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sugar magnolia 01 giugno 2010 16:01
Io sono pro- Israele a spada tratta (non me ne voglia Sherman*....pero' a volte esagera nell'uso della forza.
L'operazone Piombo Fuso vedeva un esercito armato di tutto punto praticamente contro la popolazione civile (dietro la quale si fanno scudo quelli di Hamas), e anche in questo caso della Folttilia, forse sarebbe bastata un 'operazione di Polizia navale.
Queste forze speciali magari sarebbero meglio per operazioni sporche....questa era un'operazione di pura polizia.
E cmq Israele da questra vicenda e' uscito sconfitto sul piano della propaganda.....il governo di Bibi la pace non la vuole.
Ne siamo lontanissimi, un Premier come Bibi, la pace non la fara' mai.
e' un ex soldato delle unita' d'elite e non ragiona con il metro della pace.
Almeno non per ora.
Ci vorranno anni.
Molti anni.
sugar magnolia 01 giugno 2010 16:13
A lanciare l’attacco contro il gruppo navale delle Organizzazioni non governative (Ong), che volevano portare aiuti a Gaza rompendo il blocco navale israeliano, sono stati elementi della Marina militare israeliana e operatori dello Shayetet 13 (S 13, Flottiglia 13), gli incursori. Il corpo è diviso in tre unità a livello di compagnia, chiamate Palga: la Palga d'assalto, che si occupa di compiti di contro-terrorismo, incursione, raid e sabotaggi. All’interno della compagnia esiste una piccola unità molto poco conosciuta, il Team 4 (T4), incaricata delle missioni più delicate e riservate. La seconda unità è la Palga sommozzatori che assolve incarichi di tipo subacqueo, dalla ricognizione idrografica delle spiagge di sbarco alla demolizione di ostacoli subacquei, all’attacco di unità navali alla fonda. La terza, infine, è la Palga di superficie che fornisce gli equipaggi delle unità navali veloci d’assalto incaricate di trasportare i team operativi delle due precedenti compagnie. A partecipare all’arrembaggio sono state la prima e la terza Palga.
Ma chi sono? Gli operatori dell’S’13 prestano servizio per un minimo di quattro anni e mezzo. L’addestramento dura 20 mesi, è considerato il più duro tra quello di tutte le unità speciali israeliane, ed è quello con il maggior numero di feriti durante le sue esercitazioni, estremamente realistiche.Per accedere al reparto bisogna superare l’apposito “Gibush”, la selezione. A differenza di quanto avviene in altre selezioni delle forze speciali israeliane, il Gibush della S’13 non è incentrato solo sul lavoro di gruppo e la collaborazione tra le reclute, ma ricerca anche la loro capacità di agire isolatamente sotto pressione. Questa diversità è dettata dalle caratteristiche dell’ambiente marittimo e delle operazioni subacquee, che lasciano meno spazio al mutuo supporto tra gli operatori. La selezione più accurata del personale avviene comunque successivamente al Gibush, durante l’intero ciclo addestrativo che include quattro mesi di formazione basica di fanteria, presso una base dell’esercito; due mesi e mezzo di addestramento avanzato di fanteria, presso la scuola di fanteria e tre settimane di corso di paracadutismo militare, con lanci ad apertura comandata Halo (High altitude low opening) e Haho (High altitude high opening).
Conclusa questa prima fase, i candidati si trasferiscono alla base navale di Atlit per la preparazione che dura sette mesi e rappresenta la reale selezione degli incursori navali. Qui, infatti, si registrano la maggior parte delle defezioni e degli incidenti. In questo contesto ci si addestra alle tecniche avanzate di combattimento terrestre, uso delle armi leggere, gli elementi basici delle operazioni di guerra navale, l'uso operativo di battelli e piccole imbarcazioni, le demolizioni e l'impiego di esplosivi, lunghe marce di resistenza e nuoto operativo di superficie. Superato il corso, il selezionando accede a sei settimane di addestramento alle tattiche di contro-terrorismo: tre presso l’apposita scuola delle Idf e altrettante direttamente presso il reparto. Successivamente i candidati frequentano per un mese il corso elementare per sommozzatori, che fornisce le nozioni fondamentali del nuoto subacqueo, dell’impiego degli autorespiratori e dei necessari elementi di medicina e fisica delle immersioni.Una volta terminato, si passa alla fase avanzata del corso: cioè formazione sull’uso degli autorespiratori a ossigeno a circuito chiuso, degli esplosivi per impieghi di demolizione subacquea, e si effettuano incursioni contro obiettivi costieri.
