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savpg8801 22 giugno 2010 17:37
Abbiamo dimenticato gli stranieri, regolari ed irregolari che formano un'altra sempre crescente fetta di pseudopadani.
Questa ventilata padanietà ha proprio il sapore di una setta d'altri tempi, di una tribù ancestrale che erge palizzate contro gli invasori, di una ideologia etnica di invasata salvaguardia di una razza che non esiste, di tipo nazista che, quella, se non altro, c'era.
La fortuna di abitare in zone ricche, laboriose, che possono fare da se in modo quasi autarchico, ma che prendono volentieri, comunque, tutto quello che dalla centralità gli viene dato, è alla base di questo movimento separatista ed egoista che ritiene di essere unico di diritto, di sfruttare le proprie risorse essendo, storia insegna, infatuato in uno o forse alcuni capipopolo che manipolano opportunamente queste specie di nostalgici.
Mi piacerebbe vedere cosa farebbero se si capovolgessero le condizioni e questo orgoglio padano dovesse andare a chiedere caritatevolmente di essere aiutato.
Chi vi scrive è un vero padano "geografico".
francescomangascia 22 giugno 2010 18:17
Quelle condizioni, erano capovolte quando nell'agro pontino c'erano solo paludi e sabbie mobili, pellagra e zanzare, e chi ci venne in quei tempi proveniva dal veneto, quanto a ciò che ha elargito 'roma ladrona', beh basta ricordarsi i doni che ricevettero in quella regione dai veneti Rumor, Piccoli, Gava...
lucillafiaccola1796 22 giugno 2010 19:05
Minacciano il federalismo e non lo fanno, continuando a magncciar in ogni dove, stato regione provincia comune municipio buco e buchetto. Ma qual'è il loro prodotto? Mozzarella blu? Delocalizzazioni? Magari si SECESSIONASSERO! Lo dicono ma purtropèpo non lo fanno! E chi se li accatta stignorantoni anarfabeti buzzurri?
francescomangascia 22 giugno 2010 22:55
lucilla, quelli con la secessione, vorrebbero però anche le banche,italiane..
Sharman* 24 giugno 2010 06:36
Certo che se venissero applicati a tutte le nazioni gli stessi criterii di “esistibilità” che qualcuno pretende di applicare alla Padania, non esisterebbero le nazioni, nessuna nazione.
Forse esisterebbero solo i Pigmei o gli Esquimesi.
Certamente non esisterebbe l’Italia.
Non la avrebbero neanche potuta immaginare, se fossero stati seguiti i criterii che si pretende di applicare alla Padania.
Ma la ideologia politica, gli ideali, le religioni servono esattamente ad accecare la ragione e il buon senso.
Discutere con uno dei tanti pappagalli di Sion è inutile e noioso, mi sono già divertito a suo tempo: una volta, non so come, è riuscito a dire questo stupidotto del Mengascià che i Palestinesi sono Egiziani..... uahuahuahuahuahuah!!!! Pensate che scemenza.
In effetti ripetono appunto a pappagallo solo le veline che i loro capi pappagallo passano, non sanno neanche loro quello che dicono.

Così è inutile dire al pappagallo che la prima nazione che non dovrebbe esistere sarebbe proprio l’Israele, che non ha né un popolo, né una terra, né una tradizione; ha solo una ideologia politica.
Per esempio quel pupazzetto di Fini é un loro uomo( be’ uomo..... diciamo omino, omuncolo piazzista; e per “loro”, sia chiaro, non intendo solo il sionismo ) e quindi i capi pappagallo sono sempre pronti, se notate, a orchestrare il quaquaqua a sostegno di qualsiasi stupidaggine “mondialista” dica, stupidaggine che gli viene a sua volta passata dai capi pupazzetto. (cosa credete é un caravanserraglio: ci sono pupazzetti, pappagalli, scimmie assasssine, cani di guardia, e poi su fino al Moloch...)
Se poi l’ideologia padana è una ideologia tribale, Savpg, allora implicitamente si dovebbe ammettere che ne esista il popolo.
