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Sharman* 27 aprile 2011 05:17
Quindi prendo per buona la definizione di Pasqua come “i paschi” o “i pascoli”.
E prendo per buona anche la malafede dei vari esegeti biblici e dei vari commentatori cristiani nel corso dei secoli, esegeti e commentatori che non hanno mai saputo , o meglio ammesso, di cosa stessero parlando.
Questo dimostra (se mai ce fosse ancora bisogno) come tutta la storia giudaica e cristiana sia solo un consapevole conglomerato di pretestuose e tendenziose balle.
Non ho mai incontrato qualcuno che mi sapesse spiegare e documentare l’etimo della parola “Pasqua”, nanca qui sull’Aduc (uso volutamente il lombardo “nanca” visto che ormai va per la maggiore il laziale “manco”, quindi mi sono rotto le balle di scrivere in italiano; perchè dovremmo essere sempre noi del Nord a scrivere in italiano, assillati dagli idiomi meridionali?).
O che cosa ci vogliono spacciare? che nella favola di Gesu’ cristo il protagonista sia risorto da un uovo, magari di cioccolato?
Lucio Musto 27 aprile 2011 14:58
Assolutamente Sharman, Lucio Musto ti applaude!
perché la tua esposizione è del tutto corretta e la tua interpretazione (salvo qualche sarcasmo meneghino abbastanza inopportuno) validissimo!
E l'origine del termine (e soprattutto del concetto) di Pasqua è proprio quello che dici tu, ed anche i suoi simboli!... e non c'è alcuna dicotomia fra il significato ebraico e quello pagano, come non ce ne è fra questi e quello cristiano!... non ci avevi fatto caso?...
Pasqua, in ogni sua accezione, è rinascita, germoglio, resurrezione, Resurrezione (si, due volte, con la minuscola e la maiuscola).
Ed anche i simboli sono appropriati:
l'uovo, l'agnello, il nascere, il sorgere, l'equinozio come sopravanzamento del tempo della luce sulle tenebre, il fuoco "nuovo" che si accende fuori delle chiese, le "pulizie di Pasqua" che si fanno (si facevano) nelle case in modo particolarmente approfondito... tutto si riferisce allo stesso simbolo. Il rinnovamento.
Dello spirito, per quanto è spirituale.
Nella Natura per quanto è nel mondo organico.
Nel Firmamento per quanto attiene al nostro Sistema Planetario.
Al nostro sentire per quanto riguarda la cura della nostra anima... ovviamente per chi sente di avercela e la cura, un'anima.
In più, non scomoderei l'autorità della Signora Laldi per farci garantire una cosa banale. La Pasqua cristiana (ed il cristianesimo è parte grandissima della cultura europea) deriva certamente dalla Pasqua giudaica, e non staremo qui ad argomentarne, così come è indubbio che i simbolismi della Pasqua giudaica derivino da più antiche celebrazioni, su su, fino agli oscuri inizi dei tempi quando l'uomo prese coscienza della propria discendenza divina.
Simboli sempre appropriati, ma che giustamente, con l'evoluzione del pensiero e la più raffinata presa coscienza di sé come uomini hanno assunto nuovi e più sofisticati significati, perdendo sempre più il carattere "magico" ma rimanendo sempre ugualmente simboli, cioè segni, indicazioni, memorie (oggi diremmo all'americana "post it"), di valori sempre più complessi, sempre meglio svelati, man mano che si aumenti la capacità di comprensione.
E né che la nostra comprensione sia oggi completa!... tutt'altro!... innumerevoli cose restano ancora per noi "mistero". Ma gran parte di queste, col tempo ci diverranno comprensibili, o se preferisci "svelate", e noi proseguiremo nella nostra strada di uomini che ci porterà fino al compimento del nostro destino.
Quale sarà?... ovviamente non te lo so dire! Che "mistero" sarebbe, sennò?...
Ma certamente c'è nel piano generale della Creazione, che già c'è, ma che non è stato ancora attuato. Perciò il Destino che è "in mente Dei" non è tuttavia predeterminato.
Come possa essere coerente questo mio dire... nemmeno te lo so dire, ma con un parallelo rozzo, molto rozzo, potrei avvicinarlo al progetto di un architetto per un grande complesso edilizio: lui le idee chiare ce le ha, in mente, ma di quel grandioso suo progetto può fartene solo uno schizzo su un foglio di carta; sarà meraviglia anche per lui, quando verrà inaugurato!
Cordialità
Lucio Musto 27 aprile 2011
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Sharman* 28 aprile 2011 07:18
Be’ , caro Lucio, che la Pascua pagana e la Pasqua cristiana rappresentino concetti simili e comunque compatibili, addirittura sovrapponibili e interscambiabili, mi sembra palese. Rinascita della natura/risurrezione del cristo sono evidentemente un tutt’uno. E su questo concordo.