Per l’avvicinamento vengono usati sommergibili, imbarcazioni d'assalto, nuoto subacqueo, elicotteri o lanci col paracadute in mare. Conclusa anche questa fase, si apprende a utilizzare le varie tecniche operative acquisite per portare a termine missioni di contro-terrorismo marittimo su unità navali, piattaforme estrattive e installazioni costiere (operazioni “Goplat”). Verso la fine di questo ultimo periodo, le reclute vengono suddivise nei tre Palga: gli elementi migliori a quello d'assalto. Una volta assegnate, le reclute si addestreranno separatamente presso i loro reparti di appartenenza.
lucillafiaccola1796 01 giugno 2010 18:11
Hanno mostrato il loro vero volto...nessuno ha più scuse...HA ha fatto fuori 300.000 poveri su "nomina" dei loro correligionari...se gli stati cui appartengono le vittime avessero le palle.. ma questi non sono "uomini", non sono bis-uomini, sono "cazzabubbole". Da escludere, ostacolare,
porre al bando, interdire, sabotare, intralciare,
ridurre a niente, annientare, demolire, abbattere, dissolvere, cancellare... cioè render loro pan per focaccia Amen
francescomangascia 01 giugno 2010 18:46
Ciao Sugar, ma tu credi che Hamas voglia la pace?vedi l'ultima 'scelta coraggiosa'verso la da parte israeliana fu il ritiro da Gaza, voluto da Sharon, in ossequio alla formula Terra in cambio di pace. La terra, Gaza, è stata data ma la pace non è sopraggiunta anzi, Gaza, in mano ad Hamas mette a repentaglio le vite di civili israeliani con il lancio di missili qassam e colpi di mortaio. Al punto in cui si è ormai arrivati, Israele farebbe bene a presentare all’incasso quell’assegno per la pace di cui è in diritto e, poiché questo è insolvibile, è mia opinione che se, con ultimatum, non gli viene pagata quella pace per cui ha pagato dovrebbe riprendersi quella terra, Gaza, poiché il contratto è stato annullato per inadempienza da parte palestinese. Così facendo darebbe perlomeno più sicurezza a quei poveri israeliani che vivono a ridosso della striscia di Gaza.
Francesco Mangascià
francescomangascia 01 giugno 2010 21:48
LUCILLLA, io sono convinto che,il tuo problema risieda nell'alimentazione.Tu non sei neanche patosensibile, sei una persona la cui vita viene vissuta in funzione delle notizie dei telegiornali,mangiate un po' di carne...così non
ti cannibalizzi ebrei
sugar magnolia 02 giugno 2010 15:03
FRANCE'
io sono d'accordissimo con te quando dici che HAMAS non vuole la pace. Hanno preso il controllo della Striscia con le armi, hanno esautorato un governo corrotto e debole come quello di Abu Mazen, tutto quello che vuoi.
Sharon, leader carismatico aveva avuto il coraggio e il carisma per iniziare il ritiro da Gaza.
Non dimenticare che il detto ritiro era stato fatto anche perche' lo Stato Israel spendeva troppo per difendere poche migliaia di coloni e quindi, prendendo 2 piccioni con una fava (risparmiare sulla difes + facciata internazionale) impose il ritiro.
Lui aveva la STATURA x farlo.
Pero' dobbiamo anche tener conto del fatto che un Premier come BIBI la pace non la fara' mai.
Lu non e' uomo di pace.
Arafat era stato vicino alla pace con Barak, ma fece saltare il tutto per non incrinare il suo potere personale nei territori.....insomma la pace la fanno le persone e le persone attualmente ai vertici tra Israel e i palestinesi LA PACE NON LA VOGLIONO !!!!
e questo e' un dato di fatto !!
lucillafiaccola1796 02 giugno 2010 17:47
BRAVO PENE PIS...! A me la carnaccia non piace amo le cose vive, non morte, a Furia di Colombo state skiattando di rabbia...! Oramai karini sappiamo chi siete OLTRE OGNI RAGIONEVOLE DUBBIO...!
sugar magnolia 02 giugno 2010 18:42
BRAVO PENE PIS
puoi decrittare x noi mortali ??