Ma forse non tutti realizzano per cecità ideologica che le nazioni hanno il proprio fondamento in un Atto di Volontà. (Volontà di chi... poi è un altro discorso)
Le Nazioni si creano, come tutte le altre libere associazioni, per Atto di Volontà, non per Necessità tribale o etnica. Chi sostenga altrimenti é indietro (come le palle di un cane) di qualche migliaia di anni.
Oppure é un Esquimese o un Pigmeo.
Inoltre lasciare cadere nel discorso locuzioni insensate come “la fortuna di abitare in zone ricche” è indice palese di obnubilamento ideologico. Ed è palese, Savpg, perché la Padania non é per niente più fortunata del Sud. Ha un clima inclemente e ha poco mare (ratio di terra/coste).
La pianura padana gela di inverno ed è una delle zone più nebbiose del mondo, e d’estate fa un caldo boia.
Quindi non è “fortuna” , è capacità degli abitanti.
Il sud dell’Italia invece è baciato dagli dei, e riconosciuto come tale da millenni. Clima ottimo, forse uno dei migliori al mondo, coltivazioni di pregio, ha mare e monti, alcune materie prime, l’unico problema è che in alcune zone è siccitoso, per esempio in parti della Sicilia ma non in Campania.
Ma torniamo alla questione principale.
Quali sono i criterii di “esistibilità” di una nazione?
Diteceli, così poi li applichiamo a tutti quanti.
giuseppe 24 giugno 2010 09:52
Non capisco questo Sharman che per esprimere le sue, legittime, opinioni, usa il modo di insultare e sminuire le opinioni altrui.
Per il resto, riguardo ai parametri che qualificherebbero degnamente una nazione, si potrebbe discutere all'infinito, ma l'impressione è che non se ne caverebbe un ragno dal buco.
francescomangascia 24 giugno 2010 12:10
Sharman*, lei bofonchia di esistibilità, spero che non intenda quella del mai esistito Alberto da Giussano... Un'altra favoletta, un'altro fumettone dei vostri..
lucillafiaccola1796 24 giugno 2010 18:53
Sharman*...Io sarei FELICE di saper "bofonchiare" come Te... Ho copiato il Tuo Meraviglioso Super.Editoriale...per rileggermelo di tanto in tanto...
francescodeleo 24 giugno 2010 19:12
La Lega è soltanto un partito politico che cavalca le emozioni della gente. Tanto è vero che ogni tanto (riunione annuale a Pontida, elezione di miss padania, sparate contro l'Italia, ecc.) bossi e i suoi gerarchi-amici devono alimentare il fuoco che sorregge questi palloni gonfiati. E gli abitanti del nord abboccano, abboccano, a discaspito dell'intero sistema Italia (come, non lo vedete?).
Auguri.
francescodeleo 24 giugno 2010 19:17
Correggo:
La Lega è soltanto un partito politico di vecchia maniera che cavalca le emozioni della gente.
Sharman* 24 giugno 2010 20:22
Lucilla, sempre gentile..
Pensa che ho scoperto di vivere in un paese che non esiste perché non c'è un popolo brasiliano.. non si finisce mai di imparare, chissà dove cazzo sto vivendo...
Dobbiamo però dare merito al Mengascià di avere affermato che Israele non può esistere.
Sharman* 24 giugno 2010 20:25
Bravo Mengascià, hai ammesso giustamente che l’ Israele non può esistere.
Infatti se la Padania non puo’ esistere perché non é mai esistito Alberto da Giussano tanto meno può esistere l’Israele visto che non sono mai esistiti Abramo, Davide, Mosé, Noé.. e fumettoni cantando.
Questi ultimi poi sono dei veri personaggi a fumetti: chi viveva centinaia e centinaia di anni, chi aveva pasto e cena serviti dal cielo per 40anni e tirava su l’acqua dal deserto con un bastone, chi in una zattera aveva uno zoo, chi faceva cadere i muri suonando le trombette...(chissà come suonavano bene).
