danilo
05 marzo 2010 20:38
già che hai fatto tanto, spiegaci chi sono gli eversivi, a questo punto.
danilo.
danilo
05 marzo 2010 20:40
ah, scusa; già lo hai fatto.
"se ci sono prove in merito, non possono essere assolutamente indagati o processati di loro colleghi."
non c'era da dubitarne.
francescomangascia
05 marzo 2010 21:52
Danilo, anche i tentati golpe, se ve ne sono le provevanno puniti, si pagano. Amenoché, non ci siano le solite esenzioni dovute...
depresso
05 marzo 2010 22:25
Il PDL ha salvato se stesso dalla sua approssimazione, dalla sua incompetenza, dalle sue faide interne passando ancora una volta sulle regole del diritto.
Non ho parole! Mi limito a riportare il commento di Nicola Zingaretti su questo decreto "salva liste":
"Momento buio"
"In questo momento cosi' buio per la vita democratica italiana, esprimo la mia solidarieta' a chi rispetta le regole, a chi paga le multe, a chi versa correttamente le tasse, a chi si ferma al rosso. Insomma esprimo la mia solidarieta' alle persone perbene''.
francescomangascia
05 marzo 2010 23:05
Il sig. Zingaretti è sicuro sicuro ma proprio sicuro che le persone perbene gradiscano la sua solidarietà?
depresso
05 marzo 2010 23:40
Beh, se non ti sta bene la solidarietà di Zingaretti, è un problema tuo!
Ma tu sei sicuro, sicuro, anzi strasicuro che il golpe non l'hanno fatto gli altri?
Passando da un blog all'altro, ho trovato questo:
""La stessa legge contestata oggi dal PDL sulle firme e' in realta' gia'stata usata dai PDLini a loro favore.
C'è infatti un precedente clamoroso che riguarda la presentazione delle liste per un voto regionale,nel quale la irregolarità nelle firme di presentazione delle liste ha addirittura fatto decadere una giunta (di centrosinistra) appena eletta e costretto a nuove elezione.
Molise,2001: un ricorso al Tar del Polo ha fatto annullare l'elezione di Di Stasi (Ulivo) in carica da circa un anno.
Le elezioni si erano svolte nel 2000.
Dopo le elezioni, Forza Italia e gli alleati contestarono alcune firme delle liste dei Comunisti Italiani e dei Verdi, notate bene, perché non riportavano il tipo di documento (carta di identità passaporto, patente)ma solo il numero!!! (uno dei cavilli tanto contestati oggi)
All'epoca i giudici (Tar e Consiglio di Stato) accolsero il ricorso:la giunta fu dichiarata decaduta.le elezioni vennero ripetute nel 2001 e portarono alla vittoria del centrodestra(Michele Iorio).
Ora, a parte la naturale constatazione che i responsabili del pasticcio furono gli allora (sprovveduti) dirigenti dell'Ulivo molisano, si puo' dire che i Polisti furono "furbi" e chiaramente bravi ad "usare la legge" per fregare i dirigenti molisani"".
Allora governava il centrosinistra? Se è così, che polli!
Non hanno pensato ad un decreto ad hoc.
danilo
06 marzo 2010 00:20
Francesco, spero tu ti renda conto di quello che dici. Mi pare che sia tu ad incoraggiare l'eversione, contestando le parole di chi auspica il rispetto delle regole che ogni società civile si dà.
Ma giustamente ci ricordi che noi, la nostra disgraziata nazione, oramai fatica ad annoverarsi tra le società civili.
Non mi piace questo che sta succedendo, non mi piace che la sinistra sia costretta a rischiare di vincere in questo modo, e non mi piace che debba perdere le elezioni - comunque vada - per decreto legge.
mi vengono in mente le parole di una madre che raccontava come la propria figlia, prima in graduatoria ad un concorso pubblico, ha visto questa opportunita- una opportunita che può cambiare la vita ad un giovane- svanire perchè è arrivata in ritardo ad una convocazione, poichè sulla strada si è verificato un incidente e lei ha prestato soccorso ( come legge prescrive e buonsenso obbliga ) ai malcapitati.