Chi cazzo e' Pene Pis??
IO forse ??
sugar magnolia 02 giugno 2010 18:46
Ah, ho capito adesso che e' Francesco, non avevo letto il post dell'alimentazione.....
Lucy = Sherman* (e guarda che di Sherman* ho tantissima stima, non e' un'offesa, anzi, solo che siete anti-semiti, mentre io sono, pur con grosse riserve, abbastanza a loro favore)
francescomangascia 03 giugno 2010 12:05
Caro Sugar, la pace...? nulla è cambiato da quella Conferenza degli stati arabi del 1967 che si concluse con, i tre no di Khartoum: “no alla pace con Israele, no al riconoscimento di Israele, no a negoziati con Israele, dunque se non si vuol essere faziosi visto l’avvenuto il ritiro da Gaza voluto da Sharon , andrebbe tenuto a mente che fino al 1964 manco l’Olp di Yasser Arafat nella sua Carta rivendicava la liberazione della Cisgiordania e della striscia, forse perché erano dei territori occupati da Giordania ed Egitto? Beh se cosi è la storia di quelle terre, perché Mubarak non si riprende la striscia di Gaza mettendo fine alla dittatura di Hamas, e la Giordania la Cisgiordania, risolvendo una volta per tutte la questione delle sofferenze dei palestinesi che lì vivono? Mubarak non lo farà né la Giordania, la cui regina Rania su Twitter è tanto in pena per i palestinesi, ha intenzione di riallargare il regno hashemita in tutta la Cisgiordania, poiché come ha detto il ministro degli esteri israeliano Avigador Lieberman, sono tutti dei grandissimi ipocriti. E’ chiaro che i palestinesi, fanno comodo agli arabi solo fino che combattono contro Israele,ma, a casa loro non ce li vogliono.
Francesco Mangascià
sugar magnolia 03 giugno 2010 16:27
"E’ chiaro che i palestinesi, fanno comodo agli arabi solo fino che combattono contro Israele,ma, a casa loro non ce li vogliono."
PAROLE SANTE, ANZI SANTISSIME.......
E quando il leadre dei Palestinesi Arafat, nel 2000 ebbe la storica possibilita' di chiudere (Barak gli offriva l'impensabile) i negoziati, non lo fece....faceva comodo tenere 2 mln di persone in stato di perenne agitazione, facevano comodo gli aiuti dell'Arabia Saudita + altri che, di nascosto foraggiavano le casse dell'OLP..... troppi soldi che, con uno Stato indipendente non sarebbero + arrivati.
Si sarebbero dovuti rimboccare le maniche per iniziare a lavorare per far funzionare il nuovo Stato, neo-costituito.
Meglio lasciare tutto cosi' e raccontare la solita sola degli israeliani oppressori (a volte poi lo sono anche stati davvero).
Nessuna via di uscita con questi uomini al potere, da una parte e dall'altra.
lucillafiaccola1796 03 giugno 2010 18:24
Kozì parlo il pantografatore: non ziamo noi ke ziamo nazyziony, sono loro ke sono Palestinesi!
lucillafiaccola1796 03 giugno 2010 18:27
Non sapete voi saput elli che semiti siamo tutti noi? i vostri amic etti nazyziony si definiscono stato ebraico... quindi non è questione di altro, ma solo di religione ed hanno pur sempre lo stesso io, mammeta e tu [triade] perciò non ci rompete... i tazzi...!
francescomangascia 04 giugno 2010 09:01
sugar, al popolo palestinese, chiaramente un ostaggio dei suoi leaders, avere uno stato converrebbe ma, ai suoi capi, No, poiché finirebbe la cuccagna cioè gli aiuti, e quell'immonda sponsorizzazione per affittare un po' di terroristi ogni tanto, e così via...