Ma allora se nè la Padania né l’Israele possono esistere, chi puo’ esistere?
francescomangascia 24 giugno 2010 20:36
Sharman*, Israele è esistita ed esiste, eccome se esiste: l'ebraico esiste, da millenni ,ha i suoi
alfabeti, dunque Israele oltreché esistere è anche viva, quale sarebbe l'alfabeto padano? Il dialetto? Discende sempre dal latino, e dall'italiano volgare....
Sharman* 25 giugno 2010 01:01
Sempre meglio Mengascià, hai spiegato un secondo motivo per cui l’Israele non può esistere
Infatti abbiamo che Israele non puo’ esistere:
a)perché ha una storia fatta da personaggi dei fumetti
b)perchè non ha una lingua.
Infatti l’ebraico era parlato solo da poche migliaia di persone, e per la maggior parte residenti in Palestina, e che sono gli unici che hanno il diritto di rimanerci.
Tutti gli altri ebrei che hanno invaso la Palestina non lo parlavano.
L’hanno imparato poi come seconda lingua, come lingua straniera. Ancora oggi gli immigrati ebrei askenazi, meglio detti Cazari, che costituiscono la maggior parte della popolazione israeliana e che sono discendenti di stirpi turco-mongole convertitesi all’ebraismo non prima di mille anni fa, parlano russo o altre lingue. L’ebraico lo balbettano peggio dei Palestinesi. Non l'hanno mai né parlato né lontanamente conosciuto.
Gli invasori sionisti (che non parlavano l’ebraico)hanno dovuto riesumare un fossile linguistico (chissà con che risultati..bah) per potere dare una parvenza di lingua comune.
Quindi l’Israele non puo’ esistere perchè il 99,99% degli ebrei che hanno invaso la Palestina ha dovuto imparare l’ebraico come seconda lingua. E molti di loro lo parlano male e lo scrivono peggio ancora adesso.
Al contrario, che la Padania non abbia una lingua ma solo dei dialetti é una assurdità. Ha una lingua viva che si evolve nei secoli.
E se no come si scriveva prima che ci fosse lo Stato Italiano? In dialetto?
Ah sì. Allora io posto un paio di passi scritti in stretto “dialetto” padano di fine ‘700 inizio ‘800, “dialetto molto stretto” perché i due scrittori dialettali sono anche della stessa famiglia.
Di letteratura padana si possono riempire le biblioteche.
Invece di letteratura ebraica anteriore al secolo non ci riempi neanche due scatole di scarpe.
Sharman* 25 giugno 2010 01:05
Primo esempio di letteratura "dialettale" padana che ha fatto da base per l'italiano moderno.
"Si distinguevano i villaggi, le case, le capanne: il palazzotto di don Rodrigo, con la sua torre piatta, elevato sopra le casucce ammucchiate alla falda del promontorio, pareva un feroce che, ritto nelle tenebre, in mezzo a una compagnia d'addormentati, vegliasse, meditando un delitto. Lucia lo vide, e rabbrividì; scese con l'occhio giù giù per la china, fino al suo paesello, guardò fisso all'estremità, scoprì la sua casetta, scoprì la chioma folta del fico che sopravanzava il muro del cortile, scoprì la finestra della sua camera; e, seduta, com'era, nel fondo della barca, posò il braccio sulla sponda, posò sul braccio la fronte, come per dormire, e pianse segretamente.
Addio, monti sorgenti dall'acque, ed elevati al cielo; cime inuguali, note a chi è cresciuto tra voi, e impresse nella sua mente, non meno che lo sia l'aspetto de' suoi più familiari; torrenti, de' quali distingue lo scroscio, come il suono delle voci domestiche; ville sparse e biancheggianti sul pendìo, come branchi di pecore pascenti; addio!
