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francescodeleo 19 agosto 2010 17:33
Fino a pochi decenni fa i saldi permettevano ai commercianti di liberarsi degli articoli residui.
Con il calo delle vendite e la proliferazione dei punti vendita, i saldi oggigiorno rappresentano, per i negozianti, l'opportunità di procurarsi un reddito.
Certo il controllo dei prezzi lo possiamo fare, ma rimane una iniziativa a carattere personale e, se non erro, non è previsto nessun controllo preventivo da parte delle pubbliche autorità.
lucillafiaccola1796 19 agosto 2010 19:38
ora i negozi acquistano dagli stessi fornitori cinesi da cui acquistano i cinesi ed i bangladeshiani delle bancarelle... non so se questi ultimi sono in proprio o hanno dei "mandanti" italiani... so solo che sono ignoranti ed arroganti proprio come i botte gay taliani!
Anche i negozi che vendono le scarpe coi polmoni... sciorinano scarpe dei tempi andati e sono le migliori... fondi di magazzino...a prezzi superattuali... quasi quasi me le faccio da sola le scarpe... magari mi innovo... ho tanta fantasia...!
Setten 22 agosto 2010 11:49
Il ragionamento di Quinzio2 non fa una piega ma...attenzione,non cadiamo in conclusione affrettate;
mi spiego
1)Il Bata di turno o tutti gli altri megastore o comunque i negozi di brand nazionale\internazionale si fanno sputtanare dal primo che passa con il telefonino e fa quattro foto prima dei saldi?
2)gli investimenti per fidelizarre un cliente e tenerselo stretto (card, SMS, mail, presconto ecc.) costano un sacco.
3)Normalmente i prezzi sono centralizzati ed il server aziendale provvede ad aggiornarli anche più volte al giorno in funzione del colore , delle tagli disponibili, della quantità residua ecc.
4)nei periodi antecedenti i saldi i media ripetono servizi di anni prima mettendo sull'avviso di possibili fregature un pò tutti.
Ora sulla base di questi 4 punti (ma ne potrei aggiungere a iosa)cosa fanno 'sti ladroni di negozi?
Al 90 % applicano la legge (purtroppo a carattere REGIONALE) che regolamenta le vendite promozionali, di liquidazione e/o di merce a carattere di stagionalità (i SALDI)
Per esempio la Legge Regionale in Friuli Venezia Giulia stabilisce i periodi canonici dei saldi così come pure stabilisce che le vendite promozionali possano avvenire in tutto l'anno eccetto il periodo dei saldi.
Il confinante Veneto stabilisce il periodo dei saldi e ovviamente il periodo delle vendite promozionali che NON possono essere effettuate nei 30 giorni antecedenti e/o successivi al periodo dei saldi.
La conclusione è che in negozio B*** di Pordenone (in Friuli) può vendere in promozione il bene fino al giorno prima dei saldi ESPONENDO in vetrina il prezzo iniziale 100€, lo sconto 20% ed il prezzo finale 80 €.
Lo stesso negozio B*** di Conegliano(in Veneto ma confinante e distante 15 km da Pordenone) NON può vendere in promozione il bene se non fino al 30 giorno antecedente i saldi.
Cosa fa il negozio di Conegliano per non passare da ladro?
Espone nel periodo di interdizione in vetrina il prezzo finale di 80 € omettendo le percentuali di sconto che sono proibite dalla normativa.
(attenzione che sullo scontrino il consumatore si troverà non il prezzo finale ma il prezzo iniziale meno lo sconto in quanto nessuno vieta di fare sconti alla cassa n.d.r.)
il prezzo però non subirà variazioni di valore il giorno di inizio dei saldi ma solo, diciamo di forma, ossia quello che si vedrà esposto il giorno dei saldi sarà scritto in questo modo :
prezzo iniziale 100€, lo sconto 20% ed il prezzo finale 80 €.
Purtroppo questa problematica che di fatto investe la clientela creando non pochi problemi ai commercianti è indotta da una selva di Leggi a carattere Regionale con il risultato che ognuno (politicamente parlando) fa i propri interessi.
Questo x il 90% dei negozi.
Un 2% lo concediamo come errori legati al lavoro che viene svolto in poco tempo x ricambiare i prezzi (calcolo matematico, prezzatura di un cartellino al posto di un altro, ecc.)
Il restante è sicuramente qualcuno che pensa di fare il furbo e giustamente costui va punito severamente poichè non solo crea un danno al consumatore ma inquina una categoria.
Non voglio giustificare nessuno va quantomeno prima di far valere dei diritti è fondamentale conoscere le norme che regolamentano i vari settori per evitare di far la guerra ai mulini a vento.
Cordiali saluti
lucillafiaccola1796 22 agosto 2010 19:15
non si tratta di fare la guerra ai mlini a vento ma di fare la guerra a chi ci perqula e solo a quelli...tipo indico lo sconto ma non indico il prezzo... e credono di essere furbi... io m'inxazzo a morte e non compro... vedi se gli conviene...!
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