Qualcuno di molto profondo, di cui non ricordo il nome, disse che le Tradizioni muoiono quando non si rinnovano. E’ un ossimoro apparente (rinnovarsi, si noti bene, non vuol dire e cambiare), perchè sappiamo tutti che nella vita reale la Tradizione, il Tantra, ossia cio’ che si tramanda veramente di cuore in cuore, di bocca in bocca, non è formale, è sostanziale.
In altre parole è, secondo me, l’eterna la contraddizione tra Spiritualità, viva e mutevole, e Religione, formale e liturgica.
Ma qui entriamo nel campo del soggettivo nel quale ognuno ha le sue personali opinioni, e non è quello che sto tentando di dire. Cerco quindi di rimanere nell’oggettivo.
Oggettivamente non è possibile che la Pasqua abbia due matrici.
Come un padre puo’ avere molti figli, ma un figlio avrà sempre un solo padre; e come un ceppo puo’ essere innestato da varii alberi, ma un albero potrà essere innestato solo su di un unico ceppo; cosi’ la Pasqua non puo’ avere due padri, due madri, due ceppi o due radici.
Che la Pascua pagana abbia figliato la Pasqua cristiana, o che sulla prima sia stata innestata la seconda, in qualsiasi caso sono cose perfettamente comprensibili con un po’ di empatia verso il genere umano.
Ma che cazzo ci entra la fuga dall’Egitto degli Ebrei? La natura rinasce o fugge? Cristo risorge o fugge? Qui la contraddizione è patente; e comunque l’una origine, la rinascita naturale, è incompatibile con l’altra origine, la fuga.
Delle due una: o rinasci/risorgi glorioso, o fuggi sfigato.
Ma anche in questo caso, sebbene a mio parere sia rigorosamente logico e filologico, potrebbe entrare una diversa percezione soggettiva, bah...
Ma quello che non sopporto veramente, e che sta perfettamente in ambito oggettivo, è l’etimologia! Ma come si fa a stuprare la nostra lingua in questa maniera?
Ripeto quanto scritto precedentemente: non ho mai incontrato nessuno che mi potesse documentare testualmente l’etimo di Pasqua da una qualche parola ebraica, aramaica, ittita... solo assonanze, per altro veramente flebili, smaccatamente tendenziose. Giochetti di parole filologicamenti nulli.
Da per tutto si trova ormai questa bestialità: che la parola “Pasqua” ( i semplicissimi pascoli) derivi da qualche parola ebraica. E secondo quale testo, secondo quale traslitterazione, secondo quale lezione?.... Buio.
Mi sembra chiaro che il presunto etimo ebraico sia stato inoculato nella Tradizione europea per l’unico scopo di obnubilare la tradizione pagana, pur di farla fuori si sono inventati questa ennesima insostenibile falsificazione.
Che poi mi vien da chiedere: ma a voi cristiani, in questa e in altre cose, fa veramente piu’ repulsione avere radici nella nostra classicità (greco-latina prima, europea poi) dell’averne in qualche oscura e lugubre mitologia ebraica?
Perchè tutta questa ricerca di giudaismo e di medio oriente?
Il cristianesimo è una espressione della cultura europea, cio’ vi reca cosi’ fastidio da volere falsificare le vostre radici nel giudaismo?
Vi sentite ormai estranei alle radici culturali europee? Be’, per quanto siate una degenerazione siete comunque una nostra degenerazione...
E va be’ che un vostro papa, credo il Wojtyla, vi ha anche detto che i giudei sono i vostri fratelli maggiori..... Banderuola senza anima al vento. Secoli fa non era cosi’ in quel medioevo tanto vituperato in cui ogni cristiano si pregiava della propria antichità classica, e non si sognava nemmeno per l’anticamera del cervello di avere tradizioni ebraiche.
Va bene, va bene...
Ma, se in ogni caso “mal comune fosse mezzo gaudio” (a me questa cosa non è mai piaciuta: per me “mal comune, sfiga doppia”), domenica ci sarebbe da rallegrarsi.
Infatti dalla Russia all’Italia al Brasile,si celebra il 1 Maggio, festa dei lavoratori.
Nessuno che si ricordi che la notte tra il 30 Aprile e il 1 Maggio è sempre stata la festa della Valpurga. Una della quattro pricipali feste celtico-europee insieme con i Morti/Halloween ( inizio Novembre), la Candelora (inizio Febbraio) e l’antico “ferragosto”(inizio Agosto), ovvero i quattro punti in cui iniziano veramente le quattro stagioni. Quattro punti cardinali che stanno a metà tra gli equinozi e i solstizi, che invece erano ricorrenze prevalentemente astrologiche-magiche ( oh, l’inverno vero inizia a Novembre, mica il 21 Dicembre quandi già fa un freddo cane, e cosi’ via per le altre)
E sapete, e chiudo la spataffiata, che cosa mi sta veramente sul culo?
