margie
04 aprile 2005 00:00
Purtroppo è vero, la lingua italiana è sempre più infarcita di termini stranieri, prevalentemente americani.
La cosa più grave, probabilmente, è che addirittura nell'Unione Europea è stata bandita come lingua di traduzione ufficiale.
Dopo qualche piccola notizia in merito, non ne hanno parlato più neanche i giornali.
Credo però che stia a noi fare in modo che la lingua italiana resti viva, magari evitando di usare a sproposito termini stranieri.
FABRIZIO
04 aprile 2005 00:00
Prima che qualcuno mi dia del "gasato" esterofilo, premetto che che non sono né fautore delle lingue anglosassoni, nè esterofilo.
Detto ciò, vorrei solo esprimere ujn mio parere volto a stemperare e mitigare le reali necessità che ci hanno portato ad adottare molte terminologie anglosassoni.
Premesso che ci fu un "tale" che per circa 20 anni bandì ogni parola straniera, addirittura traducendo in italiano i nomi di bellissime città straniere (come New York che oggi nessuno chiamerebbe "Nuova York") e fatto salvo che costui finì i suoi giorni attaccato per i "piedi", va detto che non vedo particolari motivi di scandalo nell'adottare "alcuni" termini stranieri, o meglio, quasi esclusivamente anglosassoni.
Pur non essendo la lingua inglese la più parlata al mondo (credo che sia lo spegnolo o il francese) questa, ha il merito di rappresentare con poche parole, e corte, concetti che altri (noi compresi) esprimeremmo con almeno il doppio di parole !
E così Premier é più corto di Primo Ministro e Welfare é più corto di qualunque altro concetto che ne spieghi i contenuti con il minimo di parole.
Se leggete un manuale di istruzioni di un DVD o un videotape, scoprirete che il capitolo in inglese occupa meno spazio di tutti le altre lingue (a parte forse il giapponese !!)
Il dono della sintesi é certo della lingua anglosassone, così come il dono della "bellezza" potrebbe essere delle lingue neolatine (italiano in primis).
Trovo il fatto che noi si adotti la lingua anglosassone, almeno nell'ambiente informatico, un grosso aiuto e un grosso vantaggio per noi, anche se continuiamo a parlare italiano.
Dire File invece di dossier (che poi non é italiano) o di raccoglitore, o dire hard disk invece di disco rigido (ma gli altri sono forse meno rigidi ?) é solo un vantaggio per noi e per i nostri figli che si confronteranno in futuro con l'industria e l'automazione.
Ho avuto a che fare per anni con clienti Francesi che pretendevano che nei nostri impianti (venduti a loro) gli traducessimo tutto !
E così ho letto di File divenuto Fiscier, di Keyboard chiamate Klavier, di PC chiamati Ordimateur, o di video chiamati Ecran !
Mi é capitato spesso di aver a che fare con tedeschi (ai quali avevo caricato la versione Windows in inglese) andare nel panico più totale !!!!!!!!
Di Francesi che, con la stessa versione, si sono rifiutati di accendere i computers !!
Sinceramente io utilizzo meglio la versione originale Win UK piuttosto che quella Ita.
Termino:
Credo che non ci sia da scandalizzarsi se parliamo di welfare, di premier, di e-mail o di SMS, in quanto penso che sia per noi una testimonianza di flessibilità che altri citadini stranieri più "tedeschi" (di nome ma anche di fatto) non accettino volentieri.
Che il mondo vada verso l'inglese é ormai un fatto accettato per motivi sopratutto tecnologici.
Quando ero ragazzo (40 anni fa) nella mia scuola media si studiava SOLO il Francese e c'era 1 classe sperimentale di inglese (con 10 ragazzi) che tutti snobbammo !!
Oggi mi pento di non aver approfitttao di tale opportunità e credo che abbia ragione il "Premier" quando ci dice di mangiare tutti i giorni un pò di Inglese e non pò di computer !!!
Ditelo ai vostri figli !
PS:
Ma voi, già oltre 50 anni fa, come avreste tradotto queste parole :
- Juke Box
- Stop
- Frigor
- Termos
- Phon
- Starter
- Twist
- OK
?????????
margie
04 aprile 2005 00:00
Adesso però siamo passati da un eccesso all'altro. Ripeto : la lingua italiana non è più considerata una delle lingue ufficiali di traduzione nell'UE. E' gravissimo.
ANNAPAOLA LALDI
04 aprile 2005 00:00
Ho letto tempo fa che un italiano di cultura media sa, senza saperlo, circa 600 parole inglesi. Considerando quante ne dico io, che sono appassionata dell'italiano e quando traduco o scrivo cerco sempre una termine nella nostra lingua prima di cedere alle altre lingue, credo che quella cifra sia abbastanza vicina alla realtà.
