lucillafiaccola1796
12 novembre 2010 19:49
riportando un tantino dall'altro argomento sullo spreco... non solo tutti costoro mirano a per qularci, ma soprattutto a de rubarci e schia vizzarci... sta a Noi impedirglielo!
tassofisso
16 novembre 2010 12:13
l'unica legge che favorirebbe la previdenza integrativa, sarebbe (nel bene e nel male) quella di fare come in america, cioè che chiunque si fa la sua polizza per la pensione e si arrangia e il datore di lavoro non ti versa niente e anzi ti liquidano tutto in busta paga... allora sì che avresti i soldi per versare nella pensione integrativa... oggi come oggi, quando le buste paga nette sono praticamente la metà dell'importo lordo, cosa ci rimane da versare nelle polizze integrative? possono anche agevolarti in mille modi, ma il problema è che manca la "ciccia" ovvero cosa ti puoi permettere di accantonare? 100 o 200 euro al mese? mica tutti possono... e anche quelli che possono, alla fine accantononano diciamo mediamente un 1500 euro all'anno, che siccome prenderai solo quando vai in pensione, diciamo dopo 20 anni, cosa vuoi mai aver accantonato? un importo ridicolo che spalmato in una rendita vitalizia ti arriverà si e no a ridarti indietro quei 1000 euro all'anno... non credo che siano certo quelli che colmeranno il gap dal tuo reddito attuale alla pensione inps...
lucillafiaccola1796
16 novembre 2010 19:42
anziché andare in palestra per sviluppare i muscoletti ed apparire tronisti, esercitate le meningi...gregge!
lucki
16 novembre 2010 20:55
Parto dalla lettere per correggere l'affermazione che occorrono 20anni di contributi,non è vero con il nuovo sistema contributivo bastano 5 anni solo che non essendo gli italiani tutti onorevoli anzichè la pensione avranno un obolo.
L'altro aspetto sollevato riguarda l'entita dei contributi,che per i dipendenti e del ben 33%, 24 + 9
queste sono cifre importanti,in fatti se consideriamo un salario di 25000 euro annui siamo già a 8250 euro versati fra azienda e lavoratore,e se non basteranno come in passato è perchè questi contributi saranno rivalutati sulla base della crescita del pil che non solo non cresce ma dimunuisce,ecco perchè non bastano.Se poi consideriamo l'esercito delle partite iva il popolo del 10%,i minimi di legge su cui versare i contributi fermi a 14-15mila euro.otteniamo contributi medi intorno a 3000 euro un terzo di quanto versa un salariato,avremo uno scenario veramente drammatico con cui confrontarci prossimo venturo.
tassofisso
17 novembre 2010 09:14
il problema è ANCHE che abbiamo gente che ci stiamo tirando dietro da 20 anni... gente che è andata in pensione a 40 anni con 10 anni di lavoro e di contribuzione (ferrovieri, ecc.), i famosi baby-pensionati, per non parlare dei politici che bastano 5 anni di legislatura per andare in pensione con vitalizi da 3/4.000 euro al mese... tutta sta roba ha pesato e non poco e tuttora ci sta affossando... è un pò ciò che sta avvenendo in Irlanda, dove sono andati avanti anni con sovvenzioni statali in cui anche una coppia di disoccupati con figli a carico portava a casa fino a oltre 2.000 euro al mese a carico dello stato... tutto bello, ma non si sostiene e alla lunga i soldi finiscono e qualcuno paga il conto...
paolo7426
17 novembre 2010 17:07
Lucki, ribadisco che per andare in pensione con l'INPS occorre un minimo di 20 anni di contributi versati. Il tuo errore deriva dall'aver considerato solo quelli che hanno cominciato a lavorare di recente, diciamo dopo il 1995; in realta' ci sono tre gruppi di futuri pensionati, quelli che all'entrata in vigore della riforma Dini (1995 appunto, se ben ricordo) aveva gia' piu' di 18 anni di contributi, quelli che hanno cominciato a lavorare dopo quella data, ma ci sono milioni che alla data di cui sopra avevano gia' una certa anzianita' contributiva, ma meno di 18 anni, questi tre gruppi hanno la pensione clacolata rispettivamente con il sistema retributivo, contributivo (quello di cui parli tu) e misto (misto di retributivo fino al 1995 e contributivo per gli anni successivi).
Spero di aver chiarito il malinteso.
Tassofisso, la tua idea di fare come in America non mi convince molto. Quel riucchissimo paese ha, in proporzione alla popolazione, il piu' alto numero di senzacasa, criminali, drogati, etc.
Tu credi che il datore di lavoro ti dia tutto lo stipendio (il lordo, diremmo qui) e poi decidi tu come risparmiarne una parte o farti delle assicurazioni. Non e' cosi'. Ci sono molte aziende che se vuoi essere assunto devi iscriverti al loro fondo pensione, e' un modo per cercare di legare i lavoratori dipendenti alle sorti dell'azienda, ma se poi l'azienda fallisce, cosa che succede facilmente tanto li' come qui, i lavoratori oltre a trovarsi disoccupati perdono anche anni e anni di contributi. Insomma un sistema che puo' riservare molte fregature. Inoltre anche i fondi extraaziendali che si occupano di pensioni possono fallire, e anche in tal caso si rischia moltissimo.
Il difetto principale dell'attuale sistema previdenziale (pubblico) e' che non si possono sommare tra loro diversi periodi di lavoro e quindi di contribuzione (ad esempio l'Enasarco dei rappresentanti di commercio da' pensioni che si aggiungono alla pensione INPS, ma non si possono mettere insieme i contributi INPS ed Enasarco per raggiungere il limite dei 20 anni o andare oltre), in altri casi la ricongiunzione puo' essere a pagamento, oppure ci sono pesanti condizioni per poterla fare, ad esempio se si ha lavorato almeno cinque anni come chesso' CCC si possono ricongiungere i contributi a quelli INPS, se si e' arrivati a 4,5 no. E questo non aiuta certo nemmeno la tanto desiderata flessibilita' del lavoro.
Paolo
lucillafiaccola1796
17 novembre 2010 19:52
per fortuna che
paolo7426
c'è !!!!!!!!