Che tutte queste feste antiche hanno un carattere universale, generale; feste a cui tutti possono partecipare proprio perchè non hanno un valore religioso o politico.
Adesso invece sono state ridotte a feste dei “ cristiani”, oppure dei “socialisti”, oppure di quelli che vanno in discoteca vestiti da vampiri...
E tutto cio’ il Potere lo sa bene: mai che il popolo si riunisca e si riconosca in sè e per sè, piuttosto che si divida!
Croci! Bandiere rosse! Zucche!.... Tutti contro tutti{
lucillafiaccola1796 28 aprile 2011 20:03
ah ecco! il monte dei pascoli di siena! dove loro pascolano e Io la mucca, dò il latte gratis!
speriamo di arrivarci al prossimo pascolo e pascoletto, specialmente noi di roma che l'HAARP ce lo permetta!
come sempre Sharman* colto! ivece colui: corto e basta! ah! ah! ah! Ciao!
Lucio Musto 29 aprile 2011 12:20
@ Sharman
Beh, mi sembra che la fuga dall’Egitto degli Ebrei si sposi benissimo col concetto di Pasqua, proprio inteso come “rinnovamento”, “liberazione”, “rinascita”, ed anche “passaggio, trasformazione”.
E’ la stessa immagine del pascolo che si libera dai rigori invernali, dalla schiavitù del gelo e della neve (a proposito, sai che a Betlemme nevica spesso?... io l’ho imparato quest’anno!).
Gli Ebrei che durante la schiavitù pare fossero rimasto popolo unito e non si fusero coi padroni, nella loro uscita dall’Egitto (bada , non fuga, perché uscirono col consenso del Faraone, consenso imposto dalle dieci piaghe della tradizione, più se vogliamo l’undicesima, quella del disastro del Mar Rosso, contro il ripensamento di quel sovrano) videro molto chiaramente in quella migrazione (lunga e dolorosa) la liberazione dall’oppressione, lo sbocciare di una nuova primavera per il proprio popolo, per il proprio credo. Proprio come lunga è difficile è ogni nascita, dallo sbocciare della primavera allo sfarfallare di una crisalide, al germogliare del seme che deve spaccare la sua cuticola dura e farsi strada nel terreno
Esattamente come nella Pasqua cristiana, che di quella ebraica riprende i simboli, la morte e resurrezione del Cristo, agnello innocente sacrificato all’ “inverno” (Egitto, peccato originale) segna il passaggio da una vecchia schiavitù alla nuova vita, alla libertà ritrovata, all’armonia gioiosa col creato. Attraverso i segni catartici della umiliazione, della sofferenza, dell’abbandono, della sofferenza fisica, della morte.
Mi sembra che la sovrapposizione dei concetti sia perfetta, e sebbene non sia in grado di seguirti nelle sottigliezze filologiche in cui evidentemente sei maestro, mi pare che anche l’etimo “pascolo” che tu dici, ci azzecca perfettamente con Pasqua inteso sia in senso ebraico che cristiano, poiché il pascolo è proprio simbolo di rinascita, di primavera ([primo] inizio e [ver] splendore), del tempo in cui le greggi (ed ecco l’agnello, gregge nuovo, ma anche innocente e purezza, come nel segno pasquale ebraico del sangue versato sugli stipiti e cristiano effuso dal costato del Crocifisso) può essere liberato dagli stalli e lasciato pascolare brado (ancora passaggio dalla schiavitù alla libertà).
Scusami, ma io non ci vedo proprio nessuna contraddizione o forzatura.
Il tuo passaggio successivo mi lascia invece stupito. Letteralmente dici:
“””Che poi mi vien da chiedere: ma a voi cristiani, in questa e in altre cose, fa veramente piu’ repulsione avere radici nella nostra classicità (greco-latina prima, europea poi) dell’averne in qualche oscura e lugubre mitologia ebraica?
Perchè tutta questa ricerca di giudaismo e di medio oriente? “””
Io mi ritengo un mediocre cristiano è vero, ma non sento veramente nessunissima repulsione nelle nostre radici classiche ed europee che dici tu.
A mio avviso noi oggi siamo quello che siamo proprio per quello che ci ha plasmato.
Gente di antica cultura villanoviana , proto etrusca, innestata poi di altre culture provenienti da fuori, greci e celti, unni e mauretani, a fondersi e plasmarsi insieme.