Quanto è tristo il passo di chi, cresciuto tra voi, se ne allontana! Alla fantasia di quello stesso che se ne parte volontariamente, tratto dalla speranza di fare altrove fortuna, si disabbelliscono, in quel momento, i sogni della ricchezza; egli si maraviglia d'essersi potuto risolvere, e tornerebbe allora indietro, se non pensasse che, un giorno, tornerà dovizioso. Quanto più si avanza nel piano, il suo occhio si ritira, disgustato e stanco, da quell'ampiezza uniforme; l'aria gli par gravosa e morta; s'inoltra mesto e disattento nelle città tumultuose; le case aggiunte a case, le strade che sboccano nelle strade, pare che gli levino il respiro; e davanti agli edifizi ammirati dallo straniero, pensa, con desiderio inquieto, al campicello del suo paese, alla casuccia a cui ha già messo gli occhi addosso, da gran tempo, e che comprerà, tornando ricco a' suoi monti.
Ma chi non aveva mai spinto al di là di quelli neppure un desiderio fuggitivo, chi aveva composti in essi tutti i disegni dell'avvenire, e n'è sbalzato lontano, da una forza perversa! Chi, staccato a un tempo dalle più care abitudini, e disturbato nelle più care speranze, lascia que' monti, per avviarsi in traccia di sconosciuti che non ha mai desiderato di conoscere, e non può con l'immaginazione arrivare a un momento stabilito per il ritorno! Addio, casa natìa, dove, sedendo, con un pensiero occulto, s'imparò a distinguere dal rumore de' passi comuni il rumore d'un passo aspettato con un misterioso timore. Addio, casa ancora straniera, casa sogguardata tante volte alla sfuggita, passando, e non senza rossore; nella quale la mente si figurava un soggiorno tranquillo e perpetuo di sposa. Addio, chiesa, dove l'animo tornò tante volte sereno, cantando le lodi del Signore; dov'era promesso, preparato un rito; dove il sospiro segreto del cuore doveva essere solennemente benedetto, e l'amore venir comandato, e chiamarsi santo; addio! Chi dava a voi tanta giocondità è per tutto; e non turba mai la gioia de' suoi figli, se non per prepararne loro una più certa e più grande. "
Sharman* 25 giugno 2010 01:07
Secondo e ultimo rompicoglioni di esempio di letteratura padana, e dov'è quella ebraica? Inesistente.
"Non v'è cosa piú pericolosa di quell'assioma comune che bisogna consultare lo spirito della legge. Questo è un argine rotto al torrente delle opinioni. Questa verità, che sembra un paradosso alle menti volgari, piú percosse da un piccol disordine presente che dalle funeste ma rimote conseguenze che nascono da un falso principio radicato in una nazione, mi sembra dimostrata. Le nostre cognizioni e tutte le nostre idee hanno una reciproca connessione; quanto piú sono complicate, tanto piú numerose sono le strade che ad esse arrivano e partono. Ciascun uomo ha il suo punto di vista, ciascun uomo in differenti tempi ne ha un diverso. Lo spirito della legge sarebbe dunque il risultato di una buona o cattiva logica di un giudice, di una facile o malsana digestione, dipenderebbe dalla violenza delle sue passioni, dalla debolezza di chi soffre, dalle relazioni del giudice coll'offeso e da tutte quelle minime forze che cangiano le apparenze di ogni oggetto nell'animo fluttuante dell'uomo. Quindi veggiamo la sorte di un cittadino cambiarsi spesse volte nel passaggio che fa a diversi tribunali, e le vite de' miserabili essere la vittima dei falsi raziocini o dell'attuale fermento degli umori d'un giudice, che prende per legittima interpetrazione il vago risultato di tutta quella confusa serie di nozioni che gli muove la mente. Quindi veggiamo gli stessi delitti dallo stesso tribunale puniti diversamente in diversi tempi, per aver consultato non la costante e fissa voce della legge, ma l'errante instabilità delle interpetrazioni.
Un disordine che nasce dalla rigorosa osservanza della lettera di una legge penale non è da mettersi in confronto coi disordini che nascono dalla interpetrazione. Un tal momentaneo inconveniente spinge a fare la facile e necessaria correzione alle parole della legge, che sono la cagione dell'incertezza, ma impedisce la fatale licenza di ragionare, da cui nascono le arbitrarie e venali controversie. "
Sharman* 25 giugno 2010 05:37
Oh, sono in vena di rompere i coglioni.
