JOKER
10 aprile 2010 14:04
Francesco, continua pure col tuo racconto che potrebbe essere interessante...e vediamo dove si va a finire.
Io ogni tanto ti leggerò.
Sharman*
10 aprile 2010 18:09
Né cristo né altri.
Oltre alla datazione al radiocarbonio 14 che già dato’ la sindone di Torino come manufatto medievale è evidente che l’immagine non rappresenti lo sviluppo piano della superficie di un solido (il corpo) bensi’ la proiezione dello stesso su di un piano, una forma di iperealismo per renderla piu’ credibile e meno ridicola.
E’ una delle tante sindoni che giravano per il medioevo, è solo la piu’ famosa; viene da quel pozzo di onestà della Casa Savoia.
Potrebbe essere stata realizzata con una primitiva tecnica fotografica proiettando l’immagine di un corpo su un telo cosparso di materiale fotosensibile (composto di nitrato d’argento?).
A me resta lo scorno di vederne una copia perennemente ostentata nella principale basilica di Brasilia. Che figura....
A Torino la sindone, a Napoli il sangue di san Gennaro... e io ho un rosario di plastica che mi ha dato una “espirita”. L’importante è affascinarsi, se no sai che balle...
lucillafiaccola1796
10 aprile 2010 19:10
Lo sanno pure i fessi come facevano le sindoni nel medioevo... come avrei fatto io...e come ha fatto probabilmente quel prendiperilculo toscano di Leo Nardo Il Grande... magari nobile ascendente di quelli che hanno taroccato alla perfezione le teste di pietra di Modigliani....
francescomangascia
11 aprile 2010 21:15
Leggo su wikipedia, che l’esame al carbonio 14 eseguito contemporaneamente e indipendentemente nel 1988 dai laboratori di Oxford, Tucson e Zurigo, ha dato come risultato l’intervallo di tempo compreso tra il 1260 e il 1390.
sugar magnolia
12 aprile 2010 12:52
Assolutamente incredibile come un telo, che sia stato dimostrato essere un falso medioevale AL DI LA' DI OGNI RAGIONEVOLE DUBBIO, sia tuttora rappresentato dai media italiani (sottomessi alla Chiesa Cattolica in ogni forma e grado immaginabili)come autentico sudario che 2000 anni fa racchiuse il corpo dell'Ebreo Ortodosso chiamato Gesu'
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· La datazione al radiocarbonio fatta da 3 diversi centri nel 1988 ha posto la data di origine della Sindone attorno al XIV secolo (articolo su Nature);
· I primi documenti che parlano di questo telo sono del 1353; a quanto pare la Sindone è letteralmente “comparsa” in mano al cavaliere Goffredo di Charny che la donò alla Chiesa del suo paese, fatta costruire da lui stesso (sic!);
· Alcuni studi non hanno trovato alcuna traccia di sangue, altri invece ne hanno trovato microscopiche tracce ma di tipo AB, che non esisteva ai tempi di Gesù, essendo comparso solo 1000 anni fa (gruppo di ricerca STURP e gruppo di ricerca di B. Bollone, nel 1981);
· Addirittura papa Clemente VII emanò una bolla nel 1390 in cui ordinava che ogni volta che fosse stato esposto il telo si doveva dire “ad alta voce, per far cessare ogni frode, che la suddetta raffigurazione o rappresentazione non è il vero Sudario del Nostro Signore Gesù Cristo, ma una pittura o tavola fatta a raffigurazione o imitazione del Sudario“
Inoltre ci vuole davvero una fede cieca per non vedere come il volto di Gesù sul telo coincida con le raffigurazioni classiche degli artisti, ci vuole coraggio a pensare che un lenzuolo scomparso per 1300 anni possa essere ritrovato intatto e portato alla luce nel nord della Francia…
Esiste comunque un forte gruppo di “sindonologi” decisi, contro ogni evidenza, a dimostrare l’autenticità del telo costi quel che costi (pare siano un centinaio).