Da duemila anni o giù di lì è arrivato il cristianesimo a Roma, e si è diffuso dappertutto impregnando l’Europa, così come seicento anni dopo germogliò l’islamismo diffondendosi a sua volta anche in paesi lontanissimi dal luogo di origine.
Vogliamo negare questo?... Non so dalle tue parti, ma qui nelle Marche non siamo né mediorientali né giudei, e nessuno si sogna di disconoscere di appartenere ad una cultura cristiana, e più specificatamente cattolica.
Ma nemmeno ce ne sentiamo angosciati, indipendentemente se ci consideriamo persona di chiesa o meno.
Del tutto incomprensibile mi è poi la tua filippica su Papa Woityla, che come uomo fu polacco, come Pontefice lo fu egualmente di me italiano come di un filippino, un brasiliano o un coreano.
Che avrebbe detto di strano?... che il cristianesimo è nato in Giudea?... mbè?...
Forse non ho capito, certo non mi azzardo a commentare…
Ma è alla fine della tua “spataffiata” (sai che non conoscevo il termine?... efficace, grazie!... io ero rimasto al senese pataffio, inteso come epitaffio sepolcrale) che comincio a comprendere la tua posizione intellettuale su questa materia.
Sei un romantico cultore di antiche civiltà, ed ameresti tornare ai tempi degli elfi e dei draghi?...
Senz’altro epoche affascinanti quelle, ma ahimé temo anch’esse molto adulterate e corrotte dalle mitizzazioni tipiche del trascorrere dei secoli…
Nella fattispecie, mica vero che tutte le feste erano per tutti!... c’erano quelle per il popolo (quelle che oggi sono le feste dell’Unità), e quelle religiose (riti druidici e simili) in cui il popolo semplicemente assisteva, tremava e sottostava… baccanali e processioni, abboffate ed astinenze, bordelli e templi della verginità ad oltranza…
Cioè proprio come adesso, e forse segnate da tinte più forti e decise.
Forse le religioni non si chiamavano come adesso, e papi, vescovi, santi e profeti avevano denominazioni e titoli differenti… ma in fondo solo differenze filologiche, diresti tu.
Riguardo ai concetti, se non è zuppa e pan bagnato, e gli spiriti ribelli si ribellavano allora come oggi, e tu le tue filippiche le avresti lanciate contro i santoni di allora…
Con l’aggravante che allora rischiavi anche di perderci la testa, che oggi nessuno ti tocca più!...
Cordialità
Lucio Musto 29 aprile 2011
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sugar magnolia 29 aprile 2011 13:06
"Croci! Bandiere rosse! Zucche!.... Tutti contro tutti{"
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bella que'immagine del tutti contro tutti, oppure, potremmo anche guardrla sotto unqa differente angolazione, cioe'
tutti in fila, apprentemente contro gli altri, in realta' perfettamente integrati nel sistema che ha amesso a disposizione dei simboli e su questi si gioca poi il riconoscimento del popolo che in tal modo si unsice sotto una stessa bandiera
òtro
restando ad esempiu' semplici possiamo ricordare la festa di Halloween, una festa pagana di origine celtica nata tra Irlanda e Scozia che, il 31 ottobre celebrava la divisaione dell'anno in 2 parti uguali
gli immigrati irlandesi l'esportarono negli USA, da qui si sparse a macchia d'olio in tutto il paese
successivamente di questi tempi poi, TV,Web. video musicale e mode piu' e meno ETERODIRETTE dai vertici delle aziende stesse hanno imposto questi riti di massa collettivi nei quali tanti, troppo giovani si riconoscono, non certo chiedendosi cosa si sta facendo....ma solo che c'e da fare per essere come gli tutti gli alktri che stanno festeggiando, in quel luogo e in quel momento
occasione di consumo.....tutti abboccano....tutti felici e contenti !!!
lucillafiaccola1796 29 aprile 2011 19:21
beh su halloween ho cambiato idea... è un'occasione per divertirsi... invece di portare croci di legno, celtiche, ecc, è meglio la zucca che alla fine te la magni ed essendo color arancio, ti fa nache bene... tutto il resto è na' stronzata!
francescodeleo 30 aprile 2011 09:58
Ma facciamoli divertire sti ragazzi, sempre davanti alle console!
Lucio Musto 01 maggio 2011 13:37
@ sugar magnolia
Veramente, quand'ero bambino io (cioè nemmeno tanto tempo fa) l'anno si divideva a metà esatta il 15 giugno, quando finivano le scuole, dove però l'inizio dell'altra metà era il 1° ottobre, quando ricominciavano.
E se ti lamentavi, genitori e maestri ti davano gli scapaccioni per dimostrarti che eri tu, a non conoscere le frazioni!
Buon primo maggio, amico!
(indipendentemente se questo significhi per te buona festa dei manifestanti o buon Nuovo Beato!)
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