Adesso fatemi trovare quell'ode "dialettale" che parla delle fighe che non ce la danno quando sono giovani e belle e poi...
Sharman* 25 giugno 2010 05:46
Cuzzata! te la chi!
Senti, Mengascià, che bella:
"Le belle, ch'or s'involano
Schife da noi lontano,
Verranci allor pian piano
Lor brindisi ad offrir."
E il rimedio, di noi dialettali padani, é esplicito: beviamoci sopra!
Te la riporto tutta, tanto non capisci un cazzo:
"Volano i giorni rapidi
Del caro viver mio:
E giunta in sul pendìo
Precipita l'età.
Le belle oimè che al fingere
Han lingua così presta
Sol mi ripeton questa
Ingrata verità.
Con quelle occhiate mutole
Con quel contegno avaro
Mi dicono assai chiaro:
Noi non siam più per te.
E fuggono e folleggiano
Tra gioventù vivace;
E rendonvi loquace
L'occhio la mano e il piè.
Che far? Degg'io di lagrime
Bagnar per questo il ciglio?
Ah no; miglior consiglio
È di godere ancor.
Se già di mirti teneri
Colsi mia parte in Gnido,
Lasciamo che a quel lido
Vada con altri Amor.
Volgan le spalle candide
Volgano a me le belle:
Ogni piacer con elle
Non se ne parte alfin.
A Bacco, all'Amicizia
Sacro i venturi giorni.
Cadano i mirti; e s'orni
D'ellera il misto crin.
Che fai su questa cetera,
Corda, che amor sonasti?
Male al tenor contrasti
Del novo mio piacer.
Or di cantar dilettami
Tra' miei giocondi amici,
Augurj a lor felici
Versando dal bicchier.
Fugge la instabil Venere
Con la stagion de' fiori:
Ma tu Lièo ristori
Quando il dicembre uscì.
Amor con l'età fervida
Convien che si dilegue;
Ma l'amistà ne segue
Fino a l'estremo dì.
Le belle, ch'or s'involano
Schife da noi lontano,
Verranci allor pian piano
Lor brindisi ad offrir.
E noi compagni amabili
Che far con esse allora?
Seco un bicchiere ancora
Bevere, e poi morir.
T'è capìi un quaicoss???
e alora "bevere, e poi morir"!!!
lucillafiaccola1796 25 giugno 2010 17:35
Sharman*
Folle è l'arroignorante che vuol con... battere col Saggio!
francescomangascia 25 giugno 2010 18:54
Saggio come Salomone...?
harakiri 26 giugno 2010 15:21
rompicoglioni?
togli il rompi e rimane coglioni
passa al singolare e resta coglione
una definizione che ti calza alla perfezione oh mio caro sharman che vorresti essere un rompicoglioni ma forse arrivi a essere un molliccio residuale singolare incapace di rompere alcunchè
per te simpatica ameba comunque un successo
cosa cazzo c'entra poi manzoni e beccaria con la letteratura dialettale lo sai solo tu
anche un ignorante sa che manzoni andò sull'arno a lavare il suo turpiloquio
ma tu non meriti nemmeno la qualifica di ignorante
inutile chiederti se mai ti sei posto la domanda su quale sia il significato di palestina e quale l'origine storica del toponimo
no rompicoglioni ma camorrista culturale, nel senso di corruttore della cultura, questo certamente sei
Sharman* 26 giugno 2010 17:10
Complimenti Taratiri, hai vinto il Capacchione d'Oro.
lucillafiaccola1796 26 giugno 2010 18:21
Sala Mone...