francescomangascia 05 giugno 2010 16:52
Il funambolismo lessicale dell’Amministrazione Obama mostra tutta l’inesperienza e la retorica in politica estera di questo Presidente. Per gli Usa, Hamas è un’organizzazione terroristica ma l’America obamiana che chiede la fine del blocco su Gaza ad Israele, con questa richiesta oltre a legittimare quell’organizzazione palestinese non si rende conto che, dopo aver messo all’indice dei terroristi, così facendo, nega poi di fatto il senso dell’accusa che ha mosso ad Hamas compiendo così un rovesciamento sul significato del termine terrorismo. Obama, con quest’ambiguità, è stato capace di accostare due termini in contrasto tra loro, creando un rarissimo caso di ossimoro interno, quello di una pacifica guerra, coi terroristi e, ciò davanti a quell’altro ossimoro culturale di un occidente che, tranne rarissime eccezioni, fa sempre più spesso uso di un silenzio assordante davanti alla detenzione di Gilad Shalit o quando, assassinati di terroristi, muoiono israeliani.
Francesco Mangascià
lucillafiaccola1796 05 giugno 2010 18:58
QUEI 150 MILA SOLDATI EBREI DI HITLER DI CUI NESSUNO HA MAI OSATO PARLARE.
Uno sconvolgente libro dello storico ebreo bryan mark rigg Quando la rivista di propaganda nazi-sta “Signal” dedicò la copertina al “soldato te-desco ideale”, nel 1939, non poteva certo imma-ginare che quel volto appartenesse ad un giovane ebreo, il Gefreiter Werner Goldberg. Questa la foto più sorprendente, delle tante di ufficiali, generali, ammiragli, membri del partito nazista, contenute nel libro del giovane storico ebreo Br-yan Mark Rigg, laureato alla Yale University, “I soldati ebrei di Hitler” pubblicato recentemente da Newton & Compton nella collana “I Volti della Storia” (pagine 395, 16,90 euro). Uno studio ac-curato, una documentazione quasi esasperata, du-rata anni di viaggi, di incontri, di esami detta-gliati di documenti pubblici e privati, superan-do l’ostilità e il boicottaggio degli studio-si “ufficiali” della “questione ebraica”. Nella pre-fazione, Rigg racconta d’essere stato ispi-rato alla ricerca dalla visione d’un film-“Europa, Europa” in cui si racconta la storia dell’ebreo Perel che, falsificando la propria identità, prestò servizio nella Wehrmacht e stu-diò in un collegio per la gioventù hitleriana dal 1941 al 1945. Il film raccontava una vicenda reale. Tornato all’Università di Yale, dove frequentava il secondo anno di college, Rigg si mise al lavoro. Gli sarebbe bastato trovare una dozzina di Perel e ne avrebbe ricavato uno stu-dio interessante. Ne trovò 150.000 e questo scon-volse tutte le sue certezze. Gli storici avevano sempre parlato di una cifra irrisoria di ebrei o mezzi ebrei (Mischlinge) che avevano militato sotto la croce uncinata. Mai tuttavia, ricopren-do alte cariche. Rigg iniziò una corsa contro il tempo, poiché quei veterani morivano ormai a mi-gliaia di giorno in giorno. Si avvalse dell’ef-fetto “valanga”, nel senso che ogni intervistato faceva i nomi di altri camerati. Quasi tutti si mostrarono disposti ad aprire le loro case e i loro cuori. In più autorizzarono il libero ac-cesso ai fascicoli personali contenuti negli archivi. Vennero fuori documenti “che nessuno aveva mai esaminato prima” (siamo tra il 1994 e il ’98!) e “furono dette cose che non erano mai state dette prima”. Le loro vicende costitui-scono la testimonianza diretta d’una storia oscura e raccapricciante. Una storia che molti professori avrebbero preferito restasse nei cassetti. Ma Rigg appartiene a quella schiera ormai folta di storici ebrei che, sulla scia di Kath, Arendt, Kimmerling, Novick, Finkelstein e altri, vogliono la verità sull’Olocausto. La critica, quando non li accusa di filo-nazismo (come accade per Hanna Arendt), li conside-ra “revisionisti” nell’accezione staliniana del termine. Sono quelli che alla domanda «perché un ebreo scrive queste cose?», rispondono: «Perché un ebreo NON dovrebbe scrivere queste cose?». Il suo lungo studio, i suoi documenti, i suoi testimoni, ci conducono in un mondo in cui avevamo sentito parlare in fretta e per accenni, ma che mai avevamo penetrato e di cui mai prima d’ora avevamo incontrato gli abitanti: il