E rivedo le immagini che circolano in rete del concerto di Vivaldi al Pantheon in questi giorni, dove la custode ed il portiere tolgono gli strumenti di mano ai musicisti, invitando tutti ad andarsene poichè erano scoccate le 18.00 ed i quattro minuti dell'ultimo movimento non potevano essere eseguiti perchè in orario di chiusura.
ci piaccia o no sono state applicate delle regole: si può esserne d'accordo o gridare " vergogna ", ma questo è.
Ma questa volta, per realizzare una faida interna al partito che tu tanto sostieni, le regole disattese hanno creato il presupposto ( alimentato dalla disinformazione ormai imperante ) per dare la colpa dell'accaduto ancora una volta ai giudici, e tu, da bravo bocalone, non te ne sei tenuto fuori.
Tanto da farmi pensare che questo " golpe ", così tanto evocato, lo stia mettendo in atto proprio tu.
danilo.
francescomangascia
06 marzo 2010 03:56
Depresso, pur concedendoti ma non ammettendo tutte le buone intenzioni di Zingaretti, non mi sembra il momento di far teatro con frasi che belle appaiano contestno un diritto elettorale, ma davvero dite? non facevate votare la gente ma siete impazziti del tutto allora!? Chi vince vince ma devono poter votare tutti; tutti meno che io perché io non ci vado votare.
francescomangascia
06 marzo 2010 04:04
Danilo, io, non soffro, sto in Umbriae come candidato volevo Ricci, hanno candidato la Modena, io ci metto due secondi non vado votare e così esprimo il mio dissenso. Quali sarebbero quese società civili che ci superano? Danilo, il voto è un diritto cui si può scegliere di rinuciare ma che non si può assolutamente impedire. Se poi a Milano e altrove hanno usato due pesi e due misure, beh non mi venire che non c'era un calcolo.
francescomangascia
06 marzo 2010 12:11
OHHHHHHH, Il presidente del Consiglio voleva far approvate la sera stessa un decreto legge sulla falsariga del precedente delle elezioni europee del ’95: i radicali erano fuori tempo e ricorsero a Scalfaro, Lamberto Dini presidente del Consiglio riaprì i termini per 48 ore e tutto si aggiustò....
da Silvio e la tentazione di far saltare il tavolo
http://quotidianonet.ilsole24ore.com/politica/2010/03/06/300647-silvio_tentazione_saltare_tavolo.shtml
Lucio Musto
06 marzo 2010 18:00
@ francescomangascia
potresti, per cortesia darci gli estremi del decreto del 1995 che citi?
il link in calce al tuo intervento forse è sbagliato.
Grazie
lucillafiaccola1796
06 marzo 2010 18:15
Vincere.....?????!!!!
Ma vincere che cosa?
Un paese di morti di fame, pretenziosi, azzeccacarbugli, de-menti, falliti, licenziati, pensionati ancora per poco?
Ma che è una vincita questa?
Scappiamo Danilo e quelli come NOI finché siamo in tempooooooo!
francescomangascia
06 marzo 2010 18:22
xLucio Musto
ecco l'articolo completo è in front page sul www.quotidiano.net
Silvio e la tentazione di far saltare il tavolo
STAVOLTA Silvio Berlusconi ha seriamente pensato di far saltare il tavolo. La indisponibilità manifestata mercoledì sera da Napolitano a firmare un decreto che salvasse la lista del PdL nel Lazio e la posizione di Formigoni in Lombardia sarebbe stato lo sparo di Sarajevo. Come l’assassinio dell’arciduca Francesco Ferdinando d’Austria e di sua moglie il 28 giugno del 1914 fu il pretesto per scatenare la prima guerra mondiale, così l’eventuale sacrificio dei candidati alla conquista e alla conferma nelle due regioni più importanti d’Italia sarebbe stato l’innesco di una bomba ben più micidiale. Se Fini ha detto che così com’è il PdL non gli piace, Berlusconi va oltre. Anche se l’incidente di Roma è avvenuto con modalità in parte controverse, i danni all’immagine del centrodestra sono stati più devastanti del previsto. Aggiunti alla decisione di oscurare per un mese i principali programmi politici della Rai, hanno fatto perdere in tre giorni al Pdl tre punti secchi nei sondaggi.
