cambria
24 febbraio 2010 14:56
AGGIUNGO A QUESTA LETTERA LA MIA ACCORATA PROTESTA SONO BEN TRE MESI CHE HO BISOGNO DELLA RIABILITAZIONE PER UNA FORTE LOMBALGIA CHE MI BLOCCA LA SCHIENA, SONO DIALIZZATA COSTRETTA A STARE 3 VOLTE ALLA SETTIMANA PER UN TOTALE DI 12 ORE FERMA SU UNA POLTRONA E NON MI VIENE CONCESSO DI FARE FISIOTERAPIA SE NON PAGANDO PROFUMATAMENTE,PUR ESSENDO INVALIDA CIVILE AL 100% E CON BASSO REDDITO
lucillafiaccola1796
24 febbraio 2010 17:46
A questa gentaglia, invece di andare in chiesa a far vedere quanto si è scemi [in passato anch'io lo "feci", ma poi ho studiato]occorre spaccare la NOKKIA finchè si è validi... dopo è troppo tardi...Purtroppo questa è la triste realtà e guai a chi ci capita....!
Però abbiamo la "democrazia": Non è quello che volevano nell'europa dell'est?
depresso
24 febbraio 2010 19:05
Le cliniche riabilitative italiane (almeno quelle che conosco io) sono delle associazioni mangiasoldi per le regioni e per lo stato, anche quelle che vanno per la maggiore. Ogni giorno di degenza costa l'ira di Dio per il S.S.N. e il servizio non corrisponde alla diaria che prendono.
Alcuni reparti, poi, le cosiddette Unità di Risveglio, dovrebbero garantire degli standards numerici di assistenza molto elevati ma, in realtà non è così, non di rado coprono i vuoti d'organico con gli allievi infermieri; hanno ausili obsoleti e cadenti.
In una rinomata clinica di Roma, ho fatto notare che le carrozzine per paraplegici erano con le ruote sgonfie, mi hanno risposto. "Portala in officina a farle gonfiare".
I fisioterapesti, pur con tutta la buona volontà, debbono provvedere ad un numero elevato di malati per cui dedicano pochi distratti minuti a ciascuno.
I logopedisti, poi, sono in numero irrisorio e allora la dirigenza fa la selezione dei malati ammettendo alla terapia solo quelli più promettenti, i più gravi, quelli per i quali c'è bisogno di maggiore pazienza di strategie e strumenti diversi e più avanzati, vengono regolarmente esclusi perché "non reagiscono".
E poi parlano di dignità della vita in qualunque stato sia! Io parlerei di crudeltà mentale.
Io ho una proposta: perché le regioni non erogano la metà della diaria a chi si porta a casa il proprio malato provvedendo direttamente a tutte le cure necessarie?
Risparmierebbero la metà e i malati sarebbero più tutelati.
lucillafiaccola1796
24 febbraio 2010 19:10
depresso dici bene "Io ho una proposta: perché le regioni non erogano la metà della diaria a chi si porta a casa il proprio malato provvedendo direttamente a tutte le cure necessarie? Risparmierebbero la metà e i malati sarebbero più tutelati"
ma poi come "MAGNANO" ?
PRESTO E BENE NON CONVIENE... SI DICEVA...
ORA SI FA...!.
Maggiore
27 febbraio 2010 22:01
Un anno fa avevo, ed ho bisogno, di fare della fisioterapia. Ho qualche problema alla cervicale che non può essere risolto chirurgicamente per cui sono condannato a fare delle sedute periodiche di fisioterapia.
Purtroppo non ho potuto nè posso usufruire della struttura pubblica in quanto, fin dalla mia prima prenotazione, l'addetta allo sportello mi avvisò, candidamente, che prima di me c'erano oltre 500 prenotazioni.
Il risultato è che, nonostante paghi la "mutua", devo attingere alla mia pensione per pagarmi le terapie.