idea che la mia donna guadagni più di me". Viva la sincerità, ma penoso il principio. Ed è vero. L'ho constatato personalmente : le donne guadagnano mediamente meno degli uomini perchè se avviene il contrario è qualcosa di inaccettabile.
Altro punto che vorrei sottolineare è questo : la discriminazione uomo-donna non avviene solo tra sessi differenti, ma addirittura tra donna e donna. La famosa mancanza di "solidarietà femminile". La discriminazione di una donna asservita alle vecchie logiche scioviniste che vede nella donna evoluta e matura una nemica, in luogo di una comoda alleata.
Quante volte abbiamo sentito dire da un dipendente donna la seguente frase : "Non mi fido di un manager donna".
Ecco, trovo che questo sia ancora più grave.