A proposito della sospensione dei programmi, molti elettori di centrodestra si sentono offesi perché privati della capacità di scegliere («Sappiamo bene chi è fazioso e chi non lo è»). Sul pasticcio elettorale , la gente — a sinistra, ma anche a destra — fa questo discorso: perché se io non rispetto i termini (un concorso, le tasse) vengo punito senza remissione e se il pasticcio lo combinano i politici il rimedio si trova? E’ vano rispondere che mettendo una pezza sul pasticcio delle liste più che favorire qualche persona si garantisce a milioni di elettori di non essere privati del diritto di scegliere. Si aggiunga che Berlusconi non si riconosce nel comportamento di molti dirigenti che in periferia bisticciano, ma pur sempre lo rappresentano. Quel che è accaduto al momento della presentazione delle liste romane lo ha indignato. Gli elettori di centrodestra sono furiosi: perché dovremmo fidarci di una classe politica che non conosce il proprio mestiere? Gli strascichi delle polemiche sulla corruzione che hanno colpito (Milano e Firenze) o sfiorato (Roma) amministratori e personalità del PdL hanno inoltre contribuito ad alimentare una pericolosa disaffezione. Non c’è un travaso di voti a sinistra, ma un forte astensionismo, corretto a Roma da una valanga di voti potenziali alla destra dell’ex governatore Storace.
QUESTO cocktail micidiale ha porta Berlusconi a fare due conti. Le dimissioni del governo avrebbero come conseguenza fatale le elezioni anticipate. E’ difficile infatti che Napolitano possa autorizzare una maggioranza diversa da quella che è uscita dalle urne. I ribaltoni sono storia del passato e frutto anche dell’odio personale di Scalfaro nei confronti del Cavaliere. Con le elezioni, Berlusconi metterebbe di nuovo in gioco tutto il piatto. Ma il rischio verrebbe compensato dal vantaggio — ai suoi occhi — di spiazzare completamente Fini e Casini e di cogliere il Partito democratico in mezzo al guado. Fantasie, certo. Ma il colloquio di giovedì sera tra Berlusconi e Napolitano è stato probabilmente il più concitato che si ricordi. Il presidente del Consiglio voleva far approvate la sera stessa un decreto legge sulla falsariga del precedente delle elezioni europee del ’95: i radicali erano fuori tempo e ricorsero a Scalfaro, Lamberto Dini presidente del Consiglio riaprì i termini per 48 ore e tutto si aggiustò.
Il capo dello Stato ha sostenuto che quella procedura non poteva essere ripetuta in questo caso e Berlusconi si è molto arrabbiato, minacciando il ricorso alla piazza. La serata si è conclusa male, ma nella giornata di ieri Napolitano si è dimostrato favorevole a trovare una soluzione. Si è così distinto tra decreto ‘innovativo’, che il Quirinale non avrebbe accettato e decreto ‘interpretativo’ che verrà invece considerato con benevolenza. Ieri sera il Consiglio dei ministri ha scelto ovviamente la seconda strada per ottenere il risultato che avrebbe ottenuto con la prima. Tutto per bene, dunque. Ma stavolta il rischio corso è stato grosso. La resa dei conti nel centrodestra è rinviata a dopo le elezioni.
di Bruno Vespa
depresso
06 marzo 2010 18:56
Esiste un decreto del Governo Dini, nell'aprile del 1995; in quell'occasione si trattò di proroga dei termini di scadenza per la consegna delle liste, non di riapertura.
I termini non erano ancora scaduti per cui, tutte le liste venivano a trovarsi nella stessa condizione.
Ci furono altri due casi di intervento in exstremis, entrambi nel 1994, uno per prorogare i termini per la raccolta delle firme del referendum, un altro per spostare le elezioni perché in concomitanza con la Pasqua ebraica.
In tutti e tre i casi si è trattato di proroga non di riapertura di termini che potessero avere un effetto retroattivo.
Lucio Musto
06 marzo 2010 20:57
Grazie francescomangascia, grazie depresso.
danilo
07 marzo 2010 01:44
Lucilla: scappare dove? Come durante il naufragio del Titanic è quasi impossibile saltare su una scialuppa di salvataggio, ed io non sono Caledon Hockley.
+++++++++++++++++++++++++++++++
Bruno vespa, come minzolini, hanno la penna diarroica.
questo decreto crea un precedente: da oggi in poi tutti potranno fare quello che cazzo gli pare in barba alle regole.
danilo.