Queste persone hanno portato ad alcune “scoperte” che dimostrano più un incrollabile bisogno di credere alle “ragioni del cuore” che alle evidenze sperimentali (c’è chi vede nel telo delle impronte di monetine romane, chi non ritiene corretta la datazione Carbonio 14 perchè la sindone è stata “contaminata”, c’è chi parla di miracolo che Gesù avesse il sangue AB, chi indica che la datazione chimica contrasta con i risultati della datazione al Carbonio 14 etc).
sugar magnolia
12 aprile 2010 12:53
Dopo tutto cosa possiamo aspettarci dalla Chiesa, che afferma l’esistenza di (rullo di tamburi):
- tracce di sangue di Gesù conservate nelle chiese di Mantova, Ferrara, Sarzana, Weingarten, Bruges e Fécamp.
- il prepuzio del piccolo Gesù (circonciso, secondo i Vangeli, come tutti gli Ebrei), conservato nella chiesa di Calcata, vicino Viterbo. Purtoppo questa imperdibile reliquia è stata rubata da ignoti e mai più ritrovata (!!!). Per soddisfare la vostra curiosità, sappiate che nel medioevo si è arrivati a 14 Chiese che si dicevano certe di essere in possesso del Santo Prepuzio.
- una costola di Gesù, conservata in un prezioso reliquiario a Cannobio. Straordinaria l’occasione del ritrovamento: pare sia proveniente da un dipinto raffigurante la deposizione che intorno all’anno 1500 avrebbe iniziato a sanguinare ed avrebbe emesso l’osso (!!!!).
La Sindone è un lenzuolo di 4 metri e 36 per 1 metro e 11 che reca impressa un'impronta umana dalla tradizione attribuita a Gesù Cristo. Secondo alcuni il telo avrebbe avvolto il corpo di Gesù dopo la sua morte.
Custodito nel Duomo di Torino dal 1578, si tratta forse dell'oggetto più studiato al mondo da ogni branca possibile del sapere: dalla storia alla chimica, dalla numismatica alla palinologia, dall'archeologia all'informatica.
La datazione al radiocarbonio eseguita sul tessuto in tre laboratori di fama internazionale nel 1988 ha determinato che il lenzuolo risale al XIV secolo e, di conseguenza, non può che essere un artefatto.
La Sindone di Torino compare in Europa per la prima volta nel medioevo, in sintonia con i risultati della radiodatazione, e uno dei primi documenti che ne parla risale al 1389: si tratta di un memoriale del vescovo Pierre d'Arcis al papa Clemente VII in cui si racconta dell'indagine compiuta dal suo predecessore Henri de Poitier. Il vescovo aveva denunciato la pretesa del decano di allora di presentare il telo come il vero Sudario di Cristo per fini di lucro e aveva spiegato come, in seguito a un'indagine, fosse anche stato scoperto il falsario che ammise che il telo "era fatto per opera umana, non miracolosamente prodotto o concesso". Pierre d'Arcis dovette intervenire una seconda volta quando il nuovo decano espose nuovamente il telo "artificiosamente dipinto" (ma si tenga conto che all'epoca depingere definiva diverse tecniche di riproduzioni: pitture, miniature, mosaici e ricami) con l'immagine di un uomo. In seguito a ciò, papa Clemente VII emanò una bolla nel 1390 in cui ordinava che ogni volta che fosse stato esposto il telo si doveva dire "ad alta voce, per far cessare ogni frode, che la suddetta raffigurazione o rappresentazione non è il vero Sudario del Nostro Signore Gesù Cristo, ma una pittura o tavola fatta a raffigurazione o imitazione del Sudario". La storia recente ha confermato le condanne dello scettico vescovo e di papa Clemente: i test forensi condotti dalla commissione del cardinal Pellegrino nel 1973 sul presunto sangue hanno dato esiti negativi, mentre il microanalista Walter C. McCrone ha potuto determinare la presenza indubbia sul telo di tracce di ocra, cinabro e di alizarina: in pratica tempera rossa. Quest'ultimo fatto, unito alla natura dell'immagine, una lieve bruciatura delle fibre superficiali del lino, suggerisce un possibile meccanismo per "creare" una sindone con quelle stesse caratteristiche.