Potrei segnalare altre falle che si stanno aprendo nell'uso della nostra lingua, ma mi limiti a quella secondo me più grave, che è la difficoltà a usare il congiuntivo. Eppure il congiuntivo non è un vezzo. Esprime uno stato d'animo di incertezza, di timore o di speranza; qualcosa che potrebbe avvenire ma non è certo e di cui io che parlo non sono sicura.
Per concludere, dico che chi sente il bisogno di "tornare a parlare in italiano" deve essere il primo a farlo. Imopegnandosi in questo, scoprirà fra l'altro un sacco di cose e forse si innamorerà ancora di più della nostra lingua, che è bella; non di più, ma quanto qualunque altra, perché in ogni lingua c'è un'anima, l'anima della gente che l'ha parlata e che la sta parlando, l'anima della sua storia e dei suoi paesaggi.... insomma, c'è tutto un mondo, che è bene che non vada perduto.
FABRIZIO
04 aprile 2005 00:00
Io penso di parlare sempre in italiano e mi piace anche scrivere (ve ne sarete accorti)utilizzando i vocaboli giusti, siano essi Italiani o esteri (laddove servano a rendere meglio l'idea).
Ad esempio, dire "trend" é più immediato che dire "andamento" e rende perfettamente l'idea del concetto.
Ma mi diverte anche parlare spesso in dialetto piacentino, cosa che ho ereditato dai miei vecchi !
Però non mi sognerò mai di spedire una "lettera elettronica" e né tantomeno di usare un "disco duro" o altre amenità del genere tipiche della mania francesizzante di tradurre tutto a qualunque costo.
Che paesi come la Francia siano nazionalisti alla ennesima potenza è ormai risaputo; ma sentirmi dire da un francese che non sapeva cos'era il "restore"...... !
O da un tedesco che non sa che beduzename é "username" ......(visto anche questo, e spero di averlo scritto giusto).
Mentre anche mia figlia che ha 15 annni sa perfettamente cos'é un "account" !
Credo che la nostra capacità di assimilare vocaboli anglosassoni, specie sul lavoro, possa essere più un vantaggio che una penalizzazione.
Io personalmente, quando devo consultare manuali di istruzione di apparecchiature e strumentazione scientifica, preferisco leggere il capitolo in inglese piuttosto che quello in italiano.
Specie quando l'apparecchio é straniero e le traduzioni (italiana compresa) dicono spesso delle sciochezze !!!
Un saluto cordiale
margie
04 aprile 2005 00:00
Il discorso delle cattive traduzioni dei manuali tecnici è un discorso a parte (nel senso che ci allontaniamo dall'argomento originario, in quanto il problema è l'assenza di regolamentazione professionale della categoria, ovvero l'assenza dell'albo professionale dei traduttori e degli interpreti).
Ma l'eccesso di termini stranieri non indica, secondo me, l'uso tecnico o scientifico della terminologia specifica.
Penso piuttosto ai termini americani usati a sproposito, talvolta anche in maniera errata, soprattutto dai media.
E concordo anche con Annapaola : è la perdita dell'italiano corretto che fa riflettere molto.
IO
05 aprile 2005 00:00
x margie
"è la perdita dell'italiano corretto che fa riflettere molto."
inizia a rileggere ciò che hai scritto... ne hai da riflettere...
margie
05 aprile 2005 00:00
Ciao, Io. Non sei d'accordo?
Mario
05 aprile 2005 00:00
per me il problema non si pone, in nuovo contesto quale quello che si sta delineando a livello europeo e mondiale è normale che anche l'italiano vada piano piano scomparendo così come la vecchia Lira.
Sono tempi nuovi e la comunicazione deve tener conto di nuovi vocaboli, senza tener conto che di fatto l'italiano stesso si evolve senza l'introduzione di vocaboli dall'estero, in sintesi è come se ci si dovesse fermare al latino senza tenere conto dell'evoluzione della lingua.
i francesi, tedeschi ecc ecc, incontrano le nostre stesse difficolta al punto da non ricordare neanche che termini italianizzati come "informatica" non sono di origine americana nè origine italiana ma francese "information automatìc"
mondo nuovo, lingua nuova. Mia figlia di 9 anni non dice accendi la luce ma...clikka la luce.