mondo dei “soldati ebrei di Hitler”. Una popolazione, non uno sparuto gruppo come si è voluto far credere per oltre mezzo secolo. Una popolazione con i suoi generali, i suoi ufficiali, le sue truppe. L’elenco di Rigg è sconvolgente. Il feldmaresciallo Erhard Milch, decorato da Hitler per la campagna del 1940 (aggressione della Norvegia). L’Oberbaurat della Marina e membro del partito nazista Franz Mendelssohn, discendente diretto del famoso filosofo ebreo Moses Mendelssohn. L’ammiraglio Bernhard Rogge decorato da Hitler e dall’imperatore del Giappone. Il comandante Paul Ascher, ufficiale di Stato maggiore sulla corazzata Bismarck. Gerhard Engel, maggiore aiutante militare di Hitler. Il generale Johannes Zukertort e suo fratello il generale Karl Zukertort. Il generale Gothard Heinrici. Il generale Karl Litzmann, “Staatsrat” e membro del partito nazista. Il generale Werner Larzahn decorato da Hitler. Il generale della Luftwaffe Helmut Wilberg dichiarato ariano da Hitler. Philipp Bouhler, Capo della Cancelleria del Fuhrer. Il maggiore Friedrich Gebhard, decorato da Hitler. Il superdecorato maggiore Heinz Rohr, l’eroe degli U-802, i sottomarini tedeschi. Il capitano Helmut Schmoeckel… Segue una sfilza di ufficiali, sotto-ufficiali, soldati. Tutti ebrei, o mezzi ebrei o ebrei per un quarto o addirittura per il 37,5 per cento, come il Gefreiter Achim von Bredow. Poi la ricerca scava impietosa fino ad un nome terribile: Reinhardt Heydrich, “la bestia bionda”, “Il Mosè biondo”, Capo dell’ufficio per la sicurezza del Reich, generale delle SS, “l’ingegnere dello sterminio”, diretto superiore di Heichmann. Era ebreo Heydrich? Molti assicurano di sì. Di certo suo padre lo era. Di certo gli fu accordata da Hitler “l’esenzione”.È una foiba, il libro di Rigg, da cui si estraggono scheletri che si voleva dimenticare, nome e fatti da cancellare. Nomi di uomini che fecero la storia del XX secolo. Fatti che resero quella storia atroce. E forse fu per prudenza che al processo di Norimberga non si parlò di Olocausto, ma, più genericamente, di crimini di guerra o contro l’umanità. Forse fu per prudenza che tra gli imputati non sedesse Heichmann, esecutore degli ordini di Heydrich. «Non potevamo immaginare – ricordava Yitzhak Zuckerman, capo della rivolta del ghetto di Varsavia – che gli ebrei avrebbero condotto alla morte altri ebrei». E Zuckerman non si riferiva soltanto agli ebrei della Wehrmacht, della Luftwaffe, della Marina o delle SS, ma soprattutto ai sonderkommandos, la polizia ebrea collaborazionista così efficacemente e drammaticamente narrata dall’ebreo Roman Polanski nel suo ultimo film “Il pianista”. Perché dunque, un libro come questo di Rigg ci sconvolge tanto? Forse perché il peso della “soluzione finale” è insopportabile e scopriamo di poterlo distribuire su altre spalle, anche quelle ebree. Forse perché siamo ancora alle prese con la retorica del “caso Priebke”. Un ultranovantenne, ex ufficiale nazista, accusato di non aver disobbedito a ordini considerati disumani e che il libro di Rigg inevitabilmente pone a confronto con centinaia di generali e ufficiali ebrei che quegli ordini li eseguirono tanto bene da meritarsi le decorazioni e gli elogi di Hitler. Forse perché ci ha aiutato a capire che non esiste una “colpa collettiva” del popolo tedesco, così come non esiste una “innocenza collettiva” del popolo ebraico. P. Squitieri da http://www.raixevenete.net/documenti/doc378.asp
francescomangascia 05 giugno 2010 20:49
Lucilla, non capisco che c'entri sta stori aqui, a parte l'odio per gli ebre... comunque hai usato delle fonti che sulla propria Home parlando, dell' UNITA' D'ITALIA": VIDEO sol 1866 e "plebisito trufa" de anesión del Veneto a l'Italia..., son pieni di amore vero? comunque ti faccio presente che Bryan Mark Rigg, ha fatto il suo lavoro su quegli ebrei che che non nascono da un coppia ebrea ma da un coppia mista, e in più è uno che equipara il sionismo al nazismo. Come fatto il paragone lo sa solo lui e quelli di Hamas. Ti sei domandata perché, Bryan Mark Rigg PARLA DI 150MILA e, invece di parlare in migliaia, non ha parlato in milioni,intendo quei 6 milioni di ebrei, morti nei campi.. ?