Lucio Musto
07 marzo 2010 09:48
perché danilo, prima era diverso?...
sono almeno quarant'anni, per quello che vedo io, che ognuno fa quello che cazzo gli pare!...
Magari ostentando di farlo in modo originale ed appariscente per rimanere scritto nella storia!!
.
danilo
07 marzo 2010 18:32
ti do ragione, Lucio, ma non è la stessa cosa.
lucillafiaccola1796
07 marzo 2010 18:41
Daniloooooo!
Lo possiamo anche NOI fare come Dazzo ci pare o ci manganellano quando stiamo con le spalle girate?
Fondiamo il NOSTRO ESCLUSIVO circolo GG Belli:
lucillafiaccola1796
07 marzo 2010 18:45
Guarda un po' cosa ho trovato sul www....!
La dis armata abbranka 1 lenone....!
Magi Strata s’è inkazzata la banana è stramazzata...!
L’Ano prese di Santa Regione...!
E io mò coll’arbitrato privatizzo er magi strato
Kecce fò coll’avvocato?
Ridi.... kulaccio!!!!!
Mission possible....! PIIIIIIIIIIIGS....!
N’ Poleta Nata....!
Incompetenti... in.... competenza..!
Lucio Musto
08 marzo 2010 22:15
c'e ancora da divertirsi.
per ora il decreto non è bastato.
La manfrina va avanti
depresso
09 marzo 2010 17:56
La manfrina continua....la storia infinita....la telenovela.
Diceva Ennio Flaiano, di cui ricorre il centenario della nascita, "In Italia le cose sono sempre tragiche, mai serie".
Serietà vuole che non dimentichiamo come è nata questa storia: LA LISTA DEL PDL, A ROMA, E'ARRIVATA CON 40 MINUTI DI RITARDO".
Le regole del gioco, anche se non ci piacciono, vanno rispettate e non si possono cambiare durante la partita.
lucillafiaccola1796
09 marzo 2010 19:04
Ridi..... kulaccio....!
Nunsò omini, nunsò kapò orali, sò kazzabubbole....!
Leggi la legge... e la scoreggi, poi la correggi...!
Leconomia, leconomista nunce kapisce lui è s.fascista...!
Aki piace vittimà kontro il muro los S.B. attiam...!
lucillafiaccola1796
09 marzo 2010 19:20
Poesia di Carlo Corvaglia 9 marzo 2010
Titolo: E lo sventurato firmò
Nel preparar le liste il Pdl
fece come la volpe nella stia,
straziò le norme come gallinelle
per poi invocare la democrazia.
Mancano timbri, mancan luoghi e date,
le firme sono state messe in bianco
e molte, ahimé, non sono autenticate,
a Roma, poi, non giunsero nemmanco,
ma il Cavaliere e tutti i suoi lacché,
a partir da La Russa, quello brutto,
si sfornano un decreto fai da te,
con la minaccia: “Siamo pronti a tutto!”
Per evitar nel Lazio la batosta,
al grido antico di “Boia chi molla!”,
Renata Polverini sempre tosta
arringa a Roma la sua nera folla.
Formigoni, a cavallo di un bidone
dell’oil for food che è giunto dall’Iraq,
grida: “Con me cadrà il Pirellone,
se non si aggiusta questo patratac!”
“Sarà un decreto interpretativo
che non cambia la legge certamente
e non contiene nulla di eversivo…,
può starne certo, caro Presidente!”
Dal primo sonno il buon Napolitano
dalla banda Bassotti vien svegliato
e si ritrova con la penna in mano.
“Tranquillo, Giorgio, firma!” Ed ha firmato.
Così il caimano col decreto golpe
fece morire la democrazia,
esattamente come fa la volpe
con i polli che dormon nella stia
Lucio Musto
09 marzo 2010 19:36
Amico depresso, non che a me interessi un fico secco, ma non fosti tu, giorni fa a precisare degli altri cani "anomali", alle elezioni del 1995 quando furono "spostati" i termini di presentazioni delle liste?...
Verissimo che i termini non erano ancora scaduti!
Ma io domando a te che pontifichi:
""Le regole del gioco, anche se non ci piacciono, vanno rispettate e non si possono cambiare durante la partita.""