Saluti
margie
05 aprile 2005 00:00
Mi dissocio da chi ritiene "normale" che la lingua italiana scompaia. Facciamo invece di tutto per manternerla alta e viva anche all'estero e, soprattutto, cerchiamo anche di utilizzare la terminologia straniera a sproposito, come spesso avviene sui giornali, su alcune riviste e nelle discussioni tra intellettuali.
manar
06 aprile 2005 00:00
Cercherò di spiegarmi meglio.
Non è tanto un termine straniero di per se a far riflettere, quanto l'uso spropositato che se ne fa, magari per imitare altre culture, che sono nate così, ma sono molto lontane dalla nostra.
Un esempio: Avete notato che anche i Presidenti di Regione vengono chiamati con il termine (improprio) di Governatore?
Che bisogno c'è? Non siamo mica in U.S.A. D'accordo usare la terminologia tecnica propria (un mouse non è il caso di chiamarlo topo) ma se c'è una terminologia locale appropriata e comprensibile perche non usarla?
Un saluto a tutti
FABRIZIO
06 aprile 2005 00:00
Sono in parte d'accordo con Mario (anche se non del tutto):
1) Sicuramente dobbiamo evolverci verso un pianeta globalizzato anche nelle lingue.
2) Non credo però che per questo sparirà l'italiano (sarebbe come dire che sarebbe potuto sparire il napoletano o il veneto a seguito dell'Unità d'Italia !)
3) In questo abituarsi a vocaboli più "Global" noi Italiani siamo piuttosto ben disposti (a differenza dei nostri cugini d'oltralpe) e in questo non ci vedo nulla di male, anzi.
4) Infine chi ha paura che possa sparire l'Italiano può stare tranquillo, ... gli italiani sono come il prezzemolo ..... in tutte le parti del globo !
Mario
06 aprile 2005 00:00
L'uso spropositato di termini stranieri non piace neanche a me: però bisogna sempre distinguere l'uso generale che se ne può fare rispetto all'uso specifico,mi spiego meglio.
Credo che in un dialogo tecnico/commerciale parlare senza utilizzare termini stranieri sia alquanto limitativo rispetto alla comune comprensione da entrambe le parti poiché come ben sappiamo, la maggior parte dei termini tecnologici è di derivazione straniera.
In vece in un dialogo come ad es. l'ambito politico, visto anche la strada che tutti gli stati stanno percorrendo, mi sembra normale cercare di identificare con lo stesso termine il personaggio che ricopre cariche analoghe tra i vari stati, "premier" risulta più immediato e comprensibile di "cancelliere", "presidente del consiglio", ecc.
mentre nel dialogo al di fuori di contesti specifici io distinguerei invece l'uso impoprio del linguaggio tra quello che introduce nuovi vocaboli, "panta e canotte", "accenndi il celly ti mando un mess", "io sto rispondendo a questo post", "che ora è? - un quarto alla mezza", ecc..
personalmente cerco sempre di essere il più esplicito possibile avvalendomi della lingua italiana, ma come facciamo con i nostri figli? li teniamo fuori da un nuovo modo di esprimersi ?
io ho 40 anni, quelli come me ricorderanno certo che termini come "te la tiri","non ci rompere", che ai tempi avrebbero potuto anche farci guadagnare un ceffone oggi sono del tutto comuni e fanno parte della lingua comune.
Del resto come si può competere con personaggi alti 2 metri che saltano e gridano "strizzandosi letteralmente i punti intimi" e che introducono mode dove i nomi italiani spariscono sostituiti da modi nuovi di essere rispetto ai nostri ?
come ho detto già nel mio precedente post, non rimane (almeno per noi) che l'apertura ed il tentativo di rimanere lineari nei modi con qui ci esprimiamo, anche se devo ammettere che a me ogni tanto piace mettere un bel "CD" nello "stereo" ed ascoltare un pò di musica "pop" o "disco", non escludo neanche della sano "underground" perchè mi rilassa molto......
ciao ciao
IO
06 aprile 2005 00:00
si margie... sono d'accordo.
Non per offenderti ma l'italiano del tuo post non mi sembra molto corretto!
FABRIZIO
06 aprile 2005 00:00
Per Mario e gli altri amici:
Forse stiamo "allargandoci" un pò troppo invadendo e sovrapponendo fatti quali:
l'uso di vocaboli anglosasoni, alcuni dei quali peraltro ormai presenti anche sui nostri dizionari,
piuttosto che vocaboli "troncati" frutto delle aberrazioni linguistiche cui i telefonini ci hanno abituato a convivere peraltro per motivi di costo e di brevità.