lucillafiaccola1796 06 giugno 2010 18:46
Oh l'articolo l'ha scritto pasquale squitieri... uno dei vostri...!
francescomangascia 06 giugno 2010 22:22
Dei vostri? dei tuoi...
Teheran, 6 giu. (Apcom) - I Guardiani della rivoluzione, la forza d'elite del regime iraniano, sono pronti a scortare le navi umanitarie dirette verso la Striscia di Gaza, se l'ayatollah Ali Khamenei darà l'ordine. Lo ha detto oggi una fonte vicina alla guida suprema dell'Iran. (fonte Afp)
MAGARI; CI CASCANO...son troppo vili, cowards per farlo.
Renko 07 giugno 2010 10:25
PALESTINA LIBERA!!!!!!!
Renko 07 giugno 2010 10:28
se IRAN attaccasse ci sarebbe CINA-(Super Potenza Mondiale al pari degli yankee) Russia-Libano,Egitto e così via.
Diciamo che Israele ha rotto il ca.zo. è ora che qualcuno fli faccia ricordare di stare al SUO POSTO!!!!!!!!!
lucillafiaccola1796 07 giugno 2010 20:00
A me dell'iran non mi frega un fazzo..letto. Però, tifando... preferisco Ahmadinejad.. somiglia ad un sardo...in fin dei conti...ma è moolto * accorto....!
francescomangascia 07 giugno 2010 21:51
Lucilla, se tifando preferisci Ahmdinejad, è chiaro che preferisci chi ha fatto impiccare, torturare e violentare, quelli che protestavano in piazza per le alezioni farsa: è chiaro che prefersci chi fa impicare e frustare gay e lesbiche. Le tue preferenze sono orripilanti.
minotauro5801 07 giugno 2010 23:08
FORZA IRAN, levaci dalle pall...........questi nazipiagnonirompipallescassaminchiaoppressori............
Isaia Kwick 08 giugno 2010 05:43
Gli EBREI...........
ginet 08 giugno 2010 12:28
in un mondo normale dove dovrebbe vigere la giustizia e l'onestà, un Paese come Isaraele dovrebbe,da tempo , essere ridottoala ragione e al silenzio,Io sinvceament non vedo popolo più bellicoso eterrorista degli Israeliani.SDu ogni cosache non vedono un loro interesse immediato, si sentono circondati e gridano al coplotto antisemita, intanto ammazzano e violentano interi terrritori e popoli con noncuranza e cinismo, Temono la bomba atomica iraniana ma non dcono che hanno arsenali pieni di bombe atomiche. é ora di finirla con questo piagnisteo dlla persecuzione a cui non crede più nessuno. é unn popolo violento, terrorista, ultimo vero Paese che mira alla distruziuone vera di altri popoli
francescomangascia 08 giugno 2010 16:49
Ginete in mondo normale, non ci sarebbe quella sporca pretesa dell'accettazione del politically correct, tanto amato dai pacifinti. Infatti Israele ha scelto di rinunciarvi..
ginet 08 giugno 2010 19:09
per Antonio Mangascia Io credo che l'unico e vero terrorista sei tu e quel nano che ti manovra
lucillafiaccola1796 08 giugno 2010 19:24
FORZA...10 100 1000 10000 1000000 ECC
minotauro5801
ginet
SHUT THE SHIT! SHUT WALL STREET!
sugar magnolia 09 giugno 2010 14:49
"...Io credo che l'unico e vero terrorista sei tu e quel nano che ti manovra"
Ma che modo e' mai questo di confrontarsi ??
Francesco ha detto la sua, e dargli del "terrororista" e' cafone e inopportuno.
Basse sparate populiste da Bar Dello Sport..... sempre il rispetto degli altri anche se non condividi.
Cerchiamo di essere civili..... cerchiamo di essere migliori di quei bastardi che stanno in Parlamento.
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