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lucillafiaccola1796
20 giugno 2011 19:33
a me sembra che è aumentato tutto... vedrai poi
prima e dopo le "cacanze"...se questi credono che pirlascony zarkosy baraccainsana incameron ilare cliet-on e giù di questa risma comprino i loro prodotti...hanno affamato il popolo? e mo' chiudono!
furnuk79
20 giugno 2011 14:53
troppi problemi... o troppo tempo libero!!!
lucillafiaccola1796
13 gennaio 2011 19:33
Grandissimo JOKER !
la telecom per Me è proprio come Francion Riccard, e non solo la telecom....!
JOKER
13 gennaio 2011 12:05
...recuperato dal thread "POLITICA, POTERE & PARADISI..."

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Romano Siculo
29 giugno 2009 0:00

Sono andato a ricercare informazioni sui colossi della grande distribuzione organizzata o GDO ed ho verificato che anche quelli italiani sono partecipati ho hanno proficui accordi, ed arrivano tutti quanti lì, con EUROPEAN MARKETING DISTRIBUTION o EMD AG - con sede in Svizzera, SOCIETA' ANONIMA con un capitale azionario di soli 200.000 CHF, ca 125.000 Euro, e coordina un'infinità di aziende, gruppi e marchi in qualità di centrale acquisti.

Sapete chi è il VICE PRESIDENTE di questa azienda Svizzera?
Un tale Francioni Riccardo, cittadino italiano e residente a Trezzano sul Naviglio (MI).
Come è piccolo il mondo...

Così facendo vengono già determinati tutti i prezzi dei prodotti alimentari e di consumo indipendentemente da dove si decide di andarli ad acquistare; le politiche di vendita sono state già state decise ed i prezzi pure, anche quelli degli Hard Discount, Mini Market, ect.
Tutto in mano ad un unico potere che ci induce invece a pensare alla libera concorrenza.

Tra l'altro tale soggetto rilascia pure interviste in forma di redazionali sulle riviste di alcune associazioni di consumatori e si vanta delle strategie intraprese, sempre a favore di noi consumatori...
invece, secondo me, è un altro bel cartello...

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Quindi, LIDL o non LIDL, cambia poco; in alcuni disconut si risparmierà su qualcosa, ed in altri si risparmierà su altri prodotti.

Un unico gruppo che detiene il controllo su tutto, si può permettere senza problemi di gestire e valorizzare tutti i prodotti che vuole, di tutte le marche, sotto-marche e di qualsiasi catena distributiva che farà riferimento a questi.

Meditate gente, meditate...ed informatevi pure voi se non lo avete già fatto.
savpg8801
13 gennaio 2011 11:11
Se venisse un'altra guerra, sai i ghiottoncelli come si mettono a posto il vizietto.
danilo
13 gennaio 2011 1:55
naturalmente, sempre in tempi di crisi, è molto meglio essere ghiotto di arachidi piuttosto che di pistacchi: non sono salate, e visto come stanno volgendo le cose per noi operai ( dai, se vai al lidl sei un operaio anche tu !!!! ), rischiamo che le nostre retribuzioni ridiventino come quelle di 2000 anni fa !!!! meglio non abituarsi ad assere spendaccioni.
IVAN.
12 gennaio 2011 19:22
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Rinunciare ai pistacchi? Questo è niente, Danilo.
Io, per esempio, ho dovuto rinunciare allo smalto per unghie color ramarro salmistrato perché era aumentato del 7,43%. La mia vita non sarà più la stessa. In compenso però risparmio 3 centesimi al mese; questo vuol dire che a 80 anni potrò permettermi di comprare un bombolone alla crema (ammesso che nel frattempo non sia aumentato anche quello, beninteso...)


(P.S: Scusa, Germano...Ma invece di scomodare Codacons, Adiconsum e la FAO per una questione del genere...non ti conviene semplicemente comprare i pistacchi in un altro negozio?...)



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danilo
12 gennaio 2011 10:16
Talvolta fatico a capire la natura di certi topic.
Comprendo la scorrettezza di un così netto rialzo dei pistacchi, io che sono semplicemente vorace di arachidi, ma credo che nel caso specifico il problema si possa risolvere non comprandone più, a meno che non sia assolutamente necessario assumerne una quantità giornaliera per motivi vitali.
In tempi di crisi bisogna abituarsi alle rinunce. e magari si trattasse solo dei pistacchi........
savpg8801
11 gennaio 2011 15:18
Ma per piacere....i prezzi li impongono dall'alto, a seconda dei loro conteggi che tengono presente un'infinità di parametri: disponibilità sul mercato, domande-offerte internazionali o nazionali, scorte più o meno importanti, volumi di vendite in generale e dei singoli negozi, ecc.....altro che fare il conticino su di un singolo prodotto che, tra l'altro, non credo sia proprio di largo consumo.
Uno del personale, sia anche il capo negozio, è solo un dipendente che deve salvare la faccia di fronte a un cliente che chiede una cosa così astrusa a lui! Qualcosa per gentilezza dovrà pur rispondere.
Come chiedere al benzinaro spiegazioni sulle dinamiche economiche e di mercato di come si formano i prezzi dei prodotti petroliferi!
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