Su questi ultimi non voglio soffermarmi dato che più di una volta ho spiegato e dimostrato ai miei figli che quello che loro scrivono sugli SMS e spediscono a 250 o 300 vecchie lire cadauno, io riesco a dirlo "a bocca" in 5 secondi spendendo la quinta parte (ed inoltre con la possibilità di sentire subito la risposta).
Gli SMS sono una invenzione dei gestori che hanno trovato il modo di far transitare "gratuitamente" (per loro) dati e messaggi, in contemporanea al flusso "voce" senza impegnare le linee delle BTS e quindi "guadagnando" un plus oltre a quanto già noi spendiamo mentre telefoniamo a bocca !!
Io personalmente non uso tali mezzi se proprio non ne posso fare a meno.
Conseguentemente non vedo di buon occhio tutti quei: xké, cmq, tvb, ecc. ecc.
Invece, sono d'accordo sul fatto che se chiedo ad un amico di spedirmi un File, dico File e non qualche altra amenità come fanno i Francesi (fiscier).
Chiamare Premier, il Presidente del Consiglio, fa perdere meno tempo e dà ugualmente l'idea.
E' come dire starter invece che "avviatore", che poi in Italiano veniva tradotto alla buona come "aria" (tira l'aria !).
Ora per fortuna le auto sono tutte senza starter da almeno 15-20 anni, o meglio, ce l'anno automatico, e a scuola guida forse non vi faranno più domande trabocchetto come fecero a me nel '70 quando mi chiesero se quando si "tirava l'aria" o lo starter, cosa entrava nel motore (e molti dicevano: l'aria appunto, mentre in realtà l'aria veniva tolta o chiusa arricchendo la miscela di benzina).
In compenso vi chiederanno cos'é l'airbag e tutti risponderanno che é quella cosa che vi scoppia in faccia se fate un incidente, ma nessuno penserà mai di chiamarlo "valigia di aria" o "borsa di aria" , visto che cuscino, non si traduce "bag" bensì pillow !!!!
Saluti
margie
06 aprile 2005 00:00
Per Io : ti confesso che quando scrivo sul forum non rileggo e non penso troppo, ma lo faccio di getto. Mi sembra un po' comune a tutti i frequentatori. Non pensavo di essere ad un esame....Perbacco!
FABRIZIO
06 aprile 2005 00:00
Quello di scrivere "a braccio" o "di getto" é un fatto comune a tutti (credo) e anch'io spesso non vedo gli errori e "castronerie" che inevitabilmente mi scappano !
Però, Margie, più che un errore (semantico o sintattico), ha fatto una "omissione" in quanto ha scritto:
>>..cerchiamo anche di utilizzare la terminologia straniera a sproposito..<<<
mentre forse intendeva dire :
>>..cerchiamo (anche) di "NON" utilizzare la terminologia straniera a sproposito..<<<
O sbaglio ?
Ma niente paura, tutti sbagliamo e questo dipende anche dalla confidenza che abbiamo con la tastiera.
Quando c'erano le macchine da scrivere senza correttore, stavamo ben attenti a non sbagliare, anche perché ogni errore voleva dire prendere in mano il famoso gommino rotondo col buco in mezzo e "grattare" il foglio.
Ricordo quando arrivarono le prime IBM a pallina rotante e correttore incorporato (fine anni 60), ci sembrava di aver toccato il cielo con un dito !!!
Ora con PC e stampanti, spesso scriviamo e riscriviamo decine di volte lo stesso foglio, non accorgendoci dei numerosi anche se piccoli errorini che ci lasciamo dietro.
E con l'invenzione del correttore automatico di Word, ci siamo .... definitivamente rovinati !!!!!!!!!!
Forse ha ragione chi dice che il probema non é tanto di qualche parola inglese di troppo, bensì della grammatica che si sta "impoverendo" !!!
( E dei nostri abusi di condizionali e congiuntivi)
O no ?
margie
08 aprile 2005 00:00
Mi sembra evidente che si tratta di un errore di digitazione. Peccato sviare l'argomento, molto interessante, su cose poco attinenti.
Saluti.
Luca
08 aprile 2005 00:00
x margie
per fare la paladina della lingua italiana devi prima scrivere in un italiano impeccabile.
cosa cha mi sembra ancora assai lontana
giovanni
08 aprile 2005 00:00
X MARGIE post 6 aprile.
bellissimo, BRAVA(;-)) mi sei piaciuta veramente.UN salutone
gio
margie
08 aprile 2005 00:00
Luca, ovviamente tu sei convinto di scrivere in un italiano "impeccabile"....
margie
09 aprile 2005 00:00
N E T I Q U E T T E
Etica e norme di buon uso dei servizi di rete
Fra gli utenti dei servizi telematici di rete, prima fra tutte la rete
Internet, ed in particolare fra i lettori dei servizi di "news" Usenet,
si sono sviluppati nel corso del tempo una serie di "tradizioni" e di
"principi di buon comportamento" (galateo) che vanno collettivamente
sotto il nome di "netiquette". Tenendo ben a mente che la entita' che
fornisce l'accesso ai servizi di rete (provider, istututuzione pubblica,
datore di lavoro, etc.) puo' regolamentare in modo ancora piu' preciso
i doveri dei propri utente, riportiamo in questo documento un breve
sunto dei principi fondamentali della "netiquette", a cui tutti sono
tenuti ad adeguarsi.
