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lucillafiaccola1796 02 gennaio 2011 20:20
è stato sad mos il figlio del m'io degli eserciti
altri non ne avrebbero avuto il movente...
francescomangascia 03 gennaio 2011 15:53
Cipro occupata: messa interrotta

Durante la messa di Natale nella chiesa di Agios Synesios a Rizokarpaso, nella parte di Cipro occupata dai militari turchi, nella zona nord dell'isola, degli agenti di polizia della potenza occupante sono entrati nella chiesa, hanno ordinate al sacerdote di interrompere la liturgia, e hanno obbligato con la forza il prete ortodosso e I fedeli a uscire dalla chiesa, di cui poi hanno sbarrato i battenti.


MARCO TOSATTI

Durante la messa di Natale nella chiesa di Agios Synesios a Rizokarpaso, nella parte di Cipro occupata dai militari turchi, nella zona nord dell’isola, degli agenti di polizia della potenza occupante sono entrati nella chiesa, hanno ordinate al sacerdote di interrompere la liturgia, e hanno obbligato con la forza il prete ortodosso e I fedeli a uscire dalla chiesa, di cui poi hanno sbarrato i battenti. Gli agenti hanno dichiarato di aver interrotto la messa su istruzione del “Ministero degli Affari esteri” del governo turco-cipriota, perché il sacerdote non aveva ottenuto il permesso di celebrare la liturgia di Natale. Però la chiesa in questione è stata in funzione per 36 anni (dalla data dell’invasione turca e dell’occupazione che ne è seguita) senza che fosse mai emerso il bisogno di un permesso per celebrare. E comunque l’arcivescovo di Cipro ha dichiarato che il permesso in questa occasione era stato chiesto e ottenuto. L’incidente è stato confermato dalla Forza di pace delle Nazioni Unite a Cipro, che ha chiesto una spiegazione completa dell’accaduto al governo di occupazione. Il governo della Repubblica di Cipro condanna questa azione, “inaccettabile, compiuta in uno dei giorni più sacri per la cristianità”.

FONTE
Cipro occupata: messa interrotta
http://www.lastampa.it/_web/CMSTP/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=196&ID_articolo=1159&ID_sezione=396&sezione=
lucillafiaccola1796 04 gennaio 2011 19:36
senti senti che ho trovato:
La neutralizzazione dell’Egitto negli anni ‘80 ha consentito ad Israele di protrarre la propria esistenza nel corso del tempo. Il controllo dello stato egiziano è un perno fondamentale per la sicurezza dell’entità sionista, e l’attentato di Capodanno non può essere concepito al di fuori di questa strategia. Il declino dell’imperialismo americano e dell’idea stessa di globalizzazione unipolare a guida statunitense, coinvolge inevitabilmente anche l’avamposto mediorientale, costretto ad affrontare nuove sfide. Il triangolo Damasco – Ankara – Teheran sorto con il beneplacito di Cina e Federazione Russa, rischia di isolare Tel Aviv, la quale, dopo aver tentato di ostacolare il nuovo corso turco , non può rischiare di perdere anche l’Egitto, dove la penetrazione economica cinese è sempre più forte e che si traduce inevitabilmente in relazioni politiche sempre più strette tra i due Paesi. In tale contesto è necessario per Israele e gli Stati Uniti, bloccare gli effetti dannosi del multipolarismo nella zona arabo-islamica. Infatti all’attentato terroristico di pochi giorni fa, devono essere associate due notizie inquietanti: la scoperta di una cellula di spie israeliane in grado di intercettare le conversazioni telefoniche di alte cariche dello stato egiziano e il rientro a Tel Aviv dell’ambasciatore israeliano Yitzhak Levanon . E’ Ipotizzabile che l’ennesimo tentativo di seminare discordia tra comunità religiose, sia stato progettato per destabilizzare l’Egitto a vantaggio degli interessi di Usa e Israele, così come dichiarato da Hezbollah , oppure come ritorsione immediata all’individuazione della cellula del Mossad.
Intanto i cantori dello “scontro di civiltà”, inebriati dagli attacchi alle comunità cristiane orientali, continuano indisturbati nell’opera di manipolazione dell’opinione pubblica europea, preparandola a future crociate “democratiche”, ma questa volta rischiano l’estinzione.
Moczar
04 gennaio 2011 12:50
francescomangascia 07 gennaio 2011 17:03
Lucilla, guarda he ho trovato io,
Se fossi un copto infrangerei i cieli d'Egitto e del mondo con le mie grida denunciando il clima di oppressione in cui i Copti egiziani vivono oggi.