E' Joe Nickell a proporre una possibile spiegazione delle immagini: esse sarebbero il risultato dello sfregamento di una vernice a secco su un telo adagiato su un bassorilievo le cui fattezze riprodurrebbero il corpo di un cadavere. Le macchie di sangue sarebbero state aggiunte in seguito, forse utilizzando vero sangue, forse tempera. Con il tempo la vernice si sarebbe staccata dal lenzuolo, non prima di aver procurato le lievi impronte nella cellulosa del telo.
Tutte queste scoperte si convalidano a vicenda e confermano la falsità della reliquia.
La presenza di tempera suggerisce che l'immagine è il lavoro di un'artista, fatto che a sua volta è confermato dalle dichiarazioni di Pierre d'Arcis e dalla mancanza di precedenti storici, e la radiodatazione è coerente con la prima apparizione storica del telo.
Lo stesso cardinale Ballestrero, che nel 1988 seguì le prove di radiodatazione, dimostrò di accettare e adeguarsi ai risultati del test: "Penso non sia il caso di mettere in dubbio i risultati. E nemmeno il caso di rivedere le bucce agli scienziati se il loro responso non quadra con le ragioni del cuore". Accanto al lavoro condotto da scienziati imparziali, tuttavia, esiste l'intensa attività di un gruppo di "sindonologi" decisi, contro ogni evidenza, a dimostrare l'autenticità del telo. Le "scoperte" di costoro, tuttavia, dimostrano più un incrollabile bisogno di credere alle "ragioni del cuore" che alle evidenze sperimentali. Tipico il caso delle impronte di "monetine" di epoca romana che alcuni, come i sindonologi Baima Bollone e Nello Balossino, sostengono di vedere sul lenzuolo e che, a detta di costoro, confermerebbero che il telo risalirebbe veramente al I secolo. Inutile dire che per i sindonologi le conclusioni ottenute con l'analisi al Carbonio-14 sarebbero sbagliate. Al di là del fatto che un falsario del 1300 avrebbe potuto benissimo lasciare delle impronte di monete romane sul telo per renderlo più credibile, la cosa più importante da rilevare è che tali impronte sono frutto dell'interpretazione di chi le vuole vedere, un po' come nel famoso test di Rorschach. Luigi Gonella, fisico del Politecnico di Torino e consulente scientifico del cardinale Ballestrero, troncò ogni polemica: "Quella della Sindone è un'immagine il cui dettaglio più piccolo, macchie di sangue escluse, è di mezzo centimetro. Come le labbra. Appare quindi molto, molto incongruente che esistano dei dettagli dell'ordine di decimi di millimetro come le lettere sulle monete. Ma si sa: a forza di ingrandire, si finisce a vedere anche quello che non c'è. Sono soltanto loro, i cosiddetti sindonologi a scagliarsi contro il Carbonio-14. Nel campo scientifico, fisico, chimico, non c'è nessuno che abbia il minimo dubbio. Nemmeno io. Il sudario risale al medioevo".
sugar magnolia
12 aprile 2010 12:58
ABBIAMO QUINDI VISTO CHE GIA' NEL LONTANO 1390 Papa Clemente VII emanò una bolla in cui ordinava che ogni volta che fosse stato esposto il telo si doveva dire "ad alta voce, per far cessare ogni frode, che la suddetta raffigurazione o rappresentazione non è il vero Sudario del Nostro Signore Gesù Cristo, ma una pittura o tavola fatta a raffigurazione o imitazione del Sudario".
Allego il testo nel poezzo che ci interessa:
"Clemente, vescovo, servo dei servi di dio, augura salute e impartisce la benedizione apostolica al diletto figlio e uomo nobile Goffredo, signore del luogo di Lirey, nella diocesi di Troyes.
La sincerità della tua devozione, che sappiamo tu eserciti verso dio e noi e la chiesa romana, merita che alle tue richieste, specialmente a quelle che si vedono tendere all’onore e alla gloria del nome di dio, noi acconsentiamo positivamente.