harakiri... speriamo in una tua pronta azione... di nome... di fato... ah ah ah ah
ginet 04 luglio 2010 17:10
savpg8801se eiun vero padano come ti dichiaridevi ammettere che la banda Bossi vi ha preso bene per il culo che abitiate in terre ricche è vero che siate laboriosi non so io immagino cosa sarebbe oggi Milano senza noialtri terroni: un deserto paludoso e l'agricoltura? e i servizi? Senza rumeni, macedoni, neri, indiani, moldavi, non esisterebbero, si vivrebbe da cani Bossi è un furbetto acefalo, il contrario dell'uomo padano laborioso che ha capito che pur essendo un handicappato, può sfruttare con la sua banda di ignorantoni, Trota, Calderoli, Borsezio una moltitudine di persone ingenue che credono che la PADANIA sia un popolo invece sono come tutti:PREDONIdella cosa pubblica altro che Roma Ladrona chiedetelo a FORMIGONI chi ladra di più
lucillafiaccola1796 04 luglio 2010 19:58
Mi è capitato di vedere il trota sul fianco dx del pappadano... dico una vera kattiveria... makké je danno puro lindindirindà dakkompagnamento al boss del boss?
Blaterano sempre di secessionarsi... ma purtroppo non lo fanno sempre a roma padrona destiazzi a magnà a sette palmenti altro che pecorino se magnano tutta la grana romana e padana... Io sempre sul fiume sto...
savpg8801 04 luglio 2010 20:07
ginet, il nord è sempre stato laborioso e la sua laboriosità lo ha condotto ad avere maggiore ricchezza e, quindi, anche migliore tenore di vita. Il nord è pieno di gente che ha voglia di creare, intraprendere attività che tutti ci invidiano. I terroni come tu li chiami, sono opportunisti, capziosi, ciedono tutto dallo stato, vivono di commistioni fuorilegge e collusioni mafiose. Basta leggere e vedere. In questi forum ci sono dei report di ogni specie al riguardo. Vero è che il nord è come il nettare per le api. Dove c'è da sfruttare, tutti accorrono. Non potendosi per pietà accettare leggi discriminatorie come vorrebbe la Lega, siamo costretti ad accettare ogni intrusione. Alla fin fine, non trovando più mano d'opera italiana di basso impiego, necessita assumere sia in nero che in regola ogni proposta che viene offerta. Questo per due motivi:
1) Se si vuole continuare a produrre, ad esportare e a mantenere un livello di vita migliore, necessita anche assumere livelli dirigenziali e tecnici in gamba, capaci, di portare a compimento incarichi di medio e alto livello. Non basta venire dalla Romania o dall'albania per raccogliere pesche o clonare bancomat o rapinare case e vecchiette.
2)Sì i terroni ci hanno dato una mano (a modo loro) lavorando per la Fiat e altre imprese del nord, ma adesso si scopre che ci hanno anche importato le mafie, i racket, le collusioni, e cominciano a prendere in mano tutto il settore della mala che tanto imperversa nel sud e che ora sta invadendo come un cancro anche il nord.
Non è Bossi & c. che ci hanno presi per il culo, è che siamo stanchi di queste invasioni "barbariche". Hai sentito le lamentele del sindaco e dei cittadini di Prato? I cinesi ormai hanno fagocitato la città. I cittadini locali non ne possono più e verrà fra poco una rivolta.
Dove io vivo c'è già una comunità di "regolari" attorno al 12% e molto di più irregolari. In una frazioncina a due km di distanza in una sola notte hanno rapinato 7 case.
Si potrebbe dire, ...ma voi del nord siete ricchi...ben vi sta.
Anch'io non condivido i modi di fare della Lega, ma sotto certi aspetti denuncia situazioni insostenibili che vorrebbe risolvere con un impossibile ritorno alla "nordicità" e con il "federalismo". Temo che questa risoluzione sia il male peggio della cura.
francescomangascia 05 settembre 2010 16:46
Sharman*
In riferimento alla tua poesiola, ti rispondo così come la Cassazione oggi, è sulla Stampa, raccomanda: NON MI INFASTIDISCA.
lucillafiaccola1796 05 settembre 2010 19:58
ueh... ma dov'è la poesiola di Sharman*?
dopo savpg8801 del 4 luglio... non vedo altro!
Spero vivamente che si federalizzino, si secessionino ma che soprattuto si sé cessino...
La trippa sta finendoooooooo....la truffa deve anna' a piassela in der l'ass... chissà se ancora ce l'an???
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