1-4 Omissis
5 Non condurre "guerre di opinione" sulla rete a colpi di messaggi e
contromessaggi: se ci sono diatribe personali, e' meglio risolverle
via posta elettronica in corrispondenza privata tra gli interssati.
6 Non pubblicare mai, senza l'esplicito permesso dell'autore, il contenuto di messaggi di posta elettronica.
7 Non pubblicare messaggi stupidi o che semplicemente prendono le parti
dell'uno o dell'altro fra i contendenti in una discussione. Leggere
sempre le FAQ (Frequently Asked Questions) relative all'argomento
trattato prima di inviare nuove domande.
8 Omissis
9 Non essere intolleranti con chi commette errori sintattici o grammati-
cali.
Pasquino
09 aprile 2005 00:00
Non è possibile rinnegare una antica cultura come la nostra in nome della cosidetta tecnologia,che poi non ha nulla a che vedere con il problema; comunque qualcune ci deve ancora spiegare cos'è il Welfare.
Salutoni
Luca
11 aprile 2005 00:00
x Margie
1. Se non te ne fossi accorta siamo nel Forum "Dì la tua" non nel forum "Pensa come Margie" QUINDI è normale che che ci siano delle "guerre di opinioni"
2. Il mio non è un italiano impeccabile per questo non faccio il paladino della lingua italiana
3. Certi errori grammaticali non sono dovuti alla fretta di scrivere ma all'ignoranza!
4. Non sei il moderatore del Forum non c'è bisogno che ti metti a "copiare e incollare" (almeno non fai errori)
le regole di NETIQUETTE
Mario
11 aprile 2005 00:00
x Margie
insomma se ho ben capito il tuo post sulla netiquette possiamo dire che "te rode" il fatto che tu sia stata richiamata sul tuo modo di scrivere ?
scusa ma non vedo altri motivi.
ciao a tutti
Garibaldi
11 aprile 2005 00:00
Trovo utile il riferimento alla netiquette in questo forum. Effettivamente lo spunto di discussione è molto interessante, peccato che alcuni personaggi siano eccessivamente impegnati a sviare il discorso per polemizzare con alcuni partecipanti.
Nella fattispecie, signor Luca, le spiacerebbe continuare la sua diatriba personale, che trovo insulsa, direttamente sulla posta elettronica personale della signora o del signor Margie, se quest'ultima acconsente?
Grazie a nome di tutti.
Luca
11 aprile 2005 00:00
X garibaldi
scusa quale sarebbe la tua opinione sull'argomento di discussione???
Non mi sembra che nel tuo post ci sia o sbaglio?
la discussione "polemica" tra me e margie parte dalle nostre opinioni in merito.
Il tuo commento è solo polemica!
quindi perlando di "personaggi impegnati a sviare il discorso per polemizzare con alcuni partecipanti" stai descrivendo te stesso.
addio!
garibaldi
11 aprile 2005 00:00
mi consenta di dire, signor Luca, che lei si pone in maniera troppo aggressiva verso i frequentatori del forum. Il topic è molto interessante, ma lei e qualche altro vi accanite su persone anzichè trattare l'argomento. Una curiosità : quanto pensa di essere amabile in una discussione, operando una buona dose di autocritica?
Cordialmente.
pasquino
14 aprile 2005 00:00
Per favore lasciamo da parte le diatribe per riflettere sull'argomento che a me pare molto serio in quanto viene evidenziato quanto la nostra bella lingua sia avviata al sacrificio in nome di una tecnologia che potrebbe benissimo essere supportata dall'idioma italico.
Un salutone.
Marco
23 aprile 2005 00:00
Sinceramente io penso un'altra cosa, che se continua avanti così con tutti stì immigrati del cavolo, va a finire che in Italia per adeguarci dovremmo imparare a parlare le lingue dei paesi dell'Est e le lingue Africane..
Scusate, ma io non ho studiato come tutti voi, sono solo uno dei tanti poveri ignoranti che ci sono in giro...