Giusto, ma quando comincia la partita, e quando finisce?...
Chi lo stabilisce?
Perché quei termini, e non altri?
Un ragionamento logico (io quelli politici non li so fare) vorrebbe che la partita iniziasse quando vengono pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale i termini delle elezioni indette (date, procedure, modo di votare ecc) e finisse quando vengono proclamati ufficialmente i risultati definitivi.
Oppure (ma meno carino) iniziare col "silenzio" preelettorale (24 ore prima dell'apertura dei seggi) e finire con la presentazione in prefettura dei documenti dell'ultimo seggio scrutinato.
Comunque, quale siano le "regole" e come vadano rispettate occorre stabilirlo prima... anche questo, e non in corso d'opera...nemmeno questo!
Conclusione: non io (che sempre me ne frego) ma qualcun altro potrebbe lecitamente dire: "spostare i termini, o riaprirli... è ugualmente lecito/illecito. Ma siccome c'è stato un precedente, per ora deve essere tollerato, e poi, fuori del “corso d’opera” decidiamo per il futuro.
Ti pare che fili il mio ragionamento... anche se è scomodo?
Cordialmente
Lucio Musto 9 marzo 2010
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Lucio Musto
09 marzo 2010 19:42
L'Onorevole Pannella vorrebbe spostare la data delle elezioni, L'Onorevole Bersani è contrario.
Si potrebbe fare una leggina che fa votare il PD ad aprile e il PR un mese dopo?...
che dite, ci sarà un'escamotage costituzionale per questo?...
depresso
09 marzo 2010 21:41
@ Lucio
Giusto, ho ricordato le proroghe del ’95, ho ricordato anche l’annullamento delle elezioni regionali del 2001, su ricorso da parte del Polo delle Libertà, per un vizio di forma, perché accanto al n. del documento non era stato annotato il tipo di documento.
Il discorso sulle regole (anche se non ci piacciono), se non sbaglio, in altri post, è stato condiviso anche da te.
Dire però “…ma quando comincia la partita, e quando finisce? Chi lo stabilisce? Perché quei termini, e non altri?”, mi mette a disagio.
Sarò tetragono, ma ho bisogno di punti fermi di riferimento, di certezza delle regole ed anche delle sanzioni, nonostante certe regole non mi piacciano e certe sanzioni mi facciano incazzare.
Non sono comunque certo di aver interpretato bene il tuo pensiero.
danilo
10 marzo 2010 00:32
bello il giochetto del " e io che sono, meno di te?". Ovvero che ogni porcheria debba trovare adeguata giustificazione da una precedente.
Se andiamo di questo passo alle prossime elezioni ( ce ne sono ogni pochi mesi... )potrebbe scappare fuori che, ad esempio, l'IDV presenti le liste con 2 giorni di ritardo e pretenda di essere ammessa ugualmente affermando che questa volta il decreto debba essere promulgato in suo favore in quanto, fino ad allora, non ne ha ancora beneficiato, oppure che l'UDC presenti le liste il giorno prima delle elezioni in quanto rivendica, con un decreto interpretativo, il diritto a scegliere all'ultimo momento e secondo convenienza con chi buttarsi.
Chi deciderà, allora, quando sarà il GIORNO ZERO, il giorno in cui tutti i partiti e tutti i politici ( e,cosa più importante, tutti i cittadini italiani )concorderanno che da li in poi le regole esistenti debbano essere osservate?
Questa è utopia: non succederà mai.
Gli italiani hanno capito che se questo succedesse sarebbero molto limitati nel farsi i " cazzetti loro ".
danilo.
lucillafiaccola1796
10 marzo 2010 19:22
E se ognuno, per conto suo, decidess di vuotare quando dazzo gli pare?
Lucio Musto
10 marzo 2010 23:40
@ lucillafiaccola
In un mio racconto di FS, qualche anno fa ipotizzai appunto una società civile in cui ognuno votava appunto quando voleva, ma anche le leggi potevano essere proposte dal basso e diventare operative.
Mi pare di ricordare che il meccanismo fosse ben congegnato, tanto da poter funzionare, ma naturalmente a certe condizioni ed in un certo tipo di mentalità popolare... in fondo... sempre un racconto di FS era!! ;-)