Nella tua petizione si racconta che poco tempo fa era stato esposto da parte tua al nostro diletto figlio Pietro, presbitero cardinale del titolo di Santa Susanna, che il tuo defunto genitore, acceso dallo zelo della devozione, aveva fatto collocare devotamente nella chiesa di Santa Maria di Lirey, che egli aveva fondato,
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.......... una certa raffigurazione ovvero
rappresentatione del sudario di nostro signore Gesù Cristo, che gli era stata generosamente donata. ..........
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Proprio in quel momento quella regione era stata colpita, col permesso divino, da guerre e pestilenze e quella raffigurazione ovvero rappresentazione, anche per un ordine dell’ordinario del luogo [il vescovo] e per altri motivi, era stata trasferita dalla detta chiesa di Santa Maria a un luogo più sicuro e veniva devotamente custodita.
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Data ad Avignone il 28 luglio, nell’undicesimo anno.
Terminata il 2 agosto, nell’undicesimo anno.
Spedita il 3 agosto, nell’undicesimo anno.
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LETTO SOPRA ???
PARLA DI "una certa raffigurazione, ovvero rappresentazione, infatti gia' all'epoca si poteva vedere la figura, e non c'era bisogno della famosa foto a ragghi X del 1890.
Insomma che dire piu' di questo ??
Certo, chi crede non fa nulla di male, pero' e' significativo di come la fede ottenebri le coscienze e la vista, impedendo un approccio obbiettivo alla questione.
E LA CHIESA RINGRAZIA .......
sugar magnolia
12 aprile 2010 13:21
A questo punto aauspico un'intervento di
SHERMAN
il dissacratore che, semprew in modo puntuale e preciso allega commenti e post che dissacrano e/o confutano in modo precisissimo le tante falsita' storiche che imperversano nel mondo d'oggi.,
Ma la questione:
SINDONE
VERO O FALSO ??
e' talmente scontato che forse il buon Sherman, dal Brasile, non vorra' neppure perderci tempo.
La cosa sulla quale si potrebbe ragionare e' il come e il perche' a tutt'oggi.......milioni di persone reputano quel dipinto come autentico e si mettano in fila per ammirarlo/adorarlo.
Chissa' se Henri De Poitiers avesse saputo che il lavoro del suoi pittore sarebbe stato consegnato alla memoria storica come uno dei piu' colossali abbagli che la Chiesa abbia mai gettato nelle coscienze degli uomini, credenti, o semplici curiosi.
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Allego un ultimo pensiero di un fisico del Politecnico.
Luigi Gonella, fisico del Politecnico di Torino e consulente scientifico del cardinale Ballestrero, troncò ogni polemica: "Quella della Sindone è un'immagine il cui dettaglio più piccolo, macchie di sangue escluse, è di mezzo centimetro. Come le labbra. Appare quindi molto, molto incongruente che esistano dei dettagli dell'ordine di decimi di millimetro come le lettere sulle monete. Ma si sa: a forza di ingrandire, si finisce a vedere anche quello che non c'è. Sono soltanto loro, i cosiddetti sindonologi a scagliarsi contro il Carbonio-14. Nel campo scientifico, fisico, chimico, non c'è nessuno che abbia il minimo dubbio. Nemmeno io. Il sudario risale al medioevo".
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Sharman*
12 aprile 2010 17:58
Non posso agiungere altro a quanto perfettamente scritto da Sugar. E concordo sullo stupore di vedere milioni di persone che vogliono adorare cio' che è evidentemente un falso.
Vendere speranza è sempre il business piu' redditizio, siano religioni o lotterie.
Ed è vero che la stragrande maggioranza dei mass media è in mano a consorterie internazionali che indirizzano l'informazione.
La religione è uno dei principali strumenti di Potere e quindi non va smontata bensi' va usata per perseguire gli scopi del Potere, sfidando qualsiasi ragione e senso del ridicolo.
I mass media daranno sempre risalto a qualsiasi "miracolo" che incanali la fede in una qualche religione istituzionalizzata che ha sua volta incanalerà il consenso nella agenda del Potere.