Se fossi un copto comunicherei al mondo intero le ingiustizie che molti copti hanno subito a partire dal 1952 e hanno impedito loro di occupare ruoli amministrativi e politici che meritano.
Se fossi un copto griderei con tutto il fiato in gola contro le enormi ingiustizie chef anno sì che io paghi tasse che vengono poi versate dallo Stato a al-Azhar che non ammette i copti in nessuna facoltà.
Se fossi un copto esprimerei tutta la mia rabbia perché devo pagare tasse usate per costruire decine di moschee quando lo Stato egiziano non ha mai pagato una lira per la costruzione di una sola chiesa a partire dal 1952, con l'unica eccezione di una donazione attuata 40 anni fa dal Presidente Nasser per la costruzione della cattedrale di san Marco ad Abbaseya. Se fossi un copto leverei la voce per l'assenza di un solo copto in molti consigli legislativi nell'Egitto contemporaneo.
Se fossi un copto scriverei un articolo dietro l'altro per descrivere il modo in cui i mezzi di informazione ignorano le mie esigenze e le feste religiose come se la popolazione copta in Egitto non esistesse.
Se fossi un copto farei sapere al mondo intero che la storia copta non è debitamente considerata nei curriculum scolastici egiziani e che lo studio della lingua araba a scuola non consiste più nello studio di testi letterari, poesie, romanzi, drammi e racconti brevi, bensì nello studio della sacra scrittura islamica che viene giustamente insegnata nelle classi con studenti musulmani. Se fossi un copto avrei mobilitato il mondo intero per fare notare le difficoltà che i copti hanno per ottenere il permesso a costruire una chiesa [con i propri fondi non con i proventi delle tasse che loro stessi pagano].
Se fossi un copto porterei all'attenzione dell'opinione pubblica mondiale i commenti oltraggiosi fatti da alcuni scrittori musulmani sui copti, quali il loro convincimento che i copti non devono assumere il governo pubblico, che devono pagare la gizya e che non devono servire nell'esercito. Tradurrei gli scritti oscurantisti quali il testo assurdo del Dr. Mohamed Emara, finanziato da al-Azhar, il cui finanziamento proviene dalle entrate fiscale, comprese quelle pagate dai copti, che sono vilipesi in libri pubblicati a spese dello stato.
Se fossi un copto avvierei una campagna sia interna sia esterna in cui si chiede l'eliminazione della voce “religione” dalla carta d'identità egiziana. Perché mai una persona che vuole a vere a che fare con me deve sapere la mia religione?
Se fossi un copto avvierei una campagna contro la burocrazia egiziana che ha consentito alla legge dello statuto personale per non musulmani di restare chiusa in un cassette per quasi un quarto di secolo, facendo sì che i copti la chiamino scherzosamente la legge del disastro personale invece di legge dello statuto personale (in arabo statuto si dice ahwal, ma se la lettera h viene pronunciata gutturalmente il significato diventa disastro).
Se fossi un copto farei sapere al mondo intero che la questione copta in Egitto è solo una delle manifestazioni di una forma mentale che è diffusa in questa regione del mondo e chiamerei l'umanità intera a costringerla a ritornare sui propri passi e abbandonare questo cammino oscuro e pericoloso.
10 January, 2009 07:49:00 PM Tarek Heggy
minotauro5801 07 gennaio 2011 17:35
Se alla parola "copto" sostituisci la parola "Palestinese" mi troveresti anche d'accordo.
FORZA IRAN
lucillafiaccola1796 07 gennaio 2011 20:09
minotauro5801
la cosa tragica che fa ridere è che hanno lo stesso d'io solomaskio... cambia solo il nom... forse ma le assonananze... javé giove, alla èqua, d'io te p'io...
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